Pane e tempesta Pane e tempesta

Pane e tempesta

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Pane e tempesta, romanzo di Stefano Benni edito da Feltrinelli. Quali sono le ventisette azioni dell’uomo civile? Lo scoprirete a Montelfo, il paese più magico e fantastico del mondo. In un romanzo di sfrenata comicità. Stefano Benni monta un grande circo di creature indimenticabili: il Nonno Stregone, Ispido Manidoro, Trincone Carogna, Sofronia e Rasputin, Archimede detto Archivio, Frida Fon, lo gnomo Kinotto, il beato Inclinato, Simona Bellosguardo, il gargaleone e il cinfalepro, Fen il Fenomeno, Piombino, Raffaele Raffica, Alice, don Pinpon e don Mela, Zito Zeppa, la Jole, Gino Saltasù, il sindaco Velluti, Ottavio Talpa, Bubba Bonazzi, Bum Bum Fattanza, Nestorino e Gandolino, Sibilio Settecanal, Tramutone, la Mannara, Giango, i fratelli Sgomberati, Bingo Caccola e Tamara Colibrì, Maria Sandokan, Adelmo il Cupo, Checca e Caco.

Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, scrittore e poeta, collabora attualmente con il giornale francese Liberation . Ha curato la regia e la sceneggiatura del film Musica per vecchi animali (1989), scrive per il teatro e ha allestito e recitato in numerosi spettacoli con vari musicisti jazz e classici. È ideatore della Pluriversità dell'Immaginazione . È autore di numerosi romanzi di successo tradotti in trenta paesi.

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Pane e tempesta 2010-12-16 09:09:14 GabriCremo
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GabriCremo Opinione inserita da GabriCremo    16 Dicembre, 2010
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Davvero apprezzabile

Dopo aver letto "La Grammatica di Dio", libro dal sapore più amaro che dolce, non mi aspettavo che Benni tornasse a pubblicare libri più umoristici. Mi ha ricordato molto Saltatempo, soprattutto per la storia divertente ma che nel contempo fa riflettere e per l'ambientazione paesana. Qui però la trama non si sviluppa "linearmente", ma diventa poi il via per far raccontare ai vari personaggi storielle riguardanti il passato del paese. Non raggiunge gli apici di Benni (rappresentati da Saltatempo per quanto mi riguarda), ma ci va molto vicino.

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Saltatempo
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Pane e tempesta 2010-08-18 10:35:24 garo
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garo Opinione inserita da garo    18 Agosto, 2010
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Benni ha fatto di meglio (e molto)

Dopo il capolavoro “La grammatica di Dio”, Benni torna con un'altra raccolta di storie, che questa volta hanno come filo il paese di Montelfo, sulle colline bolognesi. Qui si intrecciano le vicende del bar Sport, del nonno, degli gnomi, della piazza, dei ragazzi che giocano a biglie, del cane più intelligente del mondo eccetera, e mentre i protagonisti raccontano con malinconia i tempi andati, sullo sfondo le ruspe del progresso scavano e abbattono alberi del bosco per far posto a strade e centri commerciali (come già in “Saltatempo”). Per me è la conferma che, con la vecchiaia, a Stefano Benni piaccia sempre meno parlare di cose fantastiche e sempre più di morte, distruzione e di “bei vecchi tempi”, con amarissima ironia. Molto meglio il libro precedente.

http://blog-garo.blogspot.com/search/label/libri

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Pane e tempesta 2010-01-03 19:47:16 Michele
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Opinione inserita da Michele    03 Gennaio, 2010

Pane e tempesta

Parlare di un libro di un autore conosciuto ed amato come Stefano Benni non è facile non fosse altro perchè si corre il rischio di eccedere nel ricordo nostalgico dei suoi primi libri che fanno parte della nostra vita come fossero vecchi amici e passare in second' ordine la pubblicazione attuale. D' altra parte con Benni questo rischio si corre perchè spesso, almeno per i lettori come me che lo seguono da più di un trentennio, è forse difficile ammettere che tanto tempo sia passato e che ci troviamo di fronte ad un uomo che, superati i sessant'anni, nelle sue opere cominci sempre più spesso a fare un bilancio della sua vita, di quello in cui ha creduto, che spessissimo è ciò che abbiamo creduto anche noi, e di come il trascorrere degli anni si sia divertito, spesso malignamente, a smentire molti dei suoi e dei nostri sogni e delle sue e delle nostre aspettative. Invece voglio soffermarmi sul libro e basta, una paradossale storia nel suo consueto spirito tra la favola e l' allegoria che spesso ci ricorda Calvino, di un paesino di una qualsiasi provincia italiana aggrappato ai margini di un bosco minacciato dai continui tentativi di inglobamento nell' usuale mare di cemento e massificazione che contrraddistingue la nostra epoca. Tutto questo al servizio di una padronanza linguistica e una fantasia straripante che ci trasporta in un mare di neologismi o giochi di parole che possono andare dal gatto tripode sfuggito alla tagliola all' anemia saccarifera che affligge le paste moderne, al coniare fantastiche associazioni come il LPIG (Lega protezione iguana)per continuare con le mirabolanti ricette con cui la cuoca Sofronia sfida lo chef Rasputin che vanno dall' Erbazzone alla Baudelaire al Polpettone alla Carnera, dai gentili Formaggi di montagna al miele di gelsomino contrapposti ai letali, ma gustosissimi, Formaggi puzzoni con miele d' acacia e dalla misteriosa Crema arcana ai quindici funghi al portentoso e sadico Risotto di rane zoppe!

Va da se che questo stile comporta nei lettori a volte un certo smarrimento, e il destino degli scrittori amanti della semantica che, Gadda e Svevo primi fra tutti, vengono unanimamente riconosciuti geniali, ma spesso un po' ostici, è proprio quello di avere estimatori assolutamente di parte come posso essere io, e detrattori convinti di leggere un muro di parole senza venire al dunque. Pane e tempesta non sfugge a questa regola, ma aldilà dello stile la reputo un' opera di uno scrittore maturo che non può più riproporci il fantastico Bar sport o Baol come molti vorrebbero, ma che nelle pieghe del racconto può rammentarci quello che eravamo per contrapporlo alla realtà presente, lasciando a noi la facoltà di giudicare il meglio e il peggio. Il tutto forse compendiato nella bellissima scena finale con il Nonno Stregone (personaggio cardine del racconto) che si siede appoggiato ad un vetusto fusto sopravvissuto all' assalto edilizio e mescola le voci dei giovani del paese alla struggente melodia del bosco. Un anelito di nostalgia e speranza di chi non vuole comunque arrendersi all' appiattimento e alla prepotenza del consumismo.

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Il barone rampante ed i libri di Calvino in generale e Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana di Gadda
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Pane e tempesta 2009-12-16 12:07:41 NRG
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NRG Opinione inserita da NRG    16 Dicembre, 2009
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Pane e Tempesta

Tante figure, tra l'onirico e il faceto, che solitamente si riuniscono nell'unico bar del paese per parlare, incontrarsi, stare insieme, dimenticare le prorpie solitudini ed amarezze. L'unico Bar rischia di essere spazzato via dal " nuovo che avanza" ma nuovo non è perchè rientra nella logica della corruzione e del profitto a qualunque costo. Gli allegri ( ma non troppo ) compaesani supereranno anche questa; loro che sono abituati a mangiare pane e tempesta. Istruttivo e mai noioso,da far leggere a scuola.

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Pane e tempesta 2009-12-11 23:24:35 snoopy
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Opinione inserita da snoopy    12 Dicembre, 2009

Pane e tempesta

bello.
esilarante e commovente, comico e poetico

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