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Viaggio nella mente di un serial killer
Mila Vasquez ha un dono: ritrovare le persone scomparse, un sesto senso che la porta a vedere o sentire particolari che normalmente passerebbero inosservati.
Viene inviata a lavorare su uno strano caso: un cimitero di braccia, tutte sinistre, tutte appartenenti a bambine!
Mila andrà cosí ad affiancare la squadra dell'arrivista capitano Roche, nella quale lavorano Boris, giovane scapolo dal passato travagliato e dal talento innato per gli interrogatori: in passato nessuno é mai riscito a nasconderglila verità! Con Boris fa coppia fissa l'inossidabile Stern, ormai un veterano prossimo alla pensione, sempre impeccabile nel suo completo giacca e cravatta che ricalca la sua perfezione sul lavoro. Con loro lavora pure Sarah Rosa, specialista nell'informatica dai modi bruschi e pungenti.
La squadra di Roche si avvale della collaborazione del criminologo Goran Gavila, u
No dei piú rinomati specialisti in materia di serial killer, il quale opera con intuizioni brillanti entrando in una sorta di empatia con l'assassino.
Questa é la squadra che il bravissimo Carrisi mette in campo per un esordio narrativo a mio parere strabiliante!
Non so se vi é mai capitato di trovare il libro giusto nel momento giusto, conoscevo questo auto dopo aver letto "il tribunale delle anime" che mi era piaciuto molto ma, quest'opera mi ha letteralmente rapito, la capacità dell'autore di collocare le sue nozioni ed il suo sapere in materia di psicologia e criminologia risulta scorrevole e ben inserito nelle righe di quello che é e si prefigge di essere esclusivamente un romanzo senza acere pretese di insegnare nulla.
Se devo cercarne un neo, on mi é piaciuto l'utilizzo dinomi stranieri e di un'ambientazione mai palesata ma chiaramente non italiana, perché? Credo che Carrisi sia molto innovativo nello stile o quantomeno nel genere dei thriller psicologici in Italia (confesso la mia ignoranza in materia e nel caso esistessero altri autori vi prego si segnalarmeli perché mi é piaciuto molto il genere) e "italianizzare" un minimo il contesto sarebbe stato a mio modesto avviso un particolare molto intrigante.
Resta comunque un bellissimo libro di unautore bravissimo che consiglio agli amanti del thriller, che vogliono leggere qualcosa di diverso, a volte dai toni forti e crudi ma, molto curato.
Buona lettura
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Scheletri nell'armadio
Mila Vasquez, col suo scheletro nell'armadio, è un'investigatrice privata specializzata nel ritrovamento di persone scomparse.....specialmente bambini...,che viene assegnata alla Squadra Speciale guidata dall'oscuro criminologo Goran Gavila.
Dopo il ritrovamento di cinque resti in decomposizione di braccia sinistre appartenenti a bambine fra i 9 e i 13 anni, inizia la caccia all'astuto serial killer "il nemico", "LUI" , "IL SUGGERITORE", che mette costantemente alla prova la Squadra con inganni per impedire di individuare il vero colpevole di tutto quel massacro.
Mila con le sue intuizioni porta avanti il gioco dove il male è il protagonista ,...trovano un altro braccio sinistro e, un'altra bambina è scomparsa ,ma stavolta è cambiato il modus operandi.....c'è la possibilità di trovare la bambina ancora viva.
L'incubo continua...LUI è sempre un passo davanti a loro.
Cosa nasconde Mila, qual'è il suo segreto, cosa c'è nel suo passato che la lega a questa indagine?
Molto intrigante, complicato ma ben scritto...mi è piaciuto molto ma difficile accettare che questo libro sia ispirato a casi reali....ma è la pura verità.
Una lettura da non perdere......
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Troppo “americano”
Il team di investigatori guidato dal criminologo Goran Gavila deve indagare su un caso a dir poco inquietante: cinque ragazzine sono scomparse negli ultimi venticinque giorni e di loro non si ha nessuna notizia finché in un bosco vengono rinvenute delle braccia umane, tutte sinistre, palesemente riconducibili alle stesse bambine. La macabra scoperta aggiunge un mistero in più: gli arti infatti sono sei e finora non è stata sporta nessuna ulteriore denuncia di scomparsa. Ma allora a chi appartiene il sesto braccio? Perché tutta questa violenza su degli esseri così indifesi ed innocenti? Ad aiutare la Squadra Speciale viene chiamata Mila Vasquez, agente esperta nel ritrovare persone scomparse ma alla sua prima esperienza con un serial killer. Il suo inserimento non sarà esente da problemi ma si rivelerà decisivo nello sviluppo dell’ indagine. Nonostante la troppa violenza il libro parte bene ma sembra perdersi un po’ strada facendo, pagando un’ eccesiva voglia del suo autore di stupire continuamente il lettore con un abuso di colpi di scena che, se da un lato danno vivacità alla storia, dall’ altro spezzettano e rendono confusa la trama. Donato Carrisi usa uno stile un po’ stereotipato, con una prosa abbastanza elementare e dei personaggi poco originali anche se ben delineati, dimostrando di andare troppo dietro al prototipo trito e ritrito dei thriller commerciali d’ oltreoceano che, con tutto il rispetto, saranno anche avvincenti e venderanno pure un sacco di copie, ma con la letteratura hanno poco da spartire. Un libro fin troppo “americano” consigliato solo agli amanti del genere o a chi vuole rilassarsi con una lettura leggera e scorrevole, senza troppe pretese.
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Gratuitamente violento!!!
A Carrisi piace giocare facile. Cerca l'originalità speculando sui più delicati dei sentimenti: i bambini!!!
La trama si attorciglia su se stessa in una escalation demenziale: violenza, serial killer, veggenti,... ci mancavano solo glia extra terrestri! Ovviamente, come tutte le trame complesse, poi non riesce a venirne fuori se non con banalità e contraddizioni.
Diciamo che anche la sua foto nel retro copertina non aiuta ad apprezzare il libro.
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sono perplessa
... ero a casa ammalata e ho inizato a leggerlo. Man mano che procedevo pensavo: con tutti quei triller americani che mi sono sciroppata in passato perchè non anche questo? Poi subito dopo mi sono accorta che lo trovavo intrigante ed ero compiaciuta dal fatto che riuscivo a prevedre le mosse in anticipo; ma questo non è un bel segno per un triller! Poi verso la fine è arrivata la scena di sesso e allora mi sono detta "la ricetta è complata, il Carrisi ha seguito passo passo il manuale e il risultato è una cenetta da non buttare via" ma subito dopo è arrivata l "urgenza" nella descrizione del bacio. Oddio mancava solo il turgido e avrei iniziato proprio a divertirmi ma mi sono dovuta accontentare.
Che dire, divorato l'ho divorato, digerito anche ma alla fine non mi ha convinto, tutto sommato è stato un collage di dejà vu.
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un perfetto thriller made in Italy
Carrisi è la conferma che i "gialli" li sappiamo scrivere anche noi italiani. Ho letto questo libro tutto d'un fiato, la curiosità mi spingeva a non spegnere la luce e a continuare a leggere fino allo stremo delle forze. Un libro pieno di colpi di scena assolutamente imprevedibili, un libro che non ti fa intuire la soluzione neanche per un momento e che riesci ben a comprendere solo all'ultima pagina.
....vorrei solo dire una parola a coloro che nelle loro recensioni svelano la fine dei libri: rileggete la fine del libro, visto che non avete ben compreso chi fosse in realtà il suggeritore......
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Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2012
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Nei meandri oscuri della mente....
Un vero e proprio susseguirsi di emozioni forti e colpi di scena a ripetizione. E' questo, insieme ad una narrazione incalzante, il miglior pregio del romanzo di Carrisi che ci conduce in una intricata trama di delitti e serial killer. L'ispirazione sembra essere il romanzo di Thomas Harris "Il silenzio degli innocenti" e l'omonimo film. Il personaggio di Mila ricorda la Clarice Starling del libro di Harris ed anche l'intera vicenda rimanda in molti momenti a questo romanzo. Nonostante ciò "Il suggeritore" si legge tutto d'un fiato per il ritmo travolgente che cattura il lettore fin dalle prime pagine. Siamo davanti alla rappresentazione del lato buio, oscuro dell'uomo, alle debolezze ed ai contorti meandri della mente. Le paure più nascoste e la possibilità per l'uomo di compiere il male viene esposta in maniera chiara, diabolica, come una condanna alla quale è difficile sottrarsi. "Dio è silenzioso" mentre "Il diavolo sussurra". Si racchiude tutto in queste due frasi il senso della lotta interiore che ogni individuo deve compiere con se stesso per non farsi dominare dai suoi istinti più sordidi e dalle sue paure e follie, per impedire di esprimere quella capacità di compiere atti orribili. Un libro che turba realmente perchè si percepisce chiaramente la malvagità del "Suggeritore", archetipo dell'orribile abisso che si cela in una mente mostruosa ed affascinante al tempo stesso. Il romanzo ha alcune momenti piuttosto illogici (Mila che si reca di notte in un vecchio orfanotrofio buio illuminata solo dal display del telefonino, la suora medium....) ma a parte alcuni passaggi un pò forzati ed alcuni colpi di scena forse troppo ad effetto,la lettura è coinvolgente e ben strutturata. I misteri vengono risolti con diabolica abilità narrativa e l'ambientazione indefinita (non viene mai specificato il luogo dei fatti) risulta suggestiva perchè rende la vicenda ubiquitaria. Siamo in un curioso "dovunque"... I personaggi infine sono ben descritti ed anche se rappresentano gli stereotipi del genere (l'agente speciale, il criminologo, il poliziotto anziano e saggio, l'ispettore capo arrivista e via dicendo) hanno tutti una loro intensa ed a tratti dolorosa umanità che li rende "vivi" agli occhi del lettore.
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Ultimo aggiornamento: 04 Gennaio, 2012
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Le impronte digitali
CONTIENE SPOILER
A me il libro è piaciuto.
E' scritto bene in maniera scorrevole e francamente non trovo disdicevole il fatto che non vi sia una specifica ambientazione.
Posso forse convenire sul fatto che il finale è un pò troppo sbrigativo e che avrebbe meritato un maggior sviluppo.
C'è però una cosa che mi ha lasciato abbastanza perplessa.
Il suggeritore non è altri che lo "stupido" (come lo definisce Mila nel suo racconto a Goran) Steve Smitty che anni addietro l'aveva rapita e che era stato processato ma assolto per la mancata testimonianza delle sue vittime (Mila e Linda).
Se Steve è stata processato gli avranno sicuramente preso le impronte digitali. Come mai dette impronte non hanno alcuna corrispondenza con quelle dell'enigmatico recluso RK-357/9? In qualsiasi casellario giudiziario un qualche riscontro dovrebbe esistere.
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Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 2011
Ci mancava solo...
CONTIENE SPOILER
Decisamente un brutto romanzo! Carrisi scrive bene e con scorrevolezza ma, oltre questo, non c'è niente. Troppa carne al fuoco, troppi cattivi e troppi buoni che diventano, prevedibilmente, cattivi. Ambientazione anglosassone di cui non si sentiva il bisogno. Personaggi ricalcati dai vari Criminal Mind con l'aggravante del (quasi) lieto fine. Tutti insieme, compresa la galeotta in permesso speciale, a festeggiare un compleanno. Devo smettere di fidarmi dei consigli degli amici: spendo soldi inutilmente e m'arrabbio pure!
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Finzione sanguinolenta
Mi sentivo predestinata verso questa lettura. Ho comprato il libro in libreria e poi ho scoperto che già l'avevo messo in lista per prenderlo in prestito in biblioteca. Non ho resistito all'acquisto.
Ho fatto una fatica tremenda a leggerlo. Avevo costantemente la sensazione di qualcosa di finto: come quando si va a teatro e invece di seguire la trama sei lì distratta/o dalla recitazione scarsa degli attori... e continui a pensare che stanno recitando... e ti rovini lo spettacolo:
- finto per la grande quantità di sangue e di violenza gratuita,
- finto per i personaggi per i quali già immaginavo che cosa avrebbero fatto nel prosieguo (del tipo: vuoi vedere che questo tizio lo inserisce per questo e per quell'altro motivo? esatto!!!),
- finto per certe descrizioni leziose e prolungate all'infinito giusto per riempire le pagine. Della serie: ma quand'è che arriva al dunque?
Ho pensato più volte di lasciarlo. E più volte l'ho lasciato lì per giorni e giorni.
La non-ambientazione di cui parecchi lettori parlano (in bene o in male) la trovo semplicemente una incapacità dell'autore di situare la sua storia in un contesto veramente reale, concreto, verificabile. Se vuoi scrivere in "americano" ti devi informare dettagliatamente prima! Ma anche così si trovano comunque delle incongruenze.
E poi il finale. Peccato che non se possa discutere in un forum ad hoc con chi i libri li ha già letti fino in fondo... Io non ho capito il finale di questo libro. Sono rimasta così, sospesa e - sinceramente - molto incazzata.
E sono anche qui che mi domando: ma com'è che l'hanno pure premiato? Ma com'erano i concorrenti....? brrrrrrrr
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Soffocante
..."Stiamo accanto a persone di cui pensiamo di conoscere tutto, invece non sappiamo niente di loro...". Pensava a quella frase come una verita' banale, non all'altezza della sua intelligenza. Finche' non s'era trovata coinvolta in quel che diceva. Eppure, proprio lei avrebbe dovuto capirlo. Lei, che gli aveva detto "E' dal buio che vengo. Ed e' dal buio che ogni tanto devo tornare".
Il suggeritore e' un romanzo d'esordio di forte impatto.
Inquietante, oscuro, plumbeo. Una storia turbolenta, in cui Mila e Goran, i protagonisti del romanzo, danno la caccia ad un serial killer spietato e che sembra troppo scaltro per essere preso. Un sadico che dopo aver rapito 6 ragazzine fa in modo che la polizia ritrovi, tutte insieme, solo 5 braccia sotterrate.
Ma dove sono i corpi?
I corpi vengono rigettati a galla come la pioggia incessante sputata dai tombini ai bordi dei marciapiedi. E dietro ogni corpo si cela una mela marcia. Qualcuno che aveva un misterioso segreto da proteggere. Un segreto che solo il serial killer conosceva. Fino a quel momento.
"Dio e' silenzioso... il diavolo sussurra..."
O forse nel caso di Carrisi sarebbe meglio dire che il diavolo "suggerisce".
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Il cubo di Rubik
E che gli dici a uno che scrive un romanzo così? Bravo!
Carrisi compone il cubo di Rubik, una storia multisfaccettata che come la giri ti acchiappa e ti sbatte per terra. Tante volte in fila. Un thriller che giustamente non è ambientato in Italia, perchè forse farebbe ridere... è un esperanto geografico, nomi di tutte le latitudini, facce volutamente oscure. Segreti che si intrecciano, che si insinuano come gambe sensuali... ottimo lavoro!
Fin qui il buono... non prende la quinta stella perchè ci sono alcune cosette che non quadrano... avete presente i bambini che imbrogliavano staccando gli adesivi del cubo? Ecco, alcune volte Carrisi se ne approfitta... però è da riprovare, lo farò presto ;-)
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COLPI DI SCENA... FORSE TROPPI?
"Tutti abbiamo avuto una debolezza almeno una volta nella vita...ognuno di noi ha il suo piccolo o grande, inconfessabile segreto"... è una frase emblematica del criminologo Goran Gavila che si trova ad indagare, con la sua squadra, su una seie di agghiaccianti crimini. Il ritrovamento di una fossa nella quale sono state sepolte le braccia di sei bambine rapite e lasciate morire dissanguate, da il via all'inchiesta che si sviluppa a spirale attorno ad omicidi sempre più violenti ed efferati. Il killer infatti usa i cadaveri delle bambine per indicare alla polizia i colpevoli di altri crimini odiosi: pedofili, assassini, stupratori. Al gruppo si unisce anche Mila Vasquez, la protagonista del libro, specializzata nel ritrovare bambini scomparsi. In questo thriller niente è come sembra, e i colpi di scena si susseguono ad un ritmo così serrato da scivolare forse nell'esagerazione. A volte sembrano addirittura irrealistici. Altro dettaglio difficile da digerire è l'intervento di una medium per risolvere parte dei misteri fondamentali del libro...
Il finale comunque mi è piaciuto e la suspance è assicurata. Di certo un libro che piacerà agli amanti dei profiler dell'FBI.
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Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 2011
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Sei = Seven meno 1?
Bisogna fidarsi dell’istinto ogni tanto.
Ti aiuta anche quando inizi libri che nelle prime pagine contengono frasi di questo tipo:
“La bruma scivolava come un sudario, spogliando i profili delle colline. Intorno, i profumi del bosco, mischiati e addolciti dall’umidità della notte che risaliva lungo gli abiti, strisciando fredda nella pelle”
Oppure, quando i primi quattro protagonisti si chiamano così: Goran Gavila, Mila Vasquez, Sarah Rosa, Klaus Boris (“c’erano un italiano, un francese, un tedesco e un americano …”)
Invece, no. Negli anni ho imparato a non fidarmi della prima impressione e, messo da parte l’istinto di ragno, ho continuato a leggere il libro fino alla fine.
Che dire? Carrisi non scrive per niente male, e in qualche punto la storia ti prende pure, i riferimenti agli autori americani di genere ci sono tutti, la trama è molto costruita, con l’intento di stupirti dall’inizio fino alla fine, ma caro Donato, mi domando, a che pro?
In questo libro è tutto drammaticamente esagerato, dai buoni, descritti sostanzialmente come una manica di disperati, al serial killer, che per la sua intelligenza e competenza mostrata in diverse discipline sicuramente sarà stato candidato a più premi nobel, oltre ad avere una moltitudine di lauree. Oppure è il Male in persona (e anche qui, mio caro …), per non parlare dei colpi di scena, tanti, troppi, alcuni decisamente assurdi.
Trovo più interessante invece cercare di capire come mai ha avuto tutto questo successo, forse perché c’è ancora voglia di stupore, di leggere storie che anche se sono poco credibili risultano comunque fantastiche, che ci fanno “sobbalzare dalla sedia”, ci “lasciano senza respiro”, ci “tengono incollati fino all’ultima pagina”, senza se e senza ma.
Ed è proprio a questo che sto pensando, mentre osservo nella quarta di copertina Donato Carrisi, che mi sorride con lo sguardo concentrato, come un Ken Follett senza capelli, e guardandolo mi domando: Donato sei forse tu il Suggeritore?
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Una chiusura veloce.....
Si legge bene tutta la fase iniziale che è molto curata e dettagliata, ma poi si perde, in circostanze poco verosimili. La spersonalizzazione dei luoghi in previsione di un adattamento cinematografico fa perdere un po' fascino all'ambientazione. Ci sono chiari riferimenti agli USA e degli inserimenti italo-europei.... un po' di confusione. I personaggi un po' stereotipati. La parte finale sembra sembra senza idee!! E' come se il libro fosse stato pensato, costruito e articolato in duo o tre anni poi a pagina 350 gli hanno detto "domani si va in pubblicazione!!" ed ha chiuso in nottata!! Comunque sono dell'opinione che va letto per farsi una idea. Ho appena iniziato il suo secondo libro "il tribunale delle anime" ..... a risentirci!!
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bello ma non il finale
Un autore italiano che scrive un po' all'americana , con ritmo veloce e preciso . In alcuni punti ci sono delle vere e proprie ricapitolazioni proprio per non perdere mai il filo . Le pagine sono tante ma nonostante cio' si arriva in fondo con facilita' .
Manca una collocazione ambientale precisa che limita l'immaginazione del lettore . Manca anche una certa ampiezza narrativa : il racconto e' un po' " blindato " e alla fine ci si aspetta esattamente quello che arriva a succedere perche' Carrisi parte da un nucleo di personaggi e ci gira sempre attorno . Per questo il finale e' un po' deludente .. senza il botto .
Ma comunque e' un libro che consiglio : penso che Carrisi sia un autore molto promettente.
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Pensare come un criminale
Libro stupendo, che dà vere emozioni, davvero fino all'ultima pagina. Per i bambini, per il ruolo di Mila, per i colpi di scena, per la forza del gruppo, per la debolezza della mente. Mi ha colpito la frase "la vita dei bambini dura un giorno, da quando si svegliano a quando vanno a dormire". A volte in questo giorno irrompono fatti o persone che li fanno diventare adulti d'un colpo, prima che il giorno finisca, facendo loro conoscere tutto il male del mondo. E' un libro alla "Criminal Minds", con una squadra che lavora e indaga con un unico cervello pulsante, con la forza dell'intuito e del pensare insieme. Il Pensatoio è una trovata geniale e l'autore è veramente eccellente, in ogni pagina.
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Bello !
a me è piaciuto molto sopratutto la seconda parte ovvero quando si entra nel "vivo" l'ho trovato ricco di colpi di scena certo qualcuno prevedibile e qualcun'altro evitabile ma in sostanza scorre bene e ti tiene incollato fino alla fine.Apprezzo anche il fatto che un autore italiano si sia "immedesimato" così bene in una realtà così diversa.Il protagonista poi, come quasi sempre accade in storie del genere è inevitabile che abbia un legame (anche solo di esperienza vissuta) con l'assassino...
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bel mattoncino...
tutto sommato e' un bel libro, scritto in un modo diverso,"particolare"...
e qui arrivano i "ma"...non sono riuscita ad immedesimarmi con i personaggi,forse per le poche descrizioni fisiche e per le troppe descrizioni di caratteri; non si riesce a capire dove si svolgono le vicende; ci sono troppe storie,anche se interessanti, che si intrecciano tra loro;
e' un bel mattone ma ve lo consiglio!!!
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Il suggeritore.
Chi è il "suggeritore"?
Un libro da quale avevo tante aspettative viste le recensioni lette e gli amici che me ne avevano parlato bene ed invece è stata una delusione!
Quando ho un libro del genere tra le mani spero sempre di leggere una storia serrata, dalla quale non riesco a staccarmene, perchè voglio conoscere i segreti, i misteri, le verità nascoste invece qui mi sono trascinata pagina dopo pagina ed anche quando c'è stato qualche colpo di scena, l'impressione non è stata di stupore, ma mi è sembrato ci conoscere già cosa sarebbe successo e chi agiva nel male.
L'unica novità di questo thriller è la figura del "suggeritore" di un uomo che agisce nelle menti dei più deboli portando loro a far commettere fatti orribili e restando impunito perchè lui agisce nell'ombra senza lasciare indizi e prove!
"Uccidere, uccidere, uccidere....!"
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un mattone ben orchestrato
È senz’altro scritto bene: anzi, più che scritto bene, visto che ne Il Suggeritore l’autore ha saputo imprimere un ritmo e una scansione delle frasi ben architettate. Però lasciatemi dire che c’è una trama che non finisce mai: e l’omicida seriale è già visto in tutte le salse. “Buio” di Dacia Moraini è senz’altro migliore, e non ti devi sorbire un mattoncello di circa 500 pagine come il libro di Carrisi. L’eroina, il personaggio principale della storia, ha tutte le forme tranne che quelle femminili. Non si trova femminilità in questo personaggio, magari diamo la colpa al suo stato psicologico, alle sue turbe psiche, al pregresso dramma che attinge più alla scrittura poetica che alla resa credibile dei fatti. Inverosimile. Vabbè. La scena d’amore che la coinvolge mi pare priva di erotismo: dico erotismo consono alla psicologia del personaggio. Il finale del romanzo lascia perplessi: finale regalato, alla sanfasò, e dopo che hai tanto letto non glielo perdoni all’autore!
Il genere narrativo è attinente al genere di certa scrittura americana, e allora? Mica devo valutare un romanzo se ben s’infila in un genere letterario rispetto a un altro. Difatti, se ho citato “Buio”, un libro a tutti gli effetti “italiano”, un motivo per me deve esserci. I luoghi che narra Carrisi sono di seconda mano: privi di sapori e atmosfere: sono luoghi “letterari” e, in quanto tali, rendono l’idea, ma a fine lettura ti rimane un mazzo in mano.
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Divisibile a metà
Nel complesso è un bel thriller: scorrevole, avvincente, intrigante. Si fa leggere molto volentieri e a tratti dà vera e propria dipendenza. Però credo che il libro debba essere diviso in due parti:
- La 1^ parte è veramente ben fatta. Dà leggere tutta dun fiato. Benché all'inizio alcuni scenari mi sembravano come già letti, il modo di scrivere presenta invece caratteri particolari e originali. Es. ogni capitolo finisce con un piccolo colpo di scena; non c'è un solo detective ma una squadra che analizza in gruppo ogni singolo indizio; lo scrittore dà la possibilità al lettore di analizzare direttamente gli indizi dati mediante la lettura di verbali, lettere, ...). La 1^ parte è da 5 stelle.
- la 2^ non regge il confronto. Talvolta, per ricercare indizi (poco realistici), l'Autore sembra arrampicarsi sugli specchi. Inoltre, vi sono continue storie e flash back che vengono raccontate tutte alla fine e che, secondo me, appesantiscono la storia principale.
Tutto sommato un bel libro. Credo comunque che uno scrittore italiano al suo primo libro, che scrive questo genere, meriti tutta la mia stima e spero che continui.
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Intrigante,ma...
Ho letto questo romanzo nell'intera durata di un volo Milano-New York e ritorno.Senza alzare la testa dal libro!
La pubblicità che ne era scaturita era molta e la mia curiosità, come amante dei gialli, era pari ad essa!
Pur nutrendo qualche riserva , non riuscivo a smettere di leggerlo:il contenuto del romanzo mi è parso buono al 90%, nel senso che secondo me si è...perso verso il finale, che mi ha deluso.
La vicenda è densa di colpi di scena, di continue sorprese, tali da destabilizzare il lettore:io ho trovato intrigante ed originale questa visione del Male a cerchi concentrici, come gettando un sasso in uno stagno : guardando un orrore ne scopri un altro, e via via....
Ogni persona si scopre diversa da quella che sembrava, e "contagiata" dal male con cui è a contatto...
Ogni persona nasconde segreti, anche chi pareva insospettabile...
Per quanto riguarda il luogo Indefinito ed i nomi stranieri non sarei così severa; può essere dovunque, a scelta del lettore, secondo la sua immaginazione...
Per concludere: nonostante il finale un pò frettoloso e "tirato per i capelli", io gli assegnerei un Più che buono!
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Splendido
piacevole, avvincentissimo, bellissimo.
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Promosso ma con riserva
Ero molto incuriosito da questo libro, soprattutto dopo aver letto i commenti entusiasti e l'altisonante numero di edizioni (ben 10 ristampe) anche se generalmente questa cosa mi lascia sempre perplesso (e non faccio male....).
Le cose che vanno bene: Carrisi è bravo a creare una suspence continua. In pratica non ci sono cedimenti nella narrazione, piena di colpi di scena soprattutto nel finale, quando le ipotesi si ribaltano completamente. Inoltre l'efferatezza degli omicidi ha il suo sinistro fascino.
Le cose che non vanno bene: i personaggi sono tagliati con l'accetta (Mila è la tipica "woman with a past", incapace di amare, una tutta d'un pezzo con molti scheletri nell'armadio, e la sua apparente inesperienza nel team la avvicina ancora di più a quella Clarice Starling de "Il silenzio degli innocenti"), ambientazione anonima forse fatta per sprovincializzare il prodotto e renderlo appetibile ai mercati internazionali (quanto conta invece il contesto in un libro del genere....), intreccio nella parte finale un pò troppo ingarbugliato e con un livello di verosimiglianza praticamente nullo.
Last but not least, alcune digressioni tecniche (le modalità di indagine con l'uso di determinate strumentazioni) sembrano scritte x dare maggiore credibilità e x far capire che l'autore è stato davvero un criminologo: peccato che suonino quantomeno pretestuose.
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Lo scheletro nell'armadio
Il Suggeritore è sicuramente un romanzo degno di nota, piuttosto originale e piacevole, scritto con uno stile scorrevole che cattura il lettore. La trama è abbastanza solida, anche se vi sono alcune pecche, come ad esempio il fatto che tutti abbiano un terribile segreto. Tutti gli esseri umani hanno degli scheletri nell'armadio, ma l'autore esagera! Inoltre il finale può far storcere la bocca ad alcuni, così come l'uso del soprannaturale in una parte del libro. In conclusione Il Suggeritore è un romanzo da leggere, poichè è estrememente divertente, ma vi consiglio di acquistarlo in edizione economica, perchè per alcuni la cifra di quella in copertina rigida risulterebbe sicuramente eccessivo per il valore del romanzo stesso.
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Un pò delusa per il finale
Ho letto questo libro in pochissimi giorni. DEvo dire che è ben scritto, piacevole e scorrevole da leggere. Però leggendo i commenti anche di altri lettori, son rimasta un pò delusa dalla fine. Troppi avvenimenti e colpi di scena incastrati ad arte, troppi per rendere la storia "credibile". Infatti non mi ha colpito più di tanto la storia, che è iniziata bene e poi è finita così..l'ho trovata un pò forzata, nonostante ripeto, complessivamente è un bel libro. Personalmente avrei preferito una maggiore descrizione dei personaggi, come Goran ad esempio. Il luogo non è descritto e in effetti mi da un pò fastidio, non sapere dove si svolge la storia. Insomma un pò di cose che non vanno, ma comunque un bel libro.
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Il suggeritore
Un libro ben scritto, complimenti all'autore per i riferimenti criminologici anche se riadattati alla trama, quindi congeniali allo scopo; lo stile è assolutamente accattivante perchè cattura l'attenzione del lettore il quale si lascia trascinare con una insolita piacevolezza nelle spire di una trama che è un crescendo inesorabile e sul finale i brividi ed i colpi di scena si sprecano, forse è proprio questa l'unica nota davvero negativa, tutto si risolve con un finale un po' troppo pretenzioso i cui risvolti sono un po' confutabili.
Non siamo sicuramente al cospetto di un capolavoro assoluto ma certamente di un buon libro, poi con buona pubblicità ed un'altrettanto accattivante copertina hanno fatto il resto.
Carrisi, un altro pugliese di sicuro successo, attendiamo conferme in una seconda opera.
Promosso.
Syd
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carambola!
Se il bello dei thriller sui seral killer e' l'aspetto psicologico del criminale, qui e' un trionfo! non c'e' solo chi uccide, ma anche chi suggerisce... e' la differenza tra il biliardo all'americana, diretto e sempliciotto nel mandare la palla in buca, e la carambola francese, gioco d'astuzia e di grande abilita', dove la propria bilia deve toccare le altre due, spesso con sponde e acrobazie. Oltretutto, e' scritto bene... non capisco come ad alcuni amanti del genere non piaccia... e' la crisi della psicanalisi a favore delle tute bianche dei Ros? Qui tra un po' finiamo tutti a Porta a Porta.
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Buona l'idea, ma...
Ho iniziato la lettura molto convinta, ma le prime pagine del libro stentavano a far decollare completamente il mio interesse; poi, arrivata a metà, l'ho divorato, fino alla fine, incuriosita dal crescendo di tensione che la trama creava.
Sinceramente mi ha lasciato una profonda delusione, nonostante alcune trovate siano molto coinvolgenti, ho trovato lo stile fortemente impersonale e poco caratterizzati i personaggi principali. La mancanza di una collocazione geografica precisa, come hanno riportato altri lettori nelle loro recensioni, crea una destabilizzazione (a me personalmente piace immaginare il luogo di ambientazione di un romanzo,come gli aspetti dei protagonisti..); non capisco perchè sia farcito di numerosi riferimenti al clima rigido se poi non dà nessun accenno sul luogo. Ma questa cosa non è poi gravissima se paragonata agli innumerevoli colpi di scena e coincidenze inverosimili che costellano la parte finale!! In alcuni punti è veramente TROPPO.
Tirando le somme, ho sicuramente letto di peggio, però personalmente ad un giallo/thriller io chiedo altro.. Credo sia manchevole di aspetti fondamentali per un libro che ambisce ad essere quello che è ed esagerato in altri..
L'idea di un fondo di male radicato nell'animo umano (concetto filosofico presente nella letteratura da secoli) è sicuramente vincente, ma a parer mio, presentato in modo troppo poco convincente.
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Ultimo aggiornamento: 05 Mag, 2010
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coinvolgente
Un thriller davvero coinvolgente,sorprendente;piu' la trsma prosegue piu' diventa intrigante,e' vero non c'e' una collocazione geografica si e' talmente catturato dai personaggi e dagli avvenimenti che cade in secondo piano.Il suggeritore....e' in grado di indurre anche i piu' buoni a commettere....non ve lo dico leggetelo....un buon thriller psicologico.
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diverso
Per una divoratrice di gialli come me diventa difficile trovare un autore che riesca a stupirmi e che sia soprattutto innovativo. Carrisi mi ha piacevolmente sorpreso, nonostante che io non ami gli autori italiani...La materia è vasta,ma ormai basta vedere la tv per apprendere le tecniche investigative. Carrisi però scrive in modo semplice e spiega gli argomenti con linearità,non si fa neanche più caso al fatto che non ci dice dove è ambientata la storia e i nomi dei personaggi sono di tutte le nazionalità...
Non l'avrei mai acquistato, ma devo ringraziare chi me lo ha prestato.. Acchiappante..
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Ma chi è??
RECENSIONE MODIFICATA DALLA REDAZIONE IL 13/07/10 CAUSA SPOILER
L'ho letto in 2 giorni... inizialmente mi aveva presa, ma più andavo avanti e più ne rimanevo delusa... Belli alcuni colpi di scena, all'autore di certo non manca fantasia, ma...
Non scorre affatto bene, a volte gli avvenimenti sono collegati male fra loro, ci si perde nello spazio temporale, i profili dei personaggi non sono mai ben definiti.
Non si capisce in che continente sia ambientato, tutto è rigorosamente spiegato e avvalorato da teorie realmente esistenti sul mondo dei Serial Killer ed allo stesso tempo è pieno di situazioni inverosimili.
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Dalla prima all'ultima ... emozione
Emozioni forti dalla prima all'ultima pagina. Il racconto, anche se coinvolge piu' personaggi e gli eventi si susseguono riga dopo riga, riesce a non far perdere il filo a chi lo legge anche per la tecnica usata dall'autore di "ricordare" all'interno del testo fatti accaduti nelle pagine precedenti. Il taglio e' decisamente cinematografico e pensare a una puntata di C.S.I. e' immediato. Non banale e ben costruito anche se mi ha un po' deluso la parte relativa alla medium. Comunque da leggere e penso anche da rileggere perche' sono convinto che conoscendo la storia si potra' apprezzare ancora di piu' lo stile.
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Capolavoro
Bellissimo, godibile e pieno di colpi scena mai banali e sempre mozzafiato; i personaggi sono realistici e si sposano pienamente con il detto "ognuno di noi ha i propri segreti". Una trama che fa riflettere su come è facile passare dal bene al male; un thriller psicologico che lancierà questo autore sulla scena mondiale del genere.
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Ultimo aggiornamento: 09 Gennaio, 2010
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Non conta solo "Chi", ma conta "Come e "Perchè"
Ebbene questo è un libro che non mi spettavo, le 460 pagine pensavo fossero destinate a risolvere il caso delle 5 bambine rapite e come contorno l'idillio amoroso del criminologo "ombroso" Goran e della "triste" agente Mila, invece si è aperto un sipario che ha raccontato la storia delle bambine con tante intercapedini tra una parentesi della storia ed un' altra, che a mio parere sono più imprevedibili e forse i più scioccanti per le violenze e le motivazioni, un "male" che vince sempre. Un libro "tecnico" studiato bene, che non mi ha mai annoiata, niente dilungamenti e divagazioni, grazie sopratutto alla tenacia dell'autore, che però a mio parere ha voluto "strafare" sul finale regalandoci un "the end holliwoodiano", giusto per non fare mancare nulla. Un vero calderone, una bolgia che non risparmia nessuno, un circo spietato, un teatro di orrori, chi domina e sovrasta è un suggeritore che istiga, confonde e si dipana su tutti senza escludere nessuno dei personaggi del libro compreso l'autore ed il lettore.
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Tutto d'un fiato
Ricevuto in regalo per Natale. Appassionata di triller. Abituata a Patricia (Cornwell), a Carol (O'Connell), Peter (May) che ormai chiamo per nome. Parto prevenuta. Faletti non mi piace. Quest'altro scrittore italiano mi piacerà ancora meno. Risultato? Letto tutto d'un fiato con piccole pause di pochi minuti per soddisfare i bisogni primari - mangiare e andare in bagno. Terminato alle 7 del mattino dopo una notte insonne. Non so se sia un capolavoro, ma di certo su di me ha avuto un effetto travolgente. Che la forza coercitiva del SUGGERITORE sia arrivata fino a me e a tutti quelli che, come me, sono stati rapiti dalla lettura e per alcune ore si sono ritrovati catapultati nella SUA realtà?
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Fantastico
Fantastico! pieno di colpi di scena..cambi di direzione quando meno te lo aspetti..ma senza mai perdere il ritmo, sempre più incalzante man mano che si entra nella vicenda!! Aspetto con ansia il secondo capitolo di questo "Nostro" scrittore, che non ha nulla da invidiare ai maestri di oltre oceano!!
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ottimo
molto bello e ricco di colpi di scena.
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Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 2009
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Se ci pensate...è inquietante
Condivido solo in parte le critiche sulla indistinta collocazione topografica delle vicende(non si capisce in che nazione siamo ), non lo trovo un difetto da patibolo: in fondo Stephen King ambienta la maggior parte dei suoi romanzi in un Maine che , così come lo descive lui, non esiste...
La trama scorre via abbastanza bene nonostante un team di investigatori un pò troppo affollato.
Le pagine finali regalano colpi di scena continui, decisamente meglio gestiti e argomentati di altri illustri scrittori che proprio sul finale sono "cascati" (vero Faletti?...) .
Il tema della coercizione subliminale della volontà altrui è delicato, probabilmente ancora più vicino al paranormale che ad una verità scientifica, ma esiste (per esempio si parla spesso del fatto che possano esserci messaggi subliminali nelle pubblicità). Non poteva essere questo libro a sviscerare a dovere un tema così complesso e infatti non lo fa, anche per riservare più sorprese possibili alla fine. Resta però una sensazione di profonda inquietudine, se pensiamo che sia davvero possibile che una persona qualunque possa essere indotta e condizionata subliminalmente a uccidere anche in maniera continuativa. Difficilmente spiegabile come sia superabile il delicato e sottile confine tra la naturale ed intrinseca capacità di essere violenti presente in ognuno di noi e l'attuazione pratica di questa violenza, semplicemente con una persuasione subliminale, come se invece che convincerci a comprare un detersivo qualcuno potesse indurci ad uccidere il vicino di casa...
Se proprio devo trovare a questo libro un difetto non da poco è l'assenza di descrizione del personaggio del suggeritore , non è strutturato ,non ha storia se non quella che si intuisce nella trama, è come un'ombra silenziosa e malefica cha aleggia sul destino degli altri.
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IL SUGGERITORE
questo libro è fantastico..mi è stato regalato e penso che sia stato uno dei migliori libri che mi sia mai stato regalato..cattura al massimo l'attenzione e tutto il suo contenuto ti inchioda alla sedia..infatti l'ho letto in pochissimo tempo e tutto d'un fiato..bellissimo!!
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IL SUGGERITORE
BEH, L'HO COMPRATO A SCATOLA CHIUSA, SOLO PERCHE' SAPEVO CHE CHE AVEVA VINTO IL PREMIO BANCARELLA. IMPERSONALE AL MASSIMO, NON RIESCI AD AFFEZIONARTI NE' AI PERSONAGGI (DI CUI VENGONO DATE POCHE INFORMAZIONI E MOLTO FRAMMENTATE) NE' ALLA TRAMA CHE DI CONSEGUENZA NON RISULTA PER NIENTE AVVINCENTE. NON VEDO TUTTO QUESTO INCALZARE DELLA STORIA ....! E' IL RISCHIO DI OGNI SCRITTORE AL SUO PRIMO ROMANZO: O SFONDI O CADI. QUESTA E' UNA CADUTA LIBERA!
NO, PER CARITA' NON LO CONSIGLIO A CHI AMA LEGGERE VERAMENTE.
PECCATO!
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emozionante, innovativo
l'analisi del bene e del male. il male visto come fonte di vita o di amore. è innovativo nella trama. i colpi di scena ti spiazzano ad ogni capitolo che si chiude e ti danno la voglia di andare avanti. davvero consigliatissimo.
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Cos' così
...mi sono avvicinato a questo libro con le migliori intenzioni. Un thriller italiano. Un autore italiano. Un capolavoro nostrano, dicevano le critiche.
Bè, prima delusione: non c'è ambientazione. La storia non si sà dove si svolge. Potrebbe essere a Bareggio come a Chicago. Insomma, un autore italiano potrebbe ambientare il tutto in Italia, o no?
Seconda delusione: un po' troppi luoghi comuni e un po' troppe situazioni "tirate per il collo".
Per il resto la scrittura è piacevole e scorre via liscia, ma ripieto la mancanza di ambientazione a mè lascia sempre spaesato. Quando leggo mo piace "immaginare" le scene descritte. Ma se non so neanche in che continente collocarle la cosa mi risulta difficile e la storia rimane nel libro, senza trasferirsi nella mia immaginazione
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incredibile
Mi sono messo l'altra sera a leggere ed ero a pagina 310...sono rimasto sveglio fino all'una e mezzo per arrivare alla fine!
Un libro a dir poco straordinario. Una storia agghiacciante, spumeggiante...ricca di grandissime trovate letterarie!
Complimenti all'autore...speriamo che non gli passi la voglia di scrivere e che questo sia solo l'inizio di un fantastico cammino...
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un'accozzaglia di luoghi comuni
per carità, se scimmiottare pessimi thriller americani cucendo scene tirte e ritrite significa scrivere, allora in Italia siamo messi male
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buono
è ben scritto ma ci sono due cose che a me personalmente danno fastidio: la prima è, a volte, la descrizione dei personaggi come se l'autore ne fosse amico e stesse descrivendo una persona conosciuta, e fin quì comunque nulla di grave. la seconda cosa, davvero seccante è la non collocazione spaziale del racconto e la scelta di cognomi e nomi di etnie tutte diverse, che fa mancare al lettore qualsiasi appiglio: un continuo depistaggio. a parte questo è scritto bene, ma se lo avesse scritto uno più esperto (forse faletti o Fred Vargas), sarebbe stato ottimo: bella la trama e i colpi di scena
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tutto di un fiato
complimenti vivissimi, mi sento di consigliarlo storia intrigante ed avvincente, costruita in modo particolarmente coinvolgente e senza sbavature. Nonostante i continui ed inopinabili colpi e cambi di scena tutto alla fine si conclude in modo davvero credibile ed incredibile...
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ma insomma
scarso, trito e ritrito, sempre le stesse cose, insomma, una perdita di tempo
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è proprio vero che essere raccomandati paga
da rivendere a peso, per quel che può valere la carta.
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- sì
- no










Opinione inserita da Cristina V 11 Novembre, 2010