La noia
Letteratura italiana
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Narrazione di una "noia" attualissima
Pochi autori possono fregiarsi dell'appellativo di "narratore" come Moravia. La sua capacità di raccontare è cristallina, limpida, avvolgente. Si possono preferire altri scrittori, che magari orientano la loro ricerca stilistica su più o meno riuscite sperimentazioni, ma, per i lettori che pretendono una STORIA che li catturi, Moravia è sicuramente uno degli autori ideali.
La trama non è infatti basata su un intreccio chissà quanto originale, eppure, in virtù delle capacità "affabulatrici" dell'autore, FUNZIONA: Dino, un pittore "annoiato" dai clichés borghesi, e la giovane, sfuggente, Cecilia allacciano una relazione, che alimenta l'ossessione di lui quanto più scopre le bugie e e tradimenti della ragazza, spesso da lei stessa candidamente confessati. La frustrazione di Dino sarà esacerbata dalla refrattarietà inaspettata di Cecilia ad un legame "convenzionale", al quale lui cerca (invano) di piegarla, ricorrendo a quei valori borghesi basati sul possesso materiale anche delle persone, che lui aveva sempre disprezzato nella propria famiglia. Per sconfiggere la noia che lo attanaglia, Dino dovrà sfiorare la tragedia, che gli rivelerà un alternativo contatto con la realtà.
Pubblicato nel 1960, "La noia" è un romanzo che ha ancora molto da dire, basato com'è su problematiche quanto mai attuali in un'epoca di crisi economica e sociale come la nostra, che impone una rivalutazione dei valori su cui si fondano i rapporti interpersonali, al di là del binomio sesso-denaro presentato da Moravia come cardine su cui ruota la società contemporanea.
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Uno scrittore potente
E' la storia di un uomo,anzi un ragazzo,che da quando ha ricordo di se stesso convive con questo sentimento quasi insopportabile che lui chiama Noia.Ma per noia dobbiamo intendere incomunicabilità. E' il primo libro che leggo di Moravia e mi chiedo come ho fatto fino ad ora ad ignorare questo scrittore potente la cui scrittura è lucida,avvincente, chiara e piena di pathos. -"Cecilia,non pareva mai aver visto nè osservato niente,pur essendo vissuta non già un minuto,ma anni,di fronte all'illustrazione della propria esistenza."
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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Gli intellettuali
Non è certo il capolavoro di Moravia che, finora, attribuisco stabilmente a “La Romana”. Il romanzo è lento e monotono, la noia affiora ma non come sentimento volontario che l'autore non riesce a controllare – perché non è malessere, ma solo incapacità di cogliere il punto preciso dei fatti e scoraggiamento sulla possibilità di raggiungerlo. È comunque una gran bella opera ai livelli più alti dell'autore; ma se i lettori intellettuali non l'avessero infarcito di tutte le fantasticherie di capolavoro, non mi sarebbe venuta tanta delusione d'aspettativa. L'avrei forse anche messo un pelino sotto “La Romana”, indubbiamente, la perfezione.









