Il giro di vite
Editore
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 6
Top 500 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Astuto
Un libro furbissimo! L'autore sa benissimo quali sono le paure dell'essere umano e le ingigantisce. Semina qua e la delle "trappole" che puntualmente il lettore ci cade facendosi paura da solo. Una storia paranoica/di fantasmi/psicologica? Ci sono tantissime chiavi di lettura su questo breve racconto e da quel lato si sceglie di guardare c'è solo il terrore puro in ogni pagina.
Nessuno vorrebbe andare in quella villa piena i suggestioni e prsagi ma James ci caccia tutti dentro e ci libera solo nel finale, esamini dall'abbraccio claustrofobico del suo libro
Indicazioni utili
Favoloso!
Amo James. E' tra i miei preferiti, e questa storia non fa eccezione. Ha tutto quello che personalmente mi aspetto di trovare in un libro: storie familiari complesse e intricate, aspetto gothic, una spruzzata di giallo, un pizzico di horror, frasi non dette, inquietudine e colpi di scena!
Straordinario!
Se vi piace il genere, non potete non leggerlo.
Indicazioni utili
"La tredicesima storia"
Da brividi!
«È [un racconto] al di là di ogni immaginazione. Non conosco nulla che gli si possa paragonare.» E’ questa frase che una sera d’inverno, attorno al fuoco, un signore dichiara ai suoi amici: presto racconterà una storia diversa dalle altre appena sentite, una storia da brividi. Il signore procede chiedendo cosa ci può essere di più orrorifico di una storia di fantasmi in cui sia coinvolto un bambino; la risposta non tarda ad arrivare: una storia di fantasmi in cui appaiono non uno ma ben due bambini. Sostanzialmente un giro di vite.
Ed è tramite l’espediente del racconto nel racconto che James ci introduce nel mondo di una novella senza precedenti, una novella ben costruita e originale sotto ogni punto di vista.
Un racconto che pervade il lettore del senso di perturbamento, di fastidio nella lettura: l’orrore non deriva però (come solo i grandi scrittori sanno fare) da immagini splatter et similia ma dalla descrizione sibillina della mente umana. Una giovane donna è infatti incaricata di fare da insegnante/padrona di casa in una villa di campagna a due bambini fin da subito definiti deliziosi: la piccola Flora e Miles, il fratellino più grande. Dopo un primo periodo di quiete e tranquillità però la donna è costretta a vivere in tensione a causa di alcune – apparenti – visioni. Inutile addentrarmi nella trama, non avrebbe senso per due motivi.
Il primo, quello più banale, è perché rovinerei l’intreccio della storia a chi non ha ancora letto la novella.
Il secondo, quello in cui risiede l’abilità di James, è che non si è certi che gli eventi sinistri raccontati nella novella siano accaduti veramente o siano soltanto frutto della mente della governante: la storia narrata diventa dunque oggetto di tante interpretazioni quanti lettori l’hanno affrontata. Ogni minimo particolare cambia e si trasforma a seconda del punto di osservazione, trama e personaggi sono mutevoli e illusori e non offrono mai elementi di certezza o degli appigli per il lettore che si trova spesso disorientato. Ad accrescere questo clima di pathos giocano poi vari fattori come le frasi non dette o lasciate sospese, i capitoli che si interrompono nel momento clou della narrazione e soprattutto un non-finale che non spiega nulla e lascia decisamente con l’amaro in bocca.
La scrittura fluida e felicemente poco ottocentesca concorrono alla facile immedesimazione e alla partecipazione emotiva dello stesso lettore, che è accompagnato però anche alla riflessione.
Mi sono chiesta infatti durante la lettura se le “allucinazioni” della donna – di cui non è dato sapere il nome (ulteriore elemento di mistero) – non derivassero da un atteggiamento nevrotico della stessa, dovuto ad un sovraccarico di lavoro (era alla sua prima occupazione ed era stata lasciata sola a gestire tutto, dalla casa all’educazione dei bambini). Che James abbia voluto inserire un elemento di critica sociale all’interno della sua novella? Perché no, in fondo il suo primo mestiere era quello di critico letterario. E sappiamo benissimo che l’arte non è scindibile dalla vita e dunque dalla società.
Indicazioni utili
Paura dei fantasmi?
L’ambiente in cui si svolge tutta l’azione è una grande villa di campagna.
Un giovane nobiluomo che abita in città affida la villa e i suoi figliocci, rimasti orfani, ad una giovane istitutrice alle prime armi. Si fa promettere che in nessun caso verrà disturbato per qualunque problema dovesse porsi: la giovane dovrà gestire da sola ogni decisione e risolvere ogni problema in relazione alla casa ed ai fanciulli.
La giovane accetta, soggiogata dai modi del gentiluomo, che tornerà spesso nei suoi pensieri come un uomo di grande fascino, e parte per questo compito che non sarà così facile.
La casa è dotata di servitù e di una governante che diventerà l’amica ed il supporto (talvolta equivoco) dell’istitutrice e poi ci sono loro, i due fanciulli, un maschio ed una femmina: belli, educati, simpatici, gentili, intelligenti… "impunibili"… così li definisce James.
In realtà troppo di tutto, questi bambini, tanto che fanno nascere il sospetto che siano finti.
La giovane donna è affascinata da loro, ma contemporaneamente terrorizzata da strane visioni che pare possa vedere solo lei: fantasmi?
Questi fantasmi si scoprirà, riportano a personaggi noti e pian piano l’istitutrice ricostruirà una storia recente ed angosciante.
La vicenda ed i personaggi si muovono in una costante atmosfera di ambiguità: a volte sorge il sospetto che tutto quello che accade avvenga solo nella mente della giovane donna, altre volte il pericolo appare reale, improvviso e minaccioso.
James rievoca in certi passaggi le atmosfere di E.A.Poe, ma con un tocco estremamente personale e costruisce una storia sottilmente psicologica ed affascinante, di cui fino all’ultimo non è possibile prevedere la conclusione.
Se avete visto il film “The others” con Nicole Kidman potete avere un’idea dell’atmosfera che vi attende dentro questo piccolo capolavoro.
Indicazioni utili
Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 2011
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
vedo e non vedo...
Henry James mette in scena in modo al quanto teatrale una storia di fantasmi intrecciata con la mente di due bambini,Miles e Flora,dotati un'intelligenza,di una grazia e una bellezza incantevole.L'istutrice,che dovrà prendersi pienamente cura di essi, ipnotizzata dal loro fascino a dai loro modi squisiti ha l'impressione di vivere in favola che presto si frantuma trasformandosi in un vero e proprio incubo ossessivo quando comincia a vedere delle apparizioni,in parte combattuta ed in parte certa che anche i due angioletti siano in grado di vedere le due spettrali figure: l'ex istitruce,misteriosamente morta e un altro un uomo,morto anch'esso in circostanze poco chiare,una pesona viscida che lavorava per lo zio dei due fanciulli.
Attraverso la governante verrà presto a conoscenza della relazione amorosa che i due avena instaurato.
Le apparizioni dei due fantasmi sono spesso ritagliate in una finestra che potrebbe rappesentare un palcoscenico al quale la protagonista assiste come ad orrifica opera teatrale mettendo in dubbio l'innocenza delle sue amate creature che, di fronte ad essa ,fingono di non vedere.
La narrazione di questa conturbante e misteriosa vicenda ci cattura per la sua ambiguità, ci porta a mettere in dubbio ogni cosa e persino ogni apparizione.
Un'opera che,a mio avviso,piu' che spaventare il lettore lo conduce verso un attenta analisi dei dialoghi,gli atteggiamenti e anche le piu' piccole sfumature che riesce a cogliere nei personaggi.
Un viaggio psicologico nella mente dell'istitutrice e nell'ambiguità di Miles e Flora. che nella loro stupefacente astuzia, e nello strano esasperato angelico alone che li circonda ci appaiono degli esseri irraggiungibili per questo piu' temibili e paurosi. Dunque,non ci fermiamo solo al mistero ma li poniamo su un gradino superiore,come l'istiturice stessa, e soprattutto la governante che,in cuor suo,nega a se stessa ogni cosa,pur ponendosi in atteggiamente di solidarietà ed alleanza nei confronti dell'istitutrice.Vediamo le loro mentri come qualcosa che va al di là della nostra concezione e non riusciamo ad attribuire loro un'identità morale e psicologica precisa.
La protagonista sembra quasi porsi in una posizione di predominio o riscatto,non solo verso loro,dai quali si sente tradita, ma anche verso il fantasma della vecchia istitutrice,Jessel,che rappresenta per lei la figura dell'antagonista;l'ostinata determinazione a voler dimostare il massimo di stessa di fronte al "signore",lo zio dei due fanciulli,ipnotizzata anche da esso.
Sicuramente un'opera audace,una storia del mistero alternativa e talmente ricca di ambiguità che,pur dopo averla terminata,ci induce a porci la domanda: a cosa abbiamo realmente assistito?
Chi mi ha fatto piu' paura?Indubbiamente i due "angioletti".
P.S.:Grazie a Indi che,con la sua bella recensione,mi ha fatto conoscere questa sorprendente opera intrigante!
Indicazioni utili
Inquietante
Avvicinarsi a James non è semplice.Il più inglese degli autori americani è un pilastro della letteratura, e ha uno stile che non accoglie subito il lettore a braccia aperte.
Ecco dunque che in questo racconto, all'apparenza un'innocente ghost-story con tutti i topoi del caso (la tecnica del racconto orrorifico attorno al fuoco, il racconto-cornice che racchiude quello vero e proprio e via discorrendo), viene narrata una vicenda allucinata e inquietante.
Una giovane istitutrice è chiamata a occuparsi di due bambini, nipoti di un uomo benestante e indaffarato,e, malgrado i timori iniziali, si ritrova davanti due creature dai modi squisiti e con fattezze da cherubini.
L'idillio si guasta ben presto quando la donna inizia a vedere delle strane apparizioni, nello specifico una donna altera vestita a lutto e un uomo dal volto pallido, e scopre che anche i bambini possono vederli.
Inizia così, per la donna, un percorso tortuoso e angosciante, che non manca di estenuare il lettore.
Il lettore inizia a chiedersi dove finisca la realtà e dove inizi l'allucinazione, e di certo la personalità dell'istitutrice è così tormentata da non risultare attendibilissima come narratore.
Sono i bambini ad essere maliziosi e a nascondere dei segreti terrificanti, o è l'istitutrice ad essersi "ubriacata" un po' troppo di spirito di servizio (se così si può dire)?
James è astuto: basta un aggettivo riportato in corsivo (almeno nella versione originale), una pausa in più, e capisci subito che qualcosa non va, che è tutto bizzarro, esagitato, e non sai più se ti fanno più paura i fantasmi o la governante, o i bambini con le loro frasi enigmatiche.
A me,ovviamente, ha fatto più paura la governante. A voi la scelta.









