Enigma
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Ultimo aggiornamento: 27 Mag, 2011
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Niente è ciò che sembra
Forse è perchè nella vita mi occupo di informatica che ho amato particolarmente questo libro. Il protagonista, come un novello Poirrot, analizza con il potere della logica e della matematica il misterioso enigma della scomparsa della sua ragazza. Enigma è anche il nome della macchina usata dai tedeschi in tempo di guerra per crittare i messaggi. Il romanzo quindi ci porta in un mondo in cui i computer sono solo dei grossi armadi rumorosi e pesanti, che eseguono un processo alla volta, con l'ausilio di diavolerie elettromecchaniche. Preistoria informatica.
Come in altri romanzi di Harris, la trama è condotta con grande intelligenza ed il filo conduttore della storia si appoggia sempre sul presupposto che niente è ciò che sembra.
Più che thriller lo definirei romanzo storico, infatti, sebbene i personaggi siano di pura fantasia, l'ambiente e le vicende sono tratte dalla storia reale.
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Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 2011
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la guerra segreta
C’è un lato di ogni guerra che non emerge allo scoperto. Una guerra nella guerra, che si consuma lontano dai campi di battaglia, dai colpi d’artiglieria o dai bombardamenti aerei.
E’ la guerra delle informazioni e dei codici cifrati, delle spie e dell’intelligence.
Sorniona, silente, strisciante…è una guerra enigmatica, spesso combattuta nel chiuso di laboratori e uffici, nel tentativo di carpire i misteri del nemico, per sconfiggerlo a qualsiasi prezzo.
'Enigma' è l’emblematico nome della macchina messa a punto dalla genialità guerrafondaia tedesca per permettere agli eserciti del Reich, durante la seconda guerra mondiale, di comunicare fra loro eludendo le intercettazioni dei nemici Alleati. A pochi chilometri da Londra, nei freddi capannoni di Bletchley Park (oggi sede del 'National codes centre'), un gruppo di crittoanalisti è chiamato a studiare le trasmissioni criptate dei nazisti nell’arduo tentativo di decifrare i codici di Enigma ed impossessarsi delle informazioni basilari per l’esito di una guerra sempre più estenuante. Il matematico Tom Jericho ha il compito di decrittare il codice Squalo, il sistema di comunicazione dei sottomarini U-boot che pattugliano senza tregua l’Atlantico. Ingaggiando una personale lotta contro il tempo e contro l’ambiente militare ostile, si ritroverà invischiato nei ricordi di una storia d’amore accecante – che riemergono nel presente con la forza di inquietanti e misteriosi accadimenti – e di riflesso scoprirà gli oscuri retroscena nascosti fra le zone d’ombra di una guerra secretata.
La tensione scorre lungo gran parte del racconto e s’impenna durante le indagini clandestine di Jericho, come anche nel corso della battaglia atlantica fra gli U-boot e il convoglio delle navi cargo americane dirette in Inghilterra. L’azione bellica non è mai descritta direttamente ma rimbalza nelle intercettazioni che pervengono a Bletchley Park e nei serrati confronti fra militari, crittoanalisti e uomini dell’intelligence.
Robert Harris ordisce la trama del romanzo con una certa abilità, controllando gli ingredienti thriller e amalgamandoli ai tecnicismi che descrivono gli espedienti di decifrazione dei codici attraverso la matematica e i rudimenti della scienza informatica. E’ il suo ritorno ai temi legati alla seconda guerra mondiale dopo il successo dell’acclamato Fatherland, a differenza del quale la narrazione avviene al tempo del conflitto, nel 1943, e si basa su fatti realmente accaduti, seppur restituiti attraverso la costruzione del romanzo.
Dopo aver ottenuto un grande consenso di pubblico, dal romanzo di Harris è stata trasposta nel 2001 un’omonima versione cinematografica diretta da Michael Apted.









