Memoriale del convento
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In uno scenario che si apre con i ripetuti tentativi di un re per ingravidare la consorte e che si chiude con l'odore acre di un auto-da-fè, si inscrive la vicenda di questo romanzo prodigioso, denso e spiraliforme, che affresca coralmente la storia del Portogallo settecentesco e si misura ironicamente con il modo di fare la Storia. Un umore corrosivo di sapore illuministico e la sapienza di un impianto narrativo novecentesco, fanno la forza trascinante dell'arte di Saramago.
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La voce del popolo
E' un romanzo spiraliforme e corale, ambientato nel Portogallo settecentesco, fra dame e gentiluomini. E' un romanzo storico, nelle intenzioni e nell'impianto documentario. E' una storia raccontata dal punto divista dei grandi, che hanno ordinato e pagato la costruzione del convento, e dal punto di vista dei piccoli, che lo hanno fatto con le loro mani. E' il popolo il personaggio più importante, che dà a queste pagine un senso di caotico, il senso del molteplice. Con un uso veramente personalissimo della punteggiatura e con tanti slittamenti dei piani narrativi e dei tempi verbali, che cambiano continuamente il punto di vista. Stile, veramente, stupefacente.
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Un Memoriale... memorabile!
Giovanni V re di Portogallo; Padre Bartolomeu Lourenço, che progetta una macchina per volare; il soldato monco Baltasar Mateus Sette-Soli; la veggente Blimunda ed il musicista Scarlatti intrecciano le loro vite nell'ironico e tagliente affresco di un Paese stretto dalla morsa dell'Inquisizione. L'edificazione dell'imponente convento di Mafra, voluta per dai sovrani per ringraziare Dio della nascita di un'erede (colei che sarà la principessa Maria Barbara), diventa, grazie allo sguardo critico e dissacrante di Saramago, il pretesto storico per una narrazione che travalica la Storia stessa. La lucidità con cui l'autore scandaglia la cecità umana, materiata di superstizione, avidità, opportunismo, egoismo, menzogna, ipocrisia ed intolleranza, offre infatti al lettore un'impietosa e potente analisi delle bassezze umane, riscattate solo dall'amore (incarnato dalla splendida figura di Blimunda). "Laico". Come sempre in Saramago. Ma forse, proprio perché svincolato da fedi dalla dubbia sincerità, il solo autentico ed incondizionato.
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Gli uomini sono angeli nati senz'ali
E' un libro stupendo come tutti quelli che ho letto di questo grande autore, ma in particolare vi sono 3 descrizioni (quelle dell'Amore, della Corrida e del funerale dell'Infante) che per me valgono da sole il premio Nobel per la letteratura che gli hanno giustamente assegnato.Come al solito, leggere Saramago, è prendere la rincorsa e fare un tuffo nella possibilità dell'impossibile.Rende la storia un'avventura fantastica e ci confonde tra realtà e immaginazione.I suoi personaggi sono sempre profondi,umani e spirituali insieme,pieni di contraddizioni e certezze insieme.
Si è capito che mi piace da morire?
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Un libro spirituale
E' stato il primo libro che ho letto di Saramago. E mi è tornato in mente in questi gg dopo aver finito la lettura de "La cattedrale del mare" di Falcones. Questo di Saramago mi aveva mosso forti emozioni. La religiosità permea tutte le pagine, è fortemente sentita e trasmessa al lettore. Cosa che in Falcones appare invece piuttosto appiccicata alla storia, come un obbligo più che un sentire vero.
Anche qui imperversano l'Inquisizione, la miseria, i soprusi, le tragedie dei piccoli e dei grandi. Ma è notevole la capacità di Saramago di costruire e trasmettere la concretezza di emozioni e avvenimenti immergendo il lettore nell'atmosfera che è quella che vivono i vari personaggi.
Insomma, lo definirei un libro religioso. Ma non nella definizione del cattolico credente e praticante (spesso più nella forma che nella sostanza), bensì nella spiritualità e nella ieraticità che dovrebbero essere alla base delle religioni.
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Memoriale del convento
Pubblicato nel 1982 dal Nobel per la letteratura Saramago, il racconto è ambientato nel XVIII sec. in Portogallo e narra della laboriosa costruzione del convento di Mafra, fortemente voluta da re Giovanni V,per rendere grazie al Signore della nascita dell'erede tanto atteso.
Ciò che caratterizza il romanzo è la galleria dei personaggi, alcuni di fantasia alcuni realmente esistiti, mossi in modo corale e capaci di creare un mondo a cavallo tra realtà e immaginazione, tra storia e leggenda. Di notevole rilevanza lo sfondo storico-sociale dell'epoca: periodo di Inquisizione, predominio della Chiesa, povertà, epidemie. Ecco che l'autore fa in modo che i suoi personaggi trasmettano al lettore il senso della brevità e dell'incertezza della vita, dell'amore e della morte, della gioia e del dolore.
Un'avvertenza stilistica a chi non avesse mai letto Saramago: la caratteristica della sua narrazione consiste nell'elaborare lunghissimi periodi, senza l'utilizzo della punteggiatura. Questa peculiarità, a volte, rallenta la lettura e la comprensiione del testo.









