L'amore fatale L'amore fatale

L'amore fatale

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L'amore fatale, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore. Un pallone aerostatico travolto da un improvviso colpo di vento plana su un prato verdissimo tra Oxford e Londra. Un uomo anziano cerca di scenderne ma rimane impigliato in una fune e alcuni soccorritori tentano di aiutarlo, uno di essi morirà. La scena è agghiacciante perché imprevista e assurda nella sua realistica successione. Parte da qui questo romanzo di McEwan sull'amore e le sue ossessioni, da una disgrazia che sconvolgerà la mente di Jed Parry, un torvo giovanotto con manie religiose e vittima di una vera patologia erotica. A farne le spese è Joe Rose, divulgatore scientifico, uomo fragile e deluso, una tranquilla convivenza con la bella Clarissa, e che adesso è costretto a mettere in discussione la propria vita. Jed Parry si è follemente innamorato di lui ed è convinto di esserne ricambiato. Con ironia sottile e un gusto della comicità del tutto nuovo, Ian McEwan dipinge questo amore omosessuale assoluto: un'ossessione assurda e grottesca oppure la forma piú pura di devozione e passione? E allora: cos'è l'amore? Esiste un amore che non sia estremo e che sia autentico?

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L'amore fatale 2010-11-20 23:33:54 Silvia Toccafondi
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Silvia Toccafondi Opinione inserita da Silvia Toccafondi    21 Novembre, 2010
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l'amore fatale

Se la trama di questo particolare romanzo è riassumibile in poche parole non lo è di sicuro lo stile e l'atmosfera che McEwan riesce a creare, trascinando il lettore in un delirio fatto di ossessione e fanatismo religioso.
Il piano narrativo è rappresentato da un caso clinico di natura psichiatrica, che conosciamo in modo approfondito nell'appendice I, che deve aver colpito la curiosità di McEwan per la morbosità del suo contenuto.
Quello che colpisce e che rende il libro molto interessante è la caratterizzazione dei personaggi, delineata con pochi elementi, ma sufficienti a immedesimarci con ognuno di loro.
Il protagonista Joe Rose ci viene presentato come un uomo razionale che ha fatto della logica la religione della propria vita, nonchè lo scudo con cui proteggersi dalle avversità che la vita pone sulla sua strada.
La razionalità è l'unico legame che può tenerlo legato ai suoi sogni giovanili che alimentano la sua sete di scoperta e di successo nel campo della fisica teorica che non è riuscito a invadere e conquistare come voleva, ma solo a sfruttare diventando un semplice giornalista divulgativo, di successo è vero, ma semplice traduttore di scoperte altrui.
Dunque un uomo frustrato da un punto di vista professionale, ma appagato nella vita sentimentale, dolce e attento, pieno di premure per la sua Clarissa.
Clarissa è una donna sicura di sè e del suo successo, che trova la frustrazione viva nella sua sterilità che annienta il suo essere donna completa.
Il personaggio di Clarissa è finemente odioso ed è in qualche modo la reale causa del disagio di Joe, disagio che nasce da un uomo che è la sua antitesi; se egli è la razionalità Jed Perry è l'emotività, se è la logica l'altro è il delirio.
Jed Perry non fa breccia nel cuore del lettore in alcun momento del romanzo, neppure quando lo vediamo piangere disperato, implorare, elemosinare un briciolo di attenzione, in ogni istante l'abile penna di McEwan riesce a inserire una piccola inflessione del tono che ci svela la sua odiosa pazzia, che ci fa odiare la sua assurda persecuzione, in un crescendo di violenza e di delirio che solo la malattia mentale conosce.
Clarissa, dicevo poc'anzi, ci appare noiosa e priva di quella forza che una donna dovrebbe avere per sostenere il proprio uomo, una sorta di donna post-emancipazione femminile che appare gelosa della sua intimità e della sua privacy forse perchè il niente che nasconde le fa provare vergogna, che non riesce a capire la semplice complessità del proprio compagno e la rifiuta, preferisce credere alla di lui pazzia piuttosto che ammettere di non essere stata in grado di proteggerlo.
Sul piano sociale il romanzo descrive in modo davvero perfetto il mondo in cui viviamo, soprattutto nel rapporto con le forze dell'ordine, nell'impossibilità di essere protetti, nell'impossibilità di prevenire eventi che non possono essere prevenuti, ma solo puniti.
Questo romanzo non può e non deve fermarsi al piano narrativo, deve essere letto con molta attenzione senza lasciarsi scappare la poesia che pervade ogni riga.

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L'amore fatale 2007-11-12 11:31:53 Luca
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Opinione inserita da Luca    12 Novembre, 2007

L'amore fatale

Un romanzo discreto ma che non mi ha appassionato. Racconta l'infatuazione omosessuale di un giovane verso un uomo spostato, che cresce fino a farsi ossessione. Originale ma non resterà nella storia della letteratura.

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