Un uomo
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 12
Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 2012
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UN UOMO
Un libro preso per caso, tra i libri della mamma, che da anni mi ripeteva "leggi la Fallaci"..
Finalmente mi sono decisa, dopo tutto questo tempo, finalmente l'ho letta. E me ne sono innamorata.
Questo libro è molto di più di un libro..è storia, è vita, è lotta, è amore, è intelligenza, è consapevolezza, è riflessione, è pianto, è mal di stomaco, è sconfitta, è vittoria.
E' una riflessione critica e lucida su come in luoghi ed epoche diverse, con colori e sembianze ingannevolmente mutati, il Potere assuma di fatto sempre la stessa identica forma.
E' la storia di un amore, autentico, difficile e profondo.
Ma è prima di tutto il racconto di un Uomo: un eroe svelato nella sua fragilità e nella sua umanità di sognatore e ribelle, nelle sue illusioni e debolezze, insieme alle sue lotte e alle sue imprese.
Alekos Panagulis vive davvero, attraverso queste pagine. Insieme alla sua Grecia, alla sua Poesia, ai suoi pensieri. E alla sua "alitaki", Oriana Fallaci.
"..non siate gregge perdio, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere."
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Ultimo aggiornamento: 09 Aprile, 2012
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Un pezzo di storia, un amore
Le immagini di una Grecia umiliata, offesa, vilipesa che le televisioni di tutto il mondo hanno trrasmesso all'ora di cena, quei visi increduli, quei cortei, quella richiesta di giustizia, quelle speranze spezzate, quel Paese spinto sull'orlo del fallimento, quelle immagini a colori, mi hanno riportato indietro nel tempo ad altre immagini così simili ma in bianco e nero, che mostravano i Colonnelli e il loro regime, la richiesta di libertà di un popolo, l'insofferenza per la dittatura di un Paese in cui nacque la democrazia.
E mi è tornato in mente Alekos Panagulis.
Chi allora non c'era di certo non sa chi sia stato Alekos. Forse anche chi fu testimone quei momenti drammatici ha dimenticato ormai quell'uomo che invece resta immortale per chi ha letto questo libro.
Alekos fu il grande (unico?) amore di Oriana, questo gli ha dato fama imperitura.
Forse a causa di ciò il povero Alekos si rivolta da decenni nella sua tomba: passare alla storia per essere stato l'amore di una sia pur grande scrittrice non deve essere motivo d'orgoglio, per lui.
Perchè Alekos fu un Uomo.
Lo fu al di là del sentimento che fece nascere in una donna ruvida e amante della propria libertà.
E questo racconta questo libro: la vita di un uomo capace di lottare fino alla morte per le sue idee, per la libertà dalla dittatura, per il trionfo della giustizia e la punizione dei corrotti.
Un uomo che subì torture inaudite, raccontate vividamente, che si trovò mille volte vicino a cedere, ma come tutti i grandi eroi, fece della debolezza del corpo uno strumento di crescita della volontà.
Attraverso questo romanzo, basato strettamente sulla realtà storica, Oriana ha raggiunto l'obiettivo di rendere eterno il nome dell'uomo che ha amato e di costringere anche noi ad ammirarlo e, infine, ad amarlo.
Per chi vuole apprezzare la grandezza di un'Oriana scrittrice sanguigna e grandissima cronista della storia più vicina a noi, questo è un libro da non perdere.
[…]
Impietrita dinanzi alla bara col coperchio di cristallo che esibiva la statua di marmo, il tuo corpo, gli occhi fissi al sorriso amaro e beffardo che ti increspava le labbra, aspettavo il momento in cui la piovra sarebbe irrotta nella cattedrale per rovesciarti addosso il suo amore tardivo, e un terrore mi svuotava insieme allo strazio.[...] Per arginare la spinta che mi premeva ai fianchi, alla schiena, dovevo appoggiarmi al coperchio di cristallo. Questo era molto angoscioso perché temevo di romperlo, caderti sopra e sentire di nuovo il freddo che mi aveva morso le mani quando all'obitorio ci eravamo scambiati gli anelli, al tuo dito quello che avevi messo al mio dito e al mio dito quello che avevo messo al tuo dito, senza leggi né contratti, un giorno di gioia, ormai tre anni fa [...]
[...]
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Un uomo
“Un uomo” è un libro struggente, ma allo stesso tempo reale.
Forse uno dei primi libri che ho letto e che ho amato dalla prima pagina, infatti ho avuto il coraggio di divorarlo in due massimo tre giorni.
Oriana Fallaci racconta di Alekos Panagulis, eroe solitario che combatte contro il potere greco negli anni 70; pagine struggenti, pagine in cui si legge il dolore di Oriana, che lo ha amato fino alla disperazione.
Si descrive la forza di un uomo che lotta, si descrive l’amore di una donna. Non si può leggere quest’opera e restarne indifferenti, non è possibile.
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Oh Theos! Theos! Theos mu.
Un capolavoro di scrittura, di storia, di condanna, di denuncia, di morte, di vita, infine, ma solo infine, di amore. Un uomo è un romanzo imponente e importante sotto tutti i punti di vista: da quello politico a quello sentimentale, a quello sociale. E’ grazie a questo libro che il grande pubblico ha conosciuto bene l’orrore della dittatura e la grandezza di un uomo come Alekos Panagulis. Un eroe dimenticato che, al pari di altri ben più noti, ha lottato con coraggio e determinazione per la Democrazia. La Democrazia del paese nel quale essa stessa è nata: La Grecia. La Fallaci di “Un Uomo” è la giornalista in prima linea, colei che aveva scritto “Niente e così sia” e , successivamente, “Intervista con la Storia”, “ Insciallah” , “ Lettera ad un bambino mai nato”.
Non si soffermi, chi non lo ha letto, agli ultimi libri della sua vita, che hanno suscitato simpatie o antipatie, imitazioni irreali e quanto mai insulse di una scrittrice dipinta come bellicosa tout court. La Fallaci di “Un Uomo” e dei libri di cui dicevo sopra è una Scrittrice fenomenale che trae ispirazione sul campo di guerra falciandolo e condannandolo. Panagulis compie un attentato al regime dei colonnelli diventando una vittima vilipesa nel corpo e nell’anima in Patria, un eroe nel resto del mondo. Anni di carcere duro e di torture indicibili non riescono a demolire una personalità così forte che, grazie all’interesse dell’opinione pubblica e politica mondiale, ritrova l’amara, segnata e sognata libertà. Ma è una libertà che annuncia la morte, una morte alla quale egli stesso va incontro coscientemente allorchè rende pubbliche le infami manovre del potere militare, le tattiche subdole, i sepolcri imbiancati, i legami, le violenze, le connivenze.
L’incontro con la giornalista segna la nascita di un sentimento potente e difficile per due anime libere e orgogliose e innamorate della libertà vera, una delle quali incastrata nella roulette russa di un destino segnato. Rouge ou noir, le jeu est fait, rien ne va plus. “ Più tentavo di aprire l’ostrica per estrarre la perla più essa mi resisteva colando un liquido nero…. Il tuo bosco era pieno di sterpi di spine, appena vi coglievo un fiore mi graffiavo, mi insanguinavo”.
E’ un libro che merita di essere letto, che non si può non apprezzare, che è patrimonio di ogni lettore per l’intensità della storia per l’eccellenza con cui è narrata.
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Amore puro.
Una storia d'amore. Tra le più belle che ho letto. Qualcuno dice che non si può ridurre "Un uomo" ad una SEMPLICE storia d'amore, invece il libro è proprio questo: si respira l'aria dell'amore in ogni pagina, in ogni riga, in ogni parola. Sicuramente però la storia non è SEMPLICE affatto. E' anche una storia di coraggio, di amor di patria, di ideali e ribellioni. Di verità. Ma soprattutto, soprattutto d'amore.
Perchè una donna grande come lei, non poteva che innamorarsi di un grande uomo come Panagulis.
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Ziiiiiiiiiii
ziiiiiiiii. vive. lui vive.
inizio che mi ha lasciata dentro questo coro al suo funerale.
oriana fallaci ha il suo stile. ha presa, una presa incredibile con il suo straordinario stile narrativo.
il libro racconta una storia. racconta un uomo. e nessun titolo poteva essere più adatto alla storia narrata.
un crescendo nel racconto, un'emozione leggere la storia di quest'uomo vissuto con gli occhi ed il cuore di questa donna.
nonostante l'abbia letto secoli fa (almeno 20) ricordo ancora la forza che ha trasmesso, insieme alla lucida analisi di tutto ciò che panagulis ha subìto. ma alla fine resta quello che oriana ha messo all'inizio: ziiiiiiiiii...
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La vera Fallaci
La vita di Panagulis, il regime fascista dei colonnelli greci,la tortura come regola di vita.
Questa in sintesi l'opera senz'altro migliore di Oriana Fallaci.
Panagulis restò l'unico vero amore della giornalista italiana, anche se si trattò di un amore di guerra...di un sentimento incompiuto.
Al regime stavano gli uomini in divisa che avevano scorto in Papandreu un nemico e in Papadopulos un leader.
Ecco, il libro di Oriana Fallaci ci riporta alla difficoltà che qualsiasi divisa presenta nel comprendere la vita, l'amore, la cultura.
In quel periodo la Grecia eliminò dall'alfabeto attico antico la lettera ZETA, perché simboleggiava il concetto di VITA.
Insieme appunto a ZETA, L'ORGIA DEL POTERE, potente capolavoro del grande Gavras, "Un uomo" è il più bel manifesto di resistenza alla dittatura di quel tempo che io, per ragioni anagrafiche, non ho vissuto.
Grazie signora Fallaci, ma per questo libro...non per i suoi ultimi lavori.
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Un uomo
l'amore per un uomo!
La grande Oriana Fallaci ci racconta la vita dell'uomo che ha amato un grandissimo libro come solo lei poteva scrivere!
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bellissimo
straordinario.
piangevo già dopo 5 pagine, quando ancora l'immedesimazione o il coinvolgimento non potevano esserci.
un libro storico, politico, sentimentale, crudo, tutto insieme.
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Un uomo unico nel suo genere
Quando ho letto “Un uomo”, nella mia mente di quindicenne Oriana Fallaci era una giornalista scomoda che sembrava avercela a morte con l’Islam e alla quale Jovanotti tirava stilettate attraverso i versi “la giornalista scrittrice che ama la guerra perché le ricorda quand’era giovane e bella”. Inoltre non conoscevo nulla del regime dei colonnelli in Grecia (a parte i ricordi di mio padre che vi aveva vissuto per lavoro e che sintetizzava tutto quanto in “era meglio se stavi zitto e facevi bene ad avere paura”) e il nome Alekos Panagulis mi era completamente sconosciuto. Quando ho iniziato la lettura di questo romanzo sono rimasto subito incantato dallo stile etereo e molto elaborato della Fallaci, senza che questo appesantisse la scorrevolezza del testo. L’attentato fallito al dittatore Papadopulos, il carcere, le torture, la resistenza, il processo, tutto descritto in maniera viva e vera, quasi dolorosa, come se le percosse fossimo noi stessi a subirle. La parte più godibile, anche se può risultare macabro, è appunto la prima, quella che indugia sulle torture subite da Panagulis, sulla “tomba”, l’ipogeo sotterraneo costruito dal direttore del carcere appositamente per contenere la furia del prigioniero, i tentativi di evasione, i tradimenti. La seconda parte mi è risultata più noiosa o perlomeno meno scorrevole rispetto alla prima ma questo giudizio è puramente soggettivo. Quello che esce dalle pagine della Fallaci è il ritratto di un uomo unico nel suo genere, un poeta, un resistente, un eroe della libertà, un fallito idealista, un uomo buono tradito da tutti ma soprattutto dell’uomo che amava e questa è la cosa importante. Un romanzo non certo leggero, non di quelli da leggere in spiaggia, ma di quelli da assaporare e rifletterci sopra. Perché di Panagulis, anche in questo momento, è pieno il mondo, costellato di regimi totalitari di ogni ideologia. La vergogna è che resteranno per sempre sconosciuti fino a che una Fallaci non ce li faccia conoscere.
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Ultimo aggiornamento: 03 Marzo, 2011
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un uomo
UN grande romanzo, sicuramente molto forte nelle descrizioni,quando narra le torture che Alessandro Panagulis subiva nelle carceri del suo stato,per via dei suoi ideali rivoluzionari,alla fine morto assassinato. Una figura d'uomo solitaria,ribelle,idealista...un uomo che la Fallaci ha amato ardentemente,con passione,con coraggio,con il cuore e con la mente...UN libro che mi ha tenuta inchiodata,ad esso dalla prima all'ultima pagina...direi...selvaggio...intenso,forte...in ogni suo aspetto...la Fallaci ci mostra quanto ha saputo amare...andando contro ogni regola...personalmente credo,che essendo lei una grande idealista non poteva "non amare" Alessandro Panagulis...la definrei una GRANDE STORIA D'AMORE E DI IDEALISMO!
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Ultimo aggiornamento: 02 Marzo, 2009
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un uomo
Già dalle prime pagine, con la bellissima figura della piovra, si intuisce di essere di fronte ad un grande libro.
La storia d'amore di Oriana Fallaci con Alessandro Panagulis è descritta dall'autrice in maniera splendida senza ricadere mai troppo nel sentimentalismo.
Coinvolgente e commovente!!










Opinione inserita da Fò 22 Settembre, 2011