Narrativa straniera Romanzi Il dio delle piccole cose
 

Il dio delle piccole cose Il dio delle piccole cose

Il dio delle piccole cose

Letteratura straniera

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India, fine anni Sessanta: Amnu, figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l'innaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel, il libro ci racconta una grande storia d'amore che entra in conflitto con le convenzioni.

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Il dio delle piccole cose 2015-10-08 19:22:49 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    08 Ottobre, 2015
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L'amore fa quello che vuole

Siamo nell'India degli anni settanta. Il cervello è proiettato verso il futuro, verso la libertà dagli inglesi, verso la tecnologia. i ragazzi vengono mandati a studiare all'estero, gli operai si fanno attrarre dalle idee comuniste, le donne desiderano maggiore autonomia. Il cuore però è ancora tenacemente legato al passato. Ancora ci sono le divisioni in caste, ancora i paravan non possono sfiorare gli appartenenti ad una casta e meno che meno sposarne uno. Le divorziate sono viste come donne poco oneste dagli estranei e come fonte di disonore dai familiari. In questo ambiente per noi così contraddittorio, ma per chi lo vive così naturale nascono due gemelli che ci racconteranno la storia di un amore sbagliato ma lecito, di uno giusto ma proibito, di una donna resa crudele dall'assenza di amore e di una ragazzina che non conoscerà nessuna di queste situazioni.
Nonostante tutto questo tribudio di amore, questo romanzo non è un concentrato di sospiri ed ammiccamnti, ma è molto di più. Le storie che si intecciano sono parecchie. Forse un pò troppe, tanto da rendere a tratti difficile seguirne la trama. Con pazienza e qualche ritorno a ritroso sulle pagine appena, lette, però tutto diventa chiaro ed anche abbastanza piacevole.

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Il dio delle piccole cose 2013-03-21 11:31:50 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    21 Marzo, 2013
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Al cuore non si comanda

Per una serie di ovvie ragioni sarebbe bene innamorarsi sempre della persona giusta, o meglio che si ritiene giusta per utilità, convenienza, decoro, convenzioni sociali, soprattutto quando si appartiene ad una famiglia di un certo rango, soprattutto quando si è già sbagliato giocandosi male la propria (unica) possibilità. Ma al cuore, si sa, non si comanda. Allora può capitare che si perda la testa per chi non si dovrebbe e le conseguenze possono essere catastrofiche. È ciò che succede ad Ammu, madre di due gemelli e con alle spalle un matrimonio con un uomo alcolizzato e bugiardo contratto solo per sfuggire ad un padre ipocrita e violento, che trova in Velutha una nuova giovinezza, un’altra ragione di vita, l’amore e la dolcezza che ha sempre desiderato e non ha mai avuto, il suo Dio delle piccole cose. Ma Velutha è un Intoccabile, un Paravan, uno schiavo sporco e selvaggio che per di più professa idee marxiste di affrancamento. Che ha la sfrontatezza di ricambiare Ammu con tenerezza e ardore. Che si permette di amare i gemelli come fossero suoi figli e di farsi amare da loro. Ma come si può parlare di errore davanti ad un legame così forte ed intenso? Quando un sentimento è così viscerale, così puro, non si è necessariamente nel giusto? Perché devono intervenire e vincere stupide differenze di casta o di classe che siano, perfidia e invidia dei parenti, squallide motivazioni religiose e politiche? Perchè Ammu è costretta alla clandestinità e al disonore per amare di notte colui che i suoi figli amano di giorno? Ed è proprio attraverso gli occhi ingenui e innocenti dei due gemellini dizigoti Estha e Rael che Arundhati Roy narra questa struggente e tragica storia d'amore. Due bambini con una sola anima, che guardano il mondo con la fantasia, la gioia, la paura tipiche della loro età, ma che a causa di questioni più grandi di loro, si ritrovano troppo presto e troppo brutalmente fuori dall’infanzia ad andare incontro non alla morte ma alla fine della vita. La durezza dei fatti narrati è ben compensata da uno stile raffinato e poetico, dalla dolcezza dei protagonisti e da atmosfere incantate. Sullo sfondo le contraddizioni tipiche degli uomini di ogni razza e latitudine qui descritte attraverso un’India in cui i progetti di riscatto ed emancipazione professati da un governo di ispirazione marxista si scontrano con una società bigotta e legata a vecchie tradizioni e pregiudizi, all’ipocrisia, all’invidia, alla rassegnazione, a sporchi interessi economici e a desolanti giochi di potere.

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Il dio delle piccole cose 2012-06-26 10:43:10 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    26 Giugno, 2012
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Lettura difficoltosa

E' una storia familiare, intrecciata con una storia d'amore, ambientata nell'India delle caste. E lo stile della narrazione è tale da rendere la lettura davvero difficoltosa. I nomi indiani, i soprannomi, le caste, i termini tipici di questa lingua disorientano e fanno perdere al lettore il filo e il senso della storia. E' bella la doppia figura dei due gemellini, con i momenti di gioia suprema, tipici dei bambini. Ma non è sufficiente a far apprezzare la storia. L'unico insegnamento apprezzabile, ed è una verità che rimane dopo la lettura, è che le cose possono cambiare in un giorno. Complessivamente, purtroppo, libro decisamente non consigliato.

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