Semina il vento Semina il vento

Semina il vento

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Semina il vento, romanzo di Alessandro Perissinotto edito da Piemme. Forse è stato il caso o forse l’amore a condurre Giacomo Musso, maestro di trentacinque anni, al Braccio 6, nel reparto di massima sicurezza di un carcere del Nord Italia. Sulle labbra, la dichiarazione di innocenza; tra le mani, il giornale che ritrae in prima pagina il corpo senza vita di sua moglie. Su consiglio del proprio avvocato, Giacomo decide di raccontare la propria vicenda, l’inevitabile serie di eventi che lo ha condotto in quella cella. E così torna all’epoca in cui, per riuscire a sopravvivere a Parigi, alternava il lavoro di curatore di mostre per bambini, a quello di cameriere.Era in quel periodo che aveva conosciuto Shirin. Non l’aveva trovata subito bella, almeno non nel senso consueto del termine; era stato attratto piuttosto dalla storia che i suoi occhi sembravano celare, da quel profondo distacco verso chi le stava accanto, come se per lei la vita vera fosse altrove. Ci sono amori che iniziano all’improvviso, con notti memorabili, il loro invece era nato con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. L’innamoramento, il matrimonio e poi la decisione che avrebbe cambiato le loro vite per sempre: lasciare Parigi per trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, nel paese dove lui era nato. Lontano dalla frenesia della Capitale, tra le vecchie case di pietra e i rituali semplici di un posto che pareva essere rimasto indenne al trascorrere del tempo, Giacomo aveva rinsaldato il legame con la propria tradizione e Shirin aveva trovato una terra in cui far crescere quelle radici che le erano sempre mancate, quelle radici che i suoi genitori avevano reciso fuggendo dall’Iran e dalla rivoluzione islamica. Ma nessun luogo è al riparo dal vento dell’odio, dal fanatismo delle religioni, dall’arroganza del potere,dall’intolleranza strisciante. Così il paradiso aveva cominciato a scivolare verso l’inferno, prima piano, poi sempre più rapidamente, fino ad arrestarsi lì, in quella cella, con il tormento del ricordo d’un amore reso perfetto dalla morte.

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Semina il vento 2011-11-23 17:06:11 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    23 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 2011
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"La storia si ripete sempre due volte:

La prima volta come tragedia, la seconda come farsa"...
...è una citazione di Marx che l'autore ricorda assieme a tante altre di Pavese per ricordare che il seme dell'odio, dell'intolleranza, del fanatismo del potere e delle religioni è troppo radicato in ogni angolo di mondo.
Chi è che semina il vento? Le vittime o i carnefici? Una cosa è sicura che la tempesta quando incombe non salva nessuno. Giacomo Musso ama come Romeo e come Otello, di un amore viscerale, poetico, il suo bisogno di amare Shirin è autentico e sempre in cerca di rinnovamento. Shirin invece si riscopre cittadina di un mondo che la farà sentire "viva" solo grazie alla ricerca delle sue radici e a poco a poco si ritroverà a seminare vento.
"Il sesso è solo una distrazione: la ricerca del piacere impedisce di pensare all'assoluto".
Una triste storia d'amore in cerca della perfezione.

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Consigliato a chi ha letto...
A chi ha letto "L'attentatrice" di Khadra Yasmina e non solo...
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Semina il vento 2011-09-27 14:39:38 gcavalca
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gcavalca Opinione inserita da gcavalca    27 Settembre, 2011
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Tra montagne e Parigi...

È uno strano Perissinotto questo, per chi come me conosceva il suo lato da giallista e per chi non lo ha mai neanche letto.
A partire dal tipo di narrazione che l’autore utilizza.
Giacomo Musso, maestro elementare, ci racconta, anzi si racconta, in un memoriale difensivo scritto dal braccio 6 di un carcere di massima sicurezza.
Sua moglie è morta e lui è in galera, così il suo avvocato gli chiede di scrivere una memoria difensiva che diventa la storia della sua vita con Shirin.
Shirin è sua moglie, iraniana di origine ma francese in tutto e per tutto, che diventa la vera protagonista di tutto il romanzo.
C’è l’amore, la difficoltà nel lavoro dei giovani italiani che li costringe ad andare all’estero, la multiculturalità di Parigi, il passato della Persia, gli estremisti di casa nostra che non sono solo gli islamici, la vita di un paesino di montagna e altro ancora nel racconto di chi sembra colpevole ma forse non lo è.
Molto intenso e “di pancia” prende il lettore fin dall’inizio e non lo molla fino alla fine inaspettata e forse crudele.
Introduce nella mente e nel cuore dei pensieri e delle emozioni che cerchiamo sempre di evitare. Forse per non soffrire troppo o forse per non pensare al futuro che lasceremo ai nostri figli.
È quindi la storia di un amore multietnico che stigmatizza la “tradizione” quando questa diventa solo banalità e paura dell’altro, anche se giunge talvolta a conclusioni che non condivido, come l’ateismo come forma di immunizzazione alla follia umana.

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Semina il vento 2011-09-26 11:08:48 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    26 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 2011
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Semina il vento, e raccoglierai tempesta.

La narrazione e' lenta, composta.
Anche negli impeti dei fatti trapela sempre unaa certa tranquillita' nella scrittura.
Del resto questo e' un manoscritto di un uomo in carcere , che scrive al suo avvocato la sua versione dei fatti.
Un uomo che non ha piu' nulla da perdere perche' l'odio gli ha gia' fatto perdere tutto.
La delicatezza di un amore profondo, il razzismo, l'ignoranza, l'isolamento, il rancore, la rabbia, l'umiliazione, l'impotenza l'apatia , l'estremismo, l'odio , la violenza, la morte.
C'e' tanto in questo libro.
E' terribilmente forte e terribilmente delicato.

Se Romeo e Giulietta vivessero oggi, quale odio li ucciderebbe ?

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Semina il vento 2011-09-18 15:36:21 Baudin
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Baudin Opinione inserita da Baudin    18 Settembre, 2011
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Una storia delicata e lacerante

E' una storia delicata , emozionante, di grande civiltà e sensibilità, che diventa storia lacerante. Amore ed odio, niente altro, a fiorire ed appassire, dalla vita alla morte.
In fondo è banale, ordinario, ma anche sublime, purtroppo per poco.
Un sogno su come potrebbe essere.
Un lampo di luce sulle coscienze addormentate.
Una risata infantile a rischiarare la bellezza delle menti libere.
Un lungo maledetto blaterare a rimarcare la stupida e folle realtà.

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Semina il vento 2011-05-02 07:59:06 Acciaio
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Acciaio Opinione inserita da Acciaio    02 Mag, 2011
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Bello e intenso

bel libro, e bella storia, che mi ha preso e impedito di vivere sereno fino a quando non l'ho finito.
intenso e viscerale.
mi sono chiesto quanto di suo, di autobiografico, ci sia da parte dell'autore, la cui voce narrante sembra essersi materializzata di fronte a me

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consigliato a chi di perissinotto conosce solo il lato "giallo"
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