Il giardino dorato
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Harry Bernstein è nato nel 1910 ed emigrato con la famiglia negli Stati Uniti dopo la Grande guerra, ha scritto per una vita. Prima di andare in pensione, a sessantadue anni, ha collaborato come giornalista freelance con vari giornali, tra cui «Newsweek», e ha lavorato per alcune case di produzione cinematografiche. Poi, a novantatré anni, dopo la morte della moglie Ruby, si è dedicato alla stesura del suo primo libro, Il muro invisibile (Piemme, 2007), seguito da Il sogno infinito (Piemme, 2008). La sua toccante storia ha commosso e conquistato sia il pubblico che la critica, che l’ha subito acclamato come una delle sorprese letterarie degli ultimi anni. Vive in New Jersey.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 5
Speravo in qualcosa di meglio
Leggendo le recensioni mi aspettavo molto, molto di più. Piacevole da leggere ma non da rileggere. La prosa non mi ha coinvolto più di tanto, un pò banale, un pò stile "tema di scuola". La storia è dolce. Questo lungo e appagante matrimonio è commovente. Ma questa vita incredibilmente lunga che abbraccia momenti così fondamentali per la storia dell'America e dell'Europa.... beh mi sarei aspettata qualcosa di più profondo. Non ho letto gli altri due libri, però in base a questo sono indecisa se acquistarli o no.
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delizioso
Confesso che e' il primo libro che ho letto di quest'autore,bello una storia che fa invidia a tutti comunque...insieme hanno superato gioie dolori Harry e Ruby,romantico e ricco di sentimenti puri...commovente e deliziozoso...merita!
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Il giardino dorato
Degno compendio de "Il muro invisibile" e "Il sogno infinito". Ancora una volta ci emoziona e ci commuove con la storia della sua vita. Veramente straziante il modo in cui descrive il dolore per la perdita della sua amata Ruby. Bellissima la descrizione della loro storia, quel loro essere sempre vicini e sempre innamorati, quel loro affrontare sempre uniti le vicessitudini della vita. E' la storia che ognuno vorrebbe vivere. Grazie Harry per le emozioni che ci hai regalato!
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Ultimo aggiornamento: 04 Febbraio, 2010
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... da leggere!
La lettura del terzo capitolo dell'autobiografia di Harry Bernstein è obbligata. I primi due romanzi, “Il muro invisibile” e “Il sogno infinito”, ci avevano introdotto ad un infanzia povera ma ricca di pregiudizi, per poi condurci alla scoperta di una vita vissuta all’ombra del sogno americano. “Il giardino dorato” è il racconto degli anni della maturità e della vecchiaia, il cui protagonista assoluto è l’amore simboleggiato dal salice dorato.
La scrittura semplice e vera di Bernstein è un tocca sana per l’anima. Seppur ritornino diversi elementi narrativi dei precedenti romanzi, lo scrittore riesce a non essere noioso e a catturare lettori fedeli e nuovi adepti con un manierismo di scrittura sapiente e candido.
Il racconto dolce e tenero dell’ amore senza tempo di Harry e Ruby ha un che di fiabesco e allo stesso tempo realistico, come fosse una storia narrata da nonno a nipote. È forse proprio la fragile tenerezza di un nonagenario ad emozionare il lettore, commosso dalle parole, poco consuete, di un uomo che ha fatto dell’amore il fulcro della propria esistenza e il più grande successo.
D’effetto la sospensione narrativa e temporale tra i capitoli. Utile ai lettori più giovani la ricreazione del quadro storico-politico. La trama, non avvincente in termini di intreccio, è tuttavia intrisa di un forte carico emotivo che rende la lettura coinvolgente al punto da strappare il fiato. L’identificazione con il protagonista-scrittore è pressoché inevitabile. Le immagini, incredibilmente vivide, fornite da Bernstein sono essenziali chiavi di lettura del dramma quanto della felicità di un esistenza piena e per certi versi invidiabile dell’uomo e dello scrittore.
Affascinante la storia, qui palesata, del Bernstein scrittore e dei suoi molteplici tentativi d’emergere. Il successo, arrivato all’età di 96 anni, è motivo d’orgoglio anche per il lettore de “Il giardino dorato”.
Condivido, tuttavia, la delusione di chi ha notato l’incongruente traduzione del titolo originale “The Golden Willow” ovvero “Il salice dorato”, che tanto avrebbe reso giustizia alla trama in cui il salice è protagonista simbolico.
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il giardino dorato
un libro piacevole, una coppia invidiabile per come si sono amati, quello che non ho potuto avere, mi ha fatto sognare









