La donna giusta La donna giusta

La donna giusta

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La trama e le recensioni di La donna giusta, romanzo di Sandor Marai edito da Adelphi. Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Marai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.

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La donna giusta 2012-01-09 15:13:49 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    09 Gennaio, 2012
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La donna giusta

E’ stata dura ma ci sono riuscita, sono arrivata alla fine di questo libro, ed è una grande soddisfazione.

Credo che Marai non sia per tutti, e non lo dico da snob , probabilmente non è nemmeno per me, sicuramente è per un lettore esigente e capace di concentrarsi molto nella lettura, quindi per me la soddisfazione di averlo finito è stata doppia, se lo avessi affrontato anni fa non credo che sarei arrivata a leggere l’ultima pagina.

Il fatto è lo stesso (un uomo e una donna che si sposano, poi si lasciano, lui sposa un’altra donna e perde anche lei) ma le emozioni che questi eventi provocano nei tre personaggi sono molto differenti, ed è forse proprio questo il punto di forza del libro , strano , a volte ti viene da pensare “ma riferisce alla stessa storia ?”, ognuno la vive e la interpreta in maniera differente.

Il primo monologo, quello della prima moglie abbandonata è veramente un capolavoro, le pagine sono così “cariche” di frasi bellissime che non ti staccheresti più dal libro, questa donna ,che racconta ad un’amica la storia del suo matrimonio naufragato, ti sembra di vederla e di toccare le sue emozioni, è impressionante come si entri dentro il libro, soffri un po’ con lei, per questo grande amore mancato, ma in cui non ha smesso di credere fino alla fine, ed è fortissima la sua decisione finale di “lasciarlo andare” e di ammettere che quell’uomo non le era mai appartenuto

Anche il secondo monologo è bellissimo, lui racconta ad un uomo in un bar la sua vita, il matrimonio con la prima moglie, che però non ha mai veramente vissuto, non è mai entrato appieno dentro quella storia, probabilmente per lui era solo transitoria , in attesa dell’altra, di quello che credeva il suo grande amore e unico desiderio, e poi perché Pèter era un uomo solo, anche se viveva in mezzo alla gente, nessuno riusciva veramente a entrare nella sua vita.

Il terzo monologo, quello di Judit l’ho trovato molto meno appassionante, anzi, se devo dirla tutta a volte noioso. Judit è l’altra, quella che Pèter ha aspettato per anni , è stata sua per poco tempo perché spesso la rabbia verso gli altri e verso se stessi avvelena quello che di buono ci potrebbe essere, i rancori mai sepolti non sono una buona compagnia per una coppia.

Decisamente interessante anche le descrizioni della vita di quell’epoca, la lotta sociale, la netta distinzione tra l’alta borghesia e il ceto medio, che non scompare nemmeno di fronte allo scoppiare della guerra.

Sicuramente un libro da consigliare, non di facilissima lettura certo , ma un vero toccasana per l’anima e la mente.

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La donna giusta 2011-12-30 13:47:53 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    30 Dicembre, 2011
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La donna, direi...

Mi risulta difficile scrivere qualcosa per recensire questo testo.
E' un libro sul valore del libro e delle parole.
Posso dire che leggerlo, nei suoi tre personaggi, nei monologhi e nell'effetto sorpesa che sempre Marai nasconde, sin dall'inizio, ha messo molto in crisi il senso del mio accostamento alla lettura.
Crisi positiva, s'intende, ma pur sempre crisi.
E allora mi nutro di parole e pensieri e citando il grande Petrarca - che ancor prima di Marai aveva rapito il gusto e la ragione della mia passione per carta e scarabocchi - mi sento di dire che :"I libri ...li interrogo e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via. Chiedono solo un unico premio: avere un libero accesso in casa mia, vivere con me quando tanto pochi sono i veri amici."
Marai è solo un gran copione ?! :)

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La donna giusta 2011-09-02 14:18:21 Argento
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Argento Opinione inserita da Argento    02 Settembre, 2011
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Esiste la donna giusta?

Una storia, quattro voci narranti, lunghi monologhi per raccontarla da diversi punti di vista. Marai ci narra la vicenda e tu sei lì a leggere, ma ti senti come se fossi seduto in un elegante caffè di Budapest, o anni dopo, in un altro caffè di Budapest, o a Roma, in un albergo e dalla finestra si vede sorgere il sole, o molti anni dopo a New York, per sentire l’epilogo della storia. Stai lì incantato e incatenato pagina dopo pagina, ad ascoltare la donna che racconta del suo amore, di suo marito, che ha perso perché un giorno ha trovato per caso nel portafogli un pezzo di nastro viola. Così intuisce che nella sua vita c’è un’altra donna. Ma nonostante tutto continuerà ad amarlo, perché crede che “tutto nella vita passi, tranne che l’amore”. Nel secondo monologo è il marito della donna che parla e narra del suo matrimonio finito, perché amava un’altra donna che per lui era diventata “come un veleno mortale”. E questa donna, che racconta la sua versione nel terzo monologo, ci fa capire come l’amore possa trasformarsi in ferocia, avidità, desiderio di vendetta, contro tutti o forse solo contro noi stessi. Il quarto monologo è forse il meno appassionato, ma non per questo il meno bello. A raccontare è l’amante della seconda donna, un esule ungherese trasferitosi a New York in cerca di fortuna. Lui conosce la versione della seconda donna, la freddezza con cui l’ha raccontata ma anche la tenerezza con cui lo ha amato. E assiste, per caso, all’epilogo della storia.
Marai parla dei sentimenti, del matrimonio, dell’amicizia,(bellissimo il personaggio di Lazar, l’amico scrittore, anch’esso testimone silenzioso e bizzarro di tutta questa vicenda), come se essi nonostante la necessità, quasi la bramosia di provarli, sfuggissero e lasciassero solo un guscio vuoto nell’anima. E prendendo a pretesto il lungo evolversi della storia ci racconta anche vicende politiche e sociali, gli orrori della guerra,la bellezza della sua città, con leggerezza e realismo.
“Welcome, gentlemen. You are served, Sir.”

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La donna giusta 2010-01-22 20:32:05 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    22 Gennaio, 2010
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la donna giusta

Romanzo sulle inquietudini del cuore, sulle passioni,sui tradimenti. Scritto magistralmante. Vi incatenerà.

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