Seta
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 20
Persa tra inchiostro e parole
Ecco, ci siamo. Finalmente ci siamo.
Sapete quando un libro vi fa rabbrividire? Avete provato anche voi una sensazione del genere, immagino: rabbrividire di piacere.
Ebbene: Baricco mi ha fatta rabbrividire.
Lo ha fatto con il suo stile, con il suo linguaggio, con i suoi personaggi che sembrano dipinti da Caspar David Friedrich, in un posto che è “alla fine del mondo”.
Alla fine del mondo, come il Giappone, per il trentenne Hervé che vende bachi da seta, e deve andare in questa terra lontana per prenderne le uova, perché solo in Giappone queste ultime non sono state infettate da una malattia. E in Giappone egli scopre un mondo diverso, si scopre un uomo diverso.
Le parole scivolano via come neve, e scorrono sulla pelle come l’acqua quando si è sotto la doccia. Dalla prima all’ultima pagina ho amato questo capolavoro; le pagine mi hanno risucchiata e rinchiusa tra il loro inchiostro facendomi sognare, immaginare e sperare per qualche tempo (troppo breve) di essere in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra vita.
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Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2012
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Vale la pena conoscere il suo stile di scrittura
Baricco ha uno stile inconfondibile dettato dalla sua rigida lucidità.
Non è uno di quegli autori la cui scrittura rimane impressa, come marchiata a fuoco
nell'animo. Piuttosto, il suo stile è quasi freddo e impenetrabile, ma non per questo superficiale.
Ogni volta che leggo qualcosa di suo, mi viene da pensare ad una voce fuoricampo
che pronuncia con interesse spassionato le parole di un racconto.
I suoi romanzi, Seta in primis, sono compatti. Una matrioska fatta di contenuti ciascuno
con la sua diversa misura e la chiave di lettura ha uno stile riconoscibile, ma quasi mai prevedibile.
Non sono affezionata a Baricco, eppure dentro di me, dopo ogni sua lettura, resta
qualcosa di molto scandito e mentale che mi porta a riflettere.
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Ultimo aggiornamento: 12 Marzo, 2012
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Un filo di pura seta.
Posso scrivere meraviglioso e concludere qui la recensione ?
Meraviglioso, poi il silenzio di una pagina bianca.
Non posso ?
Peccato, sarebbe stato perfetto. Perfetto, come un foglio di seta leggera , quasi trasparente.
Baricco artista. Scrittore io trovo sia riduttivo.
Sono al suo terzo romanzo e credo di poter asserire che non e' solo scrittura.
E' un dipinto, e' musica, e' il canto degli uccelli.
E' come un dono.
La storia di un uomo, tra Francia e Oriente.
I bachi da seta e la preziosa stoffa .
Paesaggi accennati in cui ti sembra di affondare, uccelli dalle ali azzurre che cinguettano il canto di un messaggio d'amore.
Il viaggio, i sentimenti, la vita.
Un uomo attraversa il mondo, camminiamo in punta di piedi scalzi sulla sua vita, scivola sulla pelle il vento dei capelli di una donna .
Ci bagnano le lacrime dell'amore.
Aspettiamo che in penombra ci leggano una pergamena giapponese, il cui significato ci e' sconosciuto.
Giungiamo sulla riva di un lago.
E fra le piccole onde soffiate dal vento, sorridiamo alla vita lieve di Hèrve Jancour.
E' un'esperienza, troppo poco dire una lettura.
E ora torno a tacere, vi lascio Seta.
Buona lettura.
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Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 2011
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nostalgia d'amore
" Non ho mai sentito nemmeno la sua voce"
I sentimenti non hanno mai avuto una razionalità e non hanno mai avuto bisogno per forza di un motivo per nascere, sono già lì, aspettano solo la persona giusta.
Questo testo, una piccola storia di Baricco è ricca d'avventura, di sentimenti passionali e struggenti, struggenti come il risvegliarsi e comprendere che le persone che amavi non ci sono più ed è troppo tardi per rimediare ai propri errori. Mentre lo leggi hai un po' l'impressione di vedere una variante del film su Amelie Poulain (il meraviglioso mondo di Amelie), dove c'è questa voce che racconta la storia, il mondo e questa musica di Yann Tiersen di sottofondo che modula armonicamente sui suoni tipici orientali. La citazione che ho riportato è una frase significativa di ciò che ho scritto all'inizio e suona quasi come incompleta, penso volesse specificare anche un "non ho mai avuto bisogno di sentire la sua voce per amarla". Questa piccola-grande storia ha dei colpi di scena di cui molti vanno dritti al cuore e di fondo, sono degli insegnamenti da portare sempre con sè, come un piccolo tesoro. Diceva l'attore nel film Novecento su testo di Baricco: " non sei mai fregato veramente se hai una bella storia da parte e qualcuno a cui raccontarla" e penso che questa sia una di quelle.
Buona lettura!
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Seta
Una meravigliosa lettura in cui il passo felpato e lento con cui gli eventi si districano ingloba il lettore in un universo in cui il silenzio è piacevole e in cui è facile vedere attraverso le parole, che risultano vicine ma leggere e quasi impalpabili.
Un racconto in cui la frenesia è annullata e persino l'amore non è rappresentato da una forte carica esplosiva ed emotiva: si compone di sguardi e in un certo qual modo, di rassegnazione.
"Seta" è stato il primo libro che mi ha avvicinato al mondo letterario di Baricco e non ho ancora intenzione di abbandonarlo.
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Poesia!
"Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta". Era il 1861, in una qualche regione della Francia meridionale, in un paese dal nome Lavilledieu, Hervé, un giovane di trentadue anni, comprava e vendeva bachi da seta "quando il loro essere bachi consisteva nell'essere minuscole uova". A causa delle epidemie che spesso colpivano gli allevamenti europei, Hervé comprava le uova in Siria o in Egitto. I suoi viaggi avventurosi duravano dagli inizi di gennaio fino alla prima domenica di aprile, quando, carico di uova color giallo o grigio, tornava a Lavilledieu dalla moglie Hélène in tempo per la messa.
Quando qualcuno gli chiedeva com'era l'Africa, lui rispondeva: "Stanca". E quel continente stanco si rivelò, qualche anno dopo, la causa di un cambiamento che avrebbe sconvolto la sua vita. L'epidamia raggiunse l'Africa e persino l'India. L'ultimo viaggio di Hervé fu fatale: le uova, al suo ritorno, erano completamente infette. Questo significò un arresto del sistema economico di quella piccola cittadina del sud della Francia che si reggeva, quasi interamente, sulla lavorazione di bachi da seta.
In seguito ad una riunione con Baldabiou, alcuni commercianti ed operai di Lavilledieu, Hervé decise di partire per il Giappone. Baldabiou, un uomo che aveva investito, vent'anni prima, nella costruzione di sette filande, in una notte d'agosto spiegò a Hervé dove si trovava il Giappone: "Sempre dritto di là" e alzò il bastone indicando i tetti di Saint-August.
Iniziarono in questo modo i viaggi in Giappone di Hervé Joncour, il trentaduenne che non si fermava di fronte a niente e a nessuno. Deciso a salvare il destino del suo paese e forse anche il suo, Hervé attraversò posti che non aveva mai visto e andò sempre dritto, proprio come gli aveva insegnato Baldabiou. Arrivò in Giappone, venne ricevuto alla corte di Hara Kei, un uomo potente e venerato da tutti che conservava le uova più pregiate del mondo. Hervé, nel corso degli anni, imparò a frugare negli occhi di quel potente signore, silenzioso e schivo, accompagnato da una ragazzina il cui volto era coperto da un velo, solo gli occhi erano visibili ed erano occhi occidentali, che sembrava volessero parlargli.
Un gioco di sguardi seducenti, una ricerca, una scoperta. Quella di Hervé divenne una voglia quasi ossessiva di tornare in Giappone, ancora una volta, un'ultima volta, per rivedere quegli occhi, lo sguardo di quella bambina. Mai una parola tra Hervé e la bambina, solo sguardi fugaci, rubati all'austerità della corte di Hara Kei, alle regole di una cultura fondata sull'onore e il rispetto, alla mancanza di coraggio che entrambi preservarono. Queste emozioni paralizzarono la vita di Hervé, il quale aspettava con ansia i viaggi futuri, fino a quando una guerra dolorosa spezzò l'incanto di quella magia.
Seta è un romanzo breve, dove la prosa diventa, come solitamente accade nei libri di Baricco, poesia, naturale immaginazione di un mondo altro, un mondo non accessibile a tutti. La prosa come un tempio dove la voce si trasforma in melodia e la percezione di se stessi è eterea e impalpabile. Un libro magnifico che racchiude in sé anni di letteratura. Un romanzo senza precedenti pubblicato per la prima volta nel 1996 da Rizzoli, successivamente ripubblicato da Feltrinelli e da cui è stato tratto l'omonimo film nel 2007 per la regia di Francois Girard.
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Oleografico
"Seta" è la prima opera che ho letto di Baricco.
Non sono d'accordo con chi ha definito questa storia "patetica".
L'aggettivo "patetico" implica un eccessivo indugiare sui sentimenti umani tale da renderli ridicoli.
Invece "Seta" è una storia narrata con stile limpido, scarno, e ciononostante elegante.
Non c'è affatto un soffermarsi dello scrittore su sentimenti quali la tristezza, la nostalgia, l'amore.
Quando questi vengono evocati, in qualche modo, è proprio con la stessa leggerezza di una sciarpa di seta che ti sfiora la guancia.
E' chiaro che Baricco sappia scrivere e che sia molto furbo.
Quando lessi la prima volta "Seta" rimasi affascinata dall'essenzialità dello stile, dall'ambientazione tra Europa e Asia, nella fattispecie Francia e Giappone, in un passato lontano ma non troppo, misterioso, ma solo quel tanto che basta.
Tuttavia, alla fine del libro, non c'era modo di esprimere quello che mi aveva lasciato.
La ricerca affannosa, da parte dell'uomo, di amori irraggiungibili?...Non solo.
La solitudine di un uomo che fino a poco tempo prima aveva tutto ciò che si possa desiderare per una vita felice?
Forse.
Ma Baricco si limita a raccontare,o, sarebbe meglio dire, dipingere con perizia le sue situazioni, i suoi personaggi.
La stessa perizia di un giapponese quando deve dipingere un ideogramma.
Non sono particolarmente importanti le speculazioni interiori, o comunque, quando uno spunto di riflessione viene suggerito, è sempre espresso con una neutralità che sconfina nell'esercizio di stile.
Che dire...lo definirei ineccepibile stilisticamente ma lezioso.
Patinato senza scadere nel barocco.
Da leggere per desiderio di conoscenza e per capire l'astuzia di questo scrittore. A livello esistenziale non ti cambia certo la vita.
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- sì
- no
no
Non mi è piaciuto, una delusione insomma. Patetico e non arriva al lettore,lascia un pò indifferenti. E' un mio parere ma non è il meglio che ho letto di Baricco.
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SETA di A.Baricco
una storia appassionante... coinvolgente.... che dimostra come a volte si cerchi qualcosa lontana da noi.... e non ci si accorga che è proprio vicina a noi... già nostra.... basta allungare una mano... e alla fine la si perde per sempre....
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L'uomo si nutre di illusioni
Un racconto meraviglioso, che si legge tutto d'un fiato, ricco di descrizioni, colori, immagini e con un epilogo inaspettato che rappresenta una bellissima dichiarazione d'amore.
Scritto in maniera splendida.
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dieci e lode
A me questo libro è piaciuto tantissimo, talmente tanto, che sono andata a vedere la trasposizione cinematrografica e avrei preso a mazzate serie il regista, che ha rovinato la poesia di seta.
Libro affascinante, Baricco in questo libro non è fantasista come lo è stato in oceano mare, ma si immedesima in questo personaggio che vive di illusioni, e per tale illusione non si gode il suo amore, e la sua donna ama per entrambi, ama talmente tanto da incorporare l'amore di tre persone in uno. Poesia nella nebbia. Bellissimo
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Voto 9!
Poesia in forma di prosa. Immaginifico.
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leggero
Racconto breve e lieve. Passa come una ventata, come una brezza estiva. Il suo obiettivo non è sviscerare i personaggi le loro caratteristiche psicologiche il perchè delle loro scelte; l'obiettivo è raccontare una storia come se stessi ascoltando un anziano che ti tramanda una sorto di leggende. Baricco ci riesce benissimo.
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ma...
A me sembra patetico, nostalgico, perfino banale ... I personaggi non sono costruiti integralmente: a volte il "non dire" più che incuriosire, stanca. Lo stile non convenzionale lascia indifferenti.
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Seta
Sicuramente ben scritto ma un pò vuoto nei contenuti.
In alcuni tratti sembra più un poesia che un libro perchè più che raccontare evoca emozioni.
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Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 2009
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Seta
Una storia d'amore che ti prende dall'inizio alla fine, poi lui scrive in maniera fantastica, un vortice di emozioni dovute a sentimenti contrastanti che si intersecano per la vita del personaggio principale.
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Seta, il romanzo della vita
“Seta “ di Alessandro Baricco
La seta, quella stoffa delicata e tanto pregiata in ogni angolo della terra, dai colori sgargianti o tenui, al tatto morbida ed ineguagliabile era la sintesi del mondo di Hervè Joncour, protagonista del romanzo. Comprava e vendeva bachi da seta e con loro viaggiava almeno una volta l’anno da Parigi fino alla “fine del mondo”, come veniva denominato il Giappone. Tutte le volte Hervè tornava nella sua adorata cittadina Lavilledieu, per assistere di nuovo alla consuetudine della sua esistenza parigina ed alla magia della schiusa dei bachi Giapponesi.”Seta” non è il romanzo di Hervè Joncour, ma del silenzio della vita, del mistero del nostro avanzare nel perpetuo scorrere del tempo, di nascosto al mondo. Come Hervè, ci barcameniamo tra le dinamiche psicologiche delle persone che ci circondano e rimaniamo estasiati dai tanti uomini che, come Berbek ,altro personaggio del romanzo, illuminano il nostro pensiero. Infatti Jean Berbek, concittadino di Hervè, ad un certo punto della sua vita decise che non avrebbe parlato mai più, probabilmente perché ogni sua parola, o quella pronunciata da qualsiasi individuo, qualsiasi tentativo di sconvolgere l’equilibrio delle emozioni e delle azioni, avrebbe danneggiato la serenità e l’essenzialità dei suoi giorni. Da quel fatidico momento in poi Berbek capì che poteva vivere a pieno il suo tempo, in silenzio, non avendo più nulla da dire al destino, meravigliato dal solo correre delle sue giornate. Anche Hervè contemplava la sua vita, nello stesso modo in cui si osserva una giornata di pioggia, lasciando che il “fato” scrivesse il suo futuro. Non ferveva in Hervè alcun desiderio di vivere la sua esistenza, ma essa sarà la stessa che lo porterà a conoscere la riflessione, la passione e l’amore secolare . E' la vita stessa con la sua unicità e grandiosità che induce Hervè a viverla pienamente abbandonandosi, inevitabilmente all’ emozione che essa provoca. E’ questa l’eroicità che l’autore celebra nel romanzo: assistere alle vicende della propria vita con tanta dedizione da lasciarsi silenziosamente trasportare credendo, seppur inconsciamente, nel suo grande valore. A. Baricco, inoltre ,servendosi di uno geniale stratagemma letterario, rende contemporanea ed identica quella di Hervè all’eroicità di Salammbo descritto da Flaubert e a quella di Abraham Lincoln nel “combattere una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine”. Essere immobili davanti alla vita, in qualche modo concentrati sulla sua rappresentazione, come spettatori, induce a ridimensionare i sentimenti più deboli e le emozioni più forti in un intimità condivisa con l’amore ed introspettiva allo stesso tempo. Hervè amava Helène, sua moglie, e di nascosto al mondo, il loro amore cresceva in una consuetudine quasi sacra come la “Messa Grande”, celebrata nel periodo di Pasqua a Lavilledieu. Il mercante di bachi da seta Hervè tornava, infatti, dal Giappone per regalare di nuovo a sua moglie il calore di un abbraccio e per partecipare quindi, ai prudenti riti spirituali della sua esistenza. Dall’altra parte del mondo, invece, una passione misteriosa, senza voce, e vestita di seta sgargiante rendeva affascinanti i viaggi di Hervè verso un angolo del Giappone immerso in una quiete assoluta,. che aveva il potere di far dimenticare tutto ciò che fosse stato al di fuori delle sue ombre. Nessun rumore turbava la serenità del villaggio di Hara Kei, in cui si agitava una solitudine felice e condivisa nell’ equilibrio infinitamente preciso e fiabesco di una sorta di esistenza reinventata e posta su un bel palcoscenico affascinante. Con la mente smarrita, vincolata solamente dai ritmi vitali dei bachi da seta, che sempre lo riconducevano in Francia, Hervè godeva della sua passione. Così ogni animo umano impara ad ascoltare il fruscio nascosto della passione, che aleggia inquieto sul silenzio bianco e apparentemente troppo adamantino della consuetudine. Nel momento in cui la nostra passione d’amore o di qualsiasi altro tipo, quella più evidente e travolgente perché fuggevole, viene a mancare, si scopre l’irripetibilità dei momenti trascorsi sostenuti da essa.. Il bambino giapponese che spunta tra le rovine del villaggio è la metafora dell’istintivo desiderio di continuare ad amare, pur essendo confinati nelle rovine della passione.E’ con l’ingenuità e lo sguardo di un bambino, infatti, che riusciamo ad andare oltre “la fine” con un approccio essenziale, curioso e comunque disinteressato verso il mondo. D’altra parte questo sguardo da spettatore verso l’avanzare del proprio tempo era quello iniziale. Se ci si sottrae alla vita dimenticando le sue meraviglie, per concedersi follemente alla passione momentanea, l’esistenza malinconicamente ci uccide, anche se per poco, il tempo di un istante appassionato, e poi ci fa rivivere in essa, ogni volta più grandi, tanto attesi come amori lontani. La salvezza è data proprio da questo ritorno alla vita ancorata ai sentimenti,all’amore che Helène, la moglie, nutre per Hervè. Questo amore, con la sua voce unica, bellissima, dolce e rassicurante, è la musica che rinvigorisce tutte le avventure di Hervé, sempre in contrapposizione al silenzio della sua inerzia esistenziale. L’ultima melodia appassioata che può ascoltare Hervè è una lettera scritta per lui in caratteri giapponesi, scritta da Hélène con le sue parole più profonde, impresse sulla carta dalle mani della mistica donna giapponese Madame Blanche. Helène, così facendo, infatti, aveva voluto appropriarsi di quel fascino giapponese che tanto a lungo aveva rapito il suo amato, ed usarlo come filtro espressivo della sua passione autentica e realmente forte.La lettera, traboccante di nostalgico desiderio, era l’illusione di cui Hervè aveva bisogno per capire, dopo la morte di Hélène, quale reale passione avesse avuto accanto da sempre. La vita aveva giocato silenziosa, cercando di trasportare una passione fuggevole estranea all’amore, a colorare il tempo del proprio avanzare. In realtà la costanza dei sentimenti, nascosta c’era sempre stata ed Hervè non l’aveva mai colta fino in fondo. Nel momento in cui, però, questo carattere eterno dei sentimenti si allontana con la morte di Hélène, Hervè ne ha sentito bisogno e l’ha identificato egli stesso nella vera passione della sua pioggia-esistenza, la goccia più importante. Nel frattempo, Baldabiou, il più fedele amico di Hervè intraprende la strada maestra, non quella pirandelliana della “Pazzia”, ma di una vita ricca di passioni, spiccando il volo proprio da Lavilledieu. Così facendo aveva mantenuto una promessa fatta alla sua sorte, in nome di un incondizionato amore per il lato avventuroso della vita. Anche Baldabiou, come Hervè, avrebbe raggiunto prima o poi la vecchiaia, il preludio della morte in cui si inizia a curare la propria vita “con l’incontrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro”. Nel romanzo tutto è descritto da Baricco con parole sempre magicamente accostate tra loro e intrecciate in un equilibrio dalla perfezione quasi sconcertante.“Seta “ è il romanzo in cui reale protagonista è la vita, intesa in modi diversi, vestita da tessuti che, come la seta, assumono diverse colorazioni, quello della camicia da notte di Hélène o del vestito della ragazza giapponese.
Quella descritta da Baricco è la vita cullata oppure osservata, distrutta o desiderata, fiabesca o troppo reale, adorata o ripudiata, ma pur sempre permeata dalla sua imprescindibile emozione, il cui eponimo è proprio l’amore appassionato, non fuggevole,ma secolare. Quando la durevolezza dei sentimenti lo desidera fortemente, scaturisce una passione autentica e dettata dal profondo, che per il suo potere primordiale, esercitato da sempre sull’animo umano, è l’unica che lo sconvolge realmente e fa della pioggia caduta, del lago della sua vita passata, un’unica malinconica “lieve” apoteosi d’amore tutta da contemplare, sempre.
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..
bellissimo,scritto con uno stile unico,tipico di Baricco. si legge tutto d'un fiato,una storia d'amore meravigliosa,raccontata in modo sublime. davvero un gran bel libro.
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seta
bella storia d'amore ambientata negli anni in cui la seta non era ancora comparsa nella vecchia europa. ci sono momenti di dolcezza infinita, amore allo stato puro. e' stato tratto, da questo libro, un buon film.
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Seta
Romantico, delicato. Sembra una normale e intensa storia d'amore; mentre si trasformerà in una grandissima storia d'amore vissuta dal personaggio più inaspettato di tutto il libro.









