Chocolat Chocolat

Chocolat

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La trama e le recensioni di Chocolat, romanzo di Joanne Harris edito da Garzanti. Siamo a Lansquenet-sous-Tannes, un villaggio al centro della Francia, dove la vita scorre placida. Un po' troppo placida: sono rimasti soprattutto gli anziani - contadini e artigiani - mentre i giovani sono partiti verso la città. È una comunità chiusa, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla Chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata La Celeste Praline, che ben presto diviene agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa e inizia ad aiutare chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

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Chocolat 2011-11-25 13:05:01 Sara S.
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Sara S. Opinione inserita da Sara S.    25 Novembre, 2011
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un'atmosfera magica a tinte fosche

Molti anni fa ho visto la trasposizione cinematografica di questo romanzo e devo dire che sono stata molto combattuta se leggere il libro o meno. Mi sono decisa solo adesso perché, appunto che sono passati molti anni, del film ne ho un ricordo ormai vago e confuso. Comunque, anche dal poco che mi ricordavo, appena lette le prime pagine mi è subito apparso chiaro che libro e film sono molto diversi, e da una parte ne sono stata contenta: odio leggere libri di cui conosco già a grandi linee la trama. "Chocolat" il romanzo, mi è apparso subito di ambientazione più cupa del film, con un'atmosfera magica a tinte fosche che nel film proprio non mi ricordavo. Inutile dire che è stato amore a prima vista (ops, a prima lettura!). Ho infatti adorato tantissimo l'atmosfera che sprigiona il libro. Joanne Harris ha uno stile narrativo unico, che rapisce, coinvolge; le descrizioni sono poetiche e vivide. E' un romanzo capace di dare forti emozioni. La narrazione in prima persona cambia punto di vista ogni tanto e dalla protagonista Vianne, si sposta al prete Francis Reynaud, una particolarità che ho apprezzato. La storia alterna momenti di felicità, speranza, tristi ricordi e dramma. Affronta tematiche le tematiche difficili dei legami affettivi con persone e animali e fa riflettere sulla vecchiaia, l'accanimento terapeutico e la morte, ma lo fa in maniera talmente lieve, leggera, la narrazione non risulta mai faticosa. E poi, naturalmente, c'è una forte componente culinaria, dove la Harris da sfogo al proprio amore per il cibo e lo fa diventare parte integrante e fondamentale di tutta la storia. Durante la lettura è inevitabile farsi venire l'acquolina in bocca, tra cioccolata calda di tutti i tipi, praline, boeri, eclaires, frutta candita ricoperta, crepes, meringhe, pan di zenzero, pain au chocolat, croissant, marrons glaces, fonduta al cioccolato.... basta, mi fermo qui che mi sta venendo troppa fame!!!!! Sappiate solo che "Chocolat" non è solo un romanzo da leggere, con una storia bellissima che fa divertire e commuovere, ma è un romanzo da gustare (e anche gli amanti dei cibi salati non verranno delusi)!

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Chocolat 2011-11-15 09:28:39 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    15 Novembre, 2011
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Le virtù del cioccolato


Una madre e la figlia arrivano in un piccolo villaggio della provincia francese insieme ad una misteriosa folata di vento.
Vianne, la madre di Anouk avvieranno una cioccolateria davvero speciale.
Mentre il locale comincia a prendere forma nel frattempo vengono narrati i modi di fare e le caratteristiche di una serie di personaggi che ci accompagneranno per tutta la storia.
Questi golosi avventori diventeranno, se così si può dire, la famiglia di Vianne ed Anouk.
Dall’altra parte della piazza però c’è il prete che discrimina le nuove arrivate considerandole senza fede e selvagge.

Vianne e Anouk sono due spiriti liberi, infatti le loro antenate avevano trasmesso a loro la passione per i nuovi posti ed il desiderio di essere sempre alla ricerca di nuovi paesi.
Un giorno il vento che le aveva condotte fino a questo paesino era tornato a riprenderle per portarle in un nuovo posto ancora sconosciuto.
Anouk però non se la sente di ripartire, cosa farà Vianne? Ripartirà oppure resterà in questo paesino?

È un libro che sprigiona il dolce aroma del cioccolato e che fin dalla prime pagine fa ingolosire il lettore il quale si chiede “Chissà quale potrebbe essere il mio cioccolato preferito!”

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Un libro goloso, da provare!
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Chocolat 2011-05-17 10:27:49 Francj88
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Francj88 Opinione inserita da Francj88    17 Mag, 2011
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Una tazza di cioccolata, please!!

"Siamo arrivate con il vento del carnevale. Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sui marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno.."

Una donna e una bambina arrivano nel freddo (non solo meteorologicamente parlando) villaggio francese di Lansquenet come una folata di vento di primavera. Vianne, la madre, è affascinante, carismatica, libera; Anouk, la figlia, dolce, fantasiosa e accompagnata sempre dal suo amico invisibile al mondo, Pantoufle: un coniglio dai lunghi baffi che la segue ovunque. Vianne e la piccola prendono posto in una panetteria in disuso, che in poco tempo diventerà La Celeste Praline: un'invitante pasticceria. Il parroco del paese, Francis Reynaud, non vede di buon occhio Vianne, perché è una donna sola che cresce una figlia senza un marito, perché è atea, perchè sa leggere le carte, perché vende dolci e cioccolata proprio nel periodo della quaresima, quando bisognerebbe digiunare. E' una peccatrice che invoglia gli altri abitanti al peccato!
E' così che il parroco, più volte denominato da Vianne "l'uomo nero" cerca di contrastare l'influenza che Vianne ha sugli abitanti del paese, imponendo loro di non frequentare quel luogo di peccato. Sin dalle prime pagine si scorgerà questo "braccio di ferro" tra Vanne, l'anticonformista e il parroco, che la ostacolerà in tutti i modi cercando di cacciarla dal paese.
Ma molti abitanti, frequenteranno comunque La Celeste Praline, animati da un forte desiderio di trasgressione. Tutto il libro è incentrato sui peccati di gola, a cui è lecito abbandonarsi se fa star bene, se rende felici. Il cioccolato è costantemente nominato, descritto in maniera dettagliata, quasi a permettere al lettore di percepire quelle sensazioni, di sentire quei sapori e quei profumi.

Lansquenet è un paesino animato dall'ipocrisia, dal bigottismo. Agli abitanti sembrano sconosciute la fantasia, la novità. Ogni persona è legata al proprio stereotipo e intorno a quello si muove senza mai tradirlo. E' tanto diverso dalla realtà dei nostri piccoli paesi? Chi come me non vive in una grande città può capire bene quel sentimento di asfissia, la voglia di scappare da una realtà che a volte sembra troppo stretta.. che uccide i sogni!!

Vianne però dà forma e colore alla vecchia panetteria trasformandola in un locale accogliente e gioioso in cui impera il cioccolato in tutte le sue varietà, intorno a lei cominciano a ruotare personaggi indimenticabili come la vecchia Armande, coraggiosa e indipendente, l'affascianante zingaro Roux,tutti da scoprire.

Ho trovato questa lettura piacevole e particolarmente stuzzicante. Una semplice tazza di cioccolata viene descritta in maniera così perfetta e dettagliata, da renderla quasi materializzata agli occhi del lettore: sembra di poter sentire quel profumo e di gustare quei sapori. Ho trovato personaggi, trama ed ambientazione tutti parimenti fantastici, al pari delle goloserie tanto sapientemente descritte e presentate.

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Chocolat 2010-12-09 19:25:00 Little_Dolly
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Little_Dolly Opinione inserita da Little_Dolly    09 Dicembre, 2010
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Goloso!

Lo stile è poetico e affascinate...ti cattura...
La storia è davvero bella, a tratti commovente...I personaggi sono azzeccati e si fanno amare...
Particolari le descrizioni ti permettono di entrare nel romanzo...
La lettura è piacevolissima...
Ecco, non consiglio il libro a chi è intenzionato a mettersi a dieta perchè il vero protagonista di questo splendido romanzo è IL CIOCCOLATO. E, per l'appunto, le ben riuscite descrizioni dell'autrice ci lasciano con l'acquolina in bocca!

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Chocolat 2010-11-30 12:27:02 barbara78E
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barbara78E Opinione inserita da barbara78E    30 Novembre, 2010
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squisito, un libro da "leccarsi gli occhi"

Con molto piacere, ho visto il film tratto da questo romanzo. Naturalmente non poteva essere "assolutamente" fedele al libro, tuttavia ha mantenuto lo spirito e la leggerezza di quest ultimo.
Si narra di Vianne Rocher e sua figlia Anouk, e del loro arrivo in un villaggio della Francia. La loro comparsa porta scompiglio nel piccolo bigotto paesino, specialmente quando Vianne apre una cioccolateria proprio durante la Quaresima. Si intrecciano così le vite di madre e figlia con Josephine Muscat, la quale trova la forza di ribellarsi al marito violento e diventa amica e aiutante di Vianne, Armand, padrona di casa che ama fare di testa sua, lo zingaro Roux, che entrerà nel cuore di Vianne. Ovviamente non mancano gli antagonisti: Caroline, figlia di Armand, testarda quanto la madre, ma con un carattere freddo e altero, e Reynaud, il curato del paese, intransigente e severo, troppo preso dalla sua missione di redenzione per accorgersi della sua umana fragilità.
L'intero romanzo è scritto in prima persona, sia da Vianne che dal curato. Si viene così a creare un dualismo che permette di vedere entrambe le prospettive dei due rivali. Le parti di Vianne sono percorse dal vento, che l' ha sospinta per tutta la sua vita, fino ad arrivare a Lansquenet, mentre Reynoud dialoga (ma più che un dialogo è un monologo, in quanto non ottiene mai alcuna risposta), col padre, curato prima di lui.
E' una storia molto briosa, che dura tutta una Quaresima, ma che descrive molto bene l'accoglienza che un piccolo paesino riserva alla novità e alla libertà, soprattutto di pensiero.

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Chocolat 2010-11-29 08:01:07 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    29 Novembre, 2010
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Chocolat

Ma quanto è buona la Cioccolata???
Un libro dove tutto ruota intorno alla prelibatezza eccezionale della "cioccolata".
L'autrice, con il suo stile inconfondibile, capitolo dopo capitolo, ci svela segreti che accomunano gli abitanti di un piccolo paese. La gente è diffidente del nuovo, razzista, bigotta, fa finta di non vedere per aiutare chi è in difficoltà e soprattutto si fa fare il lavaggio del cervello "dall'Uomo Nero", senza avere voce in capitolo, idee proprie e la libertà di fare ciò che desiderano veramente per vivere felicemente la loro vita.
Un libro da leggere tutto d'un fiato, che ci farà amare il personaggio di Armande Voizin, una donna forte, con una personalità vivace, testarda come un mulo, felice della libertà con cui esprime le sue idee, senza rinunciare ad amare chi veramente gli vuole bene, superiore ad un mondo ostile, menefreghista e chiuso.
Impariamo da lei, forse, vivremo meglio anche noi oggi in una società che rispecchia in pieno la realtà del paese di Lansquenet-sul-Tannes!

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A chi ama i libri con richiami culinari!
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