I pesci non chiudono gli occhi
Letteratura italiana
Editore
Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Diciottenne, vive in prima persona la stagione del '68 ed entra nel gruppo extraparlamentare Lotta Continua. Poi sceglie di esercitare diversi mestieri manuali in Africa, Francia, Italia: camionista, operaio, muratore. Studia da autodidatta l'ebraico e traduce alcuni libri della Bibbia. E' opinionista del Manifesto.
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Opinioni inserite: 6
Occhi di ragazzino
C'è tanto sapore di mare in questo piccolo libro. C'è un modo, davvero originale, di vedere gli adulti con gli occhi dei ragazzini. Adulti che non sono i giganti che vogliono credersi. Adulti in cui c'è distanza fra le loro frasi e le loro cose. Adulti che esagerano nell'ingrandire il verbo amare. Adulti capaci di odiare, perchè l'odio è un contagio di nervi tirati fino al carico di rottura. Niente è come sembra nel loro mondo, c'è ovunque un doppio fondo e un'ombra e l'evidenza è un errore. In questo libro ho ritrovato quell'Erri De Luca che mi piace, che sa descrivere un bacio come nessun'altro, che trasmette al lettore il sapere degli animali, raccontato da una ragazzina, che parla a volte in un divertente dialetto napoletano, che rende splendidamente il senso di isolamento che a volte prova chi legge tanti libri.
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Un'infanzia da adulti
Sono scivolata tra le parole di questo libro, sono stata travolta dalle sue pagine, mi sono lasciata ricoprire dalle sue storie. Mi sono lasciata cullare dalle parole e dallo stile dell’autore: mi ha portata al mare ( anche se io non lo adoro tanto, specialmente d’estate), mi ha fatto immergere in acqua, mi ha fatto gustare il sapore del sale e mi ha fatto prendere il sole. Mi ha trasportata in un’infanzia non mia e in una storia che inizialmente credevo non mi appartenesse. Ma man mano che giravo le pagine mi sono accorta che la storia apparteneva a me ed io alla storia; i pensieri, i discorsi e i fatti del protagonista erano i miei. Come succede con ogni libro che mi tocca nel profondo, così è stato con questo: la sensazione non nuova che il libro rubi una parte di me, che il protagonista mi conosca e mi prenda per mano per farmi vivere la sua storia. Con delle riflessioni molto belle e toccanti De Luca ci racconta questa storia di vita, di mare e di amore.
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Un uomo migliore
Questo racconto scorrerà tra le tue mani come sabbia in una clessidra e ti riporterà all’estate di qualche anno fa, al mare, ai primi amori estivi. Qui si racconta la storia di un bambino che nel corso dell’estate imparerà a conoscere se stesso e il mondo. Imparerà la saggezza del tempo da un pescatore, a capire e mantenere un’emozione da una ragazza, a gestire i conflitti con i bulli di turno, a comprendere i rapporti famigliari e le difficili scelte che la vita ci porta a fare vedendo la distanza tra i suoi genitori. In questa estate non diventerà uomo ma vivrà situazioni che lo aiuteranno a crescere e a diventare un giorno un uomo migliore.
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Al pescatore Erri De Luca
Ho sempre detto che non esiste il libro più bello. Mi sbagliavo. Questo libro è pura poesia. Ti entra dentro come il sale sono onde di emozioni.Ci sta dentro la natura, la natura umana. A chi ama il mare come me fa un certo effetto leggerti dentro queste pagine. Grazie Pescatore
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"Da lassù,dalla cima dei baci si può scendere poi
Erri De Luca, poesie scritte in prosa, non so come altro descrivere la bravura di questo autore.In questo nuovo romanzo ha raccontato l'età "del divenire": dieci anni.A dieci anni non siamo più bambini ma non siamo nemmeno uomini.A dieci anni,nè carne nè pesce, cerchiamo il nostro posto nel mondo senza sapere neache chi siamo?, che siamo?
A dieci anni, il protagonista del romanzo narra del padre che , finita la Prima Guerra Mondiale, ha scelto di cercare fortuna negli States, a casa ha lasciato la moglie con due figli.A dieci anni ,durante le vacanze su un'isola, il protagonista scopre la passione per la pesca e soprattutto conosce Lei, l'altra metà del cielo.
A dieci anni , l'impasto di sangue,ormoni,pensieri,dubbi e sofferenze ti porta a solcare mari sconosciuti dove è facile perdere la rotta,affondare.Solo i sentimenti, solo l'Amore rappresenta la luce,il faro nella notte buia
(...)a loro insaputa spuntò nei corpi l'appetito,la sete,l'entusiasmo....la prima notte sembrò a loro il resto della giorno uno,sbriciolato in puntini luce...non sapevano se sarebbe tornato il sole allora si abbracciarono.Le bocche si trovarono accanto e inventarono il bacio,il primo frutto della conoscenza (...)
Sono un appassionato lettore di De Luca, mi dispiace muovere una critica al Maestro, ma il limite di questo testo è nella ripetizione di temi già trattati,vedi Tu mio, Non ora non qui,l'Isola è una conchiglia...da un grande scrittore mi aspetto sempre qualche nuova "illuminazione",sono troppo esigente?
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I pesci non chiudono gli occhi
Parafrasando Salinger dico che vorrei avere la possibilità di telefonare ad Erri De Luca ogni volta che voglio, che ne ho bisogno, incontrarlo e farmi raccontare qualsiasi cosa, una storia qualunque, o qualcosa come Il peso della farfalla, o un pezzo della sua vita, come è questa storia qui, davanti un caminetto acceso o in spiaggia la sera, oppure in montagna, davanti ad uno sperduto panorama. Le sue parole cullano, si prendono cura di te, formano frasi, pensieri, che planando piano nell'anima, regalano emozioni. Questo è quello che rimane, che viene fuori con forza alla fine del libro.
Erri De Luca ricorda la sua vita di cinquanta anni fa, di un bambino di dieci anni, in un'estate in vacanza, al mare. Ricorda e narra i suoi ricordi in prima persona, da bambino con un lessico semplice ma efficace. Un ragazzino che subisce il primo grande sopruso e che teorizza la prima idea di giustizia. Il rapporto con i genitori, il padre emigrato negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore, la madre con il grande dilemma se seguirlo o restare ancorata ai suoi posti e lui che si prende la prima grande responsabilità di dare un consiglio alla madre. Un bambino che sente di essere più grande del corpo che ha, maturo dentro più del suo contenitore, un ragazzino che scopre l'amore per la prima volta nella vita, la sua enorme forza e la capacità che ha di segnare indelebilmente un tempo e renderlo eterno.
“A un bivio ci separammo, sciogliendoci le mani senza la necessità di un saluto. Eva e lo sposo suo, usciti dal giardino, avevano già avuto tutto il bene del mondo. La vita aggiunta dopo, lontano da quel posto, è stata una divagazione.”









