Fai bei sogni
Letteratura italiana
Editore
Massimo Gramellini scrive sul quotidiano La Stampa, di cui è uno dei vicedirettori. E' ospite fisso della trasmissione di Raitre Che tempo che fa. Ha pubblicato: Colpo Grosso (con Curzio Maltese e Pino Corrias), 1994; Compagni d’Italia, 1996; Buongiorno, 2002; Granata da legare, 2006.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 30
Crescita interiore
Libro particolare, la storia essenzialmente di un bimbo di 9 anni a cui manca improvvisamente la madre per un brutto male e tutte le traversie , soprattutto interiori, che il protagonista poi cresciuto vive. Bravo Gramellini a rappresentare tutti i passaggi più emblematici del percorso, spicca nella narrazione la descrizione della natura propositiva e di quella cupa del protagonista che si mischiano alla perfezione fino ad un momento chiave del libro.
Commovente nel finale quando ipotizza che la madre , prima della dipartita, si avvicini al letto del bambino invitandolo a fare bei sogni(da cui il titolo del libro). Libro ambientato in parte a Torino e poi a Milano e Roma con qualche sprazzo anche di Sardegna. Mi sento di consigliarlo oltre ai lettori appassionati di romanzi con risvolti psicologici, anche ai...tifosi del Torino, eh sì perché ci sono delle pagine molto struggenti riguardanti la fede per i calciatori granata del Toro.
Bel libro
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Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 2013
La storia sarebbe stata più piacevole se...
Sarebbe stato un libro davvero piacevole, se non fosse stato per...l'autore!
Apprezzo molto la sua voglia di raccontarsi e mettere a nudo la sua storia, ma non mi è piaciuto il suo stile, troppo pieno di paroloni sconosciuti e complicati, troppo scarso di dettagli che avrebbero facilitato la comprensione. Delle volte mi toccava tornare indietro e rileggere, perchè ci sono allusioni e nomi non spiegati, oppure di saltare qualche pagina poichè troppo poco scorrevole.
Ripeto, la storia è bellissima, ma un altro problema, a mio avviso, è che il lettore non riesce a provare empatia per il bambino, in quanto il libro mostra una certa freddezza e un linguaggio austero, che poco si addice ai pensieri di un fanciullo. Secondo me, sarebbe stato meglio mettere da parte gli innumerevoli paroloni e rendere la lettura più scorrevole utilizzando un linguaggio che rispecchiasse davvero il bambino. Un linguaggio di innocenza e schiettezza che purtroppo il libro non esplica, finendo quindi per assumere le sembianze di una tavoletta di pietra, piuttosto che di libro dalle morbide e piacevoli pagine. Peccato, perchè la storia sarebbe stata più coinvolgente!
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"C'è più amore in chi resta"
Fai bei sogni è la storia autobiografica di Massimo Gramellini giornalista de "la Stampa". Si tratta di un racconto di un lutto, la perdita di una madre durante la fanciullezza. è un romanzo intenso, coinvolgente, profondo che riesce a pizzicare le corde dell'anima in modo molto delicato provocando però intense vibrazioni.
Vengono ripercorse le fasi del lutto di Massimo:
dalla sorpresa e il dolore lancinante "sentì un cucchiaio di ghiaccio penetrarmi nella pancia e svuotarmela tutta";
alla rabbia "chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva, colpevole di qualcosa di indefinito";
fino al perdono.
Gli insegnamenti che sono riuscita a trarre da questo romanzo sono essenzialmente due: il primo (e forse anche il meno evidente) è l'importanza di coltivare i propri sogni e cercare di raggiungerli. Dicono che per raggiungere un obiettivo più è complesso il percorso e più dobbiamo essere sicuri di aver imboccato la strada giusta, perchè nessun sogno è facile da raggiungere. Lo stesso Massimo dice "se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene..,continuerà a mandarti dei segnali disperati come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione".
Il secondo insegnamento è l'importanza dei genitori e l'affetto che riceviamo da essi durante la nostra vita. Quando ho finito di leggere il libro mi è venuta il mente la frase dell' indimenticabile papa Giovanni Paolo II "date una carezza ai vostri figli" ebbene è come se l'autore invece dicesse date una carezza ai vostri genitori. Il romanzo è intenso ed emozionante, fa capire il ruolo dei genitori, l'affetto che essi provano nei nostri confronti che viene mostrato con gesti semplici come: da un bacio prima di andare a dormire, al fatto di tornare e trovare un pasto caldo fino ad andare a dormire in un letto con lenzuola fresche di bucato. è come se l'autore ci spingesse tra le braccia dei nostri genitori facendoceli apprezzare per quelli che sono e soprattutto facendoci sentire fortunati per quello che abbiamo, perchè in questo sentiero chiamato vita possiamo affidarci alla nostra stella polare pronta ad illuminarci e ad indicarci il cammino.
Grazie Massimo!
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Emozionante
Emozionante è la prima parola che mi viene in mente, sarà banale.. ma mi sono ritrovata più volte a leggere con il magone.
Molto scorrevole ma per niente superificiale. Il modo in cui descrive le emozioni e gli stati d'animo non può che farti sentire il suo dolore e il senso di perdizione.
Davvero molto coinvolgente, uno di quei libri che non vuoi smettere di leggere perchè ad ogni capitolo potrebbe esserci il colpo di scena!
E ultima cosa ma non per impiortanza, insegna molto.
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Madre.
Se vi dicessi quante volte ho iniziato a scrivere e poi ho cancellato le mie parole vi mettereste a ridere.
Ultimamente, e di certo non per caso,trovo sulla mia strada tutti libri che hanno profondamente a che vedere con me e con la mia vita.
Non aggiungerò altro sull’argomento,volevo solo sottolineare quanto in questo i libri siano straordinari.
Sono stata indecisa per mesi sul leggere o meno Gramellini.Stimandolo profondamente come giornalista temevo di restarne delusa,come ad esempio mi era accaduto con la Bignardi.
Poi una recensione in particolare mi ha spinto.Ho aperto le prime pagine e pur riconoscendo estrema bravura,lucidità e sarcasmo all’autore,sono arrivata alla fine con una quasi totale indifferenza.
Fino a che non sono arrivate le ultime pagine,il mondo si è aperto,io che non piango mai ho versato lacrime.
Vedete,per me questa non è assolutamente la storia di un bambino che deve fare i conti con la madre morta.Troppo facile.
E’la storia di un bambino,di un ragazzo e infine di un uomo che deve fare i conti con il fatto che la madre non l’abbia amato abbastanza.
Eh si.Lo so.Lo so che siamo il paese delle mamme.Mamme amorevoli,accoglienti,mamme che ti chiedono se e cosa hai mangiato,se hai messo la giacca pesante che fuori fa freddo.Mamme che ti donerebbero un rene,la vita.Madri che sono là,ferme,come porti sicuri dentro cui rifugiarci ogni volta che anche una piccola onda scalfisce la nostra vita.
Bellissimo.
Ma ci sono persone per cui questo è il mondo del come dovrebbe essere e non del com’è davvero.
E’difficile comprendere cosa si scatena dentro l’animo umano quando chi dovrebbe amarti oltre e sopra ogni cosa non lo fa.
Gramellini lo spiega con una maestria che a me manca e soprattutto con l’immenso vantaggio di aver perdonato.
Come al solito sono finita per non scrivere una recensione,ma insomma…io mica scrivo per La Stampa?
Chissenefrega.
Solo un’ultima cosa:se avete una madre perfetta leggetele anche queste pagine,ma non ci capirete niente.
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Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 2013
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Meraviglioso
E' possibile definire meravigliosa una storia che tratta un tema così crudele ? Sì, decisamente sì.
E' un sentimento che mi sgorga spontaneo e quindi vero, come lo è il racconto del viaggio attraverso la parte più buia della vita, così intenso e coraggioso, che desta meraviglia appunto.
Lo stile è perfetto, l'autore ti spinge fino all'orlo del baratro emozionale per acciuffarti all'ultimo istante spesso con una battuta irresistibile, così da non capire più il motivo per cui ti sono venute le lacrime agli occhi.
Razionalità ed emozione si completano senza soluzione di continuità, è come una sorgente che ti fa fa amare la tua vita, qualunque essa sia.
L'ho letto due volte in fila e l'avrei cominciato per la terza..... se non avessi sentito l'impellenza di prestarlo ad un'amica.. del cuore, s'intende;-) .
Non desidero aggiungere altro, per non rischiare di rovinare la meraviglia di questa scoperta, allo stesso tempo così intima ed universale.
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Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2013
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La mamma migliore
Ieri mia figlia di 4 anni mi ha detto "lo sai che sei la mia mamma migliore!" mi ha fatto sorridere perché e' troppo piccola per capire che la mamma non la puoi scegliere e nemmeno sostituire come succede per le amiche,pero' questo e' il dilemma che assilla il protagonista nel suo libro ispirato alla sua vita.Massimo a nove anni perde la madre ammalata di un Brutto male come gli hanno raccontato tutti i familiari per non farlo soffrire troppo e da li comincia la sua ricerca di una figura sostitutiva la zia ,la tata ,l'amica di famiglia senza riuscire a trovare mai l'abbraccio e il conforto che solo una mamma riesce a dare.Questo romanzo fa riflettere molto sulle cose che sembrano a volte banali e scontate come gli affetti famigliari e l'importanza di un'infanzia serena e spensierata e forse solo chi ha sofferto veramente apprezza al massimo ogni momento positivo della vita.
Grazie Gramellini ne avevo bisogno!
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Ultimo aggiornamento: 09 Marzo, 2013
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A TE, AMICA MIA!
Ho letto “Fai bei sogni” con un po’ di amaro in bocca.
Il gusto della consapevolezza di essere una persona fortunata e privilegiata, che tante volte non sa apprezzarlo.
Un po’ come quando da bambina mi dicevano “Devi essere felice per quello che hai, nel mondo tanti bambini come te muoiono di fame!” e io capivo che era vero, ma senza averlo sotto agli occhi, lo dimenticavo facilmente.
Privilegiata per mia madre, gironzolante e indaffarata per casa, talvolta lamentosa, ma corporea, forte, profumata, viva, una roccia.
Fortunata per mio padre, la mia, seppur nodosa e talvolta inarrivabile, quercia.
Questo libro è una buona bussola per quando si sente di aver smarrito le priorità.
Ancor di più però, è un cammino interiore, una crescita, l’evidenza di come, l’essere umano sia molto più che solo pelle, muscoli e ossa. Un libro che ti fa capire QUANTO siamo di più che solo carne!
Un’amica una volta mi ha scritto: “nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”.
Così come l’erba ostinata e selvatica che sbuca nelle crepe dell’asfalto, Massimo, (nonostante le difficoltà appunto), si è creato una sua strada e ha imparato a vivere e a perdonare.
Certo, c’è stato qualche passo falso, ma chissà quanta forza c’è voluta!!!
E a te Amica mia, quanto forza ci vorrà?
Non ho potuto fare a meno di pensarti, con la tua realtà così simile a quella di Massimo, avevano persino lo stesso nome!!!
Eri un pochino più grande, ma, quante delle frasi che ho letto, le ho sentite uscire dalla tua bocca e quante ancora non mi hai detto e forse non mi dirai?
Ogni pagina mi ha ricordato il tuo strazio, anche l’ostinazione nel far sembrare tutto come se niente fosse.
Se questo libro mi ha insegnato qualcosa, allora troverò il coraggio di regalartelo al più presto e anche l’umiltà di andare da mia madre a ringraziarla.
Ringraziarla di avermi reso il cammino più semplice, di essermi stata sempre vicino e di esserci comunque un domani, nella persona che sono oggi.
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Fai bei sogni – Commento di Bruno Elpis
“Fai bei sogni” è l’invito che la mamma rivolge al suo bambino. E il bambino/Massimo Gramellini idealizza la figura della madre, anche perché non accetta uno dei torti più gravi che la vita gli possa arrecare: la perdita prematura della genitrice.
Ho trovato struggente il racconto dell’infanzia attraverso personaggi mutuati dalla fantasia (“Baloo era il sacerdote dei lupetti”), libri per ragazzi (I ragazzi della via Paal, Davide Copperfield – “Almeno David Copperfield aveva una zia” -, Il piccolo lord, Senza famiglia e Oliver Twist), eroi di Walt Disney (Mary Poppins) e mostri della televisione (Belfagor: “Un mostro molle e spugnoso che si alimentava delle mie paure: sfiducia, rifiuto, abbandono. Lo battezzai Belfagor, il fantasma del Louvre di un telefilm che aveva conteso a Polifemo il primato delle mie angosce infantili”).
La narrazione, e con essa l’interpretazione di una vita, scorre nel disperato tentativo di fissare qualche certezza e qualche verità: “Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.”
“… La verità, e cioè che la mamma aveva incontrato Brutto Male al ritorno da una serie di commissioni”.
“Una moglie si può sostituire, una mamma no.”
Attraverso amori, scelte studentesche e lavorative perennemente in conflitto con il senso di sconfitta e di abbandono: “… Il lavoro … mi ricordava di continuo come la mia vita fosse diventata una conseguenza inesorabile di scelte difensive.”
“Se un sogno è il tuo sogno … puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene”.
Fino alla rivelazione finale, rinchiusa in un cassetto e riassunta in un articolo di giornale: a significare che era imprigionata nel forziere della coscienza, forse rimossa per autodifesa.
Un romanzo toccante, scritto con tanto sentimento, un romanzo coinvolgente come può esserlo soltanto un’esperienza di vita vissuta.
Bruno Elpis
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TI SALUTO MAMMA...IO TORNO A VIVERE!
"Grazie Massimo...grazie per il dono che ci hai fatto...grazie soprattutto per essere diventato così forte e d' essere riuscito a condividere con noi la tua grande sofferenza, che hai serbato nel tuo cuore per così tanti anni...." Con profonda stima, Pia.
E' Massimo Gramellini , a cui mi rivolgo, l'autore di questo bellissimo romanzo autobiografico, che è riuscito a scriverci "da amico".
La sua vita è trascorsa nell'infanzia serenamente fino a otto anni, quando gli muore la mamma.
Da quel momento inizia la sua disperata ricerca e vana di trovare una figura femminile che la sostituisca...
.L'unica ad avvicinarsi in qualche modo a lui è la sua maestra....
Ed io ho rivissuto la mia esperienza. Molti anni fa è morta la mamma di un mio alunno e ho cercato di trasmettergli tutto l'amore possibile. Il tutto è avvenuto per me nella continua inquietudine data dal mio continuo sforzo di mantenere quell' equilibrio, che poteva spezzarsi in ogni momento... con i miei figli...con gli altri alunni...credo d'esserci abbastanza riuscita e .... ci siamo rimasti entrambi nel cuore...; il papà dell'alunno in quell'occasione seppe sopperire egregiamente alla mancanza della madre...cosa che purtroppo non accade al povero Massimo.
S'introduce in lui una paura che lo tormenta come un brutto male e che nella fattispecie corrispondeva al fantasma Belfagor, e riaffiora in me il ricordo della paura che anche io provai per Belfagor...nella mia infanzia...che, sia pur sopita, vi assicuro...mai ho dimenticato.
Massimo cresce pertanto senza poter contare da parte di nessuno di quell'amore fatto di teneri abbracci...dolci parole...carezze inaspettate...complicità segrete...che la mamma sicuramente gli avrebbe garantito; fa tanta tenerezza e ti vien spesso voglia di abbracciarlo...
E lui che non riesce a perdonare la madre d'averlo lasciato , condurrà una parte di lunga vita con la continua smania di insoddisfazione, perchè è arrabbiato e in lui si evidenzia una personalità distonica.
" E' nulla morire. Spaventoso è il vivere"
Massimo avverte qualcosa di strano che non sa definire...e solo dopo quarant'anni scopre che la sua sensazione corrispondeva a realtà.
E' solo grazie a questa verità scoperta che il protagonista, ormai già uomo, riuscirà a liberare sua mamma...intrappolata in lui....per lasciarla volare verso la luce....e lui per ritornare a vivere....e da ora nella sua vita ritornerà lo slancio all'amore....
Questo passaggio di vita avviene solo perchè Massimo riesce a fare un gesto importante....diventa capace di perdonare e se lo fa è anche grazie ad una donna, la sua comagna Elisa....
E...si sa...molto spesso quando c'è un grande uomo...c' è sempre una gran donna che lo sostiene!
"Preferiamo ignorare la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Ma se la affrontiamo...Torniamo alla vita."
Al termine della lettura, ho rafforzato ancor più un'idea che è da anni che vado costruendo...:
Ci sono persone che hanno sofferto e rimangono per sempre arrabbiate con la vita e se le incontri...è sempre un'incognita...un rischio.
Ci sono persone che hanno sofferto nella vita e riescono a trovare la forza di ritornare all'amore per la vita...e quando le incontri è una gioia.
Massimo fa parte di quest'ultimi e per questo lo reputo una persona davvero speciale !!!
P.S. Questo libro è stato come un caro amico...cadenzato ad un ritmo sempre giusto per me...non ho mai avvertito il desiderio di correre, anticipare, terminare....No, ci siamo tenuti per mano e abbiamo camminato insieme....sono stata prprio bene con lui.
Cari amici, leggete questo libro. E' un dono !!!
Pia
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toccante...
Per quanto mi riguarda ha messo nero su bianco le emozioni,le paure, i dubbi che si hanno quando si cresce senza una figura importante come in questo caso, e il mio della madre.
ti tocca il cuore come pochi libri sanno fare con una semplicità nello scrivere e di raccontare cose che a volte non sono facile da dirsi neppure a se stessi.
ognuno di noi ci si può rispecchiare per tanti versi... non c'è solo il lato della disgrazia, della perdita ma si toccano temi come la paura di vivere di esporsi all'amore. lo consiglio davvero tanto perchè ogni pagina tira l'altra,:)
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Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 2013
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Tenerezza di bambino
Libro toccante ed emozionante. Racconta le paure, i pensieri, i dubbi, la vita di un bambino che perde la mamma e che solo dopo molti anni viene a conoscenza di cos'è davvero successo alla sua mamma. E' un romanzo intessuto di fatti realmente accaduti, che ci fa riflettere su quanto la morte precoce di un genitore sia per un bambino un'ingiustizia inconcepibile. Sono pagine piene di detriti di ricordi ed è meglio che non detriti di rimpianti. Quello che mi ha colpito è lo stile, fluido, scorrevole, sembra di ascoltare la voce di una persona che si confida. E ancora di più il contenuto, argomento delicatissimo, raccontato in prima persona, autobiografico e reale. Una storia umana, che mi fa guardare a questo autore che vedo spesso anche in televisione, con occhi diversi da prima. Ho provato tenerezza, ho provato voglia di abbracciare questo bambino. Ho capito la sua solitudine. Ho capito le sue paure. Ho capito che dentro di sè ha sempre saputo.
a cuore aperto
sono torinese e torinista come Gramellini e per una persona nata a Torino capisco che sia ancora piu' difficile aprirsi totalmente come ha fatto lui perche' la nostra citta' ci cresce in una coltre di riservatezza.
Complimenti a lui che ci ha fatto addentrare nel suo cuore e nella sua testa con emozioni della sua vita che pochi avrebbero scelto di rendere pubbliche.
Il racconto mi ha fatto vivere in lui per tutte le sue pagine, emozionandomi, facendomi riflettere, sorridere e commuovere.
Grazie
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UN LIBRO PIENO DI VERITA' ED EMOZIONE
E' un libro bellissimo, capace di catapultarti fuori di te e immedesimarti nel personaggio, di cui ne senti vivere il dolore e la sofferenza anche solo attraverso le parole; un dolore però consapevole della possibilità di uscirne più forti senza dimenticare ciò che è stato. Una storia unica, seppur siano tanti i casi in cui la propria mamma viene a mancare, e difficile, resa aspra e dolente dalla verità scoperta dopo quarant'anni che ha distrutto le certezze di un uomo in fondo rimasto un bambino solo e indifeso, un uomo che comunque ne uscirà, lasciandosi alle spalle un periodo della propria vita complicato e vuoto di affetto e sentimenti positivi. E' un libro coinvolgente e profondo, pieno di riflessioni e emozioni. Ve lo consiglio. L'ho trovato stupendo.
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Sopravvalutato
Fai bei sogni mi ha incuriosito dopo aver ascoltato un'intervista dello scrittore Massimo Gramellini, dove anticipava appunto la trama, ovvero la sua storia.
Devo dire che ho letto questo libro con una grande aspettativa, forse proprio a causa di questa intervista, ma mi ha lasciato una sorta di insoddisfazione.
Il personaggio attraversa un tragedia familiare che lo porta per gran parte della sua vita alla ricerca di una figura materna e di conseguaneza alla ricerca di un affetto mai avuto. Leggevo il libro in attesa di qualcosa che è arrivato solo al termine del libro, una rivelazione importante della sua vita, alla quale ha dedicato solo le ultime pagine del romanzo e che io egoisticamente avrei voluto fosse approfondita.
Il libro è ben scritto e la lettura è piacevole, soprattutto negli aneddoti di gioventù riguardanti la passione per il "Torino", ma per quanto mi riguarda diciamo che non ha soddisfatto le mie aspettative.
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Prendere un momento per pensare...
Ho comprato questo libro principalmente per la copertina che mi ha conquistata.
Poi quando ho cominciato a leggerlo sono rimasta piacevolmente impressionata. Questo libro ti aiuta a riflettere..sull'amore, sul dolore, sulla perdita e in generale sulla vita. Pur non avendo (fortunatamente) avuto perdite così forti Gramellini è riuscito a catapultarmi nel suo dolore con una leggerezza e chiarezza incredibili.
Da leggere assolutamente!
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Tante lacrime
Ho deciso di acquistare e leggere questo libro perché mi rispecchio molto nel protagonista, avendo anch'io purtroppo subito la stessa perdita: quella della mamma. E credo che solo chi ha subito la stessa perdita possa apprezzare e capire fino in fondo ciò che si racconta in questo libro. Intimo, profondo, piacevole, riflessivo, introspettivo. Perfetto. Io l'ho letto in un mare di lacrime.
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C'è un Belfagor in agguato dentro ognuno di noi..
"La missione di ogni uomo consiste nell'essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l'universo non si dedica a renderlo felice". George Bernard Shaw
Quando la morte e il dolore irrompono prepotentemente nella vita di un bambino, spezzando l'incanto e la favola, lasciano una traccia difficile da cancellare anche da adulti.. se poi è la figura materna a venire a mancare in così tenera età, la ferita può essere ancora più profonda. Quante vite segnate da lutti e da sofferenze difficili da digerire, da accettare. Eppure con la sinteticità e lo stile diretto che rispecchiano la sua professione di giornalista, Massimo Gramellini racconta ai suoi lettori una storia preziosa perchè sua, regala una parte di se. Tuttavia alla semplicità dello stile aggiunge la dolcezza e il dolore del bimbo e dell'adulto alle prese con una "mamma ingombrante", anche se di lei è rimasto solo un ricordo sfocato. Ho trovato eccezionale la capacità dell'autore di riuscire, anche con pochissime parole, a descrivere la complessità dell'animo umano e dei sentimenti. Un racconto toccante perchè vero e profondo pur nella sua semplicità. Non è necessario usare una prosa ridondante o astrusi giri di parole, non in questo caso.. Fai bei sogni è un regalo prezioso da parte dell'autore che ha deciso di mettere a nudo una parte della sua vita (e non è certo facile) e insieme un incoraggiamento: qualsiasi sofferenza, problema ognuno di noi stia vivendo e per quanto sia difficile farlo, solo l'accettazione del dolore può renderci liberi e permetterci di superarlo.
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Controcorrente
Proprio non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto lo stile in cui è scritto, l'ho trovato sfilacciato, a tratti contorto nella costruzione della frasi, a tratti arrampicato sugli specchi.
Il tema già di per sè non è originale, quindi andava ben svolto. Invece mi è arrivato un insieme di pensieri sparsi, senza capo nè coda, poco profondi, a dire il vero. L'argomento è trattato con una certa superficialità e a me non ha suscitato simpatia o empatia per l'autore, tuttaltro. Talvolta non si coglie nemmeno la correlazione tra la vita dell'autore adulto e la morte precoce della madre.
Non so. L'ho finito a fatica, proprio per avere la visione d'insieme, sperando sempre in un colpo di coda, che non è arrivato.
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Che bel libro!
Libro scritto bene, chiaro, sintetico e coinvolgente.
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Straordinarie emozioni
Ho scoperto per caso questo libro, che on realtà e ormai ai vertici delle classifiche da qualche mese, e che dire il libro e straordinario
Lo si legge in 3 ore volendo , il finale e sconvolgente e commovente, tutti i sentimenti che avevi provato fino a quando anche il lettore non scopre la verità, vengono ribaltati e nuove emozioni prendono spazio.
Consiglio la lettura, non conoscevo questa storia, che come ha più volte detto gramellini nelle sue interviste, da voce a milioni di storie analoghe che hanno avuto il coraggio di " parlare " proprio grazie a questo libro.
Coraggioso e audace l autore a rendere pubblica una parte dolorosa di vita, che credo pero non solo essere utile ad altri, ma in fondo essere utile anche a lui stesso in quanto forse era l ultimo anello che lo teneva ancora li legato ai risentimenti del passato.
Forse ora anche lui e liberato dentro dalla sofferenza di un infanzia difficile
Leggete questo libro e capirete!
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Tenero e commovente
Molto commovente. Ho pianto un bel po'. Ma è obbligatorio visto che il libro parla di una mamma morta. O meglio, parla di un figlio arrabbiato, deluso e molto spaventato che non si da' pace. L'autoironia e la capacità di sdrammatizzare dell'autore rendono il libro piacevole malgrado lo sfondo di dolore.
Sono d'accordo con chi afferma che è un libro molto molto intimo, nel senso che l'autore si mette a nudo e non siamo molto abituati a parlare dei nostri veri sentimenti e paure e a confrontarci su questi.
E' talmente personale questo scritto che sarebbe stato più idoneo come pubblicazione postuma.* Invece lo ha pubblicato di sua volontà facendo a chi lo legge dono di se stesso.
Forse dobbiamo imparare ad accettare e ad accogliere i doni se vogliamo convivere coi nostri limiti.(invece di rinnegarli)
*grattatina scaramantica.
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Mi è piaciuto molto.
Un libro garbato, scritto con una vena di sottile ironia che si legge molto velocemente e piacevolmente e che conduce in fondo ad un percorso di vita interessante, non banale e raccontato con delicatezza. Il dolore e la sua mancata accettazione descritti in modo impeccabile. Assolutamente non delude.
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Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 2012
FAI BEI SOGNI
fai bei sogni è l'autobiografia di un autore che si svela ai lettori a trecentosessanta gradi. è un'opera che segna l'approdo alla maturità non solo stilistica ma anche personale di un autore che abbiamo amato tutti con l'ultima riga delle favole, libro enigmatico, passionale e coinvolgente.
fai bei sogni è il sussurro di un'anima affranta che da poco ha trovato la pace, è il coraggio di gridare al mondo il proprio dolore, è un libro su cui chi si trova nella sua stessa situazione può piangere, è un libro che riesce a toccare l'essenza della vita interiore di un bambino problematico senza troppi ornamenti nè inutili parole. è la condensazione di una vita travagliata in poche pagine.
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fai bei sogni
Libro scritto molto bene, parole azzeccate e di grande effetto ma troppo pieno di luoghi comuni, di frasi poste per colpire chiunque abbia dei problemi. Nel complesso non posso dire che mi sia piaciuto molto
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Catarsi
Libro che sicuramente fa più bene a chi lo ha scritto che a chi lo legge; il fatto che la scrittura sia catartica, in questo caso, è evidente, ma, nonostante il libro sia scorrevole e gradevole, a mio parere in questi casi i primi posti in classifica e le lodi sono dettate più dalla stima per l'autore e da una volontá di incoraggiarlo nel percorso di vita che da una effettiva validità letteraria del libro in sè.
In tal senso, onestamente non mi sento di dare un voto alto, ma solo di apprezzare il coraggio di esporsi intimamente in un ambiente che non premia l'interiorità. Sono anche un po' perplessa dalla commercializzazione di tanto di personale, ma questo è forse parte del gioco.
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Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2012
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Una delicata carezza
Romanzo autobiografico di Massimo Gramellini che racconta la triste storia della perdita della mamma a otto anni e soprattutto del difficile e lungo percorso interiore per accettare la tragedia alla ricerca della verità.Periodo lungo che lo segnerà, influenzando la sua vita non di poco.Una vita condotta con il pensiero, il peso di essere orfano, il non riuscire ad accettare la prematura scomparsa.
Il libro è abbastanza corto, a volte un pò noioso soprattutto nella fase centrale ma intenso.Il tema trattato molto coinvolgente.
Sicuramente mi ha dato tante emozioni, il cuore si fa pesante, imbevuto, densissimo.Alla vista della foto della mamma il cuore si è stretto fino quasi a piangere.
Un romanzo corto e semplice se letto con la mente ma difficile se letto con il cuore.
Quando ho chiuso il libro ho provato tanto dispiacere e tanta voglia di abbrecciare il mio bambino e la mia mamma.
Toccante.
Fa riflettere
Questo libro fa riflettere sui valori della vita e sull'importanza degli affetti, ma non lo consiglio perchè: primo è un pugno nello stomaco, secondo non è così profondo come può sembrare.
E' la storia di Massimo (l'autore-giornalista stesso) che perde la madre, ma nessuno gli spiega nè come nè perchè. Lo scoprirà molto tardi, a 43 anni, dopo aver passato una vita struggente e intrisa di sconfitte. Troppe. E' sempre alla ricerca della verità, di una madre, di un affetto che non trova....e alla fine, quando scopre come realmente è morta la madre, se ne fa subito una ragione. Un cambiamento troppo repentino a mio avviso. Speravo qualcosa di più da questo libro sinceramente.
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Fai bei sogni di Massimo Gramellini
Massimo Gramellini
Fai bei sogni
Longanesi 2012
Un giornalista può essere anche uno scrittore, come lo è Gramellini o come lo dimostra in questo romanzo Fai bei sogni. Nelle intenzioni dell’autore avrebbe dovuto scrivere un saggio su come uscire dall’abulia e dalla rassegnazione con cui le persone sembrano affrontare questo momento storico e per corroborare la tesi aveva pensato di far precedere il saggio da una pagina autobiografica in cui avrebbe raccontato la rimozione della morte della madre (morta quando lui aveva 9 anni). Ma la pagina prende la forma di una narrazione vera e propria intessuta di fatti realmente accaduti. Dopo la presentazione di questo libro da parte di Gramellini nella trasmissione di Fabio Fazio, come una grancassa di risonanza le vendite sono salite vertiginosamente, decretando un successo clamoroso.
Fuori da ogni schema retorico, perché il dolore espresso è autentico, la storia rapisce dall’inizio e non abbandona il lettore fino all’ultima pagina, la commozione non la si può trattenere e inumidisce gli occhi, nonostante. La madre, evocata, ricordata e mai dimenticata, perché morta, è una presenza costante nella vita di Gramellini bambino e poi adulto, la verità sulla sua morte è misconosciuta, ma come sottesa nel suo cuore. Con parole pacate colme di profonda sofferenza la madre Giuseppina, rivive nella mente, nell’animo di Massimo, durante il suo percorso esistenziale, privato di lei e della vita stessa. Straziante la sua preghiera imperativa rivolta al Signore di rimandargli giù la madre e subito o far venire su lui, quando apprende che la madre non è uscita a fare le commissioni, come gli dicevano, ma era volata in cielo per proteggerlo meglio. Nella sua mente di bimbo vive la perdita come una forma di disamore della madre nei suoi confronti, per il fatto che non tornasse e l’avesse abbandonato solo alla deriva trascinando detriti di ricordi come il suo abbraccio o l’ultima volta ch’erano stati insieme…o quando gli augurava la buona notte : Fai bei sogni. Tutto il libro è una dolente poesia verso la madre e per la madre, ora in un crescendo di sentimenti tra i più devastanti ora tra i più contraddittori. Se la mamma non fosse morta, oggi l’amerebbe sì, la rispetterebbe, ma la sua presenza sarebbe come un dato acquisito senza la meraviglia o la suprema dolcezza di avere una madre vicino, è la perdita che suscita rimpianti per quello che non si è fatto e si poteva e doveva fare. Per Gramellini il dramma assume sfaccettature più complesse perché non sa o non vuol sapere la realtà che si cela dietro quella morte, come poi saprà: un complotto compatto di parenti e conoscenti gli aveva costruito un muro di silenzi e di menzogne su quell’evento. Solo dopo quarant’anni conoscerà la verità: sconcertante, ma nello stesso tempo sapeva da sempre com’era morta, ma aveva deciso da subito di non volerlo sapere. L’intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.
Il libro colpisce al cuore del lettore perché non ci sono fingimenti letterari né arguzie stilistiche pretestuose, è l’animo del protagonista che irrompe nelle pagine e si apre con candore come se tornasse bambino e rivivesse con la stessa forza originaria sentimenti mai sopiti.
È raro di questi tempi, O tempora O mores, mostrare emozioni vere senza l’inibizione di essere se stessi: ecco l’essere, senza armature di difesa, e non la rappresentazione di sé come vediamo in ogni ambito della vita odierna.
Autore. Massimo Gramellini nasce a Torino nel 1960, è giornalista e scrittore. Scrive sul quotidiano La Stampa di cui è uno dei vicedirettori. È ospite fisso della trasmissione di Raitre Che tempo fa. Con Longanesi ha pubblicato i saggi Ci salveranno gli ingenui ( 2007), Cuori allo specchio ( 2008) e il romanzo L’ultima righe delle favole ( 2010).
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 08 Aprile, 2012
Cos'è la felicità?
La perdita di una madre è stata per il piccolo Massimo la perdita di una parte della sua infanzia. Le figure femminili che hanno provato a sostituire la figura della madre non sono state all'altezza... per trovare conforto non sono bastate nè le divinità (Dio, Buddha...) né i distaccamenti dalla realtà (Camel Light, gli studi...). Solo a 43 anni scoprirà come sua madre è morta veramente... bel libro, che fa riflettere.









