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Indignazione

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La trama e le recensioni di Indignazione, romanzo di Philip Roth edito da Einaudi. È il 1951 in America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un campus rurale e conservatore dell'Ohio: il Winesburg College. Perché ha deciso di frequentare il Winesburg invece del college della sua città, a cui si era inizialmente iscritto? Perché il padre, il risoluto e laborioso macellaio del quartiere, pare impazzito: impazzito per la paura e l'apprensione di fronte ai pericoli della vita adulta, ai pericoli del mondo, ai pericoli che vede incombere a ogni angolo sul suo amato figliolo. Come spiega al figlio la longanime madre messa a dura prova dal marito, è una paura che nasce dall'amore e dall'orgoglio che il padre prova per lui. Ciò non toglie che Marcus covi una rabbia troppo grande per poter ancora sopportare di vivere con i genitori. Li abbandona e, lontano da Newark, nel college del Midwest, si deve districare fra le consuetudini e le repressioni di un altro mondo americano. Philip Roth ha vinto il Premio Pulitzer nel 1997 per Pastorale americana. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il piú alto riconoscimento dell'American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa. Ha vinto due volte il National Book Award e il National Book Critics Circle Award, e tre volte il PEN/Faulkner Award. Nel 2005 Il complotto contro l'America ha ricevuto il premio della Society of American Historians per «il miglior romanzo storico di tematica americana del periodo 2003-2004». Recentemente Roth ha ricevuto i due piú prestigiosi premi PEN: il PEN/Nabokov Award del 2006 e il PEN/Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction. Roth è l'unico scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America.

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Indignazione 2012-08-19 17:23:23 Grenouillette
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Grenouillette Opinione inserita da Grenouillette    19 Agosto, 2012
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"La parola più bella del vocabolario."

Se uniste monologhi di un’arguzia unica, con semi flussi di coscienza di un elegante cinismo e con precise digressioni storiche condite di pungenti commenti, otterrete, senz’altro, questo avvincente ed ottimo lavoro del buon vecchio Philip. La storia è, anche questa volta, ambientata a Newark, ai tempi della guerra di Corea, degli anni ’50, ma il personaggio protagonista è Marcus Messner, un giovane studente americano ebreo, alle prese con se stesso e con i difficilissimi caratteri della madre e del padre; è proprio in seguito ad un piccolo litigio con quest’ultimo, Marcus decide di fuggire e trasferirsi in un college dell’Ohio, dove avrà luogo la sua catabasi. Tra depravati compagni di campus, tra sconvolgenti incontri, come quello con Olivia e noiosi obblighi ai quali adempiere, il lettore, soggiogato da una serie di strabuzzanti sorprese narrative, sarà stravolto almeno quanto il protagonista sarà “indignato”.
Non resta che augurare Buon Roth a tutti!

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Indignazione 2011-09-21 16:37:51 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    21 Settembre, 2011
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Una lettura che fa crescere

Una lettura sconvolgente. La vera scrittura nella sua massima espressione. Un capolavoro.

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altri Roth altrettanto duri
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Indignazione 2011-05-12 07:44:59 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    12 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2011
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Il giovane Holden si è fatto uomo?

Siamo nel 1951, c'è la guerra di Corea, e nello stesso anno, aggiungo io, viene pubblicato un romanzo che ha fatto storia: "Il giovane Holden". Quale nesso tra le due cose?
Marcus Messner, figlio di una modesta famiglia di macellai ebrei, decide di proseguire l'università fuori-sede, abbandonando la famiglia e trasferendosi nell'apparentemente patinata realtà del college Winesburg. L'eccessiva apprensione del padre e il suo maniacale bisogno di preservare Marcus dai pericoli della vita vera, fanno sì che il ragazzo scelga di cavarsela da solo, studiando e lavorando in questo nuovo ambiente. La lontananza da casa, inizialmente stimolo positivo per Marcus, diventa la distanza necessaria per valutare la vita per quel che è, per vedere ridimensionate le proprie aspettative, per comprendere come le regole, anche non scritte, ci governino quando siamo liberi da ogni protezione.
Nel nuovo college Marcus si fa alcuni amici (ma molti più nemici), una ragazza (la disinibita Olivia, dall'ambiguo passato e dalla disarmante spontaneità), ma rimane perennemente insoddisfatto: da una parte l'ardente desiderio di uniformarsi, di amalgamarsi nel favoloso e affascinante microcosmo che è il college Winesburg, dall'altra il bisogno incessante di emergere, di esprimere con chiarezza e a voce piena le sue idee e le sue convinzioni, quasi si sentisse un profeta investito dall’onere di diffondere la Verità. A proposito di questo, degni di nota sono tutti i dialoghi con il Decano del college: meravigliosi esempi di retorica (intesa nell'accezione più positiva del termine), sicuramente la parte più illuminante ed emozionante dell'intero romanzo.
Marcus diviso, scisso interiormente, Marcus e le sue paranoie mentali, Marcus e la sua impulsività tipica dei giovani non hanno potuto evitare di condurre il mio pensiero ad un grande protagonista della letteratura del Novecento, Holden Caulfield, il ragazzo ribelle che ha entusiasmato lettori di tante generazioni. Secondo la mia visione di Indignazione, è come se il giovane Holden fosse cresciuto e fosse davanti a noi nelle vesti di Marcus Messner: molti i tratti che hanno in comune, molte le differenze (quello di Marcus è sicuramente un personaggio più evoluto e "risolto", rispetto al problematico Holden e per questo più maturo e definito). Che sia una casualità che l'anno di ambientazione dell'opera in questione sia coincidente con l'anno di pubblicazione de Il giovane Holden?! sinceramente non lo so, ma mi piace pensare ad una sorta di "omaggio" da parte di Roth.
Ma questi sono pensieri miei...e ne avrei molti altri! la brevità di questo romanzo è inversamente proporzionale agli orizzonti di riflessione che riesce ad aprire: personalmente penso che, quando un romanzo sia capace di farci pensare ad esso a distanza di tempo e stimoli costantemente la riflessione e il paragone tra il nostro vissuto e le pagine dello stesso, allora abbia raggiunto il gradino più alto cui possa ambire.
L'aspetto che mi ha meravigliosamente colpita di Indignazione, al di là dei contenuti, è stato lo stile di Roth: non è assolutamente un romanzo semplice (chi l'ha definito così, ahimè, sbaglia di grosso!), non ci si deve lasciar ingannare dalla brevità; anzitutto è diviso in soli due capitoli (di cui il primo occupa il 95% delle pagine), aspetto non determinante, ma che può rendere più difficoltosa la lettura; ha un linguaggio chiaro ma con continui rimandi storici, filosofici, anche tecnici (dopo averlo letto saprete distinguere i vari tagli di pollo!): insomma, ogni singola riga deve essere letta e interpretata, magari anche riletta. E' un romanzo da pensare più che da leggere e proprio qui sta la sua grandezza.

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Il giovane Holden di J.D. Salinger
(se posso suggerire una specifica, l'ideale sarebbe leggere Holden verso la fine del liceo e Indignazione verso la fine dell'università... li trovo molto "calzanti" in queste fasi di passaggio).
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Indignazione 2011-02-26 17:40:50 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    26 Febbraio, 2011
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indignazione

un libro molto bello, come quasi tutti quelli scritti da roth. momenti di vita vissuta di una famiglia tipica ebrea , con le problematiche di un figlio cresciuto nella macelleria del padre, dalla quale vuole smarcarsi andando a studiare il piu lontano possibile dai "suoi". verrà cosi a conoscere un mondo totalmente diverso dal suo ,e gli succedera di tutto....

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Indignazione 2010-06-12 10:51:11 NomeUtente
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NomeUtente Opinione inserita da NomeUtente    12 Giugno, 2010
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 2010
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Buon libro

Proprio un bel libro !
La storia è intrigante, non tanto per la trama quanto per la dettagliata descrizione degli stati d'animo e della psicologia dei personaggi: Olivia Hutton mi ha colpito fin da subito per l'evidente contrasto tra il suo aspetto e la sua vita tormentata, Marcus a tratti mi ricorda ... me. Diviso tra il perbenismo insito nella sua persona e nella sua educazione e la voglia di scrollarsi di dosso paure e pregiudizi, a mio parere senza riuscirci.
Infine il discorso del preside dell'isituto ai ragazzi è un discorso che andrebbe letto in tutte le scuole alle nuove generazioni, un discorso nel quale si percepisce e si tocca con mano la pochezza delle bravate di un ragazzo del college rapportate ai problemi del resto del mondo.

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Indignazione 2009-10-13 21:24:17 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    13 Ottobre, 2009
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indignazione

In questo romanzo dalla scrittura lineare, ironica, energica, Philip Roth ci invita a riflettere su come le azioni apparentemente più banali possano portare a conseguenze drammatiche, a quanto la società, con le sue leggi non scritte, possa mettere in atto discriminazioni nei confronti di chi dimostra di essere differente dalla moltitudine pervasa di mediocrità.

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Indignazione 2009-10-09 10:17:57 massimiliano
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Opinione inserita da massimiliano    09 Ottobre, 2009

bellissimo

un libro stupendo,facile da leggere lo consiglio vivamente!

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