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Una notte niente male

Una notte niente male

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Charles Bukowski

Editore

Casa editrice Guanda


La presentazione e le recensioni di Una notte niente male, poesie di Charles Bukowski edite da Guanda. Le poesie di questa nuova raccolta di Charles Bukowski ribadiscono l'autoritratto «controcorrente » che da sempre è la cifra stilistica dell’autore: contro il perbenismo, contro le regole di un gioco sociale a cui non si può che perdere, contro tutto quello che costringe e imprigiona la sua natura di ribelle. Sono poesie in cui risuona potente la voce caustica e amara di un’America sotterranea e precaria, miserabile e sconfitta. Ma non è solo violenza e invettiva la poesia di Bukowski. C’è nel suo mondo un lato più segreto, che all’ombra della sua rabbia sopravvive e di quella rabbia si nutre e si fa scudo. Bastano i pochi versi sul fantino che non vince più, nemmeno a carte, oppure la malinconica constatazione delle affinità tra poeti e puttane, o ancora il ritratto terso e lucido dell’amore disperato di un classico come Catullo, e questa vena disperatamente romantica si rivela come un cielo che si apre. È «una malattia» dice lo scrittore, la sua malattia. Ed è stata la malattia di altri grandi prima di lui, un lungo emozionato elenco che, in uno dei componimenti più intensi della raccolta, vuole essere una sorta di genealogia tutta intellettuale: da Van Gogh fino a Céline e a Ginsberg, passando per Villon, Huxley e Burroughs e molti altri. Tutti ammalati come lui della stessa romantica pestilenza: una vocazione alla perdizione che annienta e distrugge, ma apre strade e speranze per chi resta. Ecco da dove viene la grande dignità di quest’America abbandonata e ferita.

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Esempio di rara e amara poesia

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Questa è una raccolta di poesie postume dell’autore, che esplorano diverse tematiche umane, sociali e psicologiche, riflettendo la natura e la scrittura di Bukowski: sempre ribelle e selvaggia. Le sue parole scuotono le coscienze della società bigotta e perbenista, grazie alle sue riflessioni acute, ironiche e pungenti sul mondo e sui suoi numerosi mali. L’ autore sembra ormai rassegnato e afflitto dall’andamento barcollante di una società cosi squallida e in perfetto declino, fatta e governata da uomini egoisti, arroganti, presuntuosi e ipocriti. Ma nonostante tutto, nei suoi versi sembra aprirsi uno spiraglio di luce e di tremolante speranza quando accenna a Catullo e alla sua poetica romantica, infondendo anche in Bukowski un’ isolita maschera di vacillante e nostalgica malinconia.

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Lettura consigliata
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