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Il profumo delle foglie di limone
 
Il profumo delle foglie di limone 2016-01-16 08:57:39 Vany
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Vany Opinione inserita da Vany    16 Gennaio, 2016
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Guarda attraverso il buio per poterli capire

La storia viene raccontata dalle due voci narranti protagoniste: Sandra e Juliàn. Sandra è una ragazza, incinta, piena di insicurezze, che lotta contro i suoi fantasmi (un amore che non riesce a corrispondere, l'incertezza del futuro, la disoccupazione, etc.), mentre Juliàn è un ottantenne vissuto, saggio, addolorato dalla morte dell'amata moglie e dedito ad una vita di vendetta nei confronti di coloro che gliel'hanno rovinata per sempre: i nazisti protagonisti delle inumane sofferenze che ha dovuto subire a Mauthausen. Ed è proprio la vendetta che lo spinge in Costa Blanca, a finire il "lavoro" iniziato anni prima da un caro amico e che lo porterà a conoscere Sandra, ignara di essere diventata il centro di interesse di un gruppo di vecchietti che, sebbene tanto strani, suscitano in lei emozioni contrastanti.
La scrittura è fluida e la trama risulta inizialmente avvincente. Il lettore cade subito nella smania di capire dove la scrittrice intenda arrivare, vivendo il racconto alternato di due protagonisti tanto diversi. Mi piacciono le trame che portano il lettore a documentarsi e ad approfondire tematiche ed infatti, conoscendo solo superficialmente la storia di Mauthausen, ho fatto ricerca ed appreso tante notizie che mi hanno aiutato ad entrare più in empatia con Juliàn.
Tuttavia, a parte questo iniziale momento di interesse per la trama, ho trovato il romanzo un po' lento. Il genere in cui è classificato il libro è "thriller psicologico" ma ritengo che l'inquadramento più corretto possa semplicemente essere "romanzo". Del thriller non ha veramente nulla, quindi, sebbene questo non sia un problema, potrebbe indurre il lettore ad aspettarsi un'esperienza di lettura significativamente differente (e questo, inutile dirlo, potrebbe infastidire, creando aspettative poi tradite).
La protagonista donna, in più, l'ho trovata scarsamente caratterizzata, sebbene l'autrice abbia cercato di conferirle tanti connotati caratteriali (l'insicurezza, la generosità e la solarità) che, in ogni caso, non la portano a spiccare ed a renderla indimenticabile, senza tralasciare il fatto che non suscita alcun tipo di affectio.
Infine, il finale deludente.
Capisco la motivazione che ha spinto la Giuria spagnola ad assegnare il premio Nadal a questo libro, che sicuramente è un bel romanzo e tratta un tema che provoca suggestione. Ma, sinceramente, credo che lo si sia troppo enfatizzato. Grande potere commerciale ma poca sostanza in un mare di lentezza.

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Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
"La variante di Luneburg" di Paolo Maurensig
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