Cent'anni di solitudine
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Centi'anni di solitudine
Un libro fiabesco che trasuda passione, un intreccio di vite che coinvolge e commuove. Una saga familiare che racconta il destino di ogni suo componente, ma anche la vita di un paese, Macondo, dove c’è sempre il sole oppure non smette mai di piovere, con i suoi colori , i suoi odori, i suoi strani abitanti . La famiglia “Buendia”, che vive nella grande casa che profuma di caffè, e questo susseguirsi e ripetersi di nomi. Insomma… ti senti trasportare in un universo che si trova tra realtà e fantasia … bellissimo!!
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Un Opera
Commento questa Opera, sebbene vi siano già molte recensioni, perchè si tratta di una vera e propria opera d'arte. Un libro che tutti dovrebbero leggere, un insegnamento di stile e di scrittura. Scritto nel 1967 (credo di averlo letto la prima volta nel 1980)rappresenta una delle maggiori opere mai scritte in lingua spagnola. Si legge di un solo fiato sebbene sia tutt'altro che un romanzo breve! L'epopea di Macondo e le sue vicende vi accompagneranno per tutta la vita.
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Astratto come un Dalì
Cent'anni di solitudine, che dire ?!
Difficile, sicuramente un testo originale nel suo insieme, al limite del astratto; ecco per farvi capire la sensazione che mi ha dato durante la lettura, posso dirvi di averlo paragonato a un quadro di Salvador Dalì vicende reali in un universo astratto o un universo reale con al suo interno delle vicende astratte questo è Cent'anni di solitudine.
Letto lentamente come una poesia, ti farà sognare ti trasporterà ma allo stesso tempo sarà capace di farti perdere tra le sue piccole case, i banani e i pesciolini d'oro e tante rivoluzioni!
E se anche in alcuni istanti vi porterà sul punto di dire Basta ... avrete sempre il tarlo " ma come andrà a finire..." e allora Macondo tornerà a perseguitarvi nel suo susseguirsi di picoli e grandi avvenimenti .
"Figlio del capostipite José Arcadio, Aureliano Buendía è famoso per essere diventato comandante generale delle forze rivoluzionarie, per aver preso parte a 32 rivoluzioni armate e per averle perse tutte e 32.
Ebbe 17 figli maschi da 17 donne diverse, sfuggì a 14 attentati, a 73 imboscate e a un plotone di esecuzione, sopravvisse a una dose di stricnina nel caffè che sarebbe bastata a ammazzare un cavallo. L'unica ferita che subì fu procurata da lui stesso dopo aver firmato la capitolazione di Neerlandia che mise fine a quasi 20 anni di guerra civile. Passò la vecchiaia facendo e disfacendo pesciolini d'oro."
Buona Lettura
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Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 2011
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Macondo
Presi questo libro perchè l'autore figura tra quelli che hanno vinto un Nobel per la letteratura..c'è curiosità! =)
Il libro è carico, carico di personaggi, carico di situazioni, carico di fantasia, carico carico carico..ma assolutamente leggero come scrittura e scorrevolezza! Il fatto di trattare tanti eventi, per me l'ha reso solo pù leggero, in quanto ci si perde nella trama e si cerca di elaborare tanti avvenimenti nomi situazioni che si fa quasi una corsa di lettura e ad un certo punto il libro finisce..e ripensandoci ti dici: wow!
Non leggetelo in treno..rischiate di arrivare al capolinea =)
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il titolo riflette molto la "pesantezza" del libro
Scritto molto bene, non lo metto in dubbio! Un gran lavoro di fantasia da parte dell'autore, non metto in dubbio neanche questo!! Però che fatica riuscire a finirlo...!!! In realtà non sarebbe un libro lungo, è "soltanto" di 400 pagine e ne ho letti di molto più consistenti... però è talmente ricco di avvenimenti e di informazioni che leggere una pagina è come leggerne 5 compresse di un altro libro!! Nelle parti centrali poi è stato un po' noioso, soprattutto quando parlava delle guerre del colonello Aureliano Buendìa è stato difficile mantenere la concentrazione!!! Mi sono davvero sentita sollevata quando verso il finale i personaggi hanno iniziato a diventare meno numerosi... è stato un po' come godermi una stanza appena messa in ordine... e finalmente sono riuscita ad assaporare meglio gli ultimi capitoli, che a mio avviso sono stati i migliori! Inoltre il finale mi è piaciuto molto, l'ho trovato azzeccatissimo!!! Non c'è che dire, questo romanzo è "diverso" rispetto agli altri in commercio e mi sento di consigliarlo come uno dei libri che vanno letti almeno una volta nella vita, anche se ammetto che personalmente non sono riuscita ad amarlo come molti lo amano... però è stata una soddisfazione riuscire a finirlo e ne conserverò un buon ricordo!!!
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- no
Meraviglioso
Prima ancora di finirlo, sapevo che sarebbe stato il mio libro preferito. Io adoro i libri in cui si raccontano storie di famiglie, in cui passato e futuro si mescolano, con una moltitudine di personaggi. Però proprio questa grande quantità di protagonisti è la causa di una leggera pesantezza di fondo. A volte è difficile andare avanti, ma superati quei piccoli scogli si scopre un mondo sempre più bello, triste e solo. Garcia Marquez già dalle prime pagine fa intendere che il libro sarà ciclico, con il ripetersi di alcuni episodi, e lascia una sensazione di angoscia alla fine. Consigliatissimo a chi piace leggere e ha una certa esperienza nell'approcciarsi ai classici, se invece volete iniziare da zero allora vi consiglio qualcosa di meno impegnato.
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...controcorrente
A me onestamente il libro non è piaciuto, l'ho trovato prolisso e la trama è difficile da seguire. Forse sono io che sono abituato (e appassionato) a letture più facili. Se come me amate quel genere è un libro da evitare.
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Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 2011
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realtà fantastica
Trama_ Il romanzo parla di una famiglia, i Buendía, e ne segue le vicende per sei generazioni, in uno sperduto villaggio tra le paludi, Macondo.
Partendo dal fondatore del villaggio e capostipite José Arcadio Buendía, si vengono raccontati eventi e personaggi che sembrano seguire un percorso comune, nel quale si intrecciano migliaia di vicende ma tutto rimane invariato.
Dopo tutta una serie di fatti, nascite, morti, amori e battaglie si arriva all’ultimo della stirpe, Aureliano, che riuscirà a capire, ripensando alla storia della sua famiglia, l’incapacità di evolversi, di cambiare, nonostante l’impegno, le guerre e le conquiste affrontate per questo.
Personaggi_ Colonnello Aureliano Buendía: figlio del capostipite José Arcadio, è famoso per essere diventato comandante delle forze rivoluzionarie, prendendo parte a 32 battaglie (tutte perse). Ha avuto "17 figli da 17 mogli diverse, è sfuggito a 14 attentati, a 73 imboscate e a un plotone d’esecuzione, sopravvissuto a una dose di stricnina nel caffè". Durante la vecchiaia si è ritirato a Macondo e l’ha passata facendo e disfacendo pesciolini d’oro. E’, dei tantissimi, forse il personaggio chiave del libro, perché più degli altri dimostra l’impossibilità di cambiare degli uomini. E’ una persona estremamente riservata, pensierosa, seria, ma molto ribelle.
Luogo e tempo_ Tutta la vicenda si svolge a Macondo, un immaginario e fantastico paese immerso nella foresta colombiana. La storia si svolge in un tempo “fuori dal tempo”, dove passano gli anni, arrivano delle scoperte scientifiche dall’Europa, ma tutto sembra restare invariato e sembra essere un ciclo infinito.
Analisi_ Il tempo della storia è maggiore del tempo del racconto, e ci sono continui e grandi flashback e riferimenti al futuro tramite delle frasi che sembrano buttate lì, che raccontano delle analogie con quello che sta succedendo e quello che è successo o deve succedere. Il narratore è esterno e onnisciente, focalizzazione zero. Non ci sono lunghi dialoghi.
Questo libro mi è piaciuto molto, sia per lo stile dell’autore, sempre scorrevole e piacevole, anche se abbastanza complesso, sia per la storia raccontata, che non conta molto in sé, ma che ha un significato forte sotto la vicenda narrata. Inoltre è bello per il continuo passaggio tra realtà e fantasia, tra serietà e divertimento, e per “l’amara” ironia che è continuamente presente nel libro.
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Gran libro
Quando ho aperto per la prima volta questo libro, lo ammetto, ci ho messo un po' ad abituarmi all'ambientazione così distante dalla nostre e in un certo senso un po' surreale; ma man mano che procedeva il libro sono riuscito ad affezionarmi ad ogni singolo personaggio di questa famiglia al limite del leggendario, ciascuno con la sua piccola tragedia personale (su tutti il colonnello Aureliano). Ho trovato molto piacevole anche l'intreccio della storia che si basa sulla discendenza dei Buendia, con la presenza della quasi eterna Ursula che lega il tutto, e con diversi personaggi che si ripresentano più volte nel corso del libro. Proprio un bel libro, lo consiglio vivamente!!
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Un libro mitico, ma.......
Mi sono accostato a questo libro mitico,con il rispetto che si deve ad una persona importante che dovrebbe avere molto da insegnarti. Il titolo già da solo è un miracolo di eleganza e quindi ho iniziato la lettura con notevole entusiasmo, ma......é ovvio che non spetta a me giudicare il valore letterario di un'opera così apprezzata di un autore altrettanto famoso. Però devo dire che la saga della famiglia Buendia, sullo sfondo di questa mitica città di Macondo, risulta difficile da seguire a causa di una moltitudine di personaggi che hanno quasi tutti lo stesso nome e dall'incalzante incedere degli avvenimenti che si susseguono incessanti dall'inizio alla fine. E' chiaro che lo stile narrativo così fitto e senza pause è una chiara scelta stilistica dell'autore. Questo però rende il romanzo di non facilissima lettura ed a volte si stenta a ricollegare gli avvenimenti ed i personaggi, che scompaiono per poi riapparire a centinaia di pagine di distanza. Insomma un libro con uno stile sicuramente non convenzionale e dalla complicatissima struttura narrativa, ma a volte non piacevolissimo da leggere.
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Se...
Se non siete disincantati della vita, se ancora siete capaci di stupirvi, se ancora credete nella magia, allora leggete di Macondo, dove il tempo non scorre, dove può piover per cent'anni senza smettere, dove la vita spesso non si distingue dalla morte; leggete di José Arcadio Buendia, che perse la ragione dietro esperimenti deliranti e fu legato a un castagno; leggete del colonnello Aureliano, che condusse 32 insurrezioni senza vincerne nessuna; leggete di Rebeca, che mangiava la terra e che portava con sé un sacco con le ossa dei suoi avi; leggete di Remedios la bella, che si dissolse nell'aria in un giorno di primavera; leggete di Melquiades, lo zingaro che portò a conoscere il ghiaccio. Se volete conoscere una delle cose più belle che l'arte dell'uomo sia stata capace di creare, leggete Cent'anni di solitudine.
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Una pietra miliare
Una lettura impegnativa che che ripaga la sforzo ad ogni pagina. E' un libro che regala momenti di intensità profonda . Impossibile non partire da qui per capire ed amare la letteratura moderna
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Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 2010
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Un romanzo fantasioso ma alquanto prolisso.
Per chi si vuole avvicinare alla letteratura sudamericana del '900, sicuramente Marquez è un pilastro importante, e questo romanzo lo è in particolar modo perché racchiude in sé una serie di caratteristiche che, personalmente, ho ritrovato nell'autore brasiliano Jorge Amado: la grande fantasia, gli ambienti microcosmici in cui si muovono i personaggi, la religione come un di più rispetto alla più accreditata magia e saggezza popolare.
Macondo è un microcosmo pacifico, un po' arido, scosso ogni tanto dalle allegre incursioni delle carovane di zingari, che portano stupore, magia e un pizzico di progresso in quel luogo abbandonato.
La storia della famiglia Buendìa, come nota l'indistruttibile matriarca Ursula, è un continuo ripetersi, a spirale, delle stesse vicende, degli stessi errori,si direbbe quasi delle stesse persone, vista l'interminabile sfilza di figli, nipoti e pronipoti che si chiamano tutti José Arcadio, Aureliano o Arcadio (e, se sono donne, Ursula, Amaranta o Remedios).
In parallelo, Macondo si evolve assieme ai Buendìa, conoscendo il progresso, la guerra, l'avvento dei gringos e della compagnia bananiera, per poi ritornare a un punto di partenza in cui l'oblio e la solitudine fanno da padrona.
E' un romanzo ad ampio respiro, ricco di drammaticità ma mai lacrimoso, ironico ma non divertente.
Personalmente ho trovato deliziosa la fantasia dell'autore, ma estenuante la sfilza di nipoti, pronipoti, figli illegittimi tutti con lo stesso nome che la matriarca di ferro Ursula, assieme a nipoti, nuore e figlie adottive alleva senza batter ciglio, instancabile e saggia.
La lotta di Ursula è, a mio parere il simbolo principale della storia: finché si proteggono le vite future, c'è speranza. Ursula resiste alla guerra e le si oppone, a modo suo, resiste all'anaffettività e all'inflessibilità del figlio Aureliano, e cerca di predicare, invano, contro la tendenza endogamica che flagella la loro stirpe.
Se da un lato si resta sedotti dall'incredibile inventiva dell'autore, d'altro canto la trama del romanzo è incredibilmente spessa e appesantita da sequele di nomi che richiedono al lettore uno sforzo titanico per riprendere le fila della storia di ognuno di loro.
Succede così che certe parti memorabili, come certe citazioni del savio catalano, rischiano di passare inosservate e di perdersi nel mucchio di eventi e personaggi contingenti che non sempre sono interessanti.
I corsi e ricorsi della storia sono il filo conduttore principale del romanzo, ma a volte questa ripetitività stanca, e il lettore si ritrova a boccheggiare dinanzi all'ennesimo figlio illegittimo, l'ennesimo amore frustrato/proibito, l'ennesima figura femminile tormentata che raramente spicca per doti interiori o vivacità intellettuale (con l'eccezione, probabilmente di Ursula stessa e di un paio di sue pronipoti).
Lo consiglio solo a chi ama immergersi in letture fluviali e a chi vuole avvicinarsi alla letteratura sudamericana.
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Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 2010
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Una saga famigliare piena di magia....
Un libro che ho letto molti anni fa' , ma di cui conservo un bellissimo ricordo. Sicuramente l'opera più importante di Garcia Marquez, impossibile dimenticare il paese di Macondo, i suoi abitanti, la saga della famiglia. In questo capolavoro si susseguono senza interruzioni e con una notevole fantasia immagini e invenzioni magiche che fanno da sfondo alle storie spesso tragico-comiche dei protagonisti. Mi ha affascinato scoprire tramite Marquez la cultura sudamericana cosi' immersa nella natura e nelle sue forze, spesso vissute anche in modo superstizioso, ma estremamente vitale. Sicuramente il "nuovo mondo" e' molto diverso dalla vecchia Europa dove la cultura ha raggiunto vette di pensiero altissime ma dove spesso manca la forza innovativa per liberare nuove idee. Un mondo fantastico ma estremamente umano dove vengono inseriti personaggi in straordinari come lo zingaro Melquiades e il "savio Catalano", simboli del desiderio insopprimibile dell'uomo di apprendere, di studiare, ma anch'essi destinati alla sconfitta ed all'oblio. "Cent'anni di solitudine" è una parabola sul destino dell'uomo , delle sue opere , dei suoi amori e passioni...tutto viene tragicamente e inesorabilmente travolto dallo scorrere del tempo, cosi' alla fine la casa simbolo del romanzo viene invasa e demolita dal proliferare incontrollato della vegetazione e da stuoli di formiche rosse.
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Ultimo aggiornamento: 18 Mag, 2012
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Sognando Macondo
Primo romanzo della letteratura sudamericana ad arrivare ad un successo esplosivo e planetario. Romanzo cult degli anni settanta che ha codificato un vero e proprio genere letterario dove si mischiano realtà e fantasia. Personaggi come Aureliano Buendìa si stagliano possenti ed inarrivabili come modelli per generazioni di scrittori. Letto, all'epoca, tutto d'un fiato in una notte perchè mi era impossibile smetterne la lettura prima di arrivare all'ultima pagina. Da rileggere, come ho fatto, una decina di anni dopo, per apprezzarne ancora di più la bellezza poetica di alcuni passaggi. Capolavoro
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cent'anni di solitudine
l'ho letto molti anni fa ma conservo un bellissimo ricordo di questo libro si fa solo un pò di confusione perchè i personaggi si susseguono ma hanno tutti o quasi lo stesso nome e per aiutarmi mi ero fatta un piccolo schema. Un libro da leggere.
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grande marquez
magnifico...un libro che restera' nella vostra memoria per sempre,davvero sublime la fantasia di Marquez,nomi che si tramandano in continuazione da li' un po' di confusione...ma e' incatevole la sua immaginazione e la reala' dei sentimenti...cent'anni di solitudine....Capolavoro di Marquez
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cent'anni di solitudine
quando l'ho letto sono rimasta un po' delusa, mi aspettavo una trama più coinvolgente. La classe dell'autore però è fuori discussione. E'un libro che comunque bisogna aver letto.
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Cent'anni di solitudine
Un libro enorme, pieno di ambientazioni e atmosfere magiche. Aureliano e Arcadio rimarranno nella mia memoria letteraria per sempre. Da leggere e rileggere
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cent' anni di solitudine
libro molto gradevole e ben scritto ( non si scopre certo oggi il signor marquez). non si capisce da dove attinga cosi tanta fantasia sia di personaggi sia di situazioni. il tutto ben oliato . bello.
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CENT'ANNI DI SOLITUDINE
Il romanzo è ambientato in un villaggio surreale del sud America. I personaggi che lo animano sono anch'essi una commistione tra realtà e fantasia;vivono per numerose generazioni in un mondo creato ad hoc dall'autore,dove si alternano vicende di vita quotidiana reale ad eventi favolistici. Nota curiosa:visto che nella numerosa famiglia Buendia si utilizzano solo due nomi,questo fa perdere fluidità alla trama,poichè diventa difficile individuare i personaggi e seguirne le vicende.
Considerata la nomea del titolo,mi aspettavo un opera di maggior spessore.
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Macondo capolinea del mondo
Che capolavoro letterario mi sarei persa se non l'avessi letto!
Da Josè Arcadio ad Aureliano Babilonia una stirpe lunga cento anni, inizia e termina come una favola dominata dalla magia e dai fantasmi del passato, sullo sfondo una sfilza di personaggi emblematici che si somigliano tra loro, non solo perchè portano lo stesso nome ma anche per il destino alienabile che li accomuna, crudele e senza possibilità di redenzione: la solitudine.
"Il primo della stirpe è legato a un albero e l'ultimo se lo stanno mangiando le formiche".









