Gli indifferenti Gli indifferenti

Gli indifferenti

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


La trama e le recensioni di Gli indifferenti, romanzo di Alberto Moravia. "Gli indifferenti" è il primo romanzo scritto da Moravia appena diciottenne e pubblicato nel 1929. Tema principale del libro è la rappresentazione della borghesia nel momento della decadenza nel passaggio da un'epoca all'altra, con tutti i suoi più grandi difetti: la superficialità, le ipocrisie e il suo clima di costante menzogna. Chi vive in questa società, come i protagonisti del romanzo, sono perciò "indifferenti" di fronte alla vita, sono degli inetti incapaci di agire ma solo in grado di subire passivamente ciò che gli accade, dei deboli e degli impotenti che non sanno provare delle passioni vere (per questo accostabili ai personaggi di Svevo e Pirandello). La struttura del romanzo richiama quella di una pièce teatrale; le vicende si svolgono in due soli giorni e sempre in interni borghesi che si alternano, descritti in modo preciso per rispecchiare la vita di chi li occupa, poiché la priorità di Moravia è la rappresentazione psicologica dei protagonisti. Il linguaggio è semplice ed essenziale volto a rendere in maniera realistica i pensieri dei personaggi e gli ambienti in cui si muovono.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 14

Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
4.3  (14)
Contenuto 
 
4.4  (14)
Piacevolezza 
 
4.0  (14)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
Prima di scrivere una recesione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate (quindi non scrivere solo 'e' un bel libro');
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms ne' errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire piu' di 3 nuove recensioni al giorno.
 
Gli indifferenti 2013-05-05 03:48:11 Bruno Elpis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    05 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 05 Mag, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cedo la parola...

Per commentare il romanzo-capolavoro di Moravia, questa volta … me ne sto zitto (!). E cedo la parola al prof. Angelo Fàvaro: si occupa di letterature classiche, di ibridazioni fra le arti e la letteratura, di teatro, e collabora con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Roma “Tor Vergata”, e con l’Associazione Fondo Alberto Moravia, di cui è Presidente Dacia Maraini.
Nessuno più di lui è titolato a commentare, visto che ha ideato e progettato la terza edizione del convegno internazionale “Alberto Moravia e la Ciociara – Letteratura. Storia Cinema” in programma per il 10 maggio a Palazzo Caetani a Fondi, nei luoghi del romanzo “La Ciociara”.
Queste le sue parole:
“Gli indifferenti come disse Moravia sono una tragedia senza la tragedia: una considerazione soltanto, se rileggiamo il romanzo, oggi, adesso, e ci concentriamo sul personaggio di Michele, sulle sue esitazioni, sulle paure, sulle reticenze, sulla sua coscienza rivoltata, vi ritroveremo la nostra gioventù. Gli indifferenti sono un grande romanzo sull’infelicità e sulla pulsione beffarda all’azione che confligge con l’impossibilità d’agire. È lo spettacolo della vita che viene messo in scena, quando la vita non si riesce a vivere. Quando non si riesce a cambiare il mondo che non si accetta e non si ama.”
Io, nel mio piccolo, posso solo dire che mi riconosco perfettamente in quello che Angelo ha detto dal profondo della sua cultura.
La mia mente va al sentimento di vuoto che ho provato quando, da giovane, ho chiuso le ultime pagine del romanzo, immaginando la festa alla quale Mariagrazia e “gli indifferenti” si stanno recando. Segno che l’autore aveva colpito il bersaglio. Nel centro del mio cuore.

Bruno Elpis

Nel mio sito ho pubblicato l’intervista realizzata con Angelo Favaro su Moravia. Davvero, è una ghiotta occasione per chi ama o sta studiando questo autore. Il link è il seguente:
http://www.brunoelpis.it/le-interviste/568-intervista-a-angelo-favaro-ideatore-dellevento-convegno-internazionale-alberto-moravia-e-la-ciociara-letteratura-storia-cinema-in-programma-per-il-10-maggio-a-palazzo-caetani-a-fondi-nei-luoghi-del-romanzo

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
La Ciociara, e altre opere dello stesso autore
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2013-02-03 15:05:23 aivlis
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
aivlis Opinione inserita da aivlis    03 Febbraio, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La palude (che originariamente doveva essere il ti

Carla e MIchele sono due personaggi di un'Italia fascista decadente. Vivono con coscienza la loro condizione sociale, disprezzano i pregiudizi, gli opportunismi, le falsità del mondo borghese in cui sono immersi...ma. C'è un "ma" che è il fulcro di tutta la questione su cui ruota il romanzo: essi non riescono a reagire, non riescono a muoversi nella palude, nella melma che gli immobilizza e li trascina giù; essi sono consapevoli della tragica situazione in cui si trovano ma non riescono a muoversi, preferiscono conformarsi e lasciarsi trascinare giù.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
01
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2013-02-03 14:19:48 SaraD.
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
SaraD. Opinione inserita da SaraD.    03 Febbraio, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

GLI INDIFFERENTI..

Alberto Moravia, appertenente alla corrente letteraria realista, esplora nelle sue opere i temi della sessualità moderna, dell'alienazione sociale e dell'esistenzialismo. Questo romanzo d'esordio (scritto in giovanissima età) ha dato un'impronta importante nella panoramica delle sue opere.
Il romanzo si potrebbe racchiudere in una domanda, la stessa che si pone il personaggio di MIchele ad un tratto del libro: "Ma allora?". Domanda che Moravia lascia senza risposta. Egli si impegna sul profilo psicologico dei personaggi e questo può deviare il significato del romanzo in quanto, ad una prima analisi, emerge la critica di una data società e la manifestazione di sentimenti pessimisti che, poi, Moravia stesso ha smentito dicendo che il suo intento era quello di fondere la tecnica del romanzo con quella del teatro: infatti il libro comincia con: "Entrò Carla". L'entrata è del tutto teatrale, come del resto tutto il libro, grazie appunto a questa analisi psicologica dei personaggi.
Un elemento importante è, sicuramente, l'indifferenza, una noia che porterà Carla e Michele, l'una a vivere nell'ipocrisia, senza passione, l'altro ad alienarsi. In qualche modo i due fratelli, deboli, proseguiranno nella loro noia indifferente, sebbene in due modi diversi.
Alla base c'è la debolezza, cioè la loro incapacità di essere felici o, quanto meno, di cercare di raggiungere la felicità: Moravia affida questo ruolo alle due giovani figure di Carla e Michele.
Per quanto riguarda Leo, Lisa e Mariagrazia, rispecchiano la colonna portante di tutto il teatrino della società borghese di quegl'anni, ne Gli indifferenti. I due giovani, avendo difronte questi tre esempi, decidono lo stesso di non tentare di cambiare le cose.
Un libro molto profondo a mio avviso, nel quale le chiavi interpretative possono essere svariate e Moravia ne mette molte a disposizione, se pur tra le righe. Si potrebbero scrivere migliaia di parole su questo romanzo e ciò, per me, è indice di un grande scrittore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2013-01-05 14:15:56 pupa
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
pupa Opinione inserita da pupa    05 Gennaio, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli albori del Realismo

Sostanzialmente "Gli indifferenti" è la storia di una famiglia borghese romana, i cui componenti raggiungono il loro epilogo nella noia e nell'indifferenza, intesa come inerzia morale, incapacità a vivere, abulia morale ed inettitudine. Quest'opera di Moravia ha rappresentato una lezione di Realismo estremo negli anni del Surrealismo e del Decadentismo in crisi. L'autore ha immesso nell'arte narrativa un mondo inconsueto; la realtà che ha tradotto e i modi linguistici di cui si è valso hanno accusato franchezza morale e una disinvoltura tecnica veramente singolare nella nostra letteratura contemporanea. Nel romanzo colpisce la convergenza d'un contenuto ostensivamente immorale e squallido con un'espressione secca e sbrigativa, disadorna e impoetica. i protagonisti contrassegnati da un distacco intellettuale che permetteva d'alienarli dall'autore e di atteggiarli in una parvenza d'oggettività fredda e scostante da poter sembrare quasi una diagnosi clinica. L'autore rappresenta nel romanzo modi di vita e una società in disfacimento in cui gli uomini appaiono impegnati solo esteriormente, ma sostanzialmente increduli e scettici. È questa la lezione data dal Realismo moraviano come si presenta nella nostra cultura. La tecnica narrativa si rileva in tutta particolare essenza poetica compositiva: si parte da idee astratte, l'indifferenza, la noia, l'immoralità, il sesso e l'ambiente e da questi temi vengono sviluppati i personaggi, l'intreccio, il clima storico sociale. Anche i protagonisti sono concepiti prima come tema e poi sviluppati come attori: è in questo senso che Moravia è narratore deduttivo. I suoi protagonisti non hanno svolgimento interiore, appena li presenta già sappiamo tutto di loro, conosciamo i tratti psicologici e i loro comportamenti, agiscono come vengono descritti inizialmente, senza colpi di scena. Tecnica narrativa che l'autore traspone nei propri personaggi: parte quasi sempre da una tesi da dimostrare e gli attori sono solo mezzi statici nei quali si accumulano e si ammucchiano le varie vicende.

Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2012-06-19 14:19:52 Laura4libri
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Laura4libri Opinione inserita da Laura4libri    19 Giugno, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Indifferenti, apatici e insensibili

Romanzo d'esordio di Moravia, narra tre giorni della vita di una famiglia borghese in decadenza nell'Italia degli anni venti. I personaggi sono pochi: la madre, vedova, che disperatamente cerca di mantenere legata a se il più giovane amante Leo. Leo, seppure più giovane di Mariagrazia, uomo adulto, di pochi scrupoli, che invece cerca di prendere le distanze dall' ex amante e aspira semplicemente a divenire unico proprietario della casa della famiglia grazie ad un ipoteca, e nel frattempo cerca di sedurre la giovane figlia Carla. Carla, una scialba ventiquattrenne, il cui unico fascino, dalle parole di Leo, sembra essere solo la giovane età. Infine Michele: un adolescente, non è ben chiara la sua età, perennemente in disputa con "l'uomo" Leo, di cui in parte accetta i consigli ma che non rispetta come figura maschile. Michele è descritto come insicuro, incapace di agire, suoi sono i lunghi monologhi su ciò che vorrebbe fare, ma che invece non riesce per noia e mancanza di carattere. Alla male assortita compagnia si avvicina Lisa, amica e probabilmente coetanea della Madre, ex amante di Leo, la quale cerca di sedurre il giovane Michele.
Fra questi personaggi si consuma la squallida vicenda: tre giorni spesi nell'inerzia di piovose giornate, cene e pranzi, conditi da dialoghi pungenti, pensieri mal celati, bugie e sotterfugi per ottenere ciò a cui i singoli aspirano, ben poco, viene da dire. Il tutto ambientato in vecchie case, un tempo lussuose che ora invece sono specchio dei proprietari, la stessa madre e Lisa, ma anche Leo; tutti e tre personaggi in declino, prossimi alla vecchiaia, dalla quale cercano di sfuggire legandosi a giovani amanti. In questa visione decadente della vita, la giovinezza rappresenta forse la delusione maggiore: posseggono la forza, l'età, la vita davanti, ma non sanno cosa farsene e si fanno trasportare dagli eventi incapaci di agire indipendentemente.
Romanzo cupo, decadente, sia nei toni che negli ambienti: sembra di assistere ad un film in bianco e nero. Personaggi mirabilmente belli nella loro "bruttezza" di esseri umani a cui non viene offerta nessuna opportunità di riscatto.
Un linguaggio a tratti d'altri tempi, ricco ma allo stesso tempo semplice e mai volgare: non indugia dove non è necessario. Non un romanzo per tutti: in circa trecento pagine succede veramente poco, ma è il modo, la tecnica utilizzata nel non raccontare praticamente nulla, se non attimi di vita quotidiana, che cela la grandezza dell'autore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2012-02-01 17:21:33 macchiolina
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
macchiolina Opinione inserita da macchiolina    01 Febbraio, 2012
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un maestro delle parole

Leggerei il racconto tenendo conto che è stato il primo romanzo esistenzialista italiano. Ma lo leggerei anche per il gusto di assaporare la potenza della scrittura di Moravia, le bellissime descrizioni di ambienti,stati d'animo,sogni,passioni che egli ci regala. In questo bellissimo racconto d'esordio i protagonisti sono tutti come ciechi nei confronti di coloro che li circondano.E' come se ognuno recitasse la propria parte senza saper ascoltare quella degli altri.E' come trovarsi sulla scena di un dramma dove si susseguono una serie di monologhi e dove gli attori,quando non è il loro turno,spariscono addirittura dal teatro.Ogni personaggio è chiuso irrimediabilnente nella propria ossessione: la madre nella gelosia che prova nei confronti dell'amante;la figlia nella sua decisione di concedersi all'amante della madre,che vede come unico modo di poter cambiare vita e che in realtà la porterà ad entrare a pieno titolo e finalmente rassegnata nella vita borghese;l'amante nel suo desiderio di possedere la figlia e i beni famigliari;il figlio nella consapevolezza della propria totale,completa,irrimediabile indifferenza.Anche se in alcuni momenti sembra che questo suo malessere sia dovuto più che al desiderio di una vita meno ipocrita e borghese,all'insoddisfazione di una vita priva di mezzi. -

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
21
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2011-08-19 11:00:13 ahab
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
ahab Opinione inserita da ahab    19 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

gli indifferenti?

“Gli indifferenti” di Moravia è una lettura che risale a un po’ di tempo fa (forse tanto). Per scrivere questa opinione, allora, ho dovuto riaprire il libro, rileggerne qualche passaggio, rinfrescarmi la memoria, grazie anche ai segni, appunti, note e punti interrogativi con cui uso “sporcare” le pagine dei libri.

Ma veniamo agli “indifferenti”. Personalmente ritengo che sia un romanzo appena sopravvalutato, forse perché alquanto elementare nell’allegoria e la cui trama, piuttosto forzata e non so quanto volutamente scandalosa (almeno per quei tempi, parlo del 1929), pecca di intrecci in cui l’elemento dominante, l’indifferenza, compare in maniera forse un po’ troppo ripetitiva.

È vero, l’indifferenza non è quella verso un’umanità corporea da strada, verso vite ai margini di un mondo “imperfetto”. Fosse così, tutta la storia dell’Uomo non sarebbe altro che un’evoluzione dell’indifferenza e ciò che separa l’“oggi” dal passato non sarebbero altro che sfumature.

L’indifferenza dei personaggi di Moravia scaturisce da un senso quasi di impotenza nel determinare ciò che accade, col risultato che il vuoto per la mancanza di ogni speranza nella propria esistenza finisce per ritorcersi verso gli stessi protagonisti. A loro stessa insaputa.

Ma l’allegoria, inquadrando il libro nel contesto storico in cui fu scritto, è molto evidente. L’indifferenza è quella della borghesia di allora, prona al fascismo e incapace di opporre una qualsivoglia strada politica. Sotto questo aspetto allegorico il libro è alquanto elementare, dicevo, e, a parte questo, concede solo vaghi temi esistenziali, per i quali un Sartre o un Camus o un Kafka potrebbero offrire, a mio parere, molto di più.

E poi il titolo: gli indifferenti. Trovo che non sia perfettamente corretto, in quanto i due protagonisti, Carla e Michele, avvertono un disagio intorno a loro fino a provare persino una certa insofferenza. Ora, l’indifferenza presuppone, invece, una totale assenza di emozioni o di sentimenti, mentre loro in ogni caso il sentimento di insofferenza lo avvertono. E anche della stessa borghesia di allora più che di indifferenza si deve parlare di incapacità di costruire un modello alternativo a quello del fascismo. Di certo non si può parlare di indifferenza: la politica è fatta di scelte, e l’indifferenza è assenza di scelta. Qui il discorso si fa un po’ troppo storico e, pertanto, mi fermo.

La prosa è realistica e questo rende la lettura agevole. Ma l’ostinazione con cui Moravia vuole rimarcare il concetto di indifferenza, porta, a mio parere, a intaccare lo stile. Del resto la stessa attenzione alla costruzione della storia ha sviato l’autore dalla cura della costruzione del periodo o nella ricerca di metafore o altro. Addirittura per tre volte (forse quattro, non ricordo bene, ma di certo tre) usa l’espressione “non più immobile di…”
Questo, sia chiaro, non sminuisce affatto l’opera e il suo valore letterario (me ne guarderei bene!). Voglio solo dire che, personalmente, sarei più portato a una certa attenuazione dei meriti di cui, chissà, forse a giusta ragione, gode il libro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2011-08-18 17:20:58 Ophélia Queiroz
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Ophélia Queiroz Opinione inserita da Ophélia Queiroz    18 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli indifferenti_Moravia

Ho interpretato questo romanzo in senso un po' diverso rispetto a qualche altro lettore che ha commentato prima di me e che temo ne abbia semplificato un po' troppo il messaggio. L'indifferenza di cui parla Moravia non è certamente quella per i mali della società, per i barboni per strada! E i personaggi non sono superficiali...sono piuttosto annichiliti, completamente smarriti, disposti a tutto, anche alla depravazione, pur di trovare una via d'uscita alla noia e allo squallore borghese. Carla e Michele sono le vittime di se stessi, della loro identità, non sono indifferenti alla miseria che vedono per strada (non ricordo neanche una pagina del romanzo in cui emerga questo aspetto), sono indifferenti a se stessi, disprezzano se stessi, e tutto ha una piega molto "esistenziale". Non è mia intenzione "fare una recensione alle altre recensioni" ma ci tengo a sviare chi passa per questa pagina dall'impressione che questo romanzo (che per altro adoro) sia stato scritto per fare una bella tirata d'orecchie a tutti quelli che rimangono insensibili di fronte al bisognoso che chiede una monetina; la grandezza di questo romanzo secondo me sta nell'analisi impeccabile della psicologia di questi due giovani, talmente demotivati e senza speranza da cercare volontariamente la propria rovina, talmente apatici da trovare l'ultima disperata soluzione nella violenza brutale contro se stessi, contro la propria vita. Rinunciare a qualsiasi forma di purezza, non credere più che nessun tipo di amore possa salvarti, abbandonarsi alla distruzione...mio dio che libro meraviglioso...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
133
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2011-06-13 06:22:52 Ginseng666
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    13 Giugno, 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2011
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un romanzo attuale...

Un romanzo attuale che per i contenuti che presenta può essere presentato in qualsiasi epoca.
Per quanto l'autore pare che lo abbia scritto in giovanissima età, evidenzia la superficialità della mente dei personaggi, che appaiono apatici e indifferenti di fronte alla vicende della vita, incapaci di sentimenti ed emozioni autentiche.
Ma si può calare benissimo nella realtà del nostro quotidiano in cui la folla passa indifferente ed algida davanti al barbone morto sul marciapiede, si scosta con disgusto di fronte al povero che stende la mano per un'elemosina di pochi euro e schiva con indifferenza l'estra-comunitario che ti offre calzini o altra mercanzia e che non ha altri mezzi per sopravvivere.
Che dire? A me a volte qualcuno mi ha confidato: "ho fame, signora comprami qualcosa" ed io ho allungato 5 euro per non essere del tutto indifferente, perchè tutto sommato io mi sento una persona di buon cuore, sono sensibile, ma questo non basta a diversificarmi dalla folla dei perbenisti che passano in fila davanti a chi è bisognoso, indifferenti e senza rimorsi.
Una volta, secondo Moravia era la borghesia a rappresentare "Gli indifferenti" ora secondo me non c'è più differenza fra borghesi e le altre categorie di persone che si dimostrano totalmente apatici nei confronti del prossimo.
Consiglio questa lettura a tutti per una doverosa riflessione che abbracci anche il nostro modo di vivere.
Saluti.
Ginseng666

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
132
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2011-05-28 19:28:59 chicca
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
chicca Opinione inserita da chicca    28 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 28 Mag, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

70 anni e non li dimostra

Opera prima pubblicata nel 1929, in questo libro sono racchiuse le tematiche care a Moravia che verranno poi ampliate nei successivi romanzi.
Moravia realizza un affresco dell'ambiente borghese degli anni Venti, dove la voglia di ribellione di Michele, la sua impotente insofferenza nei confronti della società e i personaggi che lo circondano, si dimostrano inetti e soffocati dalla noia. Trovo questo romanzo per tanti versi ancora attuale e stimolante e ne consiglio vivamente la lettura a tutti quanti.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2011-05-27 20:15:59 Rosaliaa
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Rosaliaa Opinione inserita da Rosaliaa    27 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'embrione

Moravia scrisse il suo primo romanzo (questo) quando era ancora un pupo e si sente: con realismo (un po' imperfetto) analizza la borghesia degli anni '20, una sorta di età del jazz alla romana. I protagonisti soffrono di non soffrire, circolo vizioso che non si cocluderà con la rivolta, ma che avrà scampo solo nella rassegnazione borghese-necessaria-infinita, che non terminerà (forse) se non in età avanzata con La Vita Interiore ma che, vedremo, fallirà. C'è scampo? Chi lo sa. Intanto vediamo in germe i primi temi ricorrenti dell'autore romano: la borghesia (cattiva, manipolatrice, stupida e indispensabile, come una matrigna) e il sesso (contributo freudiano).

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2010-10-25 18:21:40 Debs
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Debs Opinione inserita da Debs    25 Ottobre, 2010
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un classico

Un classico della lettura del 900...e come molti classici lascia a taluni l'inspiegabile quesito di come una storia così possa aver segnato le pagine della letteratura dello scorso secolo. A mio parere questo romanzo racchiude in sè molta più attualità di quanto apparentemente sembri. L'inettitudine, la passività e la noia dei protagonisti sono gli stessi che coinvolgono la nostra società, la frangia ridotta e benestante del globo. L'ambiente nei quali si muovono i personaggi è quello della borghesia benestante, dove i protagonisti hanno tutto e non sono contenti di nulla. Sembrano rassegnati dalla loro condizione di noia e insoddisfazione perenne, rincorrono il brivido in vie di dubbio gusto e sembrano alienati gli uni dagli altri. Carlo e la sorella sembrano due emeriti sconosciuti, sembra che a nessuno importi nulla degli altri, ma cosa ben più grave, importi qualcosa di sè stesso. L'atmosfera che si respira è tediosa e soffocante. Ma forse è proprio il ripudio verso figure cosi indifferenti nella vita spinge il lettore, una volta chiuso il libro, ad agire e a vivere la vita.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
40
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2010-07-17 10:44:18 paolodal
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
paolodal Opinione inserita da paolodal    17 Luglio, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

rinunciamo all'anestesia!

Dovremmo rinunciare all'anestesia, almeno qualche volta. Capolavoro indiscutibile del '900, in quanto descrive mirabilmente i caratteri della borghesia di quest'epoca. Stupisce come Moravia, appena diciottenne, avesse gia' sviluppato questo tipo di sensibilita'. Descrizione intima avvincente di persone di buona famiglia, incapaci di soffrire, ed incapaci di gioire. Personalmente, io, cresciuto nel riflusso degli anni 80, in un Nord dove, fra i padroni delle fabbrichette ed i loro operai non si capisce chi sia piu' sfigato, non ho mai pensato che la differenza sociale fosse una caratteristica rilevante della nostra societa'. Ringrazio Moravia per avermi fatto capire che l'uomo, imborghesito, perde la capacita' di soffrire e amare veramente. Troviamo piu' comoda l'anestesia del nostro piccolo benessere, del nostro orticello di piccole comodita' faticosamente conquistato. Perdiamo empatia. Non piangiamo piu' se qualcuno muore. Non ci rallegriamo se l'amico ha successo.
In generale per altre cose non la penso come Moravia, ma quando uno e' un Grande bisogna dirlo, seppur ''obtorto collo''.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
la maggiorparte dei blog su internet
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Gli indifferenti 2010-07-06 13:24:43 faye valentine
Voto medio 
 
1.3
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
faye valentine Opinione inserita da faye valentine    06 Luglio, 2010
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Totale indifferenza

Mio primo e ultimo libro di Moravia, Gli Indifferenti narra la storia di intrighi sentimentali all'interno di una famiglia che di intrigante nulla ha. Una serie di vicende a tratti voyeuristiche, a tratti paradossali, che dovrebbero mettere in luce appunto l'indifferenza e la passività dei protagonisti di fronte alla vita. La storia narrata potrebbe ispirare una soap opera e il ritmo della narrazione a questa ben si adatterebbe, in quanto è a dir poco lento. Un romanzo che ha suscitato in me una totale indifferenza... siamo ben lontani dall'Inetto per eccellenza Zeno Cosini!!! non lo consiglio, leggete Svevo piuttosto!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
57
Segnala questa recensione ad un moderatore