La figlia sbagliata
Letteratura straniera
Editore
Megan Collier è una ragazzina “difficile”: timida, solitaria, piena di rabbia. Rabbia soprattutto nei confronti dei genitori, Bett e Tate, divorziati da poco e troppo presi da se stessi per accorgersi di lei. Fortuna che ora c’è il dottor Peters, il suo nuovo psicanalista. Gli sono bastate poche sedute per stregare Megan: con il suo sguardo magnetico e la voce ferma e suadente, è il solo che riesca a far crollare le barriere della ragazza. Finché un giorno, all’improvviso, Megan scompare. Adesso i suoi genitori dovranno per forza accorgersi di quella figlia che non si erano mai preoccupati di conoscere, e che forse ha voluto fuggire proprio da loro. Ma Megan non è scappata: ben presto, infatti, dietro la sua sparizione si profila una lucida trama di ricatto e vendetta, ordita da qualcuno in grado di tenere in scacco Megan, e abilissimo a scavare nel passato della famiglia Collier. Se vogliono salvare la figlia, e scoprire chi li ricatta e perché, Tate e la sua ex moglie dovranno scendere negli inferi del proprio passato, camminando loro stessi, insieme al misterioso ricattatore, in bilico sul sottile confine tra realtà e follia. Tra continui ribaltamenti di prospettiva, colpi di scena e una tensione sempre sul punto di esplodere, La figlia sbagliata è uno dei più riusciti thriller psicologici che Jeffery Deaver abbia mai scritto.
Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. I suoi romanzi, bestseller internazionali tradotti in 25 lingue e pubblicati in 150 Paesi, hanno venduto nel mondo oltre 20 milioni di copie. Dal Collezionista di ossa, uno dei suoi più grandi successi, è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington. Tra i suoi ultimi libri, tutti editi da Rizzoli, Requiem per una pornostar (2010) e Il filo che brucia (2010).
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 5
'il carattere è destino'
ebbene, ho letto tutti i libri di Deaver e devo dire che andrò ad aggiungere questo nell'elenco di quelli che ho gradito! Mi è piaciuto il fatto che 'l'indagine' sia condotta sia all'interno dei personaggi, che hanno una sfera emotiva davvero complessa e si spostano nella trama con la stessa maestria con cui lo farebbero Rhyme o il detective Sachs, sia all'esterno degli stessi, nell'intreccio degli eventi che porta ad una conclusione che è un vero e proprio colpo di scena. 358 pagine da divorare in un solo respiro, per arrivare alla soluzione del caso che pare d'aver avuto sempre sotto gli occhi.
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Ultimo aggiornamento: 08 Gennaio, 2012
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Il potere delle parole
"La figlia sbagliata" di Jeffery Deaver mi è piaciuto molto ecco perchè voglio partire con l'elencare i punti "forti" di questo libro: mi è piaciuta molto la trama che secondo me è intrigante ed appassionante. Mi è piaciuto molto anche il modo con cui Deaver a descritto i personaggi curando i particolari e i dialoghi. Molto interessante a mio avviso la figura di Aaron Matthews ,psichiatra affetto da sindrome bipolare e abilissimo oratore che proprio grazie alla sua abilità con le parole riesce a stregare le persone e a indurle a comportarsi in una certa maniera, altro personaggio che ho trovato interessante è Megan arrabbiata con i genitori perché non gli dedicano le opportune attenzioni, ragazza che sembra fragile e debole ma che sa adeguarsi perfettamente alle situazioni difficili che supera in maniera egregia un'altra cosa che mi è piaciuta è il modo con cui Deaver esalta le parole facendo capire al lettore come siano potenti e come se usate correttamente e efficacemente possa essere molto utili . Una cosa però che mi ha lasciato un po’ perplesso come anche ad altri utenti è il fatto che a un certo punto il fidanzato di Megan sparisce di punto in bianco e di lui non si sa più niente; un’altra cosa che mi sento di evidenziare è il modo un po’ goffo con il quale Deaver utilizza un linguaggio il più possibile giovanile che a volte stona completamente con tutto il contesto. A parte queste due osservazioni negative ribadisco il fatto che vale la pena leggere questo libro.
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No, cioè, dico, cioè, ok.
Ho trovato questo libro piacevole e meritevole di essere letto, nel complesso. Per questo motivo elencerò subito gli aspetti che mi hanno lasciata perplessa.
Si tratta di un thriller e come tale, si apre con un mistero, che forse viene sbrigato in maniera semplice e un tantino sbrigativa alla fine del libro.
Fra i protagonisti compare anche una ragazza diciassettenne il cui rapimento è il fulcro dell'intera faccenda. Forse perchè mi avvicino molto di più alla sua età che a quella di tutti gli altri personaggi, ho trovato irritante la maniera nella quale lo scrittore la fa esprimere. Desideroso, forse, di adottare un gergo giovanile, ha messo in bocca a lei ed agli altri suoi coetanei un'innumerevole serie di "cioè, dico, ok, a posto, alla grande" e ancora e soprattutto "CIOE'", inframmentizzando frasi di senso altrimenti compiuto, per renderle inutilmente caotiche.
La stessa ragazza, rapita da un giorno e trovatasi in un posto sconosciuto, reagisce con un certo numero di crisi di pianto ma allo stesso tempo si destreggia così bene nella nuova situazione, arrivando addirittura a maneggiare armi più o meno improvvisate, di risultare inverosimile.
L'antagonista, seppur psicologo, sembra fare una presa fin troppo energica ed immediata sulla mente e le idee dei personaggi che avvicina per depistare, apparendo esagerato anch'egli, nel suo manipolare chi lo circonda.
Nonostante ciò, il libro è ben sviluppato ed invoglia alla lettura. E' piuttosto corto, e si legge in pochi giorni, perchè è in grado di appassionare e lascia il lettore desideroso di scoprire dettagli in più.
Il punto di vista, in terza persona, si sposta da un personaggio all'altro, andando ad analizzare la situazione della ragazza rapita, del rapitore, degli adulti impegnati a cercarla, fra mille false piste e bastoni fra le ruote.
Un tocco appena accennato di amore ritrovato fra due ex coniugi e di passione fra adolescenti, ingentilisce il thriller psicologico quel che basta per non indurire l'atmosfera quel poco che la renderebbe difficile da reggere.
E' presente anche un accorgimento che oserei definire quasi "horror", nei capitoli ambientati nel cupo luogo dove viene rinchiusa la ragazza rapita.
Inoltre, se si è rimasti delusi dalla facilità del mistero che verrà alla fine svelato,all'ultimo si conoscerà anche una verità della quale difficilmente si poteva sospettare, placando così la sete da colpo di scena.
L'ultimo capitolo ha un che di banale ma anche di ottimista e personalmente non me la sono sentita di bocciarlo per scarsa originalità quando cerca di offrire un lieto fine.
Tutto sommato un libro bello da leggere e, per quanto mi riguarda, anche da recensire.
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Gripping
Come sempre i libri di Deaver si mettono giù con difficoltà; il ritmo è incalzante e l'introspezione psicologica dei vari protagonisti, sia la protagonista Megan, sia i suoi genitori, sia il rapitore sono fatti con grande maestria. Lo stile è come sempre impeccabile e la lettura gradevole anche se nella trama vi sono delle forzature non da poco. Ad esempio il rapitore che riesce sempre a fare fessi i suoi interlocutori, che riesce a far ubriacare il poliziotto piuttosto che convincere al suicidio la madre dello psicologo di Megan, mi sembrano francamente un pò inverosimili. Detto ciò il romanzo si dipana in maniera tale da tenere il lettore avvinghiato al libro. Un particolare: Deaver si dimentica totalmente del fidanzato di Megan che sparisce nelle ultime pagine del romanzo.
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Ultimo aggiornamento: 08 Gennaio, 2011
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La figlia sbagliata
Tutti i gatti vedono al buio.
Midnight è un gatto.
Midnight vede al buio.
Le due premesse logiche del sillogismo portano ad una conclusione logica inevitabile. A meno che... Midnight non sia cieco.
Megan, un'adolescente difficile, arrabbiata, per motivi diversi, con i genitori separati, fa sedute da uno psicanalista ed all'improvviso, un giorno, lasciando due lettere colme di rabbia al padre e alla madre, scompare, scappa. I genitori, che dalla separazione si parlano a malapena, uniscono le forze per cercarla e iniziano un viaggio doloroso anche nel tempo, nel loro passato, rinfacciandosi colpe ed omissioni, ma anche scoprendo quanto sono cambiati negli anni. In poco tempo però appare chiaro che Megan non è scappata di sua volontà; è stata rapita e la sua salvezza richiederà grandi capacità, di analisi, di persuasione, contro un nemico abile, pericolosissimo, che sfiora con le sue capacità il genio ma anche la follia e per salvarla dovrà venire a galla anche una triste verità da sempre taciuta.
Jeffery Deaver ci offre un buon psico-thriller senza i suoi personaggi più conosciuti e, questa volta, senza la solita lunga scia di sangue. Le atmosfere cariche di suspense, i dialoghi curatissimi e lo spessore dei personaggi sono all'altezza dei suoi romanzi più riusciti, ma il finale è forse un po' forzato e semplicistico. Tutto sommato, un'adrenalinica, piacevole full immersion nei profondi states.









