Biancaneve deve morire
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Dieci anni trascorsi in una cella a scontare una pena per omicidio, dieci lunghi anni, e poi finalmente arriva l'agognato giorno in cui il cancello del penitenziario di Rockenberg si chiude alle spalle di Tobias Sartorius. Il mondo, si sa, non aspetta a braccia aperte chi esce di prigione. Per Tobias la meta è perciò obbligata: Altenhain, il piccolo borgo tra i monti del Taunus, dove da tre generazioni i suoi esercitano l'onorato mestiere di osti al Gallo d'Oro, la trattoria del paese. Il ritorno al villaggio natale si rivela, però, subito per il figlio dei Sartorius un inferno peggiore di quello patito tra le mura del penitenziario. La madre è andata via di casa, l'appartamento paterno è in rovina, la trattoria chiusa. Di suo padre, poi, un uomo un tempo vitale e sicuro di sé, rimane solo un'ombra. Ogni oggetto, infine, della casa rimanda a quella sera d'estate di dieci anni prima in cui Laura Wagner e Stefanie Schneeberger scomparvero. Tutti gli indizi avevano allora indicato lui, il ragazzo dell'oste Sartorius, come il colpevole. Tobias non ricorda nulla di quella sera, solo che aveva bevuto con gli amici e che amava perdutamente Stefanie, la ragazza con i lunghi capelli neri e la bocca rossa come Biancaneve, per la quale aveva lasciato Laura. La rabbia e la delusione del ritorno probabilmente svanirebbero, se le cose non precipitassero con sorprendente rapidità. Quasi contemporaneamente alla ricomparsa di Tobias, infatti, uno scheletro umano torna improvvisamente alla luce...
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 2012
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Altenhain che postaccio!
Tobias esce di prigione dopo aver scontato 10 anni per l'omicidio di due studentesse delle quali non sono mai stati ritrovati i corpi. Gli indizi erano tutti contro Tobias che non si è mai difeso in maniera convincente in quanto la sera della scomparsa delle ragazze era talmente ubriaco da svegliarsi il mattino dopo con un autentico buco nella memoria. Un buco importante, quello relativo alle ore in cui le due giovani furono presumibilmente uccise. Tobias ritorna nel piccolo paese di Altenhain e scopre che il suo migliore amico è andato via per non fare più ritorno, il padre ha perso il ristorante che gestiva, i genitori si sono separati e tutti lo additano a mostro.
In una situazione insostenibile solo la giovane Nadya, sua amica già 10 anni prima sembra stargli vicino.
La tensione cresce fino a quando una giovene che lavora in un ristorante del paese, somigliante in maniera impressionante ad una delle due ragazze scomparse 10 ani prima, scompare a sua volta misteriosamente. Ancora una volta Tobias non ha un alibi e non ricorda, tutto il paese è pronto a dargli addosso, la storia si ripete ? Due tenaci poliziotti non ne sono convinti, hanno dei dubbi anche sulle prove che condannarono Tobias ai tempi e allora indagano scoprendo una fitta ragnatela di complicità, menzogne, meschinità, silenzi, il piccolo paese di Altenhain è un posto dove la comunità fa muro a difesa di qualcosa ma cosa vogliono coprire, e chi ?.
La vita nel piccolo paese con i suoi intrighi e le sue consuetudini è resa davvero bene, i fili che legano i vari personaggi in una intricata matassa pagina dopo pagina si dipanano in un quadro d'insieme inquietante.
Thriller che non ha un attimo di calo, bella la descrizione dei personaggi e delle loro umanissime vicende personali, intenso il racconto di come un fatto tragico distrugga le vittime delle famiglie dei carnefici e delle vittime in modi diversi ma con uguale violenza.
Il finale è ricco di colpi di scena , anche se un paio di cose le avevo capite da un pezzo .
Assolutamente consigliato se cercate un thriller avvincente.
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Ultimo aggiornamento: 04 Novembre, 2011
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Biancaneve deve morire
Cerco di variare il genere delle mie letture e dopo Ginzburg e Burgess cercavo un thriller e non volendo tuffarmi nel mare di gialli scandinavi che ci hanno invaso sono stato attratto dalla copertina e dal titolo di questo libro: “Biancaneve deve morire” che già qualche sensazione distonica la dà, poi le goccioline di sangue su di un immagine simbolo della tranquillità come il gallo segnavento di un campanile... Inoltre la fascetta recita: “275 giorni numero uno in amazon.de 400000 copie vendute in Germania”. Detesto le fascette e cerco di non dargli peso, ma indubbiamente una qualche influenza ce l'hanno anche perché se ci fosse stato scritto “Flop editoriale. Solo 100 copie vendute nel paese d'origine” qualche dubbio in più se prenderlo o no l'avrei avuto. Quindi un thriller, testualmente: “che tiene avvinto producendo tensione e suspense”. In questo caso, definizione azzeccatissima e ...grazie alla fascetta! Letto in due giorni. Con tanti saluti al resto del mondo, sono sparito in questo piccolo paese perduto fra i monti tedeschi, Altenhain, trepidando per Tobias, maledicendo le piccole comunità chiuse, ipocrite e perbeniste, ammirando Pia, la detective e sentendomi in piena solidarietà con il suo comissario capo per le vicissitudini che leggerete. Insomma, rapito, coinvolto, thrillereggiato! Una scelta azzeccata, peccato che sia finito.
E….. andare qualche giorno in vacanza a Althenain? :-)))
Beh, un commento poco ortodosso, sarà il caldo.... per chi voglia una “recensione” più seria, eccola qua:
Tobias Sartorius esce di prigione dopo aver scontato una pena di dieci anni per aver ucciso due sue coetanee. Tobias, all'epoca minorenne, non ricorda quasi nulla di quella sera, era ubriaco, c'era una festa nel paese, ma si è sempre proclamato innocente. Il processo fu indiziario e i corpi delle due ragazze non furono mai trovati. Al suo ritorno ad Altenhain, il piccolo paese in Germania, scopre che oltre la sua vita anche quella della sua famiglia è stata devastata; la madre se n'è andata, il locale del padre, Il gatto nero è chiuso, parte delle loro proprietà sono state vendute e il resto è in rovina. La piccola comunità ha fatto pagare le colpe del figlio alla sua famiglia e il suo ritorno in paese farà l'effetto di un sasso gettato in uno stagno portando a galla misteri, orrori, colpe, sepolti da una coltre di perbenismo e ipocrisia.
Nele Neuhaus costruisce una vicenda avvincente, complessa, profonda e ricca di colpi di scena con personaggi ben delineati con le loro vite che si snodano al di là di quello che è il sentiero narrativo attinente al romanzo, come succede nella vita. Ambienta la storia in un piccolo paese fra i monti della Germania, e lo descrive benissimo, un mondo chiuso in sé stesso, una piccola comunità che fa quadrato per difendersi, per non cambiare, per non permettere che niente possa scalfire il loro status, i loro punti fermi, le loro certezze anche se in quel duplice omicidio di certo non c'è niente. Una narrazione avvincente, incalzante che non consente divagazioni, non lascia prendere pause e regala tensione. Solo, a mio parere, i troppi colpi di scena finali non gli fanno raggiungere il massimo dei voti.









