La ciociara
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 5
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2013
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Il dramma della guerra...
Un libro indimenticabile, di forte stampo verista...che ha ispirato anche l'omonimo film con Sofia Loren..
Una storia inserita nel periodo dell'ultima guerra, con una vicenda che può essere letta nell'ottica della violenza e del sopruso negli anni in cui gli individui, travolti da drammatiche circostanze, anche se sopravvivevano si portavano nell'anima e nel corpo..innumerevoli ferite, morali, fisiche spirituali..
Molti erano falciati e morivano...altri....non morivano ma ne erano comunque segnati a vita..
In questo clima si introduce la storia proposta da questo autore..
Cesira, una contadina proveniente dalla ciociaria...si trasferisce a Roma con la figlia Rosetta, durante la fuga.verso la Ciociaria..lei e la figlia vengono a contatto con la dura realtà della guerra...
La ragazzina verrà violata da un gruppo di marocchini feroci che scorrazzano in quelle zone.
Rosetta ne uscirà scioccata e sconvolta...mentre la madre, tenterà a lungo e invano di riportarla alla ragione.
La guerra....con le sue vittime, un tragico evento che ha sconvolto la vita di tante famiglie, portando lutti, distruzioni...e donne sacrificate alla violenta voluttà maschile..
Le "vittime bianche" le chiamo io...e adesso che la guerra è finita, qual'è il pretesto per il continuo femminicidio che incombe sinistro in Italia, anche oggi?
Qual'è la ragione di tanta tracotanza, in molti uomini della nostra nazione?
Come si vede questo libro è attuale, perchè parla di violenza, la violenza su due donne...
A quell'epoca c'era la guerra, un conflitto aperto, feroce, spietato...
Adesso...non c'è neanche quella scusante...lì...
Però le donne continuano a subire violenze e spesso anche a morire...
Ed io mi chiedo: Perchè?
Consigliato. Da leggere o da rileggere se qualcuno l'avesse già visionato.
Saluti.
Ginseng666
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Testimonianza di Gianna Cimino, nipote dello scrit
Su “La ciociara” Angelo Favaro mi ha fornito in esclusiva una splendida testimonianza proveniente dalla nipote di Alberto Moravia e riferita a “La ciociara a Fondi”, il convegno in programma il 10 maggio. Qui ripropongo la dichiarazione di Gianna Cimino sul rapporto tra romanzo e film che ne fu tratto:
“Sono felice che a Fondi, ormai per la terza volta, si possa tornare a parlare di questo romanzo che dovrebbe diventare un classico da leggere e studiare in tutte le scuole superiori italiane.
Del film di De Sica e Zavattini (ndr: lo zio) non ne parlava mai, non ne aveva mai nemmeno scritto nulla. Che dire? Forse non gli era piaciuto, forse gli era piaciuto soltanto in parte. Di ciò che non gli piaceva e non gli interessava non scriveva, non amava dire male di qualcosa o di qualcuno. Faceva soltanto critiche che fossero costruttive, ma dal momento che un film una volta che è stato girato è stato girato, e non si torna indietro, è inutile farne critiche negative o distruttive. Invece si era molto divertito sul set, e soprattutto nelle conversazioni con il cast e con la Loren in particolare. Aveva trovato quella donna affascinante e bellissima fisicamente. L'aveva anche intervistata.
Ecco, se mio zio fosse qui, vorrei proprio chiedergli, oggi, dal momento che non aveva detto mai né scritto nulla, cosa pensa del film La ciociara. Credo che mi risponderebbe che il regista e lo sceneggiatore non hanno osato abbastanza, cioè sono stati troppo fedeli al romanzo, invece secondo zio Alberto un film è un’opera d’arte con la stessa dignità e libertà di un’opera narrativa. Infatti, amava molto Le mépris di Godard tratto dal suo romanzo Il disprezzo proprio perché infedele e originale rispetto al romanzo stesso.”
Una posizione originale quella dello scrittore, per nulla egocentrica: se consideriamo che spesso i romanzieri rinnegano le trasposizioni cinematografiche in quanto troppo libere e infedeli…
Bruno Elpis
Nel mio sito www.brunoelpis.it la testimonianza di Gianna Cimino è riportata in versione integrale
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Riscopriamo Moravia
Finora il libro più bello che abbia letto di questo autore!!E dire che gli altri mi erano piaciuti da morire!Non c'è una parola, un concetto, una descrizione che siano come meglio avrebbero potuto essere.E' un libro perfetto,meraviglioso fatto di gente vera, di luoghi veri e di situazioni vere.Amo la letteratura italiana che ci descrive ,descrive il nostro mondo e nella quale rivive la nostra storia e il nostro modo di essere.Grande Moravia,sarebbe bello ci fossero i suoi libri sul comodino di tutti coloro che amano leggere.
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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La Storia
Grande testimonianza storica leggermente autobiografica (durante la guerra Moravia si rifugiò a Fondi con E. Morante per qualche mese). L'onnipresente narratore femminile dell'opera di Moravia è, questa volta, Cesira, una donna ciociara, integerrima macchietta contadina di fine saggezza popolare, a cui l'autore affida il gravoso compito di narrara il dramma della guerra. Non posso poi che rimandare alla meravigliosa trasposizione di De Sica, con una perfetta Loren e un fine Belmondo. I personaggi: Cesira appartiene al filone di Adriana (La Romana): come lei è una donna semplice, bella, forte e integra. Michele è come Mino (sempre La Romana): eroe idealista e un po' fesso, disposto a sacrificarsi, ingenuamente, per le proprie idee. Rosetta è il dramma e l'orfana, che la guerra cambierà per sempre.
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La ciociara
Premetto che mi sono avvicinata a questa lettura non avendo mai visto il film che ne fu tratto ed è stata una scoperta veramente sorprendente.
Come la maggior parte saprà, le vicende narrate sono ambientate durante la seconda guerra mondiale, allorchè una madre e la di lei figlia, fuggono da Roma per nascondersi sulle montagne della Ciociaria, con la speranza di essere risparmiate dalle violenze del conflitto, in attesa della liberazione.
Il racconto è struggente e realmente drammatico; vengono scandagliati alla perfezione i sentimenti delle protagoniste, due donne sole in balia delle atrocità della guerra, ma con tanta forza d'animo.
Sicuramente lo colloco tra i migliori libri di Moravia, per contenuto e stile di scrittura.
E' un libro forte, pieno di umanità e denso di pathos.
Da leggere.









