Indignazione
Letteratura straniera
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Opinioni inserite: 7
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"La parola più bella del vocabolario."
Se uniste monologhi di un’arguzia unica, con semi flussi di coscienza di un elegante cinismo e con precise digressioni storiche condite di pungenti commenti, otterrete, senz’altro, questo avvincente ed ottimo lavoro del buon vecchio Philip. La storia è, anche questa volta, ambientata a Newark, ai tempi della guerra di Corea, degli anni ’50, ma il personaggio protagonista è Marcus Messner, un giovane studente americano ebreo, alle prese con se stesso e con i difficilissimi caratteri della madre e del padre; è proprio in seguito ad un piccolo litigio con quest’ultimo, Marcus decide di fuggire e trasferirsi in un college dell’Ohio, dove avrà luogo la sua catabasi. Tra depravati compagni di campus, tra sconvolgenti incontri, come quello con Olivia e noiosi obblighi ai quali adempiere, il lettore, soggiogato da una serie di strabuzzanti sorprese narrative, sarà stravolto almeno quanto il protagonista sarà “indignato”.
Non resta che augurare Buon Roth a tutti!
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Una lettura che fa crescere
Una lettura sconvolgente. La vera scrittura nella sua massima espressione. Un capolavoro.
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Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2011
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Il giovane Holden si è fatto uomo?
Siamo nel 1951, c'è la guerra di Corea, e nello stesso anno, aggiungo io, viene pubblicato un romanzo che ha fatto storia: "Il giovane Holden". Quale nesso tra le due cose?
Marcus Messner, figlio di una modesta famiglia di macellai ebrei, decide di proseguire l'università fuori-sede, abbandonando la famiglia e trasferendosi nell'apparentemente patinata realtà del college Winesburg. L'eccessiva apprensione del padre e il suo maniacale bisogno di preservare Marcus dai pericoli della vita vera, fanno sì che il ragazzo scelga di cavarsela da solo, studiando e lavorando in questo nuovo ambiente. La lontananza da casa, inizialmente stimolo positivo per Marcus, diventa la distanza necessaria per valutare la vita per quel che è, per vedere ridimensionate le proprie aspettative, per comprendere come le regole, anche non scritte, ci governino quando siamo liberi da ogni protezione.
Nel nuovo college Marcus si fa alcuni amici (ma molti più nemici), una ragazza (la disinibita Olivia, dall'ambiguo passato e dalla disarmante spontaneità), ma rimane perennemente insoddisfatto: da una parte l'ardente desiderio di uniformarsi, di amalgamarsi nel favoloso e affascinante microcosmo che è il college Winesburg, dall'altra il bisogno incessante di emergere, di esprimere con chiarezza e a voce piena le sue idee e le sue convinzioni, quasi si sentisse un profeta investito dall’onere di diffondere la Verità. A proposito di questo, degni di nota sono tutti i dialoghi con il Decano del college: meravigliosi esempi di retorica (intesa nell'accezione più positiva del termine), sicuramente la parte più illuminante ed emozionante dell'intero romanzo.
Marcus diviso, scisso interiormente, Marcus e le sue paranoie mentali, Marcus e la sua impulsività tipica dei giovani non hanno potuto evitare di condurre il mio pensiero ad un grande protagonista della letteratura del Novecento, Holden Caulfield, il ragazzo ribelle che ha entusiasmato lettori di tante generazioni. Secondo la mia visione di Indignazione, è come se il giovane Holden fosse cresciuto e fosse davanti a noi nelle vesti di Marcus Messner: molti i tratti che hanno in comune, molte le differenze (quello di Marcus è sicuramente un personaggio più evoluto e "risolto", rispetto al problematico Holden e per questo più maturo e definito). Che sia una casualità che l'anno di ambientazione dell'opera in questione sia coincidente con l'anno di pubblicazione de Il giovane Holden?! sinceramente non lo so, ma mi piace pensare ad una sorta di "omaggio" da parte di Roth.
Ma questi sono pensieri miei...e ne avrei molti altri! la brevità di questo romanzo è inversamente proporzionale agli orizzonti di riflessione che riesce ad aprire: personalmente penso che, quando un romanzo sia capace di farci pensare ad esso a distanza di tempo e stimoli costantemente la riflessione e il paragone tra il nostro vissuto e le pagine dello stesso, allora abbia raggiunto il gradino più alto cui possa ambire.
L'aspetto che mi ha meravigliosamente colpita di Indignazione, al di là dei contenuti, è stato lo stile di Roth: non è assolutamente un romanzo semplice (chi l'ha definito così, ahimè, sbaglia di grosso!), non ci si deve lasciar ingannare dalla brevità; anzitutto è diviso in soli due capitoli (di cui il primo occupa il 95% delle pagine), aspetto non determinante, ma che può rendere più difficoltosa la lettura; ha un linguaggio chiaro ma con continui rimandi storici, filosofici, anche tecnici (dopo averlo letto saprete distinguere i vari tagli di pollo!): insomma, ogni singola riga deve essere letta e interpretata, magari anche riletta. E' un romanzo da pensare più che da leggere e proprio qui sta la sua grandezza.
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(se posso suggerire una specifica, l'ideale sarebbe leggere Holden verso la fine del liceo e Indignazione verso la fine dell'università... li trovo molto "calzanti" in queste fasi di passaggio).
indignazione
un libro molto bello, come quasi tutti quelli scritti da roth. momenti di vita vissuta di una famiglia tipica ebrea , con le problematiche di un figlio cresciuto nella macelleria del padre, dalla quale vuole smarcarsi andando a studiare il piu lontano possibile dai "suoi". verrà cosi a conoscere un mondo totalmente diverso dal suo ,e gli succedera di tutto....
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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 2010
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Buon libro
Proprio un bel libro !
La storia è intrigante, non tanto per la trama quanto per la dettagliata descrizione degli stati d'animo e della psicologia dei personaggi: Olivia Hutton mi ha colpito fin da subito per l'evidente contrasto tra il suo aspetto e la sua vita tormentata, Marcus a tratti mi ricorda ... me. Diviso tra il perbenismo insito nella sua persona e nella sua educazione e la voglia di scrollarsi di dosso paure e pregiudizi, a mio parere senza riuscirci.
Infine il discorso del preside dell'isituto ai ragazzi è un discorso che andrebbe letto in tutte le scuole alle nuove generazioni, un discorso nel quale si percepisce e si tocca con mano la pochezza delle bravate di un ragazzo del college rapportate ai problemi del resto del mondo.
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indignazione
In questo romanzo dalla scrittura lineare, ironica, energica, Philip Roth ci invita a riflettere su come le azioni apparentemente più banali possano portare a conseguenze drammatiche, a quanto la società, con le sue leggi non scritte, possa mettere in atto discriminazioni nei confronti di chi dimostra di essere differente dalla moltitudine pervasa di mediocrità.
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bellissimo
un libro stupendo,facile da leggere lo consiglio vivamente!









