Il Teutone. La croce perduta Il Teutone. La croce perduta

Il Teutone. La croce perduta

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di "Il Teutone. La croce perduta", romanzo di Guido Cervo edito da Piemme. È il 1241. Dalle steppe dell'Est un'ondata di uomini dilaga nel centro dell'Europa. Sono assetati di sangue e saccheggi, una fama di crudeltà ed efferatezza li precede. Sono Tartari, un nome ormai sinonimo di terrore. Le forze cristiane chiamate a raccolta dal duca di Slesia, Enrico il Pio, li considerano selvaggi. Pagheranno caro lo sprezzo. Nella battaglia di Liegnitz, l'esercito viene annientato. Le città che si trovano sulla strada degli invasori sono rase al suolo, le popolazioni disperse. Di ritorno dalla Terrasanta, Eustachius von Felben, monaco guerriero dell'Ordine dei cavalieri teutonici, sta attraversando con un pugno di compagni quelle terre devastate. È un uomo d'arme, animato però da una fede incrollabile e ardente, nella quale soltanto trova rifugio dall'incalzare dei suoi tormenti interiori. In marcia verso il Nord, deve scortare un mercante veneziano, latore di un'importante missiva del Doge per il Gran Maestro dell'Ordine in Prussia, e di un dono di valore inestimabile, prezioso quanto una reliquia: una croce tempestata di gemme, appartenuta a Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Dopo quasi vent'anni di battaglie in Terrasanta, Eustachius dovrà misurarsi con altri infedeli, più pericolosi di Turchi e Saraceni, perché molto più prossimi ai confini del mondo cristiano. I Tartari infatti sono ormai ovunque, tutto intorno al piccolo manipolo di uomini che viene assalito e depredato. Armato solo della propria spada e della sua fede, Eustachius dovrà combattere per strappare al capo dell'orda nemica la croce rubata e per sottrarre centinaia di cristiani alla crudeltà dei barbari invasori. Perché quella è la sua missione di cavaliere: difendere i deboli e la Croce. Sempre e a qualunque costo.

Guido Cervo è docente di Diritto ed Economia Politica a Bergamo, città in cui vive. Ha idee piuttosto chiare sulla narrativa storica e, scherzosamente, afferma spesso di scrivere i romanzi che vorrebbe leggere. Per questo i suoi punti di riferimento letterari sono i grandi romanzieri del passato, che raccontano la Storia come una vicenda corale, intrecciando sapientemente fantasia e realtà. La storia lo attrae da sempre, soprattutto quella antica, in cui affondano le radici etniche, culturali, politiche e religiose della civiltà europea. Per Piemme ha pubblicato Il legato romano, La legione invincibile, L’onore di Roma (vincitore del Premio Selezione Bancarella 2005), Il centurione di Augusto, Le mura di Adrianopoli, Il segno di Attila e L’aquila sul Nilo. Con I ponti della Delizia si è invece staccato dall'abituale ambientazione nel mondo romano per affrontare un nuovo periodo storico, quello della Prima Guerra Mondiale.

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Il Teutone. La croce perduta 2010-11-27 07:28:14 Alessandro Dalla Rovere
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Alessandro Dalla Rovere Opinione inserita da Alessandro Dalla Rovere    27 Novembre, 2010
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Un grande romanzo storico

Eccellente prova dell’autore, capace di realizzare un’opera davvero avvincente e godibile, che gli amanti del romanzo storico (e, aggiungo, del bello scrivere) non mancheranno di apprezzare.

Le vicende che turbinano intorno alla croce-reliquia inviata in dono dal Doge di Venezia al gran maestro dell’ordine teutonico permettono di dispiegare un susseguirsi di avventure di grande intensità, in grado di coinvolgere il lettore, che subito si identifica nei personaggi del romanzo e si trova immerso nel contesto storico dell’invasione tartara del centro Europa alla metà del XIII secolo.

Consiglio quindi vivamente la lettura di questo come dei precedenti romanzi dell’autore, che rappresenta a mio parere un esempio di riferimento tra gli scrittori italiani di la narrativa storica: passando dall’età romana (scenario delle sue precedenti opere) al periodo medioevale, Cervo mantiene immutata l’abilità narrativa che fa dei suoi romanzi quanto di più godibile un lettore esigente - ma attento anche al puro piacere della lettura - possa desiderare.

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Il Teutone. La croce perduta 2010-11-25 15:04:18 Giuse
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Giuse Opinione inserita da Giuse    25 Novembre, 2010
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una nuova storia...

Un altro libro di Guido Cervo su un argomento e un periodo ancora diverso rispetto ai romanzi “romani” e “I ponti della Delizia” del nostro passato più recente. Un racconto che si snoda nelle fredde pianure ai piedi dei Sudeti appena sfiorate dal tiepido soffio di una primavera incipiente in pieno medioevo, quando le crociate portavano gli europei ad entrare in contatto con la fede musulmana. In quelle misteriose terre un cavaliere teutonico e un mercante incrociano i loro destini e, spinti da motivi differenti, fanno fronte comune all’avanzata dei tartari.
Sul loro cammino incontrano villaggi distrutti, abbazie carbonizzate e soprattutto la disperazione di chi è scampato alla furia mongola.
Un romanzo differente dagli altri, proprio perché prevale maggiormente l’azione fin dall’inizio quando viene descritta in modo efficace e realistico la battaglia di Leignitz. Seguendo le peregrinazioni del protagonista e di coloro che incontra, la narrazione acquista sempre maggiore velocità conducendo il lettore, quasi senza fiato, a seguirne le gesta fino ad un epilogo inaspettato quanto abilmente descritto. Un punto di forza questo e non un disvalore, dal mio punto di vista.
E poi si ritrova la sapiente capacità di raccontare: per esempio un “albero” non è mai solo un albero ma è una betulla o un carpino oppure un leccio. Non è una cosa scontata: spesso questo non avviene. Io ho ritrovato la capacità di raccontare ogni evento in modo chiaro ed efficace, sia che si tratti di uno scontro sanguinoso che della delicatezza di un paesaggio facendo quasi “sentire” a chi legge, i profumi della terra piuttosto che quello dell’aria dopo un temporale. Ma il rigore e la ricerca storica non sono mai trascurati. Infine, un accenno al modo in cui sono presentati i personaggi: ancora di più che forse negli altri romanzi, il punto di vista che viene presentato a chi legge, cambia molto spesso presentando diverse sfaccettature della stessa realtà un po’ come se ci fossero delle staedy cam con inquadrature differenti. Da non perdere!

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Il Teutone. La croce perduta 2010-11-25 08:32:12 Roberto Staufer
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Roberto Staufer Opinione inserita da Roberto Staufer    25 Novembre, 2010
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Notevole e avvincente

A mio parere il romanzo è molto bello. Conoscevo già Cervo per aver letto diversi suoi romanzi su Roma e anche il bellissimo I ponti della Delizia. In questo, che qualificherei come "romanzo breve", ho ritrovato i suoi temi preferiti e anche gli stilemi particolari che caratterizzano la sua prosa, sempre fluida, scorrevole e compendiosa. Ma soprattutto ho incontrato un personaggio magnifico, perfettamente all'altezza del legato romano Valerio Metronio della nota trilogia di Cervo sul terzo secolo. Il cavaliere Eustachius, in effetti, è la perfetta personificazione del monaco-guerriero medievale, umanissimo ma nel contempo del tutto "antimoderno", e spero proprio di ritrovarlo in un successivo romanzo dell'autore, sperabilmente con una trama più sviluppata. Ottima la definizione dei personaggi, avvincente la storia, bellissime come sempre le scene di battaglia. Ma soprattutto ho trovato apprezzabile il modo in cui Cervo, pur senza eccessi didascalici, e avvalendosi anche di un uso accorto del linguaggio, ben differenziato a seconda del rango dei suoi personaggi, ti fa "respirare" il Medioevo, attraendoti con la maestria di sempre in un'epoca lontana ma tuttora affascinante, forse, almeno per me, più dello stesso Impero romano.

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Cornwell, Follett, Guillou, Frediani
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Il Teutone. La croce perduta 2010-11-20 18:11:49 barch76
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barch76 Opinione inserita da barch76    20 Novembre, 2010
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Il Teutone.La croce peduta

Ricostruzione storica scarna di dati e avvenimenti,personaggi ben delineati mossi da profondi ideali ma poco realistici,a mio parere poveri di personalità.
Un piacevole susseguirsi di scene cruente e prove di coraggio ed onore dei protagonisti,guidati dalla fede e da senso cavalleresco,sinceramente le emozioni sono poche,sembra che la trama debba essere il preludio ad un gran finale che dia un senso a tutta la storia,ma ahime,il gran finale manca.
Sicuramente ci sarà un seguito,ma che senso ha pubblicare in due atti un romanzo che pubblicato in un unico tomo avrebbe circa 560 pagine?(18,5o € x 2 = 37,00!)(Il cimitero di Praga,U.Eco pag.523 € 19,50).

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Eco,Follett,Manfredi,R.harris,Vassalli.
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