Il grande sonno
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L'investigatore di anime
Che dire di Chandler? Gli si potrebbe contestare la scrittura a volte frettolosa, il fatto che volendo prendere i suoi romanzi come dei gialli non hanno la razionalità e la compostezza dei gialli. Il lettore è escluso dall'indagine e impossibilitato a farsi un'idea di come siano andati i fatti. La trama è saltellante e il detective procede a forza di intuizioni che non si sa da dove gli vengano e a volte sembra che lo scrittore stesso fatichi a seguire il groviglio della trama e che questa gli sfugga continuamentedi mano. Lo stile, magari, lascia per questo un po' a desiderare ma c'è qualcosa che va oltre lo stile. Il personaggio è bellissimo e esprime un'urgenza di pulizia morale, una purezza mascherata dal sarcasmo e dall'apparenza dura. NelL'ultima notte Marlowe dice più o meno così: "Se non fossi un duro non sarei vivo, se non fossi dolce non meriterei di vivere". Il personaggio è così intenso che si perdona all'autore tutto il resto. A volte in un libro non è necessaria la perfezione, basta un guizzo.
Sicuramente i romanzi di Chandler hanno quel guizzo che li fa uscire anche dal cassetto del romanzo di genere. Mi ricorda un po' P. Dick anche se in un diverso cassetto (o genere).
Indicazioni utili
Il detective "hard boiled"
Humphrey Bogart – scusate – Philip Marlowe è un investigatore privato solitario, cupo, burbero ma allo stesso tempo ironico e spiritoso, che si ritrova a sbrogliare un complicatissimo caso che vede coinvolte le due figlie di un vecchio generale. Una storia di pornografia, bische clandestine e omicidi nella Los Angeles degli anni trenta. Un po' troppi personaggi e un po' troppi misteri risolti frettolosamente, per i miei gusti, ma è un giallo “pulp” del '39 che ha fatto storia (grazie al detective “hard boiled”). A rimanermi maggiormente impressi sono stati appunto la figura di Marlowe e lo stile colloquiale e realistico.









