Due di due Due di due

Due di due

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Due di due, romanzo di Andrea De Carlo edito da Bompiani. Due di due. Due ragazzi, due modi di essere, la storia dell'amicizia che li unisce e cambia per sempre le loro vite. Pubblicato per la prima volta nel 1989, è diventato un vero e proprio "cult", in cui lettori sempre nuovi continuano a identificarsi con passione.

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Due di due 2013-02-09 06:42:21 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    09 Febbraio, 2013
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Due di due

Mario e Guido, due adolescenti speciali o forse come tanti.
Mario e Guido, due giovani insoddisfatti della vita, alla ricerca spasmodica di uno scopo e di una serenità che scivola via.

La penna profonda e ammaliante di De Carlo genera due personaggi incredibili, corrosi da un male di vivere tangibile e palpabile; due giovani che gridano la loro voglia di vivere ad un mondo che non sembra prestare loro le orecchie, due giovani orfani di affetto, che bramano un' integrazione con la società che li circonda, ma prima ancora con se stessi.

De Carlo è un mirabile indagatore dell'animo umano, sviscerato quest'ultimo in ogni sua piega, in ogni suo angolo oscuro; il ritratto psicologico dei protagonisti è l'arma vincente dell'autore, il momento in cui riesce a dare la massima espressione delle sue capacità narrative.
Siamo di fronte ad un autore che sa raccontare le storie, che sa raccontare l'uomo e la vita, che racconta i sentimenti attraverso le immagini.

Un racconto forte e complesso che abbraccia tematiche spinose come il valore dell'amicizia, l'importanza della famiglia, il bisogno di mettere o ritrovare delle radici; oltre a fornirci un valido spaccato degli anni Settanta, periodo caldo di trasformazioni socio-culturali, economiche e politiche.

La narrazione di De Carlo trasporta il lettore in un turbine di sensazioni, ancorandolo alla vita dei suoi protagonisti fino all'epilogo; impossibile rimanere esenti dal dolore e dalla malinconia di cui sono pervase le pagine, impossibile evitare di riflettere sulla natura umana, sui sogni e le speranze, sulla capacità di adattarsi alle carte che il destino ti assegna.

Un romanzo che fotografa una condizione umana svincolata dal tempo, destinato ad essere sempre attuale.

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Due di due 2012-12-07 14:12:28 Pia Sgarbossa
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    07 Dicembre, 2012
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UN' AMICIZIA CHE DURA UNA VITA.

DUE AMICI...DUE DI DUE POSSIBILI PERCORSI DI VITA
Una lettura un pò faticosa per me che mi ha lasciato con alcuni interrogativi.
Può un 'amicizia durare tutta una vita al giorno d'oggi, quando tutto sembra così"relativo"?
Un'amicizia spesso nasce con ruoli di dominanza e sudditanza: possono nel corso degli anni invertirsi i ruoli?
Quale sarà il futuro di una generazione scevra di valori?
Ho iniziato a leggere questo libro appunto con fatica, mentre venivano raccontate in quel di Milano le prime sommosse studentesche, le occupazioni nelle scuole, le ribellioni e gli scontri con la polizia...il tutto inizialmente in uno spirito romantico e passionale...
E' in questo frangente che inizia l'amicizia tra Mario e Guido tra i banchi di scuola.
Il primo, che vive da spettatore in una dimensione tiepida e torbida dell'esistenza, trova nell'amico con capacità d'iniziativa e irresistibile alle ragazze ...un'ancora per la sua scarsa sicurezza.
Ne nascerà un'amicizia che perdurerà per tutta la vita...
Emerge in questa prima parte del libro, il ruolo degli insegnanti più bravi a trasmettere cultura che ad instaurare buoni e validi rapporti con gli allievi.
I due amici vivono in complicità le prime esperienze sessuali. Scontenti della propria vita , con le poche possibiltà che le famiglie possono loro garantire e arrabbiati nei confronti di una città che non permette loro di esprimersi...anche se non si capisce quali siano effettivamente i loro obiettivi di vita se non quelli di mettere in discussione tutto...in un clima di inerzia a vivere, d'aridità di sentimenti,...mentre la loro vita scorre con fatti che succedono e poi evaporavano come non fossero mai successi...
Il libro prosegue in modo più scorrevole e interessante per me, e riesco finalmente a seguire con più partecipazione le narrazioni.
Guido sicuro di sè e coraggioso, lascia il liceo per iniziare a sperimentare la "vita vera"e viaggia, sperimenta vari tipi di lavoro e conosce e vive esperienze con tantissime donne....il prototipo del "vero uomo vissuto" invidiato dai più...meno scaltri, coraggiosi e incoscienti...
La vita porterà i due amici a ritrovarsi in vari occasioni , ma il tutto avviene con momenti pieni e momenti vuoti, che si alternano in modo ciclico...e Mario più tranquillo, insicuro e meno intraprendente ...riesce comunque anche lui a vivere varie esperienze di vita e viaggi , con lo stesso terpore e incapacità di vivere di sempre, fino a quando tornerà da un viaggio esaurito e malandato . Ma la vita sa essere imprevedibile e può succedere che i ruoli anche nell'amicizia possano cambiare.
Mario decide di andare a vivere a contatto con la natura e incontra anche l'amore...inizia una nuova vita...una favola di vita...
Guido che non troverà mai pace, non sa vivere a causa della sua rabbia per il mondo. Sarà solo alla morte dell'amico, che Mario per la prima volta inizia a vivere senza più illusioni... consapevole che erano state alimentate da sempre da Guido, il suo gran amico, al quale aveva voluto tanto bene, ma che in qualche modo lo aveva trascinato come in un vortice e reso prigioniero in tutte le circostanze di vita.

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A chi ha un'attenzione per il sentimento dell'amicizia...a chi interessa il futuro della generazione dei giovani d'oggi...
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Due di due 2012-05-17 09:54:45 C l a r a
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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    17 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012
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Complementarietà.

Milano. Anni 70.
Gli anni dell' aumento della ricchezza della nostra Italia, ma la ricchezza d'elite, la ricchezza di chi è già ricco, mentre i poveri, sempre poveri rimangono.
Un benessere che va producendo un’alienazione sottile e penetrante ma che produce soprattutto disagio e inquietudine.
E da qui: il malessere, il dissenso dei giovani che attraverso la protesta, i cortei, le manifestazioni e gli scioperi si ribellano, si scagliano contro il mondo che i loro genitori pretendono di imporre, ai loro principi e ai loro ideali di futuro.
I giovani hanno voglia di dire basta.
Basta ipocrisia, basta formalismo.
Solo loro possono essere i fautori del destino che li attende.
"Abbiamo vent'anni... Non possiamo continuare a immaginarci cose e accontentarci di tutt'altro solo perché ce l'abbiamo già davanti."

E poi la cinepresa di De Carlo restringe il campo e si focalizza su due giovani.
Due come tanti.
Due di Due.
Mario e Guido.
Mario il sensibile, il timido, il realista e Guido il ribelle, il sognatore, il rivoluzionario.
E sulla loro amicizia.
Un'amicizia tra due persone che più diverse non potrebbero essere.
Il loro legame simbiotico, il loro scambio emozionale e l'essere una fonte inesauribile di riferimento e rinnovamento l'un per l'altro.
“Due di due” è un romanzo che ci ricorda l’importanza dell’amicizia, dell'amicizia vera.
Un romanzo che lascia l'impronta e mostra come il trascorrere del tempo, la separazione e i percorsi individuali non possono, minimamente intaccare la forza di un rapporto fondato sulla sincerità, la lealtà e l'empatia.

BUONA LETTURA!

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Due di due 2011-11-29 19:25:11 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    29 Novembre, 2011
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Davvero bello

Il romanzo è forse la miglior opera di De Carlo: i temi trattati sono profondamente interessanti e decisamente vicini ai lettori ed in particolare la prima parte riesce a dipingere realisticamente una tipica situazione adolescenziale.
Inoltre, a differenza che in altri romanzi, in Due di Due l'autore riesce a costruire una storia appassionante e convincente, i personaggi, pur subendo un’ evoluzione nel corso degli anni, non perdono la loro identità e non subiscono radicali metamorfosi che lascino dubbioso il lettore.

L'amicizia tra Mario e Guido è sempre costante in tutta l'opera: nata sui banchi del Berchet, quando Mario era un adolescente bisognoso di modelli di riferimento, continua anche dopo l'abbandono degli studi e le diverse scelte di vita.
Nei primi anni della loro amicizia, quelli dell'adolescenza, la figura guida è senza dubbio Guido [ed il nome non è scelto a caso dall'autore!]: egli è sicuro di sé, ha successo con le ragazze ed è apparentemente indipendente e capace di badare a se stesso e queste sue caratteristiche spiccano particolarmente se confrontate alla timidezza ed alla sostanziale insicurezza di fondo di Mario, che si sente legato alle aspettative dei suoi genitori e che non riesce mai a seguire la via di totale allontanamento dal mondo reale che invece contraddistingue sempre l'amico.
Se infatti entrambi pensano che la scuola sia un'inutile perdita di tempo, solo Guido ha il coraggio di lasciarla e di tentare la fortuna in giro per il mondo, mentre Mario come un qualsiasi "bravo ragazzo", finisce il Liceo e si iscrive all'università.
Quello che traspare dal complicato rapporto di amicizia tra i due ragazzi è una profonda insicurezza da parte di Mario che segue Guido con un trasporto affettivo notevole, ma al contempo la necessità di Guido di avere una conferma ed un appoggio in ogni sua scelta.
Le cose cambiano solo quando entrambi i protagonisti sono ormai adulti: in quel momento è Mario che diventa capace di seguire fino in fondo i propri sogni, andando a vivere in una sperduta località dell'Umbria e dedicandosi alla coltivazione di prodotti naturali, mentre l'amico vaga per il mondo in compagnia di ragazze sempre diverse.
Il raggiungimento di una stabilità emotiva, con una donna che gli darà poi anche due figli, segna definitivamente la maturità di Mario che diventa per Guido l'esempio di una coerenza ed una forza a lui indubbiamente estranee. Guido infatti mantiene le caratteristiche evidenziate nel periodo dell'adolescenza, non riuscendo a trovare uno stimolo o un interesse tale da fargli dare una svolta definitiva alla sua vita sconclusionata; solo nella scrittura sembra apparentemente trovare un interesse reale che si rivela una nuova fonte di sofferenza nel momento in cui pubblica il suo primo romanzo: il successo è grande, il pubblico si affeziona alla sua figura di autore maledetto, ma egli non è contento.
Guido infatti non riesce ad accettare una sottomissione al mercato della letteratura e dopo aver ricevuto un anticipo su una nuova pubblicazione, cerca di scrivere un romanzo che possa esprimere senza schemi prefissati i suoi pensieri, i suoi ideali.
Il risultato è una terribile stroncatura da parte della critica e del pubblico che lo aveva apprezzato per l'opera precedente.
Anche la sua vita sentimentale, che hai tempi del liceo era sembrata molto più brillante di quella di Mario, si rivela complicata e sofferta: Guido ha un figlio da una donna che amava, ma il loro rapporto è destinato al logoramento a causa del carattere e dell'impulsività di Guido.
La morte in un tragico incidente stradale segna definitivamente la vita di un uomo alla perenne ricerca di una stabilità caratteriale a lui impossibile.

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Due di due 2011-09-29 08:51:02 padoan.antonio
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padoan.antonio Opinione inserita da padoan.antonio    29 Settembre, 2011
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Ritorno alla natura

Letto sempre sull'edizione MITI Mondadori questo romanzo ha tracciato dentro me un solco profondissimo. Se sono andato a studiare Scienze ambientali all'università forse è anche un pochetto cola/merito di De Carlo.
L'aspetto dell'amicizia tra i due protagonisti è si centrale e sviluppato in tutto il libro, ma quello che mi ha veramente colpito è il "ritorno alla natura" che il protagonista fa con la fidanzata stanco della vita urbana.
Forse è un argomento che è stra battuto... ma l'anno 1989 è precursore degli anni della NEW AGE del cibo macrobiotico e del wellness.... Insomma un precursore di quello che si svilupperà negli anni anni successivi, quando la gende andava a comperare i CD con il rumore del mare o con gli uccellini che cantavano!
Questi qua che coltivano carote e tolgono con lo spazzolino da denti la cocciniglia .... beh per me è fantastico. Riappropriarsi dei ritmi della natura, capire cosa è bene e cosa è male anche facendo l'agricoltore.
La lettura ti dona una pace e un benessere psicologico unico, contraltare l'altro protagonista che invece non riesce a trovare un equilibrio mentale. Bellissima la scena del regalo dei libri a una signora anziana e a un ragazzo zoppo con il cane ... a chi doni riceverai.
E' un libro che ho amato da adolescente, non so se adesso mi farebbe lo stesso effetto, probabilmente no, perchè poi ognuno di noi cambia nel corso degli anni... Lo consiglio soprattutto adolescenti e a chi crede che non è mai troppo tardi per cambiare vita e andare a coltivare carote :)
Può essere un grande libro di crescita interiore! Un libro che ti fa sognare cheun futuro di pace è davvero possibile se tutti quanti ci ridimensioniamo un pochetto.
Sconsigliato a chi è disilluso

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A chi vuole staccare tutto e riprendersi la propria vita
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Due di due 2011-06-29 19:30:15 kabubi81
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kabubi81 Opinione inserita da kabubi81    29 Giugno, 2011
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Due di due

Controcorrente alle numerosissime recensioni positive che si rincorrono negli anni, mi trovo a dover dare il mio piccolissimo e personale giudizio negativo riguardo al libro-simbolo di De Carlo... non ho trovato intensità nè grandi slanci che mi facessero andare avanti volentieri nella lettura, il racconto scorre a ritmo lento e nonostante i loro propositi genuini e non convenzionali, i protagonisti risultano un po' troppo buoni a tutti i costi (Guido escluso, ovviamente). Quest'ultimo è l'unico personaggio che salverei, anche se un po' troppo tormentato e prolisso (ma questo non è certo colpa sua!) In conclusione, decisamente non mi è piaciuto.

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Due di due 2011-01-06 18:47:51 Giovi
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Giovi Opinione inserita da Giovi    06 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Gennaio, 2011
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due ragazzi, due stagioni della vita, due mondi

Un romanzo equilibrato giocato tutto sul due: due vite di ragazzi diversi ma legati da una grande amicizia, in due periodi della vita, l'adolescenza e l'età adulta. Il libro trasmette l'accettazione del diverso, senza giudizi perchè legati da un affetto profondo. Interessante scoprire come ciascuno trovi la sua strada, chi in modo più sereno chi meno, ma ognuno secondo la propria indole. Godibilissimo, si legge tutto d'un fiato.

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Due di due 2010-05-13 09:27:56 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    13 Mag, 2010
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senza infamia e senza lode

Un discreto romanzetto di formazione, piacevole e di semplice lettura, ma senza troppe pretese.
Tutto sommato non mi ha lasciato grandi emozioni o spunti di riflessione, quindi mi sento di giudicarlo senza infamia e senza lode e di consigliarlo soprattutto a giovani lettori.

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Jack Frusciante è uscito dal gruppo.
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