Semina il vento
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 5
Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 2011
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"La storia si ripete sempre due volte:
La prima volta come tragedia, la seconda come farsa"...
...è una citazione di Marx che l'autore ricorda assieme a tante altre di Pavese per ricordare che il seme dell'odio, dell'intolleranza, del fanatismo del potere e delle religioni è troppo radicato in ogni angolo di mondo.
Chi è che semina il vento? Le vittime o i carnefici? Una cosa è sicura che la tempesta quando incombe non salva nessuno. Giacomo Musso ama come Romeo e come Otello, di un amore viscerale, poetico, il suo bisogno di amare Shirin è autentico e sempre in cerca di rinnovamento. Shirin invece si riscopre cittadina di un mondo che la farà sentire "viva" solo grazie alla ricerca delle sue radici e a poco a poco si ritroverà a seminare vento.
"Il sesso è solo una distrazione: la ricerca del piacere impedisce di pensare all'assoluto".
Una triste storia d'amore in cerca della perfezione.
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Tra montagne e Parigi...
È uno strano Perissinotto questo, per chi come me conosceva il suo lato da giallista e per chi non lo ha mai neanche letto.
A partire dal tipo di narrazione che l’autore utilizza.
Giacomo Musso, maestro elementare, ci racconta, anzi si racconta, in un memoriale difensivo scritto dal braccio 6 di un carcere di massima sicurezza.
Sua moglie è morta e lui è in galera, così il suo avvocato gli chiede di scrivere una memoria difensiva che diventa la storia della sua vita con Shirin.
Shirin è sua moglie, iraniana di origine ma francese in tutto e per tutto, che diventa la vera protagonista di tutto il romanzo.
C’è l’amore, la difficoltà nel lavoro dei giovani italiani che li costringe ad andare all’estero, la multiculturalità di Parigi, il passato della Persia, gli estremisti di casa nostra che non sono solo gli islamici, la vita di un paesino di montagna e altro ancora nel racconto di chi sembra colpevole ma forse non lo è.
Molto intenso e “di pancia” prende il lettore fin dall’inizio e non lo molla fino alla fine inaspettata e forse crudele.
Introduce nella mente e nel cuore dei pensieri e delle emozioni che cerchiamo sempre di evitare. Forse per non soffrire troppo o forse per non pensare al futuro che lasceremo ai nostri figli.
È quindi la storia di un amore multietnico che stigmatizza la “tradizione” quando questa diventa solo banalità e paura dell’altro, anche se giunge talvolta a conclusioni che non condivido, come l’ateismo come forma di immunizzazione alla follia umana.
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Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 2011
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Semina il vento, e raccoglierai tempesta.
La narrazione e' lenta, composta.
Anche negli impeti dei fatti trapela sempre unaa certa tranquillita' nella scrittura.
Del resto questo e' un manoscritto di un uomo in carcere , che scrive al suo avvocato la sua versione dei fatti.
Un uomo che non ha piu' nulla da perdere perche' l'odio gli ha gia' fatto perdere tutto.
La delicatezza di un amore profondo, il razzismo, l'ignoranza, l'isolamento, il rancore, la rabbia, l'umiliazione, l'impotenza l'apatia , l'estremismo, l'odio , la violenza, la morte.
C'e' tanto in questo libro.
E' terribilmente forte e terribilmente delicato.
Se Romeo e Giulietta vivessero oggi, quale odio li ucciderebbe ?
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Una storia delicata e lacerante
E' una storia delicata , emozionante, di grande civiltà e sensibilità, che diventa storia lacerante. Amore ed odio, niente altro, a fiorire ed appassire, dalla vita alla morte.
In fondo è banale, ordinario, ma anche sublime, purtroppo per poco.
Un sogno su come potrebbe essere.
Un lampo di luce sulle coscienze addormentate.
Una risata infantile a rischiarare la bellezza delle menti libere.
Un lungo maledetto blaterare a rimarcare la stupida e folle realtà.
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Bello e intenso
bel libro, e bella storia, che mi ha preso e impedito di vivere sereno fino a quando non l'ho finito.
intenso e viscerale.
mi sono chiesto quanto di suo, di autobiografico, ci sia da parte dell'autore, la cui voce narrante sembra essersi materializzata di fronte a me










Opinione inserita da Baudin 18 Settembre, 2011