Shantaram Shantaram

Shantaram

Letteratura straniera

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La trama e le recensioni di Shantaram, romanzo di Gregory David Roberts edito da Neri Pozza. Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l'Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico.

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Shantaram 2013-09-10 09:00:35 ch82
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Opinione inserita da ch82    10 Settembre, 2013

iperbolico, da prendere con le pinze

come altri, spaventato dalla mole iniziale del libro! occorre però dire che leggendolo, scorre davvero molto velocemente, ci si stupisce della mole di pagine che scorrono tra le mani.
Lo stile della narrazione è a mio parere a tratti naif: tutte queste metafore iperboliche, questo senso di predestinazione, fanno perdere di tono e credibilità a quella che poteva essere una bella avventura.
come ha detto un altro utente, è una sorta di misto tra gesu e superman: le donne più belle hanno storie d'amore con lui, i più potenti boss malavitosi lo prendono sotto l'ala, ogni incontro casuale in quella megalopoli si rivela essere focale - oggi è un boss, domani un guerriero, poi un bimbo prodigio; sto un po' esagerando ma leggendolo ho avuto proprio la sensazione di dire: ma insomma! non ti capita mai di pestare una cacca di cane e di andare a casa con la scarpa sporca?
si rivela poi un gran dottore, un gran filosofo, gli staccano la pelle non mangia da un mese ma nonostante tutto riesce a pestare energumeni due o tre volte lui! lo attaccano i cani ma viene salvato all'ultimo, aiuta un tassista, ecco che è un potente killer che ovviamente diventa suo amico... sembra davvero immortale, illuminato, l'uomo della provvidenza!

in alcuni punti ci si chiede se sia davvero necessario entrare tanto nei dettagli per spiegare particolari irrilevanti per la storia, il libro poteva avere anche solo 600 pagine (spiegate la trama ad un amico: vedrete che in poche righe avrete esaurito il racconto, segno che alla fin fine la sovrastruttura narrativa è piuttosto importante rispetto agli eventi)

Resta un libro piacevole specialmente per l’estate, in ogni caso, ma va affrontato a modo giusto.

Per favore però non dite che sia un’autobiografia!
Consiglio a tutti, sulla pagina inglese di wikipedia vi è un link ad un tassista indiano che spiega tutte le menzogne raccontate nel libro. http://shantaram.co.in/?p=14

Racconta pure che gregory nella vita reale non possa recarsi nello slum di persona senza guardie del corpo per non venire aggredito in quanto si è dipinto come un eroe immeritatamente.

Gregory è stato davvero a bombay ma era tossicodipendente e assolutamente un poco di buono.

Consiglio davvero a chi si è lanciato in parole di amore per il libro, di approfondire con la vera storia dell’autore.
Nulla toglie al libro, ma rendiamo giustizia almeno ai personaggi di cui ha narrato la vita!

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Shantaram 2013-05-30 11:56:42 paola melegari
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paola melegari Opinione inserita da paola melegari    30 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2013
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tornare a casa , cambiati dentro

Bellissimo: A me servirebbero almeno 20 vite per avere tanto da raccontare.
Letto quasi d'un fiato, per modo di dire, data la mole del volume. Però non era sufficente, avrei voluto di più.Leggere ancora e ancora su ques'uomo strabiliante, così pieno di qualità da non credere al suo passato di galeotto.Avrei voluto avere altre pagine da leggere per tenerlo ancora un pò sul mio comodino.
Medico, promosso sul campo,attore , mafioso, soldato di ventura.............
Ho letto questa autobiografia, appena uscita,ciò che mi resta adistanza, è l'esperienza nello slum, il suo amore per i malati e il suo inserirsi a incastro in una realtà così degradata, ma ricca di sentimento e umanità. L'orso ballerino, poveraccio.
Qualcuno ha scritto che di questo libro rimane poco al lettore. Forse è vero, non si ha il tempo di metabolizzare la gran quantità di avvenimenti. Troppo per un solo libro?? Forse avrebbe dovuto scrivere una trilogia? una saga?
Se è tutto vero: complimenti !
Bravi a tutti gli opinionisti, siete tutti entusiasti, positivi,
In effetti questa lettura ti attira in un vortice emotivo, avventuroso, sensazionale. Ricordo che ad un certo punto leggevo con l'atlante a lato , così potevo rendermi conto del percorso , a me sconosciuto, verso l'Afganistan.
Casualmente poi, parlando con una persona che era stata India da poco, tutto ciò che avevo letto, era corrispondente a realtà.
Bello, se devo trovare un difetto, manca qualcosa, come qualcuno degli opinionisti ha detto.Forse ho capito: C'e' TROPPO ! Per una sola vita, per un solo libro. Però questo libro non si può perdere . E' imperativo!
Paola

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la città della gioia???
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Shantaram 2013-02-08 11:18:23 amedh74
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amedh74 Opinione inserita da amedh74    08 Febbraio, 2013
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voglia di India.........

Mi ha fatto venire voglia di andare in India. Non ci troverete grosse descrizioni di paesaggi, ma una serie di sensazioni che vi verrà voglia di vivere in prima persona: l’abbraccio caldo di una città affollata intorno a voi, che vi illuda di sciogliere i nodi del vostro cuore, ad esempio.

Il lucente sfolgorio dei sorrisi della gente che pullula nelle strade di Mumbai. E che sorride, sempre e nonostante tutto quello che noi potremmo classificare come ‘bruttura’, e tormentosa prova per i nostri sensi, come gli invadenti odori delle strade, o la povertà estrema dell’abbigliamento dei più.

Vi verrà voglia di vedere le buie colline dell’Afghanistan, magari, dopo aver letto del periodo passato dal protagonista in mezzo ai combattenti mujaeddin, fra i mondi di quel tormentato paese. E vi verrà voglia di continuare a leggere, man mano che proseguirete nella lettura di queste splendide 1150 e rotte pagine.

Pagine in cui conoscerete il senso di smarrimento mentale a cui porta l’amore vero, e gli errori a cui può condurre il viscerale bisogno di sostituire un padre assente da sempre. O gli abissi in cui si può cadere dopo essere stati separati dai propri figli, come accade al protagonista.

Per la cronaca, il protagonista ha impiegato 13 anni per scrivere questo libro, le cui prime 600 pagine di bozze sono state composte in prigione, e sono andate distrutte, nella loro prima stesura. Gregory D. Roberts è infatti un ex professore di filosofia australiano che, disperato per la fine del suo matrimonio e l’allontanamento di sua figlia, si è dato alla droga, per poi finire in carcere con una condanna a venti anni per rapina a mano armata.

E’ riuscito poi, a soli 30 anni, a fuggire da un carcere di massima sicurezza approfittando della presenza di alcuni operai calandosi dalla porta principale con una fune. Roberts ha veramente passato vari anni in India, dove ha abitanto (come racconta) anche in uno slum, riuscendo a conoscere nonostante il suo carattere apparentemente schivo, miriadi di persone. E lì ha ricevuto il suo nuovo nome, Shantaram.

Personaggi che gli hanno colorato la vita di fuggiasco di battute ironiche e memorabili, sorrisi ampi come il mondo (impossibile non innamorarsi della sua guida indiana, il meraviglioso Prabaker, che vi metterà di buonumore con le sue battute).

“Anche mentre venivo torturato nella peggiore prigione indiana pensavo: prima o poi questo lo scriverò in un libro”, ha dichiarato una volta lo scrittore, che tutte le sere, nella sua vita ‘balorda’, come la definisce, ha sempre trovato tempo per annotare su un taccuino frasi impressioni e ricordi della sua giornata. Dopo 13 anni ne è nato un libro. Imperdibile

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Shantaram 2013-01-28 19:16:31 Fioresilson
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Fioresilson Opinione inserita da Fioresilson    28 Gennaio, 2013
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amaro in bocca

L'ho finito pochi giorni fa.
Ho iniziato a leggerlo e subito ho pensato"WOW"ho scelto un super libro. Andando avanti ho però perso un po' di entusiasmo.
Stile scorrevole anche se devo dire che alcune parti mi sono sembrate un po' lente e troppo descrittive. Le 1200 pagine volano e l'India sembra un paese magico (ma lo è realmente?) dove vorresti subito andare a vivere.
La vita dell'autore è veramente incredibile anche se per sua stessa ammissione certe parti sono inventate. I personaggi (anche questi inventati) sono descritti in modo formidabile e sembra quasi che li abbia conosciuti realmente nella sua vita.
Perchè il titolo amaro in bocca? Quando ho iniziato a leggere questo libro pensavo che una volta finito e chiusa l'ultima pagina avrei pensato lo stesso "WOW" che mi era passato per la testa mentre leggevo le prime pagine. Invece devo dire che non mi ha lasciato molto, certo lo reputo comunque un bel libro e lo consiglio, però una persona che ha vissuto tutte queste esperienze pensavo potesse lasciare una sorta di messaggio o di morale ai lettori. insomma non mi ha convinto pienamente.

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Shantaram 2012-10-22 15:53:54 Venenix
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Venenix Opinione inserita da Venenix    22 Ottobre, 2012
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Fuori dal coro

Il libro mi è stato consigliato dalla madre di una mia cara amica che, entusiasta per il fatto che stessi cercando qualcosa da leggere per l'estate, non vedeva l'ora di darmi il suo libro preferito per farle sapere cosa ne pensassi.
Partendo dal presupposto che mi sono non poco spaventata per la mole del libro e dal carattere relativamente piccolo in cui era stato stampato, il libro parte sotto buoni auspici: uno stile molto scorrevole e fluente che accompagnano eccellenti descrizioni, tanto che mi sembrava proprio di poter toccare e sentire ogni odore, per quanto molesto a volte, dell'India stessa.
Già dalle prime pagine vediamo il protagonista, Greg [nonché autore del libro, ricordiamo che questa è un'autobiografia], affiancato da un personaggio che ispira simpatia già dalle prime battute, Prabaker, per gli amici Prabu. La storia seguirà il corso della vita in India di questo fuggitivo, che verrà ribattezzato con il nome Lin e in seguito, nel villaggio natio del suo nuovo amico, Shantaram.
A questo personaggio, senza rischio di svelare niente, capita praticamente di tutto: viene picchiato, finisce di nuovo in prigione, e poi finisce nella mafia indiana, e poi gli sparano, e poi... insomma, un sacco di cose, un'accozzaglia [in senso non maligno, ovviamente] di eventi che sono uno più incredibile dell'altro, tant'è che a volte mi dovevo fermare e chiedermi se davvero fossero successe tutte queste cose all'autore.
Nonostante tutti questi avvenimenti, io sono arrivata alla fine del libro perplessa.
Sì, perché al protagonista capita di tutto, ma proprio di tutto, eppure quando chiudi un libro del genere, sai già che qualcosa ti rimarrà dentro. E invece a me non è rimasto niente.
Forse perché sono successe tante di quelle cose insieme, una dopo l'altra che non fai in tempo ad assimilarle, sembra quasi incredibile. E giungi alla fine che senti che manca qualcosa, non sai esattamente che cosa, ma manca QUEL particolare che ti fa chiudere il libro e gridare nella tua testa:"WOW!".
I personaggi sono uno più bello dell'altro, emotivamente e fisicamente descritti alla perfezione; si creano nella testa e si stampano sulla retina come se non si stesse leggendo un libro, ma guardando un film in tutto e per tutto; lo stile con cui è scritto è semplicemente perfetto, uno dei più belli con cui abbia mai avuto a che fare... eppure per me è stato come aver fatto un lungo viaggio la cui fine non mi ha portato proprio a niente.
Penso che la piacevolezza di un libro vari da persona a persona, poiché alla madre della mia amica ha commosso molto e ha lasciato il segno. Io personalmente ho sentito la mancanza di qualcosa, purtroppo.

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Shantaram 2012-09-18 14:54:36 Claudio
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Opinione inserita da Claudio    18 Settembre, 2012

Avvincente

Non so se l'India descritta in questo libro esista tuttora (e per molti versi mi auguro di no) però, se così fosse, vien voglia di prendere il primo aereo in partenza destinazione Bombay! Ho trovato il libro bellissimo, avvincente, fluido; con personaggi stupendi e descrizioni di luoghi (lo slum, la prigione, il villaggio) assolutamente coinvolgenti fino alla sofferenza. Trovo anche molto riusciti i numerosi aforismi e discussioni "filosofiche" che riesce ad inserire fra un'avventura e l'altra ed anche se non sempre il fine può giustificare i mezzi per raggiungerlo è altresì vero che agendo in maniera sbagliata si possa perseguire il Bene (e viceversa!). Insomma un libro da non perdere e fra i più significativi che abbia letto.

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Shantaram 2012-07-23 06:47:01 Robbie
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Robbie Opinione inserita da Robbie    23 Luglio, 2012
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Il sorriso di Brubaker, il sorriso dell'India

Tutto sommato un ottimo libro, ben 1184 pagine che scorrono velocemente, appassionano, indignano e che in qualche occasione fanno riflettere.

E' come se l'autore, Roberts, ci invitasse a prendere un tè nel suo salotto e cominciasse a parlare con noi, il suo migliore amico, raccontando le sue rocambolesche avventure, le sue esperienze di vita, in una terra lontana e misteriosa come l'India. Al lettore, rapito dal lungo racconto, non resta che seguire le vicende descritte sorseggiando il suo tè fumante, assaporando a piccoli sorsi le fraganze indiane in esso disciolte e che ora sprigiona. A volte il tè potrà sembrare dolcissimo, altre invece amaro, altre ancora il profumo della mistura avrà un sapore indefinibile, come forse alla fine dei conti è indefinibile l'India, caleidoscopio dai mille e mille volti. Paese multietnico e multicolore, poliedrico. Una terra divisa da grandi contraddizioni, vedremo la povertà e la ricchezza coesistere, si parlerà di amore e di odio, troveremo grande onestà e dignità in persone umilissime, con cui la vita è stata parca di soddisfazioni. Lealtà e slealtà, amicizia e inimicizia, facce della stessa medaglia, yin e yang all'indiana.

Interessanti inoltre gli accenni al fato, la teoria sul bene e sul male e sulla tendenza alla complessità.
Quindi se Roberts dovesse invitarvi nel suo salotto, accettate, prendetevi il tempo necessario per gustare il suo tè, chiudete gli occhi e viaggiate, fatevi trasportare nell'India misteriosa degli anni '80.

"E' con la sofferenza che mettiamo alla prova il nostro amore, e in particolare il nostro amore per Dio."

Ora attendiamo i restanti tre libri che l'autore ha dichiarato di voler scrivere e pubblicare. Uno collocato temporalmente prima di Shantaram e gli altri successivi. Sperando che abbia qualcosa da raccontare e non sia solo un modo per rimpinguare le proprie casse.

P.S.
Il protagonista però mi è parso tutt'altro che “Shantaram”. Cosa vuol dire? ...ne discuteremo dopo che l'avrete letto!

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biografie avventurose
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Shantaram 2012-07-15 20:32:36 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    15 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 2012
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Shantaram

L'uomo ha sempre una scelta. Basta osare, sbilanciarsi, fare un passo avanti.

Un matrimonio distrutto, una figlia che probabilmente non rivedrai. Droga. Rapine. Sei in carcere, 19 anni di pena. Troppi. Decidi di fuggire, in pieno giorno. Ormai hai scelto, hai voltato definitivamente pagina. Ora cerchi di non strapparla. Di là del muro c'è la libertà.
Ora sei fuori, in India. Puoi ricostruire la tua vita, la tua identità.
Respiri l'aria di Bombay, ti muovi tra mendicanti, povertà, violenza e solidarietà. Là, tra le strade ti senti libero, protetto dal mandato di cattura sulle tue spalle, pronto per ripartire. Lì ti senti libero.
Ma il senso di colpa è dietro l'angolo, famelico, pronto a reclamare il suo tributo. Perché sai di aver fatto del male. Sai di aver tradito la fiducia delle persone che amavi. Sai che le hai perse per sempre. Non hai mai ucciso, no, molto peggio: hai tradito gli altri. E perdonare se stessi, è la cosa più difficile.

Shantaram non è un semplice romanzo. E' il resoconto della vita di un uomo, una vita avventurosa, pervasa dalla ricerca di libertà, di cui il carcere ti ha privato. Di cui i tuoi gesti ti hanno privato. Ma presto capirai che la libertà non è soltanto quella fisica. E' semplice averla: un passaporto falso, un posto sicuro all'interno della mafia di Bombay, denaro e amici. Ma la vera libertà è quella morale, capace di liberarti da un fardello che ti opprime. Hai bisogno di redenzione. Altrimenti rischi di soccombere, di cedere allo sconforto. Al suicidio. Solo una cosa può salvarti: l'amore.

L'amore di un sorriso che abbraccia il mondo, quello di Prabeker. L'amore dell'amicizia: quella di Didier, quella di Abdullah. L'amore di un padre, quello di Khader. L'amore per una donna, quello di Karla. Due occhi verdi che ti lasciano senza fiato. Occhi enigmatici che ti scrutano nel profondo dell'anima.

Il romanzo è la storia di Greg, Lin o Shantaram. Chiamatelo come volete, è sempre lui. Una storia epica, intensa, coinvolgente, capace di fermare il tempo intorno a te e di dilatare quello della lettura. E' un testo capace di sostituire il tuo universo con il suo. 1177 pagine, quante ne merita una vita?

Seguendo la picaresca vita di Lin, vi districherete fra trame, sotto trame, amori, amicizie, tradimenti, gesti di solidarietà, discussioni filosofiche, guerre, torture, omicidi e droga. Speranza e sconforto. Odio e perdono. E' un libro sulla vita, sui desideri e sulle emozioni dell'uomo. Tutti i personaggi, in maniera diversa, costituiscono tanti tipi di persone, descritte nel profondo. Ciascuna ha un compito, ciascuna lotta contro i fantasmi del passato. Tutti hanno bisogno di aiuto, tutti vogliono essere salvati.

E' un testo da leggere, per riflettere su come ci comportiamo, su come agiamo, UN libro per pensare su temi svariati, dall'intelligenza alla perseveranza, dall'odio al perdono, dalla vita alla morte. E molto altro. Se non altro questo è un grande merito. Perché si può anche non essere d'accordo su quello che dicono i personaggi, si può controbattere. Ma ci si crea sempre un'idea personale e solo questo basta a fornire un motivo sufficiente per intraprendere questa lettura. Forse lo stile non è dei migliori, un po' contraffatto, soprattutto all'inizio, coinvolgente ma non sempre incisivo. Forse un po' neutro. L'unico vero difetto è in realtà uno: la luce. E' tutto troppo chiaro, troppo palese. Non mi riferisco alle vicende, ma alle interpretazioni. L'autore sembra garantirsi che il lettore interpreti bene il racconto e si sente in dovere di spiegare. Ecco l'unico difetto: la mancanza di ombre, di nebbia, d’interpretazione. Il resto si può perdonare.
Ruberete minuti alla notte per leggerlo, lo afferrerete appena alzati e vi dispiacerà distaccarvene. Perché forse in realtà, oltre che di Lin, Shantaram è un percorso interno a tutti noi. Perché in questo romanzo rivivono le nostre esperienze. Perché forse, alcuni dei nostri perché si disvelano. Perché forse, in qualche modo, questo romanzo parla di NOI, delle nostre vite.
"Ad ogni battito del cuore si apre un universo sconfinato di possibilità”.

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Shantaram 2012-06-14 04:17:35 claudia vazzoler
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Opinione inserita da claudia vazzoler    14 Giugno, 2012

Uno spaccato di vita e di India

Ho scoperto per caso Gregory David Roberts, autore di "Shantaram".
Una vita travagliata la sua: in seguito ad una rapina con una pistola giocattolo viene condotto nel carcere di Pentridge, dal quale fuggirà nel 1978 per poi finire a Bombay e ancora dopo in Afghanistan, a combattere con i mujaheddin in Pakistan.
Conoscerà nuovamente il carcere, questa volta quello di Preungesheim, dopo essere arrestato a Francoforte. Verrà estradato in Australia e poi...creerà Shantaram.
L'incipit del romanzo, nel quale c'è tantissimo di lui, è il seguente:

"Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell'amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l'essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granchè, me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità.E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita."

Roberts ci immerge sin dall'inizio nel cuore della sua vita, per poi accompagnarci gradualmente alla scoperta dell'India. Ne sentiamo l'odore, il trambusto, la lotta per la vita, il calore e " i volti diversi di quel bizzarro assortimento", il "contrasto tra il consueto e l'inconsueto".
Sarà l'odore acre e intenso di Bombay e l'azzurro del mare a fare da sfondo ad una parte di vita del protagonista. Greg passerà dall'allestire un ospedale per i mendicanti e gli indigeni, a stringere relazioni con la mafia indiana, all'innamorarsi di Karla del cui incontro così ci scrive:

" I miei occhi erano attratti soprattutto dalla sua perfetta bellezza.La guardavo e mi toglieva il fiato.Una morsa mi serrava il cuore, come se un pugno lo stringesse.
Le antiche leggende sanscrite narrano di amori predestinati, di connessioni karmiche fra anime destinate a incontrarsi , urtarsi e incantarsi a vicenda. Le leggende dicono che l'amata si riconosce all'istante perchè si ama ogni suo gesto, ogni suo pensiero,ogni movimento, ogni suono e ogni stato d'animo che balena nei suoi occhi. La riconosciamo dal fatto che lo struggimento per lei annienta ogni altro desiderio d'amore.
Queste leggende avvertono anche che simili amori predestinati possono possedere e ossessionare una, e una sola, delle due anime che il destino ha fatto incontrare. Ma in un certo senso la saggezza è l'opposto dell'amore. L'amore sopravvive in noi proprio perchè non è saggio."

Una scrittura, quella di Gregory David Roberts, a mio avviso magistrale. Tagliente e commovente. Dura e dolce. In poche parole appassionante.


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Tutto sull'India, ma in genere a chi ama la vita.
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Shantaram 2012-05-06 13:39:51 Cristian
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Opinione inserita da Cristian    06 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 08 Mag, 2012

Romanzo Geniale e anche spirituale

Fantastico.
Storia ricca e piena di colpi di scena.
Non paragonabile a nessun altro libro, né tantomeno a Flash Katmandu il grande viaggio.
Libro che spiega la realtà indiana dell'epoca.
Dialoghi veri tra le persone, forse lento ma che mette in risalto le qualità umane dei personaggi, anche di quelli più ignobili.
Racconta anche l'eterno conflitto, tra bene e male un confronto che ci portiamo dietro da secoli.
Libro per menti aperte e prive di barriere perbenistiche.
Non vedo l'ora che esca il secondo libro della trilogia, già in cantiere da anni.
"A volte si fanno cose sbagliate per il motivo giusto", questa è una delle tante frasi che mi è rimasta impressa.
Ho aprezzato molto i lunghi discorsi tra Linbaba e Kadherbabi.
Mi è piaciuto un sacco e mi dispiaceva talmente tanto finirlo, che le ultime trecento pagine le ho "centellinate".

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Shantaram 2011-11-30 14:22:08 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    30 Novembre, 2011
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Il buonismo in persona con Superman

Sarò anche un'accanita lettrice, ma in questi casi mi piace essere onesta: la mole di questo romanzo mi ha spaventata non poco.
-"Guerra e pace", "I miserabili", "Il conte di Montecristo" e "Via col vento" gli fanno un baffo!- ho pensato vedendolo ma, indotta dall'immensa quantità di recensioni positive, non ci ho più pensato e mi sono buttata, tutta fiduciosa e a capofitto, nella lettura di "Shantaram".
Inoltre la trama mi sembrava accattivante, coinvolgente, ricca d'azione, avventura e colpi di scena.
Ebbene, devo ammettere che non è stato come mi aspettavo: mi ha delusa.
Per quanto la storia cercasse di attenersi il più possibile alla realtà (e sapendo che fosse vera in gran parte), a me ha dato l'impressione di essere fin troppo surreale: al protagonista ne succedono di ogni, viene picchiato, si droga, sfiora la morte, si caccia in una miriade di guai e, nonostante ciò, continua a cavarsela e ad uscire incolume in ogni situazione!
Una specie di misto fra Superman, Gesù Cristo e James Bond! Indiana Jones ne ha passate molte di meno nei suoi quattro film!
Per non parlare poi del fatto che il protgonista, un criminale che continua a compiere lavori e atti illeciti, filosofeggia come un saggio eremita tibetano! Almeno mettesse in pratica tutti quegli aforismi che sputa ogni tre per due!
Oltre che immortale è anche ipocrita!
Ho provato più o meno lo stesso nei confronti di Karla, che ho trovato un personaggio insopportabile, terribilmente saccente e privo di spessore: come se non bastasse, anche lei non risparmia nemmeno una volta le sue cosiddette "perle di saggezza" che mi facevano venire il nervoso...
Nel complesso il romanzo non mi ha coinvolta per nulla, soprattutto all'inizio che mi è sembrato esageratamente lento.
Il libro l'ho trovato pesante, pieno di corpose, prolisse ed inutili parti, ed eccessivamente stucchevole e buonista.
So che per colpa di questa recensione mi farò un sacco di nemici e mi guadagnerò tanti commenti di disapprovazione, ma non posso farci niente. A me "Shantaram" non è proprio piaciuto.

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Shantaram 2011-11-06 17:40:21 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    06 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Novembre, 2011
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vita intensa

“Da giovani pensiamo che il dolore sia causato dagli altri. Quando invecchiamo, e in un modo o nell’altro ci viene sbattuta la porta in faccia, comprendiamo che la vera sofferenza si misura con ciò che abbiamo perduto.”

Sono questi concetti che mi hanno reso la lettura piacevole e interessante, sono da queste frasi che si intuisce lo spessore del trascorso dello scrittore e di conseguenza la sua vita riflessa in Lin, il protagonista del libro.
L’aspetto che ho apprezzato di più, è l’aver colto leggendo la storia di Lin, l’autenticità di una vita realmente vissuta, dove nonostante il libro sia un romanzo e non una autobiografia, si percepiscono perfettamente i sentimenti, le sensazioni che trapelano dagli aneddoti della vita del protagonista, che in qualche modo, seppure in maniera diversa, ha vissuto anche Gregory, l'autore.
Sentire e sapere del "legame" tra il personaggio ed il suo "creatore", è stato per me fondamentale, per non rimanere spiazzata da una trama cosi piena di avvenimenti.
Il protagonista vive una vita intensa, mutevole, con colpi di scena continui, intrecciando rapporti con svariati personaggi, ben strutturati e diversificati. Molti aneddoti sono raccontati in maniera molto dettagliata, altri più sommariamente come quando ad esempio Lin prende con sé il nipote di Khanderbhai per fargli da insegnante di inglese, a volte nello stile di scrittura sento che non c'è equilibrio nel precisare alcuni elementi o nel passare oltre. Ma questa è una considerazione molto soggettiva me ne rendo conto ...!
L’ immedesimazione nel personaggio acquisisce una forza e un significato maggiore, a mio giudizio, cogliendo questo aspetto di intreccio tra vita vissuta e vita raccontata. Non è sempre cosi giustamente, quando si legge un libro, ma ho voluto puntualizzare questo aspetto, perché il racconto in alcune sue parti si perde un pò, ma passa in secondo piano, rispetto alla forza emotiva che l'autore è riuscito a trasmettermi. Una forza emotiva che credo attinga dalla sua esperienza personale e da una capacità di scrivere in parole concetti di vita.

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Shantaram 2011-09-30 11:40:03 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    30 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio, 2012
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Il cammino di un Uomo in India...------

Cercare di "esporre" un'opinione che contenga la moltitudine di significati, episodi, emozioni che questo romanzo mi ha suscitato, non fa altro che portare i miei pensieri ad immaginarmi alle prese con un bagaglio infinito di abiti, tesori e accessori di vario genere, da raggruppare ed inserire in una valigia troppo piccola per poterli contenere tutti insieme...
Ho dunque deciso di partire dal modo più semplice, da ciò che potrebbe apparire forse "eccessivamente classico", scontato o addirittura ordinario - come se l'amore si potesse considerare tale... -. Eppure... ciò potrebbe risultare "mieloso" se ci fosse proposto in modo prolisso, potrebbe appparirci come la più "scontata" delle storie, anche se, in cuor suo pure il letterato più ardito è in grado di riconoscere che la "ricerca dell'amore" è, è stata e sempre sarà, protagonista di capolavori indiscussi.

"Ma la mia storia non parte da quegli uomini, nè dalla mafia:
inizia dal primo giorno a Bombay. Il destino ha calato la mia carta su quella città. La foruna ha distribuito le mie e mi ha portato a Karla Saaranen. E io ho cominciato a giocarla, quella mano, fin dal primo momento in cui ho guardato i suoi occhi verdi. Insomma, questa storia inizia come tante altre: una donna, una città e un pizzico di fortuna."...

Ho amato in modo immediato queste semplici parole, questa frase che , a parer mio, fa da "vera introduzione" all'opera di Gregory David Roberts, approdato in India in seguito all’evasione da un penitenziario in Australia.

Il nostro personaggio non è un "eroe", è un uomo che ha intrapreso un percorso travagliato, una vita che ha iniziato col condurre nel migliore dei modi, dedicandosi agli studi e agli ideali politici per poi calarsi, invece, nel tunnel dell'eroina, in una devastante autodistruzione che lo ha trascinato verso l'allontamento delle persone a lui più care.
La "ruota" del destino lo conduce a Bombay dove l'amore per una donna segnerà il suo percorso in questa terra densa di odori che si insinuano immediatamente dentro di lui, cosi come la tradizioni, la moltitudine di colori, contraddizioni e lingue che presto adotterà come fossero da sempre sue.

Il suo "cammino" in questa terra ci apparirà "variegato", come l'infinita gamma di personaggi con i quali condividerà sentimenti, emozioni, amore, odio, riflessioni.
La sua vita in India sarà un'immersione a 360 gradi in questo strano Paese dove regnano, in modo sorprendentemente parallello, due universi totalmente contrapposti: la totale miseria e la più spregiudicata e sfacciata ricchezza.
Un lusso sfrenato, prodotto dal potere della mafia.

Egli sarà protagonista di entrambe i mondi, nei quali scoprirà, in ognuno di essi, le sfumature della gente che li compone,denudandosi agli occhi di chi si presta ad avventurarsi in questa gigantesca saga, mostrandoci ogni sua angoscia, pensiero, illusione, un'attenta analisa rivolta a se stesso e a ogni ESSERE UMANO che entrerà a far parte della sua NUOVA VITA ... Ne emegerà il ritratto di un uomo che è in cerca di REDENZIONE, DI LEALTA',AMICIZIA,ONORE, AMORE... in una terra travagliata ma insieme RICCA di quella IMMENSA UMINITA' di cui ha sempre avuto sete, dove verrà appunto "battezzato" con il nome di ciò che in fondo, dentro di sè, è sempre stato disperatamente alla ricerca: Shantaram: UOMO DI PACE.

Un lungo romanzo dove l'autore narra, in prima persona,le proprie esperienze mescolandole a fatti, che scaturiscono dalla sua fantasia, nella quale, riesce a dar forma a sensazioni e sentimenti, indubbiamente vissuti, con totale trasporto e passione.

..."Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con amore: l'appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poichè fino a quando il destino ce lo consente, continuaimo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuamo a vivere".

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Shantaram 2011-09-13 15:56:52 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    13 Settembre, 2011
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Shantaram

Niente al mondo plasma l'anima di un uomo come l'esperienza maturata nel corso di una vita difficile e travagliata.
Con questo romanzo, in cui episodi realmente accaduti vengono rielaborati con uno straordinario tocco di fantasia, l'australiano Roberts racconta al mondo la sua storia, aprendo l'anima e dandole voce, mettendo in gioco le emozioni più segrete, quelle che fanno vibrare il cuore e la mente sia di chi le ha vissute sia di chi le ascolta.
Una vita rocambolesca, segnata da percorsi duri come il carcere, la droga, la scelta di evadere e di ritrovarsi in un mondo nuovo, venendo a contatto con una realtà forse peggiore di quella lasciatasi alle spalle.
L'India è lo sfondo totalizzante del romanzo, con i suoi colori, i suoi odori, un crogiolo di razze e di culture, di stridenti contrasti tra ricchezza di pochi e povertà dilagante; sono pagine di eccezionale bellezza, in cui si avverte forte l'amore per questa terra da parte del narratore,poiché questo suolo l'ha accolto tra la propria gente e l'ha cambiato.
La permanenza indiana servirà a Roberts per conoscere a fondo se stesso, per riscoprire valori quali l'amore, la generosità, l'amicizia, la lealtà, entrando in contatto con un'umanità variegata
da cui rimarrà profondamente colpito. Una galleria di personaggi di squisita caratura, colti nella pienezza di un vivere complicato, forti e deboli, vincitori e perdenti, onesti e sfruttatori, vittime e carnefici, tutti indissolubilmente legati dalla ricerca di una felicità: ossia la propria, poiché ogni essere umano ha aspettative diverse e un modo del tutto personale per raggiungerla.
Una fluidità narrativa sconvolgente accompagna la lettura di questo lungo romanzo, senza far mai avvertire cali di tensione, al contrario, aumentando il ritmo strada facendo, con un coinvolgimento totale del lettore , grazie allo spirito avventuroso che anima il racconto e alla profondità espressiva da cui è pervaso. Le pagine sono dense di riflessioni sulla vita e sul destino, elaborate con saggezza e supportate da una discreta conoscenza filosofica, così da creare un lavoro di buon livello letterario.
Commovente e palpitante la vicenda di Roberts, un uomo che decide di mettersi a nudo senza temere il giudizio altrui, senza cercare vane giustificazioni per gli errori di cui si è macchiato, un uomo peccatore che ha provato sulla pelle il dolore della dannazione, ma che è riuscito a ritrovare la voglia vivere.

“Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d'amore e lo cerchiamo disperatamente, è perché l'amore è l'unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza. Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli. Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle. E alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore “

Assolutamente da leggere

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per chi volesse approfondire la conoscenza del'India, consiglio la lettura de La città della gioia.
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Shantaram 2011-08-28 07:55:01 sommo
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sommo Opinione inserita da sommo    28 Agosto, 2011
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L'uomo di pace

E' difficile dare un voto ad un libro come Shantaram. Posso dire che è il libro che ho regalato di più tra tutti i libri che ho letto. Che la copia che ho in casa è talmente consunta da aver perso la copertina.Che mia figlia ha fatto la tesina di maturità sulle pagine di Gregory David Roberts. Che a volte l'avventura riesce a legarsi ad una profonda consapevolezza ed umanità e che dalle pagine di un libro talvolta impariamo qualcosa sulla nostra vita ed è il caso di questo volume di 1200 pagine. Che anche soltanto guardando su internet le foto dell'autore ci rendiamo conto della sua peculiarità.Alla fine per farmi capire voglio citare le prime righe del libro, come già hanno fatto altri parlandone.."Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore,del destino e dellle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciuavano la mente riuscì a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli.........

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a chi conosce l'alfabeto
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Shantaram 2011-07-28 12:01:48 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    28 Luglio, 2011
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SHANTARAM

Guardando fisicamente la mole di questo libro per la prima volta si rimane un attimino sconcertati . Un “blocco” da 1200 pagine, tanto è vero che il negoziante, dove ho acquistato il libro, mi ha consigliato un sacchettino rinforzato per il trasporto fino a casa!!! A parte le apparenze, il libro è molto bello e scorrevole e forse necessitava addirittura di qualche altra pagina in più.
Leggendolo sembra quasi impossibile che tutte le vicissitudini descritte possano succedere ad unica persona e specialmente in un una sola vita. L’autore, nonché il protagonista racconta in prima persona la propria storia dal momento dell’evasione da un carcere di massima sicurezza in Australia fino al fuga in India dove vive per alcuni nella clandestinità. La prima parte del libro, secondo il mio parere, la più bella in assoluto, descrive la vita quotidiana della povera gente alle prese con il sopravvivere, con la prospettiva solamente di arrivare al giorno successivo, lasciando da parte ogni tipo di programmazione e sicurezza nel futuro. La descrizione dei luoghi e oserei dire degli odori è molto dettagliata e fa riflette per le colossali differenze con la nostra cultura e grado di benessere. (anche si il libro è ambientato negli anni ’80). Poi però ci si accorge che molte persone anche con poco possono trovare la felicità e la voglia di vivere. Questo libro fa sicuramente riflettere e lascia sicuramente qualcosa dopo la sua piacevole lettura.

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Shantaram 2011-07-03 14:39:08 lasuggeritrice
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lasuggeritrice Opinione inserita da lasuggeritrice    03 Luglio, 2011
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CAPOLAVORO!!!!!

Da tempo volevo leggerlo, ma la mole di quasi 1200 pagine mi spaventava, e invece sono volate veloci, pensiero dopo pensiero, emozione dopo emozione, evento dopo evento.
Un libro stupendo che consiglierei a tutti - il mio è pieno di orecchie perché le frasi da trascrivere, da rileggere e da conservare sono davvero tante, e tutte a modo loro parlano al CUORE. Alla fine di ogni capitolo mi dovevo fermare a rilfettere, soppesare, come se le parole avessero bisogno di una pausa prima di lasciar spazio alle altre... BELLISSIMO ED EMOZIONANTE!

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Shantaram 2010-12-20 08:52:30 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    20 Dicembre, 2010
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Shantaram

"Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell'amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita"...

Il libro inizia così e dura ben 1177 pagine. L'India che fa da sfondo è vista dagli occhi di un australiano Lin, che per pochi aspetti ricorda Vallanzasca, per molti altri ad un istrionico uomo carismatico dai mille volti. Emerge il lato debole dell'India, quella che da esilio alla "felce" che proviene da tutto il mondo: europei e medio-orientali, uomini e donne che sono scappati dalle loro nazioni perchè colpevoli di reati non scontati debitamente nel loro paese di origine. Una società legata alla mafia al traffico di droga, alla prostituzione, al riciclaggio, al traffico d'armi, alla ricettazione. Durante questo viaggio si incontrano tanti personaggi, col rischio a volte di fare confusione, poi si riallacciano i dialoghi e tutto torna, non mancano gli scivoloni leziosi e le metafore filosofiche un pò troppo forzate. Personaggi che ricorderò sono l'indiano Prabu e l'orso Kano. Il pregio di questa lettura è stata l'abilità dell'autore di farmi incollare nelle sue pagine e di apprezzare alla fine la buona volontà del protagonista per quello che ha fatto, che pur essendo un criminale è "Shantaram", un uomo di pace.

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Shantaram 2010-10-13 08:44:13 maxgrande
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maxgrande Opinione inserita da maxgrande    13 Ottobre, 2010
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Fantastico

Nulla da dire, bisogna solo leggerlo.
E non fatevi spaventare dalla mole, lo divorerete.

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Shantaram 2010-08-13 11:50:19 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    13 Agosto, 2010
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Indimenticabile

Quando l'ho comprato mi sono chiesta se valesse la pena dedicare tanto tempo a un libro così lungo, ma quando ho cominciato a leggerlo ho capito subito che la risposta era si , si shantarem vale tutte le sue 1074 pagine. Un capolavoro, intenso, commovente, tante sono le pagine e tanti i contenuti e le emozioni.
Gregory è un uomo in fuga, evaso da un carcere in Australia arriva a Bombay, e dopo essere stato rapinato dei suoi soldi trova ospitalità in una baraccopoli, vive di espedienti e allestisce un punto di soccorso per gli abitanti dello slum, impara a farsi amare e apprezzare da loro, ma lui vive in questo modo, privandosi di tutto perchè è un uomo in cerca del perdono, cerca di perdonare se stesso per gli errori del passato. Gregory sa guardare dentro di sè, e analizza le sue emozioni e le sue paure con disarmante sincerità, vive scappando dalle autorità (per non essere rimpatriato)ma mai da se stesso, è questa la forza di questo personaggio.
Dopo essere arrestato per colpa di una vendetta viene rilasciato e incomincia la seconda fase della sua vita, entra a far parte della malavita, qui trova amici veri e una nuova "famiglia", ricorre spesso la frase "fare la cosa sbagliata per la ragione giusta", e per lui la ragione giusta sono i suoi compagni e la lealtà verso di essi.
Bellissimo anche il personaggio di Karla, una donna che porta con sè un grande fardello che ha inaridito il suo cuore, Gregory l'amerà con tutto se stesso, ma quando si trova davanti alla scelta o lei o la lealtà per i suoi compagni lui sceglie qusti ultimi, anche perchè non può permettersi di perdere la dignità, è tutto ciò che gli rimane.
A volte ci sono dei passaggi un pò lunghi e si perde un pò di fluidità nella lettura, ma questi sono compensati da pagine talmente belle e profonde che mi sono ritrovata a leggere e rileggere.
E' difficile recensire un libro così bello, si può solo leggere.

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Shantaram 2010-05-13 22:53:34 alb
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alb Opinione inserita da alb    14 Mag, 2010
Ultimo aggiornamento: 14 Mag, 2010
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Indimenticabile

Sono passati già alcuni anni da quando ho letto Shantaram, ma ancora ricordo perfettamente le sensazioni e le emozioni che mi derivavano dalla lettura di questo eccezionale romanzo.
Il romanzo è lunghissimo (oltre 1000 pagine) ma la lettura è scorrevole e rapida, grazie all'impeccabile stile del grande Gregory David Roberts. Ciò che è magico è come l'autore abbia trasmesso la vita di Bombay, la società, i problemi.
Davvero consigliatissimo!

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Shantaram 2010-04-26 10:36:56 sabrinat2601
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sabrinat2601 Opinione inserita da sabrinat2601    26 Aprile, 2010
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no..non sarà...un' avventura!

Splendido romanzo sulla cultura, la spiritualità, le persone, gli individui che fanno di un paese come l'India un luogo affascinante. Narra la storia quasi leggendaria di un uomo che scappa da un carcere in Australia e si ritrova a vivere in uno slum, una baraccopoli, di bombay, diventando un amato medico e uno di loro. Il viaggio prosegue e si infittisce di personaggi dalla forte personalità e con una storia da raccontare. Un'avventura di 1200 pagine, in alcuni punti magari un po pesante alla lettura, ma veramente un ottimo scritto che va assolutamente letto.

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Shantaram 2010-04-26 07:53:57 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    26 Aprile, 2010
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shantaran

sono 1200 pagine che,all'inizio, incutono un certo timore,ma che poi scorrono con un buon ritmo. ottima illustrazione di un india povera e splendida allo stesso tempo. vite durissime che mantengono pero' una grande dignita'. BELLISSIMO. !!!

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in india
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Shantaram 2010-04-25 17:38:27 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    25 Aprile, 2010
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 2013
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Splendido

Difficile scrivere una recensione in cui le parole non sviliscano la grandezza di un racconto come se ne leggono pochi.
Un uomo arriva in India dopo essere evaso da un carcere australiano , qui finisce in breve tempo a vivere in uno slum , la parte più povera e miserabile di Bombai spintovi dalla indigenza ma soprattutto da una voglia di riscatto mai sopita.
Farà il medico degli ultimi , dei fondi di caffè di una umanità comunque dignitosa e mai doma incontrando personaggi straordinari.
Lavorerà per la malavita locale che ha le lunghe mani ovunque soprattutto in una città come Bombai specchio delle contraddizioni di un intero popolo.
Conoscerà la tranquilla vita di un villaggio indiano lontano dal rumore delle grandi città ed i valori di una spiritualità semplice quanto profonda.
Andrà in prigione per una tremenda vendetta, affronterà i suoi spettri aiutato da amici improbabili .
Combatterà una guerra non sua e scoprirà che il cuore di ogni uomo è un profondo abisso dove ciò che ti abbaglia può nascondere il tradimento ma dove nel buio più assoluto puoi trovare una luce inaspettata .
E' un libro di 1000 pagine ed oltre ma non pesa mai, non ha un attimo di stanca, l'avventura è ai massimi livelli, ma soprattutto è grande la capacità dell'autore di raccontare un paese, un popolo, una umanità varia e sorprendente .
Ci sono nel libro momenti di grande durezza ma si è sempre in compagnia di personaggi straordinari , momenti drammatici, altri divertenti, altri ancora commoventi.
Uomini persi legati da un codice d'onore e di lealtà ferreo, uomini come il protagonista che perseguono il bene e la redenzione pur agendo spesso al di fuori della legalità.
Non è il classico romanzetto d'avventura ispirato da uno stucchevole buonismo in cui dopo mirabolanti e poco realistiche vicende i "buoni" vivono felici e contenti.
Personaggi indimenticabili muoiono , altri non riescono a ricostruirsi una vita finchè non sconfiggono i propri demoni e non trovano una ragione per perdonare se stessi.
E' un viaggio lungo e impervio, ma bellissimo ed emozionante dentro una umanità ai più sconosciuta ma che ti coinvolge come pochi racconti sanno fare.
L'autore poi ha una penna ispirata che ci regala pensieri ed aforismi, che a tratti ricordano Victor Hugo (fatte le debite proporzioni).
Quando ho chiuso il libro dopo aver letto l'ultima pagina ho provato la stessa tristezza di quando saluti un amico che non rivedrai per un pò.
Veramente splendido.

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Victor Hugo - I Miserabili
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Shantaram 2010-04-25 15:49:22 leadger
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leadger Opinione inserita da leadger    25 Aprile, 2010
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2010
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Un lungo viaggio

Impossibile descrivere in poche righe il contenuto di questo libro. Leggendolo in alcuni momenti ci si sente opprimere dall'aria soffocante di Bombay, si prova affetto ed ammirazione per persone materialmente povere ma con una ricchezza interiore incredibile e ci si ritrova a sperare che non accada loro nulla di male.
Questo libro parla di svariati temi: amicizia, amore, vendetta, droga e tanti altri argomenti.
Mi ha trasmesso, già dalle prime pagine, una moltitudine di sensazioni.
Mi sono affezionata ai personaggi e man mano che mi avvicinavo alla fine sapevo già che mi sarebbero mancati.

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