Shantaram
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Opinioni inserite: 18
Ultimo aggiornamento: 08 Mag, 2012
Romanzo Geniale e anche spirituale
Fantastico.
Storia ricca e piena di colpi di scena.
Non paragonabile a nessun altro libro, né tantomeno a Flash Katmandu il grande viaggio.
Libro che spiega la realtà indiana dell'epoca.
Dialoghi veri tra le persone, forse lento ma che mette in risalto le qualità umane dei personaggi, anche di quelli più ignobili.
Racconta anche l'eterno conflitto, tra bene e male un confronto che ci portiamo dietro da secoli.
Libro per menti aperte e prive di barriere perbenistiche.
Non vedo l'ora che esca il secondo libro della trilogia, già in cantiere da anni.
"A volte si fanno cose sbagliate per il motivo giusto", questa è una delle tante frasi che mi è rimasta impressa.
Ho aprezzato molto i lunghi discorsi tra Linbaba e Kadherbabi.
Mi è piaciuto un sacco e mi dispiaceva talmente tanto finirlo, che le ultime trecento pagine le ho "centellinate".
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Il buonismo in persona con Superman
Sarò anche un'accanita lettrice, ma in questi casi mi piace essere onesta: la mole di questo romanzo mi ha spaventata non poco.
-"Guerra e pace", "I miserabili", "Il conte di Montecristo" e "Via col vento" gli fanno un baffo!- ho pensato vedendolo ma, indotta dall'immensa quantità di recensioni positive, non ci ho più pensato e mi sono buttata, tutta fiduciosa e a capofitto, nella lettura di "Shantaram".
Inoltre la trama mi sembrava accattivante, coinvolgente, ricca d'azione, avventura e colpi di scena.
Ebbene, devo ammettere che non è stato come mi aspettavo: mi ha delusa.
Per quanto la storia cercasse di attenersi il più possibile alla realtà (e sapendo che fosse vera in gran parte), a me ha dato l'impressione di essere fin troppo surreale: al protagonista ne succedono di ogni, viene picchiato, si droga, sfiora la morte, si caccia in una miriade di guai e, nonostante ciò, continua a cavarsela e ad uscire incolume in ogni situazione!
Una specie di misto fra Superman, Gesù Cristo e James Bond! Indiana Jones ne ha passate molte di meno nei suoi quattro film!
Per non parlare poi del fatto che il protgonista, un criminale che continua a compiere lavori e atti illeciti, filosofeggia come un saggio eremita tibetano! Almeno mettesse in pratica tutti quegli aforismi che sputa ogni tre per due!
Oltre che immortale è anche ipocrita!
Ho provato più o meno lo stesso nei confronti di Karla, che ho trovato un personaggio insopportabile, terribilmente saccente e privo di spessore: come se non bastasse, anche lei non risparmia nemmeno una volta le sue cosiddette "perle di saggezza" che mi facevano venire il nervoso...
Nel complesso il romanzo non mi ha coinvolta per nulla, soprattutto all'inizio che mi è sembrato esageratamente lento.
Il libro l'ho trovato pesante, pieno di corpose, prolisse ed inutili parti, ed eccessivamente stucchevole e buonista.
So che per colpa di questa recensione mi farò un sacco di nemici e mi guadagnerò tanti commenti di disapprovazione, ma non posso farci niente. A me "Shantaram" non è proprio piaciuto.
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- no
Ultimo aggiornamento: 06 Novembre, 2011
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vita intensa
“Da giovani pensiamo che il dolore sia causato dagli altri. Quando invecchiamo, e in un modo o nell’altro ci viene sbattuta la porta in faccia, comprendiamo che la vera sofferenza si misura con ciò che abbiamo perduto.”
Sono questi concetti che mi hanno reso la lettura piacevole e interessante, sono da queste frasi che si intuisce lo spessore del trascorso dello scrittore e di conseguenza la sua vita riflessa in Lin, il protagonista del libro.
L’aspetto che ho apprezzato di più, è l’aver colto leggendo la storia di Lin, l’autenticità di una vita realmente vissuta, dove nonostante il libro sia un romanzo e non una autobiografia, si percepiscono perfettamente i sentimenti, le sensazioni che trapelano dagli aneddoti della vita del protagonista, che in qualche modo, seppure in maniera diversa, ha vissuto anche Gregory, l'autore.
Sentire e sapere del "legame" tra il personaggio ed il suo "creatore", è stato per me fondamentale, per non rimanere spiazzata da una trama cosi piena di avvenimenti.
Il protagonista vive una vita intensa, mutevole, con colpi di scena continui, intrecciando rapporti con svariati personaggi, ben strutturati e diversificati. Molti aneddoti sono raccontati in maniera molto dettagliata, altri più sommariamente come quando ad esempio Lin prende con sé il nipote di Khanderbhai per fargli da insegnante di inglese, a volte nello stile di scrittura sento che non c'è equilibrio nel precisare alcuni elementi o nel passare oltre. Ma questa è una considerazione molto soggettiva me ne rendo conto ...!
L’ immedesimazione nel personaggio acquisisce una forza e un significato maggiore, a mio giudizio, cogliendo questo aspetto di intreccio tra vita vissuta e vita raccontata. Non è sempre cosi giustamente, quando si legge un libro, ma ho voluto puntualizzare questo aspetto, perché il racconto in alcune sue parti si perde un pò, ma passa in secondo piano, rispetto alla forza emotiva che l'autore è riuscito a trasmettermi. Una forza emotiva che credo attinga dalla sua esperienza personale e da una capacità di scrivere in parole concetti di vita.
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Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio, 2012
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Il cammino di un Uomo in India...------
Cercare di "esporre" un'opinione che contenga la moltitudine di significati, episodi, emozioni che questo romanzo mi ha suscitato, non fa altro che portare i miei pensieri ad immaginarmi alle prese con un bagaglio infinito di abiti, tesori e accessori di vario genere, da raggruppare ed inserire in una valigia troppo piccola per poterli contenere tutti insieme...
Ho dunque deciso di partire dal modo più semplice, da ciò che potrebbe apparire forse "eccessivamente classico", scontato o addirittura ordinario - come se l'amore si potesse considerare tale... -. Eppure... ciò potrebbe risultare "mieloso" se ci fosse proposto in modo prolisso, potrebbe appparirci come la più "scontata" delle storie, anche se, in cuor suo pure il letterato più ardito è in grado di riconoscere che la "ricerca dell'amore" è, è stata e sempre sarà, protagonista di capolavori indiscussi.
"Ma la mia storia non parte da quegli uomini, nè dalla mafia:
inizia dal primo giorno a Bombay. Il destino ha calato la mia carta su quella città. La foruna ha distribuito le mie e mi ha portato a Karla Saaranen. E io ho cominciato a giocarla, quella mano, fin dal primo momento in cui ho guardato i suoi occhi verdi. Insomma, questa storia inizia come tante altre: una donna, una città e un pizzico di fortuna."...
Ho amato in modo immediato queste semplici parole, questa frase che , a parer mio, fa da "vera introduzione" all'opera di Gregory David Roberts, approdato in India in seguito all’evasione da un penitenziario in Australia.
Il nostro personaggio non è un "eroe", è un uomo che ha intrapreso un percorso travagliato, una vita che ha iniziato col condurre nel migliore dei modi, dedicandosi agli studi e agli ideali politici per poi calarsi, invece, nel tunnel dell'eroina, in una devastante autodistruzione che lo ha trascinato verso l'allontamento delle persone a lui più care.
La "ruota" del destino lo conduce a Bombay dove l'amore per una donna segnerà il suo percorso in questa terra densa di odori che si insinuano immediatamente dentro di lui, cosi come la tradizioni, la moltitudine di colori, contraddizioni e lingue che presto adotterà come fossero da sempre sue.
Il suo "cammino" in questa terra ci apparirà "variegato", come l'infinita gamma di personaggi con i quali condividerà sentimenti, emozioni, amore, odio, riflessioni.
La sua vita in India sarà un'immersione a 360 gradi in questo strano Paese dove regnano, in modo sorprendentemente parallello, due universi totalmente contrapposti: la totale miseria e la più spregiudicata e sfacciata ricchezza.
Un lusso sfrenato, prodotto dal potere della mafia.
Egli sarà protagonista di entrambe i mondi, nei quali scoprirà, in ognuno di essi, le sfumature della gente che li compone,denudandosi agli occhi di chi si presta ad avventurarsi in questa gigantesca saga, mostrandoci ogni sua angoscia, pensiero, illusione, un'attenta analisa rivolta a se stesso e a ogni ESSERE UMANO che entrerà a far parte della sua NUOVA VITA ... Ne emegerà il ritratto di un uomo che è in cerca di REDENZIONE, DI LEALTA',AMICIZIA,ONORE, AMORE... in una terra travagliata ma insieme RICCA di quella IMMENSA UMINITA' di cui ha sempre avuto sete, dove verrà appunto "battezzato" con il nome di ciò che in fondo, dentro di sè, è sempre stato disperatamente alla ricerca: Shantaram: UOMO DI PACE.
Un lungo romanzo dove l'autore narra, in prima persona,le proprie esperienze mescolandole a fatti, che scaturiscono dalla sua fantasia, nella quale, riesce a dar forma a sensazioni e sentimenti, indubbiamente vissuti, con totale trasporto e passione.
..."Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con amore: l'appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poichè fino a quando il destino ce lo consente, continuaimo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuamo a vivere".
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Shantaram
Niente al mondo plasma l'anima di un uomo come l'esperienza maturata nel corso di una vita difficile e travagliata.
Con questo romanzo, in cui episodi realmente accaduti vengono rielaborati con uno straordinario tocco di fantasia, l'australiano Roberts racconta al mondo la sua storia, aprendo l'anima e dandole voce, mettendo in gioco le emozioni più segrete, quelle che fanno vibrare il cuore e la mente sia di chi le ha vissute sia di chi le ascolta.
Una vita rocambolesca, segnata da percorsi duri come il carcere, la droga, la scelta di evadere e di ritrovarsi in un mondo nuovo, venendo a contatto con una realtà forse peggiore di quella lasciatasi alle spalle.
L'India è lo sfondo totalizzante del romanzo, con i suoi colori, i suoi odori, un crogiolo di razze e di culture, di stridenti contrasti tra ricchezza di pochi e povertà dilagante; sono pagine di eccezionale bellezza, in cui si avverte forte l'amore per questa terra da parte del narratore,poiché questo suolo l'ha accolto tra la propria gente e l'ha cambiato.
La permanenza indiana servirà a Roberts per conoscere a fondo se stesso, per riscoprire valori quali l'amore, la generosità, l'amicizia, la lealtà, entrando in contatto con un'umanità variegata
da cui rimarrà profondamente colpito. Una galleria di personaggi di squisita caratura, colti nella pienezza di un vivere complicato, forti e deboli, vincitori e perdenti, onesti e sfruttatori, vittime e carnefici, tutti indissolubilmente legati dalla ricerca di una felicità: ossia la propria, poiché ogni essere umano ha aspettative diverse e un modo del tutto personale per raggiungerla.
Una fluidità narrativa sconvolgente accompagna la lettura di questo lungo romanzo, senza far mai avvertire cali di tensione, al contrario, aumentando il ritmo strada facendo, con un coinvolgimento totale del lettore , grazie allo spirito avventuroso che anima il racconto e alla profondità espressiva da cui è pervaso. Le pagine sono dense di riflessioni sulla vita e sul destino, elaborate con saggezza e supportate da una discreta conoscenza filosofica, così da creare un lavoro di buon livello letterario.
Commovente e palpitante la vicenda di Roberts, un uomo che decide di mettersi a nudo senza temere il giudizio altrui, senza cercare vane giustificazioni per gli errori di cui si è macchiato, un uomo peccatore che ha provato sulla pelle il dolore della dannazione, ma che è riuscito a ritrovare la voglia vivere.
“Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d'amore e lo cerchiamo disperatamente, è perché l'amore è l'unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza. Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli. Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle. E alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore “
Assolutamente da leggere
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L'uomo di pace
E' difficile dare un voto ad un libro come Shantaram. Posso dire che è il libro che ho regalato di più tra tutti i libri che ho letto. Che la copia che ho in casa è talmente consunta da aver perso la copertina.Che mia figlia ha fatto la tesina di maturità sulle pagine di Gregory David Roberts. Che a volte l'avventura riesce a legarsi ad una profonda consapevolezza ed umanità e che dalle pagine di un libro talvolta impariamo qualcosa sulla nostra vita ed è il caso di questo volume di 1200 pagine. Che anche soltanto guardando su internet le foto dell'autore ci rendiamo conto della sua peculiarità.Alla fine per farmi capire voglio citare le prime righe del libro, come già hanno fatto altri parlandone.."Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore,del destino e dellle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciuavano la mente riuscì a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli.........
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SHANTARAM
Guardando fisicamente la mole di questo libro per la prima volta si rimane un attimino sconcertati . Un “blocco” da 1200 pagine, tanto è vero che il negoziante, dove ho acquistato il libro, mi ha consigliato un sacchettino rinforzato per il trasporto fino a casa!!! A parte le apparenze, il libro è molto bello e scorrevole e forse necessitava addirittura di qualche altra pagina in più.
Leggendolo sembra quasi impossibile che tutte le vicissitudini descritte possano succedere ad unica persona e specialmente in un una sola vita. L’autore, nonché il protagonista racconta in prima persona la propria storia dal momento dell’evasione da un carcere di massima sicurezza in Australia fino al fuga in India dove vive per alcuni nella clandestinità. La prima parte del libro, secondo il mio parere, la più bella in assoluto, descrive la vita quotidiana della povera gente alle prese con il sopravvivere, con la prospettiva solamente di arrivare al giorno successivo, lasciando da parte ogni tipo di programmazione e sicurezza nel futuro. La descrizione dei luoghi e oserei dire degli odori è molto dettagliata e fa riflette per le colossali differenze con la nostra cultura e grado di benessere. (anche si il libro è ambientato negli anni ’80). Poi però ci si accorge che molte persone anche con poco possono trovare la felicità e la voglia di vivere. Questo libro fa sicuramente riflettere e lascia sicuramente qualcosa dopo la sua piacevole lettura.
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CAPOLAVORO!!!!!
Da tempo volevo leggerlo, ma la mole di quasi 1200 pagine mi spaventava, e invece sono volate veloci, pensiero dopo pensiero, emozione dopo emozione, evento dopo evento.
Un libro stupendo che consiglierei a tutti - il mio è pieno di orecchie perché le frasi da trascrivere, da rileggere e da conservare sono davvero tante, e tutte a modo loro parlano al CUORE. Alla fine di ogni capitolo mi dovevo fermare a rilfettere, soppesare, come se le parole avessero bisogno di una pausa prima di lasciar spazio alle altre... BELLISSIMO ED EMOZIONANTE!
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Shantaram
"Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell'amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita"...
Il libro inizia così e dura ben 1177 pagine. L'India che fa da sfondo è vista dagli occhi di un australiano Lin, che per pochi aspetti ricorda Vallanzasca, per molti altri ad un istrionico uomo carismatico dai mille volti. Emerge il lato debole dell'India, quella che da esilio alla "felce" che proviene da tutto il mondo: europei e medio-orientali, uomini e donne che sono scappati dalle loro nazioni perchè colpevoli di reati non scontati debitamente nel loro paese di origine. Una società legata alla mafia al traffico di droga, alla prostituzione, al riciclaggio, al traffico d'armi, alla ricettazione. Durante questo viaggio si incontrano tanti personaggi, col rischio a volte di fare confusione, poi si riallacciano i dialoghi e tutto torna, non mancano gli scivoloni leziosi e le metafore filosofiche un pò troppo forzate. Personaggi che ricorderò sono l'indiano Prabu e l'orso Kano. Il pregio di questa lettura è stata l'abilità dell'autore di farmi incollare nelle sue pagine e di apprezzare alla fine la buona volontà del protagonista per quello che ha fatto, che pur essendo un criminale è "Shantaram", un uomo di pace.
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Fantastico
Nulla da dire, bisogna solo leggerlo.
E non fatevi spaventare dalla mole, lo divorerete.
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bellissimo
Quando la mia amica me l'ha regalato,ho pensato che non sarei mai riuscita a leggerlo.......troppo alto di spessore,scritto troppo in piccolo! .....e poi a me l'India francamente non mi attira!Poi ho iniziato........ed è stato un viaggio indimenticabile! Quando l'ho finito mi è dispiaciuto molto,avrei voluto continuare l'avventura! Non perdetevelo ne vale proprio la pena!!!!
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Indimenticabile
Quando l'ho comprato mi sono chiesta se valesse la pena dedicare tanto tempo a un libro così lungo, ma quando ho cominciato a leggerlo ho capito subito che la risposta era si , si shantarem vale tutte le sue 1074 pagine. Un capolavoro, intenso, commovente, tante sono le pagine e tanti i contenuti e le emozioni.
Gregory è un uomo in fuga, evaso da un carcere in Australia arriva a Bombay, e dopo essere stato rapinato dei suoi soldi trova ospitalità in una baraccopoli, vive di espedienti e allestisce un punto di soccorso per gli abitanti dello slum, impara a farsi amare e apprezzare da loro, ma lui vive in questo modo, privandosi di tutto perchè è un uomo in cerca del perdono, cerca di perdonare se stesso per gli errori del passato. Gregory sa guardare dentro di sè, e analizza le sue emozioni e le sue paure con disarmante sincerità, vive scappando dalle autorità (per non essere rimpatriato)ma mai da se stesso, è questa la forza di questo personaggio.
Dopo essere arrestato per colpa di una vendetta viene rilasciato e incomincia la seconda fase della sua vita, entra a far parte della malavita, qui trova amici veri e una nuova "famiglia", ricorre spesso la frase "fare la cosa sbagliata per la ragione giusta", e per lui la ragione giusta sono i suoi compagni e la lealtà verso di essi.
Bellissimo anche il personaggio di Karla, una donna che porta con sè un grande fardello che ha inaridito il suo cuore, Gregory l'amerà con tutto se stesso, ma quando si trova davanti alla scelta o lei o la lealtà per i suoi compagni lui sceglie qusti ultimi, anche perchè non può permettersi di perdere la dignità, è tutto ciò che gli rimane.
A volte ci sono dei passaggi un pò lunghi e si perde un pò di fluidità nella lettura, ma questi sono compensati da pagine talmente belle e profonde che mi sono ritrovata a leggere e rileggere.
E' difficile recensire un libro così bello, si può solo leggere.
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Opinione inserita da alb 14 Mag, 2010
Ultimo aggiornamento: 14 Mag, 2010
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Indimenticabile
Sono passati già alcuni anni da quando ho letto Shantaram, ma ancora ricordo perfettamente le sensazioni e le emozioni che mi derivavano dalla lettura di questo eccezionale romanzo.
Il romanzo è lunghissimo (oltre 1000 pagine) ma la lettura è scorrevole e rapida, grazie all'impeccabile stile del grande Gregory David Roberts. Ciò che è magico è come l'autore abbia trasmesso la vita di Bombay, la società, i problemi.
Davvero consigliatissimo!
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Bellissimo
Questo è sicuramente il libro più bello che abbia mai letto.
Intenso, affascinante e commuovente.
Libro da leggere assolutamente
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no..non sarà...un' avventura!
Splendido romanzo sulla cultura, la spiritualità, le persone, gli individui che fanno di un paese come l'India un luogo affascinante. Narra la storia quasi leggendaria di un uomo che scappa da un carcere in Australia e si ritrova a vivere in uno slum, una baraccopoli, di bombay, diventando un amato medico e uno di loro. Il viaggio prosegue e si infittisce di personaggi dalla forte personalità e con una storia da raccontare. Un'avventura di 1200 pagine, in alcuni punti magari un po pesante alla lettura, ma veramente un ottimo scritto che va assolutamente letto.
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shantaran
sono 1200 pagine che,all'inizio, incutono un certo timore,ma che poi scorrono con un buon ritmo. ottima illustrazione di un india povera e splendida allo stesso tempo. vite durissime che mantengono pero' una grande dignita'. BELLISSIMO. !!!
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Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 2010
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Splendido
Difficile scrivere una recensione in cui le parole non sviliscano la grandezza di un racconto come se ne leggono pochi.
Un uomo arriva in India dopo essere evaso da un carcere australiano , qui finisce in breve tempo a vivere in uno slum , la parte più povera e miserabile di Bombai spintovi dalla indigenza ma soprattutto da una voglia di riscatto mai sopita.
Farà il medico degli ultimi , dei fondi di caffè di una umanità comunque dignitosa e mai doma incontrando personaggi straordinari.
Lavorerà per la malavita locale che ha le lunghe mani ovunque soprattutto in una città come Bombai specchio delle contraddizioni di un intero popolo.
Conoscerà la tranquilla vita di un villaggio indiano lontano dal rumore delle grandi città ed i valori di una spiritualità semplice quanto profonda.
Andrà in prigione per una tremenda vendetta, affronterà i suoi spettri aiutato da amici improbabili .
Combatterà una guerra non sua e scoprirà che il cuore di ogni uomo è un profondo abisso dove ciò che ti abbaglia può nascondere il tradimento ma dove nel buio più assoluto puoi trovare una luce inaspettata .
E' un libro di 1000 pagine ed oltre ma non pesa mai, non ha un attimo di stanca, l'avventura è ai massimi livelli, ma soprattutto è grande la capacità dell'autore di raccontare un paese, un popolo, una umanità varia e sorprendente .
Ci sono nel libro momenti di grande durezza ma si è sempre in compagnia di personaggi straordinari , momenti drammatici, altri divertenti, altri ancora commoventi.
Uomini persi legati da un codice d'onore e di lealtà ferreo, uomini come il protagonista che perseguono il bene e la redenzione pur agendo spesso al di fuori della legalità.
Non è il classico romanzetto d'avventura ispirato da uno stucchevole buonismo in cui dopo mirabolanti e poco realistiche vicende i "buoni" vivono felici e contenti.
Personaggi indimenticabili muoiono , altri non riescono a ricostruirsi una vita finchè non sconfiggono i propri demoni e non trovano una ragione per perdonare se stessi.
E' un viaggio lungo e impervio, ma bellissimo ed emozionante dentro una umanità ai più sconosciuta ma che ti coinvolge come pochi racconti sanno fare.
L'autore poi ha una penna sublime che ci regala momenti di alta letteratura con periodi, pensieri , aforismi, degni del Victor Hugo più ispirato.
Quando ho chiuso il libro dopo aver letto l'ultima pagina ho provato la stessa tristezza di quando saluti un amico che non rivedrai per un pò.
Veramente splendido.
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Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2010
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Un lungo viaggio
Impossibile descrivere in poche righe il contenuto di questo libro. Leggendolo in alcuni momenti ci si sente opprimere dall'aria soffocante di Bombay, si prova affetto ed ammirazione per persone materialmente povere ma con una ricchezza interiore incredibile e ci si ritrova a sperare che non accada loro nulla di male.
Questo libro parla di svariati temi: amicizia, amore, vendetta, droga e tanti altri argomenti.
Mi ha trasmesso, già dalle prime pagine, una moltitudine di sensazioni.
Mi sono affezionata ai personaggi e man mano che mi avvicinavo alla fine sapevo già che mi sarebbero mancati.









