Domani nella battaglia pensa a me Domani nella battaglia pensa a me

Domani nella battaglia pensa a me

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La trama e le recensioni di Domani nella battaglia pensa a me, romanzo di Javier Marias edito da Einaudi. Tutto comincia all'improvviso. In un appartamento di Madrid, Marta invita a cena Víctor. Il marito Eduardo è a Londra per lavoro, il figlio finalmente dorme. I due, che si conoscono appena, si baciano, hanno davanti un'intera notte. Ma a un tratto, Marta si sente male. Muore in pochi minuti. Cosa fare? Nulla potrebbe essere piú paurosamente casuale di quell'evento. Victor rimane impigliato nei fili misteriosi della vita della sua non-amante e ne insegue come in un labirinto i segreti, fino a scoprire a poco a poco situazioni incredibili e personaggi sfuggenti. Nessuno è quello che sembra, fantasmi e chimere hanno piú consistenza delle persone in carne e ossa (il titolo del libro è tratto dal Riccardo III di Shakespeare). Marías è bravo a disseminare la vicenda di indizi e dettagli come in un giallo e mostrarci l'altra metà della vita, quella nascosta e dissimulata. Raccontandoci l'inganno e svelandone la macchina che esso mette inevitabilmente in moto, Domani nella battaglia pensa a me racconta l'illusoria realtà in cui siamo sprofondati.

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Domani nella battaglia pensa a me 2012-02-02 21:41:52 Alessandro G
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Opinione inserita da Alessandro G    02 Febbraio, 2012

Un libro che entra nel sangue

Questo libro a mio parere è incredibile per un semplice motivo: non è solo un libro, è vita pulsante, è sangue vermiglio, è materia che prende forma. Marias riesce a descrivere perfettamente le più recondite pieghe dell'animo umano in un irripetibile valzer di destini fatalmente intrecciati tra loro. In questo libro c'è l'essenza della vita e della morte, l'irrimediabile leggerezza con cui gli esseri umani conducono le loro relazioni, relazioni pericolose perché talvolta estinte ancor prima che ne muoiano i componenti. Marias si fa struggente narratore di una condizione naturale dell'uomo, ossia la sua ineluttabile solitudine anche quando inserito in una fitta trama di rapporti, il suo perenne ritrovarsi sperduto altrove. E il protagonista è l'unico personaggio realmente libero da qualsiasi retaggio (matrimonio, rapporto genitori/figli, adulterio...), l'unico in grado di restituire ragione di esistere agli altri personaggi proprio con la sua disarmante evanescenza. Questa Opera ci costringe a fare i conti con una tematica davvero controversa: quanto davvero conosciamo chi fa parte della nostra vita? Quanto sono mutevoli le relazioni? Domani nella battaglia pensateci un po' anche voi...

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Domani nella battaglia pensa a me 2011-11-03 21:58:07 alexmai
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alexmai Opinione inserita da alexmai    03 Novembre, 2011
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Ci penso, ci penso...

Me lo hanno regalato a Natale due anni fa... alla fine l'ho letto. Un paio di buone idee, una citazione che ne svela mille altre... però da qui a parlare di capolavoro ce ne passa!

Ah, dimenticavo. Se uno scrittore esordiente presentasse questo manoscritto, brucerebbero in piazza sia l'autore che la carta su cui ha scritto...

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Domani nella battaglia pensa a me 2011-06-21 16:32:14 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    21 Giugno, 2011
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Domani nella battaglia pensa a qualcun altro

Quando rimango perplesso e deluso dopo una lettura, la riflessione è sempre la stessa: ci sono libri che non mi piacerebbero comunque ed altri che forse con lo spirito giusto potrei riuscire ad apprezzare. Non ho ancora capito bene se nel mio caso “Domani nella battaglia pensa a me” appartiene al primo o al secondo tipo. È già qualcosa di positivo.
Non nego che si tratti di una letteratura di livello, ma resta il fatto che non ricordo di aver durato così tanta fatica a finire un romanzo dai tempi in cui a 14 anni mi fecero leggere a forza i Buddenbrook (e stiamo parlando di un romanzo di 280 pagine, non di 800!!)
Mi è piaciuto poco lo stile, eccessivamente pesante nelle descrizioni e ridondante nel ripetere alcune riflessioni del protagonista e certi avvenimenti della storia; mi è piaciuta poco l’ineluttabilità che permea il senso della storia; ho trovato i personaggi troppo strumentali al messaggio che vuol lanciare e per questo quasi superflui (insomma, potevano essere chiunque).
La storia comincia nel migliore dei modi perché devo ammettere che partire con un uomo (Victor) che si ritrova accanto ad una donna morta (Marta) con cui fino ad un minuto primo stava per consumare un tradimento (lei è spostata) è un incipit intrigante e che lascia intravedere uno sviluppo promettente. Poi però diventa subito una descrizione infinita dello stato d’animo di Victor combattuto tra il comunicare ai familiari che Marta non è morta da sola ed il timore di confessare in questo modo che aveva un (non-)amante.
È un libro sull’inganno, sulle bugie o meglio sulle verità taciute e nascoste, su come in fondo la nostra condizione naturale è ingannare o essere ingannati: non dovremmo opporci più di tanto e non dovremmo amareggiarci, si legge più volte.
A parte il fatto che non sono per niente d’accordo, sul mio giudizio incide molto di più la noia che ho provato nel leggerlo.
Mi rendo conto di andare “leggermente” controcorrente, visti i premi che ha vinto ed i giudizi esaltanti dati anche qui su Qlibri, però vi assicuro che in alcuni momenti ho addirittura avuto la tentazione di abbandonarlo.

Chissà, forse con lo stato d’animo giusto, magari lo si riesce ad apprezzare... Boh.

P.S: non me ne voglia il buon vecchio Shakespeare per aver storpiato la citazione dal Riccardo III nel titolo

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Domani nella battaglia pensa a me 2011-01-07 13:14:52 AlbertoM
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AlbertoM Opinione inserita da AlbertoM    07 Gennaio, 2011
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Una rivoluzione

Talvolta un libro è capace di una rivoluzione culturale; le parole affiorano da un'ispirazione geniale e sconvolgono le nostre coordinate sociali. Questa volta è l'ingegno di Marias a insinuarsi pagina dopo pagina nel lettore, a renderlo protagonista attivo di uno smarrimento, un auto-alienazione. E' un libro che proprio per questo affonda nelle tematiche più interessanti delle relazioni interpersonali. E' un testo che ci allontana dalla nostra concezione di io e non-io e inaugura un nuovo rapporto di interazione con la realtà Nulla è come sembra e la storia è fatta di instabili apparenze: trascinati su un palcoscenico dalla mano di Marias veniamo proiettati in una situazione dal sapore surreale. Una serie di avvenimenti vengono lanciati come sassi pagina dopo pagina a costruire un sentiero fino alla fine indecifrabile. E poi si arriva a quell'epilogo che tanto avrà suscitato attesa nel lettore, e quanto si era configurato come un giallo si rivela essere in realtà il contorto percorso della comprensione. Un viaggio che non approda in un intrigo poliziesco ma in una ricerca umana. Il mondo è complesso perché ciascuno lo vede a modo proprio, ciascuno ha una propria giustizia e ciascuno crede nelle proprie idee. Costretti ad una convivenza forzata noi attori dobbiamo adeguarci all'emisfero del non-io, comprimerci tra il nostro essere e l'essere altrui, ritagliarci una tana da cui guardare il mondo. E dobbiamo iniziare a pensare che forse quello che giudichiamo ridicolo non lo è poi fino in fondo ma che a cose diverse ogni volto da un proprio nome. Talvolta nella compatibilità, più volte nella dissonanza il nostro cammino si deve fare spazio tra le identità altrui, deve prestare attenzione a non violarle né fraintenderle. E il nostro vivere comincia ad essere plasmato dalla consapevolezza di una verità diversa dalla nostra.

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Domani nella battaglia pensa a me 2010-11-26 21:08:44 orny
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orny Opinione inserita da orny    26 Novembre, 2010
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Inizio potente, lettura di stile, grande autore

Un libro veramente riuscito.
Le prime pagine sono molto accattivanti e di sicura originalità. Il racconto, non molto veloce, lascia spazio a continue riflessioni, mai banali, sulla vita, le relazioni, le apparenze, le possibilità. Un stile di scrittura a tratti poetico e a tratti ironico. Tristezza, malinconia, ma anche ironia, speranza, sorpresa. Quello che più mi è rimasto impresso è il senso del possibile e quindi della speranza e del rinnovamento che pervade tutto il libro. A significare quante siano le possibilità che la vita può riservare.
E tutto questo, senza essere sottolineato, traspare dalle pieghe del racconto e perciò penetra in maniera più sottile.
Lo consiglio a chi ama le letture un po' impegnative e profonde.
Questo autore, non molto conosciuto in Italia, merita assolutamente di essere letto.

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Consigliato a chi ha letto...
Philip Roth, Jonathan Franzen
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