E-mail

Questo bacio vada al mondo intero

Questo bacio vada al mondo intero

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura irlandese
Autore Colum McCann
Sito autore Visita il sito di Colum McCann

Editore

Casa editrice Rizzoli


La trama e le recensioni di Questo bacio vada al mondo intero, romanzo di Colum McCann edito da Rizzoli. New York, agosto 1974. La città si ferma, come incantata, e guarda in alto: un funambolo sta attraversando il vuoto tra le Torri gemelle, in equilibrio su un cavo d’acciaio, a centodieci piani d’altezza. Intorno all’enigmatica figura di Philippe Petit, eroica e insieme così fragile, e alla sua passeggiata tra le nuvole, Colum McCann costruisce un romanzo fatto di storie e voci intrecciate, il ritratto autentico e coinvolgente di un’America in bilico fra sogno e tragedia. All’ombra di quelle torri, simbolo di potere e presagio della caduta che verrà, si incrociano le vite di Corrigan, folle di Dio che ha trovato il suo Terzo mondo nel Bronx; della prostituta Tillie, a trentotto anni già nonna, e non ancora sconfitta dalla vita; di Claire, chiusa nel suo lussuoso appartamento nell’Upper East Side a piangere il figlio morto in Vietnam; di Gloria, discendente di schiavi, che condivide lo stesso dolore. Con Questo bacio vada al mondo intero McCann dà forma a un’epopea corale di straordinaria universalità. Al centro di tutto, l’indifesa bellezza della vita, sospesa come un equilibrista sul filo.

Colum McCann è nato a Dublino nel 1965 e vive da molti anni a New York. Autore di bestseller internazionali come La sua danza (Tropea 2003), Zoli (Rizzoli 2007) e I figli del buio (Bur 2010), è considerato uno dei più importanti scrittori contemporanei di lingua inglese. Questo bacio vada al mondo intero ha vinto il National Book Award 2009.

Altri utenti interessati a Questo bacio vada al mondo intero

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio: 
 
5.0
Stile:
 
5.0   (1)
Contenuto:
 
5.0   (1)
Piacevolezza:
 
5.0   (1)
 
Voti (il piu' alto e' il migliore)
  Stile*
  Contenuto*
  Piacevolezza*
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
 

Vite in bilico nella città delle Torri gemelle

Voto medio: 
 
5.0
Stile:
 
5.0
Contenuto:
 
5.0
Piacevolezza:
 
5.0
Trovi utile questa opinione?
Si No
5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile


Il libro si articola in un prologo e quattro “libri”, i primi tre dei quali divisi in dieci capitoli.
Il prologo e i due capitoli finali del primo e del secondo libro sono dedicati alla storia romanzata, ma basata su episodi e fatti reali, dell’impresa dell’equilibrista Philippe Petit che, il mattino del 7 agosto 1974, camminò e fece diverse evoluzioni su un cavo teso tra le cime delle Torri Gemelle del World Trade Center, ancora non del tutto terminate.
Negli altri capitoli nascono, si dipanano e si intrecciano tra di loro, alcune più strettamente, altre appena sfiorandosi, le storie dei molteplici personaggi di invenzione - più complessa ed elaborata per alcuni, più sommaria per altri - che concorrono alla composizione del romanzo, rapportandosi variamente all’evento reale del funambolo.
Il tempo in cui si colloca la gran parte del romanzo è l’inizio degli anni ’70, gli anni della guerra del Vietnam, di Nixon, di Kissinger; il libro conclusivo opera un salto temporale, collocandosi quasi ai giorni nostri, nel 2006, quando oramai le Torri sono state cancellate dallo skyline di Manhattan.
I luoghi sono quelli del Bronx degradato, del Village, di Lower Manhattan, dei quartieri alti di Park Avenue. Altrettanto differenziata è la varietà dei personaggi: i due fratelli immigrati dall’Irlanda, uno dei quali affiliato ad un ordine monastico, prostitute che si tramandano il mestiere di madre in figlia, l’immigrata latino-americana, la nera Gloria proveniente dal Missouri e dalle battaglie per i diritti civili, esponenti pienamente integrati della borghesia medio-alta, come il giudice Soderberg e la moglie Claire, il pittore di graffiti, informatici alle prese con le prime fondamenta di quella che sarebbe poi divenuta la rete Internet.
Una particolarità anch’essa assai efficace nella caratterizzazione dei personaggi – e direi non solo di quelli principali – sta in una narrazione che riesce a sorprendere mettendone in evidenza aspetti, o cambiamenti, inattesi o, comunque, fuori degli schemi che pur potevano sembrare plausibili. E anche per i personaggi più sgradevoli, almeno al primo impatto, o comunque più distanti da chi legge – per scelte di vita, temperamento, gusti, valori – ci si può sorprendere a provare comprensione ed empatia. Il pulsare e il vorticare di questo mondo si riflette efficacemente nella diversità delle voci narrative e dei punti di vista che l’autore mette in campo, spesso con variazioni repentine, quasi da equilibrista, come a riflettere, anche sotto il profilo formale, il funambolismo della traversata a mezz’aria tra le Torri.
L’incipit è estremamente efficace nel creare un’atmosfera eterea, irreale, quasi magica, cui si contrappone l’ansia della folla sottostante, polarizzandosi in forme tra loro contrapposte, di angosciosa pulsione di rimozione e di morte o, al contrario, di appassionato sostegno e speranza nella riuscita dell’impresa impossibile. Contro tale atmosfera si staglia ancor più concreta ed evidente la corporeità sofferente e sofferta delle vite vissute dai personaggi: vite sempre in bilico tra le spinte verso la ricerca di gratificazioni, il nutrimento e il coronamento di aspirazioni talvolta indistinte, o che, talora, possono virare rapidamente in direzioni inattese, da un lato, la strettezza cogente della necessità o, più semplicemente e rudemente, del caso, da un altro lato e, ancora, i vincoli di un passato non superato, della faticosa elaborazione di perdite e lutti. Vite, in certo modo, cioè, da funamboli, che non di rado si manifesta in termini letterali nei modi in cui taluni dei personaggi si aggirano lungo le strade della metropoli.
Quella della traversata aerea tra le Torri diventa così un motivo unificante della narrazione anche in senso metaforico e simbolico, oltre che sotto il profilo dell’interazione dell’evento di apertura, più o meno diretta e casuale, con le vicende dei diversi personaggi. Del resto l’Autore è assolutamente esplicito, in proposito, nella nota posta alla fine del volume. Diventa perciò davvero arduo capire e giustificare la scelta dell’editore italiano nel dare il titolo al romanzo di McCann sostituendo al verso di Tennyson – che pure è lo stesso che dà il titolo al quarto capitolo del “Libro primo”, sebbene tradotto con qualche enfasi “Lascia che il mondo giri in vortici infiniti” – un verso tratto dall’”Inno alla gioia” di Schiller.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
 
 
 

Entra in QLibri

Cerca un libro o un autore

In arrivo in libreria

Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi
A volte ritorno
Caino
L'ultima casa a sinistra
Immortal
I titoli piu' attesi in anteprima su QLibri

Autori su QLibri

Principali novità editoriali