A ovest di Roma
Editore
A ovest di Roma, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.
Quattro figli dediti all'erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca e annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: la vita di Henry Molise, scrittore in crisi di ispirazione sembrerebbe destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche. Questo l'antefatto narratico del romanzo "Il mio cane stupido" contenuto nel presente volume insieme a "L'orgia" che narra della fine brutale di un'infanzia di un sogno infranto o meglio polverizzato tra le mani.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 6
John Fante cinquantenne e maturo...maturo?;)
“Era un disadattato e io ero un disadattato…”Si, questa è la storia di un disadattato ,un perdente. È uno sconfitto non socialmente ma moralmente parlando. Henry Molise, scrittore di discreto successo, con quattro figli,una dolce e bella moglie, una villa in riva al mare e una Porsche.Emh…credo tutti vorremmo essere disadattati come il sign.Molise…ma scrostiamo la superficie ed andiamo all’osso. Sono ormai anni che è costretto a campare con biasimevoli sceneggiature da campeggio estivo,la moglie lo comanda a bacchetta con false fughe al nido materno,i figli..bè…uno ama le donne”nere” e fuma erba,l’altra è una semi vagabonda,uno è un povero fannullone codardo e il restante è un poco credibile filantropo della domenica. La famiglia è spaccata a colpi d’ascia…ma arriva in una notte di pioggia l ‘elemento rappacificatore…un grosso cane stupido ,sessualmente confuso ed in fregola perenne. Lui è un vincente(di dubbio pudore sessuale),e a ben guardarlo;Henry si ricorda di sé nei momenti migliori,quando anche lui era un vincente. È una epopea domestica quella che ci si staglia davanti,corredata da una serie di buffe e tenerissime catastrofi che faranno macinare(letteralmente parlando)la lettore l’intero volumetto.
Infine l’opera si conclude con un breve raccontino,”l’orgia”,che di apertamente pornografico ha appena una sbavatura finale. Piuttosto pone allo sguardo indagatore del lettore ,la riviviscenza di una situazione ormai abrogata(per molti di noi che non la vivono in prima persona) da anni: la fatica fisica,smembrate e catastrofica,per guadagnarsi la pagnotta, di due muratori,Nick Molise e Frank Gagliano.Cosa può mai essere una “capatina carnale” ad un bordello improvvisato, se non un modo per fuggire dai sudori che impregnano la vita di questi uomini settimanalmente?
“Questi due racconti fanno uno dei capolavori di John Fante e una delle sue opere più amate”(Franco Marcoaldi)
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Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 2009
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Quella linea d'ombra...
È noto che laddove l’emozione affiora l’ironia incomincia a scemare. Eppure in quest’incontro diciamo ossimorico, deve esistere una zona neutra, come una linea invisibile che, nel passaggio da uno stato all’altro, la nostra psiche diventa ibrida. Qui, in questa sorta di linea d’ombra alla Conrad, troviamo la scrittura di John Fante: a un tempo, esilarante, malinconica. Basti pensare che le vicende de “Il mio cane stupido” – uno dei due racconti di A ovest di Roma - avevano destato l’interesse di Peter Sellers e di altri attori famosi, interessati a farne un film. Alla fine il film non c’è stato: ma rimane il romanzo. Forse un cane umanizzato, così come lo crea la penna di Fante difficilmente poteva trovare un interprete degno. Un cane di carattere, sempre eccitato e con la voglia di incularsi il padrone, tanto per presentarlo ai lettori. In letteratura non sono molti che hanno utilizzato un personaggio - cane dandogli un ruolo da protagonista. Mi viene in mente Bulgakov, in “Cuore di cane” e Agnon in “Un cane randagio”. Per raccontare le rispettive vicende, entrambi hanno scelto di “farsi cane”. Ma un cane pensante, non può che essere un cane umanizzato. Un punto di vista umano che s’incrocia con le condizioni miserabili di un cane! Non poteva che scatenare il risibile a cielo aperto ma allo stesso tempo scuotere le coscienze più attente: si pensi alla cure amorevoli del medico che nutre il cane randagio col solo scopo di vivisezionarlo, o quelle del cane Balak che, scacciato da tutti, quando scopre che sul dorso porta il marchio del lebbroso (l’ebreo), incomincia ad assalire tutti i suoi nemici e chi incontra davanti a sé. Anche Fante sceglie questa strada: il cane Stupido - alter ego di Fante - infatti, gli resterà l’unico fedele. Dell’altro racconto inserito ne “A ovest di Roma”, “L’Orgia”, a memoria rimane la scrittura fluida e sciolta di Fante: che ad oggi fa impallidire quella di certi nostri autori così tanto acclamati. Di John Fante va letto tutto, anche se a lettura finita ti lascia dentro un macigno che non sai più come toglierti.
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Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2009
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a ovest di roma
questo volume è composto da un romanzo: "Il mio cane Stupido" e da un racconto: " L'orgia". Nel romanzo il protagonista è l'alter ego di john Fante, Henry Molise, scrittore in crisi d'ispirazione che vive con una moglie nevrotica e quattro figli scansafatiche... fino a quando un bel giorno nella loro vita non entra Stupido, un grosso cane di razza akita. Stupido vive in uno stato di eccitazione permanente e oggetto dei suoi desideri sessuali sono i maschi, siano essi umani o cani.Il che procurerà al padrone non pochi problemi. Molise e suo figlio jamie si affezzionano a Stupido ciò avviene nel corso di una passeggiata lungo la spiaggia dove Stupido affronta una serie di cani di razza quali doberman, alani, fino ad arrivare all'epico scontro con Rommel, un pastore tedesco che domina incontrastato il quartiere. Stupido sconfigge Rommel utilizzando il suo solito modo: tentando di sodomizzarlo. Henry ( approdato nella classe medio alta americana ma che non dimentica le proprie origini )si riconosce così nello straniero- disadattato Stupido. Anzi si esalta per la potenza sessuale del cane e per il suo coraggio.Romanzo molto divertente che dipinge in modo cinico e impietoso il mondo di John Fante. Per quanto riguarda il racconto " L'orgia" narra il rapporto padre - figlio in un america di immigrati italiani e neri incatenati dall'ignoranza e dalla superstizione che cercano di superare la loro condizione.
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A ovest di Roma
Una raccolta di due brevi romanzi di uno dei più grandi scrittori moderni. Una scrittura che porta a farsi trascinare dalla narrazione tragicomica nel primo e nel farsi sconvolgere dagli eventi bruti nel secondo. Il rapporto familiare, in entrambi i romanzi viene scoperto come legame e come scissione. Mentre nel primo racconto Il mio cane stupido, scopriamo un padrone che scopre le affascinanti diversità e le somiglianze nascoste con un animale, nel secondo il rapporto tra padre e figlio prende il sopravvento sull'intera umanità. La difficoltà del raccontare e del raccontarsi in una storia dura apre il mondo alla realtà di Fante, una realtà lineare e rigida, che però non è mai priva di contenuti e di mille diramazioni.
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A ovest di Roma
"A ovest di Roma", scritto nei primi anni Settanta e pubblicato postumo nel 1986, è forse il libro più riuscito di John Fante.
Con "Il mio cane Stupido", il primo dei due racconti del volume, "l'american dream" giunge ad un fatale cortocircuito: Henry Molise (alter ego di John Fante), scrittore hollywoodiano, dopo aver raggiunto il successo, inizia una lenta deriva esistenziale e professionale. Il panorama familiare è altrettanto fallimentare: quattro figli scansafatiche dediti alla marjuana, una moglie annoiata e sempre pronta alla fuga. I precari equilibri della famiglia Molise, vengono turbati dall'inatteso arrivo nella loro dimora, di un deforme e stupido cane, che scatena reazioni esilaranti nei suoi familiari. Ne "L’Orgia", il secondo racconto breve, la voce narrante appartiene ad un bambino, che rievoca la fine brutale della sua infanzia.
E' un libro cinico e impietoso, in bilico tra comico e grottesco. Un malinconico autoritratto di John Fante, alla soglia di una maturità, che sembra non arrivare mai.
Buona lettura:)
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Grande Fante
un altro imperdibile romanzo di Fante, questa volta basato sul personaggio di henry molise, riuscitissimo come arturo bandini. le difficoltà e le miserie della vita di tutti i giorni magistralmente descritte da fante, con stile efficace ma sapiente. da leggere










Opinione inserita da Mara 27 Giugno, 2008