Una stanza tutta per gli altri
Letteratura straniera
Editore
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa,1951) vive a Barcellona. È la creatrice della serie dell'ispettrice Petra Delicado, cui appartengono, oltre questo, Giorno da cani, Messaggeri dell'oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso , Un bastimento carico di riso, Il caso del lituano, Nido vuoto e Il silenzio dei chiostri, tutti pubblicati in questa collana. Nella collana Il contesto questa casa editrice ha pubblicato Vita sentimentale di un camionista, Segreta Penelope e Giorni d'amore e inganno. Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.
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... ma quale femminista?
Sapevo che in questo libro non avrei ritrovato i miei amatissimi Firmin e Pedra. Però volevo comunque verificare come se la cavava la Gimenez Bartlett con un tema del tutto estraneo alla sua famosa serie "gialla".
Già il titolo è una presa di distanza (o anche presa in giro?) da "Una stanza tutta per sè", il saggio femminista di Virginia Woolf. L'assunto di base del libro della Woolf era che una donna per emanciparsi dovesse "avere soldi e una stanza tutta per sè per poter scrivere".
La Bartlett finge di ritrovare il diario della cuoca-cameriera di casa Woolf (per 18 anni) e lo mette a confronto con quel che Virginia scrive nel proprio diario. Lo scopo è di svelare particolarmente i retroscena e i non detto dei vari eventi.
Quel che ne emerge è un quadro devastante dei cosiddetti intellettuali del gruppo Bloomsbury di cui fanno part Virginia, il marito e amici: gente impegnata a difendere i diritti di tutti, il riscatto sociale, ecc. ma soprattutto a parole o distante da casa (una specie di sindrome NIMBY dell'epoca). Non certamente con la cameriera di casa - Nelly - con la quale si mantengono sempre le distanze.
La stessa Virginia Woolf è così presa dalle sue missioni e dalla sua scrittura che non ha tempo per curarsi delle cameriere. Da qui il titolo del libro "una stanza tutta per gli altri" perchè la povera Nelly non ha mai poturo godere di una stanza tutta per sè. Tanto meno di una qualsiasi emancipazione, incastrata nella sua misera classe sociale e non certo aiutata ad affrancarsene attraverso i suoi padroni.
Un libro molto crudo. Che rivela i lati "non ufficiali" di Virginia Woolf. Uno spaccato dell'epoca, quando dell'emancipazione se ne parlava ma non la si praticava (se non di nascosto, magari in camera da letto... con il riferimento lesbico a Virginia). O, peggio, dove l'emancipazione era una cosa da salotti, solo per intellettuali.
Visto con gli occhi di oggi il rapporto Virginia-Nelly è come quello di padrona-schiava.
Sollecito gli amanti di Virginia Woolf a leggere questo libro e a confrontarsi.
Indicazioni utili
- sì
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