Maus
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Animali umanizzati
Vorrei far notare in modo più dettagliato come Art Spiegelman, l' autore, rappresenta i vari animali sostituendoli alle persone reali.
Topi - I topi sono gli animali più presenti nel racconto. Rappresentano gli ebrei o, in rari e particolari casi, un perseguitato scambiato per un ebreo.
Gatti - I gatti rappresentano i nazisti che perseguitano gli ebrei. Spesso li si vede nei panni delle SS, ma rappresentano anche normali cittadini tedeschi. Tra le SS, non tutti sono crudeli, perchè una piccolissima minoranza possiede ancora sentimenti umani. Dei nazisti più moderati ne appaiono solo due nel racconto.
Esistono anche i nazisti traditori. Quando gli ebrei li corrompono per avere cibo, loro intascano il denaro ma poi li uccidono a tradimento, o ancora uccidono senza motivo gli ebrei per avere riconoscimenti e premi.
Cani - I cani, noti per cacciare i gatti, rappresentano gli americani. Sono presenti nella parte finale del racconto mentre scacciano i nazisti e liberano gli ebrei ( topi ).
>>>Cani neri - rappresentano gli afro - americani. Ne esiste solo uno nel racconto il quale è soggetto a pregiudizi dal padre dell' autore.
Rane - Le rane rappresentano i francesi. Ce ne è uo solo nel racconto. La moglie dell' autore è francese, ma non è stata rappresentata come rana perchè siè convertita alla religione ebrea.
Maiali - I maiali rappresentano i polacchi. Numerosi polacchi sono stati rinchiusi nei campi di concentramento ma anche lì dentro mantengono il loro odio verso gli ebrei. Tra i polacchi non internati, esistono altre categorie che racchiudono i polacchi del mercato nero che vendono cibo senza tessere, i polacchi antisemiti che odiano gli ebrei perchè i nazisti gli hanno permesso di appropriarsi delle loro case, e i polacchi buoni, pronti a dare una mano a chiunque. Quest' ultima è una categoria più stretta di persone.
Alci - Esistono ben poche alci nel racconto, e si trovano in 5 vignette che parlano del viaggio del padre del protagonista in America. Gli abitanti americani infatti non solo solo cani.
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Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2012
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Maus!
Non ne avevo mai sentito parlare e mi sono accostato a “Maus” con la curiositá di chi si ritrova per le mani un racconto sull'olocausto e l'incertezza di vedere magari sminuita la drammaticitá e la serietà che un tale argomento comporta. Tale timore si è rilevato infondato perchè è un racconto che fa presa sulle nostre coscienze, che con le immagini riesce a smuovere i nostri cuori più di quanto facciano intere pagine di parole. L'espressività dei topi, abbozzata con pochi tratti di inchiostro riesce a incidere e a rendere realistiche le emozioni forti di gioia, dolore, infelicitá vissute dai protagonisti.
Art Spiegelman, l'autore della novella grafica, narra la storia reale e terribile del proprio papá Vladek Spiegelman e di sua moglie Anja, sopravvissuti a Auschwitz. L'autore si mette a nudo, ci svela anche il rapporto difficile, conflittuale tra padre e figlio, perché a volte ci si dimentica che l'orrore della “Shoah” non è terminato con chi l'ha vissuto direttamente, ma ha invece influito pesantemente anche sulle vite di tante generazioni successive.
L'opera si compone di due parti (Maus I e Maus II): la prima parte racconta il contatto con il padre, di quando la famiglia viveva felicemente in Polonia, l'ascesa del nazismo, la guerra, i tentativi sempre più complicati e disperati di sfuggire alla deportazione, lo sconcerto di vedere il proprio mondo che va in pezzi (quando vedi sparire man mano i propri cari, amici, conoscenti, devi abbandonare la propria casa, il paese o cittá in cui sei vissuto).
La seconda parte tratta della deportazione a Auschwitz o meglio Mausschwitz, il tentativo di sopravvivere, la follia nazista dello sterminio totale.
Il nazista è rappresentato come un gatto e l'ebreo come un topo (parola tradotta nel tedesco “Maus”, da cui prende il titolo l'opera). Allegoria molto azzeccata perchè il racconto del padre ci svela gli orrori dell'olocausto e così come il gatto gioca con il topo prima di ucciderlo, anche molti nazisti, con non minore crudeltá, giocavano e si divertivano nel vedere soffrire tanta povera gente prima di assassinarla.
Non esito a definirlo un capolavoro, una testimonianza forte per non dimenticare. Assolutamente da leggere.
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terrificante e splendido
Maus è una storia che ti coinvolge fin dalle prime pagine, da divorare in poche ore e che quando finisce quasi ti dispiace. Personalmente l'ho trovato geniale per diversi motivi, uno l'idea di usare il fumetto come veicolo per raggiungere anche i lettori più pigri, e vi assicuro che l'impatto con i disegni è molto forte... poi la parlata tipica dell' uomo dell'est che parla un italiano sgrammaticato e che trasmette appieno la sua essenza. Cosa mi lascia questo libro? difficile dirlo, certo la storia è l'ennesima tragedia sull'olocausto ma in più rispetto ad altri mi ha fatto riflettere su come il senso di colpa dei sopravvissuti si sia propagato spesso anche ai loro figli.
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la crudezza del nazismo
In Italia, meno che altrove, le graphic novel son poco diffuse. Maus, vincitore del premio Pulitzer, è una vera e propria opera d'arte. Sin dalla grafica si comprende la crudezza, veridicità che l'autore intende trasudare da tale scritto. L'eccessivo realismo potrebbe risultare poco piacevole, ma è il fattore per eccellenza che consente di calarsi appieno nella storia raccontata con maestria senza pari
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un fumetto geniale, ma al tempo stesso storico
Maus" è uno splendido romanzo a fumetti, molto citato e poco letto, in cui un grande fumettista si confronta con l’immane tragedia dell’Olocausto e con la figura del padre, un sopravvissuto di Auschwitz, cercando nello stesso tempo di “custodire la memoria” e di costruire un’opera narrativa di grande impatto.









