22/11/'63
Letteratura straniera
Editore
Stephen King, visionario e acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie da incubo sono clamorosi bestseller che hanno venduto 350 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award. Le sue opere sono tutte pubblicate in Italia da Sperling & Kupfer.
Recensione della Redazione QLibri
Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 2012
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AL DI LA' DEL BENE E DEL MALE
Difficile non considerare l’ultimo corposo romanzo di King una sorta di testamento spirituale. L’incipit, se la si legge con attenzione, è una dichiarazione di poetica: a mettere in moto l’azione è la lettura da parte del protagonista, Jake, insegnante di liceo, del racconto autobiografico in un tema di un massacro compiuto da un padre violento. C’è chi scrive “sulla difensiva”, riflette Jake, e sono i più; c’è invece chi riesca a scrivere “in attacco”. Lo scrittore autentico è dunque colui che aggredisce e mette in discussione le certezze del lettore e lo spinge a concentrare lo sguardo sulla realtà fino a scoprirne il buco” nascosto, quello che consente di penetrare in una dimensione altra, quella dove lui stesso convive con l’orrore e la follia. Avviene in tutte le opere di King, ma in “22/11/’63” l’esplorazione del caos è ancora più radicale: non si tratta più delle fogne di una città o dei fantasmi sepolti nell’albergo sulla montagna, bensì si chiede all’eroe protagonista di sconfiggere il tempo e la Storia, tornando attraverso una scala magica nel 1958 e impedire l’assassinio di Kennedy. Il clown malefico di “It” ha lasciato una sua impronta su Derry e Derry è la prima tappa del docente proveniente dal futuro: lì non vi sono che presagi, il segno che il male ha inquinato irrimediabilmente la città dell’uomo. Tuttavia il nemico vero di Jake è senza volto e non ha bandiere : è il passato che non ha altro scopo se non la preservazione di sé al di là del bene e del male. La lotta contro un’entità astratta, il cosiddetto caso, non è ad armi pari: l’uomo è mosso dalla volontà utopica di raddrizzare i torti perpetrati dalla Storia, può vincere o perdere, il destino vince solamente perché non ha direzioni precise da rispettare. L’ansia comunicata al lettore dall’eroe benefattore dell’umanità protagonista del romanzo non deriva tanto dalla curiosità di sapere come “andrà a finire”, ma dal dubbio sul senso della missione. È sufficiente l’anelito al bene per modificare la sorte dei popoli e degli individui? Forse si, forse no, tuttavia ciascuno di noi può scegliere se abitare a Derry, la città di It, o condividere con i “buoni” incontrati per strada l’idillio di un “anti-Derry”, un minuscolo villaggio sperduto, dove adolescenti ed adulti ballano la sera della festa.
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A chi è interresato alla seguenti tematiche: i confini dei generi letterari nella letteratura contemporanea-la lotta dell'eroe contro il destino: dall'epica classica alla paraletteratura contemporanea
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 22
Fantastico, emozionante, appassionante, commovente
Uno dei romanzi migliori del "Re".
Una storia geniale per la sua idea (del meccanismo con il quale funziona il viaggio nel tempo escogitato da King: per quanta lunga sia la permanenza nel passato, al ritorno nel presente saranno sempre e solo trascorsi due minuti).
Sullo sfondo di un avvenimento storico reale (l'assassinio di JFK) si snocciola una trama dalle mille sfacettature (ora romanzo storico, ora romanzo d'amore, ora storia di amicizia..) che verte sull'eterno quesito: se si potesse tornare indietro e cambiare il nostro passato..il nostro presente sarebbe veramente migliore?
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Ultimo aggiornamento: 08 Aprile, 2012
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CAPOLAVORO
Un vero capolavoro: l’idea, la costruzione, l’ambientazione storica , i personaggi, il ritmo, le pause, il finale… un amalgama perfetto che accompagna per quasi 800 pagine in modo sinfonico e provoca brividi di pura emozione .
Prima di iniziarlo temevo potesse trattarsi di un furbo esercizio di stile da parte di un maestro applicato al sempre affascinante tema della macchina del tempo.
Come al solito il pregiudizio si è confermato peccato mortale: quest’opera mi ha coinvolto nel profondo, ha toccato le corde del sentimento per come tratta di amore di amicizia e quelle della conoscenza quando descrive i motivi storici e soggettivi che plasmano la mente di un uomo mediocre.
La vicenda è un ballata grandiosa tra Storia e storie di gente comune.
Queste ultime sono veri e propri micro romanzi, intrecciati come una morbida e pregiatissima stoffa su cui si tessono i motivi delle vicende principali: possono infatti chiudersi e ricomparire dopo centinaia di pagine per dare coerenza, pathos ed armonia.
Non saprei a cosa paragonarlo tra i romanzi che ho letto, provo a farlo per differenza con un altro racconto che mi sono gustato recentemente: “La Cattedrale del Mar", ambientato nella Barcellona medievale. Potrei dire che in quest’ultimo la dimensione storica tende a soverchiare quella della gente comune, tanto che il protagonista si profila come un vero e proprio eroe. L’opera di King invece ha un equilibrio perfetto tra tutte le componenti, a costituire un insieme portentoso eppure leggero.
Anche per me è la prima opera di questo autore, non vedo l’ora di affrontarne altre e vedrò di seguire i tanti consigli apparsi anche qui.
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King é sempre King, ma...
Ultimo libro di King, lascia in bocca un sapore di America come non mai.
Il vero protagonista di questo libro, a mio avviso, è proprio quel mondo americano anni 60 spesso sospirato ed uno degli episodi più critici del moderno nuovo continente, l' assassinio di Kennedy.
Letto nella versione in lingua originale, mi incuriosisce come possano rendere in italiano i numerosissimi modi di dire ed interlocuzioni di cui è infarcito il tutto.
La storia si dipana bene, ma del resto è di King che parliamo, ma, onestamente, di tutti i libri suoi letti negli ultimi due decenni, è quello che mi piace di meno.
Trovo scontata la trovata dei viaggi nel tempo, un pò lento l'incedere, anche lui molto scontato in alcuni punti; mi aspettavo molto di più, anche se il livello si conferma medio alto rispetto al panorama letterario del genere.
Da un pubblico americano potrebbe essere molto più apprezzato che da noi, che guardiamo probabilmente solo alla trama da fantasy e alla storia d'amore, cosa che su 800 pagine di un King del 2011 mette un pò di tristezza...
Il libro è scritto bene, la storia non è male, e per chi gradisce un breve ritorno a Derry viene ben accontentato anche da un incontro con due vecchie conoscenze; per il resto, forse avrei fatto meglio a rileggere un bel classico come The stand o un The Dome
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Il primo King… non si scorda mai!
Cosa dire che non sia già stato già detto rispetto a questo meraviglioso e singolare romanzo?
Per quanto mi riguarda, posso portare la mia personale esperienza che se non altro si distingue da quella di chi da sempre segue King e col tempo ne è diventato un accanito fan.
Ebbene, io Stephen King non l’avevo mai letto. Non si è mai trattata di una questione personale quanto piuttosto della mia imperante resistenza a qualsiasi genere di thriller o thriller-fantasy e più che mai agli horror. Non mi vergogno ad ammettere che, fino ad un mesetto fa, nel mio immaginario ero solita associare King all’unica scena di un film, scorta per caso e tratta da uno dei suoi romanzi, in cui una spiritata Kathy Bates inveiva con una scure sulle gambe di un povero cristo costretto a letto (brrrrrrrrrrrrr! ancora mi si accappona la pelle!). Ecco dunque perché per me King era diventato sì il Re, ma dell’ignoto letterario: nel senso che ignoravo completamente cosa avesse scritto prima di 22/11/63 e... sinceramente adesso neppure me ne curo; perché quando scoppia l’amore non si può andare a scavare nel passato del tizio che si ama ma si può solo godere del presente e sperare al massimo nel futuro.
Ed io ho goduto! Oh sì, se ho goduto! Presa dal tema del viaggio nel tempo che, per quanto se ne possa dire, non ho mai approfondito non essendo per l’appunto mai stata un’amante del genere fantasy. Catturata dai sentimenti e dal coraggio di quest’uomo, Jake-Georgie, insieme a cui ho sofferto, sperato, desiderato, creduto e condiviso per la bellezza di settecento-e-passa pagine. Affascinata dal mondo più che mai reale dei favolosi anni ’60 e da uno stile di vita che non oso pensare quanto lavoro sia costato all’autore in termini di ricerca.
L’unico rimpianto? Che un’idea così brillante e valida non sia venuta ad uno scrittore italiano: darei qualsiasi cosa per un identico viaggio letterario all’italiana (pensare che mia madre è del Novembre del 1958!).
Il mio appello va dunque ai lettori che, al pari dei miei gusti, hanno giurato sulla loro libreria che mai un King ne sfiorerà gli scaffali: leggete 22/11/63, abbattete i pregiudizi e concedetevi questa possibilità: come me giungerete alla felice conclusione che il primo King non si scorda mai!
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E' rinato il Re!
Finalmente un grandissimo ritorno.
Dopo una serie di romanzi deludenti il Re si riprende la corona.
Romanzo bellissimo,King usa il cuore e la testa e il testo per creare una storia avvincente che rimane nel cuore.
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TESTA O CROCE
Un improbabile, ma nello stesso tempo affascinante viaggio nel passato che a tutti piacerebbe fare almeno una volta nella vita. Anche se quest’idea è stata sfruttata da altri scrittori e registi, nessuno mi aveva convinto ed entusiasmato tanto come in questo caso.
Stephen King parte da una storia fantastica e la trasforma sapientemente in una storia credibile, tanto da dimenticarsi durante la lettura di leggere un qualcosa di pura fantasia.
La tecnica di scrittura è spietata; cattura il lettore gradualmente per non dargli un attimo di tregua. La data del 22/11/68 è un traguardo a cui si vuole arrivare il più presto possibile. La vicenda ti prende a tal punto che sopporti senza problemi la stanchezza agli occhi, dovuta ad una lettura prolungata. Resisti perché vuoi assolutamente sapere se il protagonista, Jake Epping o se si preferisce George Amberson, riuscirà a salvare il presidente Kennedy. Ma poi ti accorgi che fra poche pagine finirai quel libro che hai incominciato ad apprezzare da subito e che ora è diventato “il tuo libro”, al quale ti sei affezionato e allora decidi di chiuderlo, così potrai gustarti con più calma il gran finale al prossimo "round di lettura".
Ora sei pronto e riposato; apri il libro per l’ultima volta, e ti immergi nel gran finale. Le fasi sono concitate e frenetiche, gli ultimi secondi sono decisivi, perché dopo 700 pagine ancora non ti sei fatto ancora un’idea di come Stephen King vorrà chiuderà la storia. Ti lascia credere che sarai tu a scegliere il finale, visto che la prima e la quarta di copertina hanno due epiloghi completamente diversi: uccisione e sopravvivenza, come in un LANCIO DI MONETINA.
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Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 2012
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Indiscusso capolavoro!
Wow!! Ho finito 22/11/'63 ieri sera ed è stato incredibile!!
760 pagine avvincenti che mi hanno portato negli anni '60, un periodo che posso solo immaginare ma che ho potuto vivere, almeno in parte attraverso il protagonista di questa incredibile storia.
Stephen King è un genio, non ci sono altri modi per descrivere colui che ha preso il tema molto usato dei viaggi del tempo e l'ha reso unico!
Chi non ha mai desiderato trovare la propria buca del coniglio dietro casa e trovarsi in un lontano passato per vedere e provare la vita di allora? Beh, la mia piccola buca del coniglio è stata proprio questo libro, infatti fin dalle prime pagine si è catapultati all'interno della storia fin tanto sentirsi completamente negli anni '60.
Ho apprezzato molto lo stile che ha usato Stephen King, capitoli brevi ma incisivi che incuriosiscono il lettore ad andare avanti.
Lo stile, come alcuni particolari della storia, mi ricordano un po' la saga della Torre Nera, infatti anche lì uno dei protagonisti si chiama Jake, al posto della buca del coniglio c'erano porte che ti portano in universi paralleli e non nel passato, ma tutto questo non ha fatto altro che farmi apprezzare di più questo capolavoro.
Il protagonista Jake Epping, alias George Amberson, è un personaggio positivo, pieno di buoni valori che riesce a trasmettere agli altri grazie alla sua professione d'insegnante. Ho parlato di personaggio positivo anche se tutto quello che fa non è tecnicamente buono ma poichè è fatto per un bene superiore, il lettore (me compresa) lo accetta e lo ritiene comunque pieno di buoni valori.
Per quanto riguarda la trama, trovo che sia sublime! L'idea che il passato non vuole essere cambiato ma che comunque si armonizza con se stesso è fantastica.
Jake Epping si ritrova quasi inconsapevolmente, in una missione importante: salvare Kennedy.
Durante il suo viaggio in varie città, Jake, con il nome di George Amberson, compie piccole e varie missioni in attesa della più importante.
Nel suo vaggio troverà anche l'amore con Sadie.
Il fatto che turba Jake è che il passato si armonizza, quindi Sadie è come la moglie di Dunning? è o no in pericolo?
Riuscirà Jake a cambiare il corso della storia? E sarà in meglio?
Cosa provocherà l'effetto farfalla?
E cosa ne sarà dell'amore di Jake?
Queste sono le domande che mi sono posta durante la lettura di questo capolavoro e che mi hanno accompagnata fino all'ultima pagina.
Uno strepitoso romanzo da leggere, emozionante, coinvolgente, in una sola parola, unico!
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Il migliore
Ed ecco King in spoglie diverse dal solito, un Romanzo che non sbaglia una pagina, ogni capitolo trasmette suspance ed emozione. Veramente emozionante la storia d' amore e bellissimi i profili dei personaggi. Voto 10++
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The King And I
La buca del coniglio esiste veramente, lo so. Devo solo trovarla.
E poi mi farà tornare nel 1965, l’anno in cui sono nato, respirerò l’aria dell’Italia del dopoguerra, del boom economico, della tv in bianco e nero. Poi farò tredici al totocalcio (una vincita non troppo grossa però, per non dare nell’occhio) e andrò negli Stati Uniti, l’inglese lo mastico bene.
Perché voglio essere presente alla season of love, andare a Houston e vedere la partenza di apollo 11 e poi a Woodstock ed assistere all’ultimo grande evento rock. Poi torno in Italia, per rivivere gli anni settanta e salvo Aldo Moro e, se ci riesco, evito anche l’attentato al Papa.
E me ne frego dei prolassi, dei paradossi e delle stringhe temporali, anche se devo stare attento a non innamorarmi, però!
Grazie, Stephen, non ci siamo incontrati molte volte noi due, una volta con It, inizio col botto, poi grande fatica per terminarlo, qualche film, alcuni belli, alcuni evitati accuratamente (ma come ti è venuto in mente di dirigere “Brivido”?). Forse scrivi troppi libri “al chilo” e hai uno staff pieno di ghost writer, la tua prolificità non riuscirei a spiegarla altrimenti, ma chissène: 22/11/’63 è un libro stupendo.
Adesso, ti prego di entrare nella buca del coniglio, in quella che ti fa tornare indietro di soli quindici giorni, e aspetta che rilegga questo libro, e poi di nuovo, ed ancora, fammi rivivere più volte le emozioni che ho provato nel leggerlo.
Fammi danzare ancora.
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L'EFFETTO FARFALLA
Come definire questo libro di King se non un indiscusso capolavoro? Il genio del brivido colpisce, come non faceva dai tempi di IT, con un romanzo profondo e viscerale, completamente fuori dai suoi schemi. Non un horror come ci si aspetterebbe dal Re del Brivido, ma una storia travolgente che ci racconta di come l'amore vinca davvero su tutto, e di come non sia possibile riacchiappare il tempo passato... tranne che in qualche isolato caso.. e allora l'effetto farfalla dispiega le sue ali, lacerando la linea sottile che collega fra loro il tempo e lo spazio.
King ci trasporta nell'america dei primi anni '60, ci fa rivivere la paura dello scoppio di una guerra nucleare, la segregazione razziale e la bellezza di una vita pura, basata sull'amore, sull'amicizia e sulla felicità che si prova nell'aiutare il prossimo.
Cosa sarebbe successo se Kennedy non fosse stato ucciso? Sarebbe scoppiata comunque la guerra in Vietnam?
Alla fine di questo libro ho pianto a singhiozzi (veramente ho pianto anche a pagina 561). Appena terminato si instaura una sorta di crisi d'astinenza, verrebbe voglia di ricominciare, e di farsi trasportare di nuovo nel tempo che fù...
Non posso che consigliare questo libro, che passa automaticamente fra i più belli che abbia mai letto, e citare una frase che mi è rimasta particolarmente impressa “La stupidità è una delle due cose che riconosciamo meglio col senno di poi. L'altra sono le occasioni perdute.”
Buona lettura.
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Una storia d'amore
Che fascino Stephen King.
Che fascino QUESTO Stephen King.
Una storia al di fuori dei suoi soliti schemi oserei dire.
Una storia delicata...
Che ci fa volare sulle ali dei nostri sogni (chi di noi non ha mai sognato di poter tornare indietro nel tempo), che ci fa volare sulle ali dell'amore.
Dell'amore che resiste a tutto.
Sono stupefatto... Perchè era da un po' che non leggevo più nulla di King...
In certi punti l'ho riconosciuto. La sua penna senza fronzoli è proverbiale. In altri invece mi ha inchiodato alle sulle assi dei miei sentimenti. Con chiodi d'argento.
La teoria dell'effetto farfalla e dei paradossi dei viaggi nel tempo è arcinota, ma lui la tratta in modo così originale.
Chapeau! Certe scene resteranno scolpite nei miei ricordi per sempre.
E per la prima volta da tanto tempo mi viene voglia di rileggere un libro appena finito...
Per riassaporare... Per succhiare questa storia fino al midollo.
Per lasciarmi trasportare dagli ideali e dai sentimenti del protagonista.
Corposo, questo tomo, ma si legge con una facilità imbarazzante.
Grazie King, e bentornato nel mio cuore!
Ve lo consiglio...
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22/11/'63
Bene, prendetevi tutto il tempo che avete a disposizione e preparatevi a vivere la storia sui viaggi nel tempo più emozionante, tesa, romantica, drammatica, malinconica e vissuta fino all'ultima riga di questo ennesimo capolavoro del Re della letteratura statunitense contemporanea.
La storia parte come un turbodiesel, piano raggiunge la coppia di giri, attacca il turbo e si è costretti a rimanere incollati alle pagine di quest'opera che cattura senza pietà.
Capitoli non molto lunghi divisi in brevi paragrafi che rendono la storia estremamente scorrevole ma anche se non fosse così strutturato, la trama non ammette esitazioni nel procedere con la lettura di questo scritto.
E' incredibilmente fantastico il modo in cui King ci prende per mano e ci porta negli anni a cavallo tra la fine dei '50 ed i primi dei '60 in USA.
In alcuni momenti mi sembrava di vivere in Happy Days, e perchè no, di rivedere un po' Ritorno al futuro parte 1°.
Si ha una visone degli ambienti quasi reale, si percepiscono odori dell'epoca solo sfogliando le pagine, le canzoni ed i balli descritti trascinano il lettore quasi a voler prendere parte ai loro party così intrisi di americanità.
Voglio solo dirvi una cosa, secondo me la storia dei due protagonisti, indiscutibili, Jake/George Amberson e Sadie Dunhill assieme alla narrazione della storia di JFK sono un intreccio che davvero difficilmente riuscirà ad allontanarsi dalla mia memoria.
King ha, davvero, fatto un colpo grandioso con questo libro che diviene tra i miei preferiti di sempre.
Consiglio la lettura ma attenti può creare dipendenza.
Buona lettura a tutti.
Syd
PS questa recensione di un libro meraviglioso è dedicata al neonato QLibri. ;) Syd
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Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2012
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Un nuovo apice di Stephen King? Si!
Sono ancora scosso, sono ancora frastornato.
"22/11/63" me lo sono gustato e goduto piano piano (tranne il finale, quando King mette la marcia "pre-finale" non si può più resistere, ma solo soccombere), ho assaporato ogni pagina lentamente, non ho mai forzato più di tanto la lettura. Appena finito di leggere il pensiero è stato chiaro e limpidissimo "questo è senz'altro uno dei suoi libri migliori di sempre", Stephen King fuori dall'horror è ancora più profondo e "sentimentale", uno scrittore in grado di toccare le corde giuste dell'anima con il suo solito stile.
Intrigante, sconvolgente, ipnotico e tanto tanto malinconico. Lo scrittore lungo queste non poche pagine poteva fare di noi ciò che voleva, penso siano state centinaia le possibilità, le vie che poteva intraprendere ed estrapolare da un racconto cosi arioso e "vivo".
La storia parte, si evolve, e si ri-evolve ancora e ancora, e ogni volta catalizza sempre più. Si parte in un modo e si finisce in un altro (e provate questa volta a contestare il finale), si ritorna, si soffre e si creano domande alle quali diventa difficile rispondere.
Il finale una volta lanciato è di quelli che non scordi mai, la storia diventa come reale e lascia dentro quel velo nostalgico che gli accaniti lettori conoscono molto bene, è per questo in fondo che leggiamo no?
E cosi via, una sensazione chiama l'altra (immane commozione per l'arrivo del nostro protagonista a Derry, questo l'unico spoiler che mi concedo), quello che all'inizio era un venticello si tramuta ben presto in una tempesta inarrestabile.
Non ho trovato il minimo cedimento strutturale, anzi alla fine volevo che le pagine si riformassero da sole, volevo che non finisse tutto cosi (e ripeto, che modo magistrale di chiudere un romanzo del genere). Ogni passaggio è determinante, non c'è mai fretta e anche i risvolti storici sono seguiti perfettamente.
Grazie Stephen, per avermi fatto soffrire, per avermi fatto amare una donna che non esiste, e fatto star male per un uomo che non esiste a sua volta.
Se questo è il livello/stile del "nuovo te" ci sarà ancora da divertirsi a lungo.
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Il libro dell'anno!!!
Avevo letto solo un libro di King prima di questo (L'Ultimo Cavaliere) ma, andavo alle medie e non ne ricorderei nemmeno la trama. Lo confesso, sono un "fifone" ed il genere horror che tanto lo declama come maestro non mi attira particolarmente!
Ma, la trama di questo romanzo mi ha incuriosito moltissimo!
Un uomo comune Jake Epping, un insegnante normale, che ha a cuore i più deboli e che preferisce gli hamburger in compagnia del bizzarro cuoco Al, ai pranzi più raffinati con i colleghi, beh, già mi stava simpatico.
Un viaggio nel tempo, (il sogno che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita) la possibilità di poter cambiare gli eventi sono per me argomenti molto accattivanti.
La ri-scoperta di una figura storica molto affascinante come JF Kennedy in un romanzo è stata la ciliegina sulla torta che mi ha portato a leggere questo libro.
Non so come si possa definire: un romanzo di fantascienza? un thriller? un romanzo storico? Boh?!!! Forse è questo mix a renderlo unico, sicuramente è la maestria di King a renderlo scorrevole e sempre accattivante!
Una storia paradossale ma, reale.
Una storia che racchiude temi che non hanno tempo: amore, politica, diversità e fato!
Una storia mai banale, con un finale che mi ha lasciato senza fiato!
La cosa che più mi è piaciuta è la capacità di King di portare il lettore nei luoghi che vuole descrivere: con la penna riesce a far sentire suoni, modi di dire ed odori del passato tanto da far immaginare il tutto con tonalità pastello sbiadite come le prime tvcolor =)
Forse questa recensione sarà un po' confusionaria ma, ho finito da pochissimo le 760 pagine circa di questo (a mio modesto avviso) capolavoro! Sono le famose "impressioni a caldo"! Non mi emozionavo così dai tempi de "I Pilastri della Terra".
Libro corposo ma che si divora in poco tempo! Non mi sento solo di consigliarlo, mi sento di suggerirlo con il cuore agli amanti della buona lettura!
Fatemi sapere!
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la fantasia....non manca
un bel romanzo ma di tanto in tanto si perde , le descrizione dell'america degli anni 60 sono poco particolareggiate e buoniste il finale mi lascia un pò perplesso scritto con un pò di fretta per trovare un modo per chiudere la storia che si era già abbastanza allungata è il classico romanzo da trasposizione cinematografica, gli ingredienti ci sono tutti, un pizzico di triller, un pò d'amore, un pò di storia e un finale...un pò arruffato.
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The king of kings: there's only one!
Il re dei re: ce n'è soltanto uno! E il re in questione, non è altro che King Stephen. O, se preferite, Stephen King. È il terzo romanzo di King che leggo e nella mia personalissima classifica sul Re del Terrore (e non solo di quel genere di romanzi, come ha dimostrato con questa sua ultima opera), "22/11/'63" si piazza al primo posto (al secondo "Le notti di Salem" e al terzo "It").
Che dire, il lettore è catapultato dentro la storia sin dalla prima frase del romanzo ed è dentro, coinvolto e travolto dal romanzo fino alla postfazione! Nonostante le 786 pagine, il libro è così scorrevole, piacevole e interessante da poter essere "divorato" in qualche giorno. Devo dire che alcune parti (riguardanti l'origliare le discussioni della famiglia di Oswald) sono state un po' noiose, ma la voglia di sapere come andava a finire era troppa e mi convinceva a continuare a leggere (soprattutto il fatto di sapere il significato di "jimla", parola che - personalmente - mi trasmetteva un qualcosa di grottesco, non so, ma preferisco non spifferare altre cose che potrebbero essere viste come spoiler). Davvero un romanzo stupendo. Punto. Non c'è nulla da dire (a parte che "stupendo" non rende al meglio l'idea di quanto sia bello questo romanzo). Mi rimane un'ultima cosa da aggiungere: le ultimissime pagine del romanzo, mi hanno quasi strappato una lacrima (è stato il primo libro che mi ha commosso così).
Quasi.
Perché, come Jake, io "non sono mai stato un uomo facile alle lacrime."
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La conferma del Re
consigliatissimo. bello, coinvolgente, commovente, appassionante.
potrei andare oltre con la lista degli aggettivi che si applicano a questo libro.
da leggere d'un fiato e da portare con sè per approfittare di ogni conque minuti liberi a disposizione.
nella mia personale classifica delle opere di stephen king, lo posiziono al secondo posto, dopo IT
lo stephen king scrittore non horror ha dato la prova matura che aspettavamo e ha scritto un romanzo che rimarrà dentro a chi lo leggerà senza preconcetti
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22/11/63
Arrivo anch'io ad unirmi al coro di entusiastiche recensioni per l'ultima fatica di Re Stefano... Che libro!! Parte col botto, perchè non ci sono preamboli, sei dentro alla storia fin dalle primissime pagine, e ci resti immerso fino all'ultimissima... Come in tutti i suoi libri, King è maestro nel farti completamente calare nella propria realtà, e qui il tuffo negli anni '50 è totale, mentre leggi puoi quasi sentire le musiche del tempo e i profumi delle tavole calde dell'epoca! Quindi, atmosfera: voto 10. Storia: voto 11!! Alla vicenda principale si intrecciano le storie di tanti abitanti di Jodie, Derry e Dallas, e sfido chiunque a non adorare Sadie&co. ... Il tutto portato avanti senza mai un cedimento o un passaggio noioso, per arrivare ad un finale sinceramente commovente... Assolutamente consigliato!!
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Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre, 2011
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Si vive una volta sola
Un uomo , Jake Epping,viene messo a conoscenza di un segreto incredibile da un amico che sta per morire: esiste un luogo nascosto nel retro di una tavola calda da cui si può accedere all'America del 1958. Per quanto tempo si trascorra in questo mondo , tornando da "questa parte" nel 2011 saranno passati solo 2 minuti (ovviamente chi viaggia nel tempo invecchia normalmente).
Jake viene convinto dall'amico a intraprendere un'impresa rischiosa e forse folle: tornare in quel 1958 e vivere lì per cinque anni per organizzarsi in modo da impedire l'assassinio di Kennedy nel 1963. La convinzione alla base di questa scelta è che tanti mali del mondo si sarebbero potuti evitare (Vietnam, la guerra fredda e via così...).
Mettiamo un attimo da parte la ragionevolezza o meno della tesi dato che noi europei non potremmo capire...gli americani hanno una vera ossessione per la vicenda dell'omicidio di JFK e per il suo ruolo nella storia, ogni popolo ha le proprie sciagure ed i propri miti!.
Cambiare il passato non è facile, il passato "non vuole essere cambiato..." , soprattutto quando c'è di mezzo l'amore e quando capisci che , per quante possibilità pensi di avere viaggiando nel tempo , la vita è una sola e tutti i momenti più belli sono tali proprio perchè sai che rimarrano unici, magari ne aggiungerai altri ma non potrai mai semplicemente sostituirli.
King non è sicuramente perfetto a livello "tecnico" (i viaggi nel tempo portano con se una serie di incongruenze e paradossi che non eviti nemmeno se prendi una laurea in fisica quantistica...)e nemmeno a livello stilistico perchè ultimamente è diventato un pochino prolisso MA...alla fine ci regala una storia che emoziona tantissimo pur senza essere brillantissima in termini di azione e colpi di scena.
Questo è quello che dovrebbe fare un libro: regalare emozioni e lasciare "qualcosa", in questo racconto King lo fa alla grande senza aforismi o affermazioni clamorosi, ma solo con la storia che racconta.
L'America del 1958 e degli anni appena successivi è resa benissimo, passa il tempo ma non la straordinaria capacità affabulatoria di King che ti fa sentire CON i personaggi.
Alla fine ti commuovi "vivendo" accanto allo straordinario Deke, a Jake e a Sadie , quando King mette tra i tasti della macchina da scrivere e la carta i sentimenti, il senso di quanto abbiamo perduto, il valore dei ricordi di fronte a ciò che "poteva essere ma non è stato ", raggiunge vette che altri vedono solo con il binocolo...qui sfiora la poesia delle pagine finali di IT o di alcuni punti di Stagioni Diverse. Il miglior King da un bel pò di anni a questa parte, nel finale la tira alla lunga ma ne sei assolutamente felice perchè non vorresti lasciare quel mondo di finzione letteraria che ha creato. LONG LIVE THE KING.
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Hey Jimla...si dico a te......I want you!
Proprio così più lo leggi e più non vuoi smettere, più ti chiedi di cosa parla, più senti l'America anni 50-60, più ti chiedi dove andrà a parare e più ti commuovi perchè stai leggendo una dolce storia d'amore...poi ti chiedi "ma non doveva parlare dell'omicidio di Kennedy?" si c'è anche quello e forse anche di più. I salti temporali più belli che abbia letto, quasi quasi vorrei trovare quella tana del coniglio e scendere il gradino giusto solo due minuti!
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Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 2011
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God save the King!
Bellissimo, bellissimo ed ancora bellissimo! Non ho alcun timore di affermare che si tratti di uno dei migliori romanzi di King in assoluto. Sono partito con moltissime aspettative visto l'argomento interessante ma al tempo stesso piuttosto inusuale per l'autore in questione e tali aspettative non sono state affatto disattese. Pagina dopo pagina non potevo esimermi dal pensare quanto fosse geniale la trama che si stava dipanando sotto i miei occhi nonostante fosse estremamente facile cadere in paradossi o in anacronismi trattandosi di viaggi nel tempo. Sapevo che King amasse gli anni '50, visto che spesso le sue ambientazioni hanno coinvolto quel periodo, ma in questo romanzo la nostalgia traspare ancora maggiormente. Per i kinghiani convinti poi sarà piacevole scoprire alcuni richiami a precedenti opere, non funzionali alla storia ma comunque piacevoli. La trama si può riassumere con una domanda: come sarebbe stato il mondo se qualcuno avesse fermato Oswald e salvato John Fitzgerald Kennedy? Non vi resta che acquistare questo stupendo romanzo e scoprirlo. Consigliatissimo!!!
Indicazioni utili
Non giocate con la macchina del tempo...
I viaggi nel tempo... chi non è affascinato da questo tema? Lo stesso King ha ammesso di aver preso in mano questo progetto (la corsa indietro nel tempo per salvare JFK dagli spari di Dallas) nel 1972, prima ancora di pubblicare Carrie, il suo primo romanzo. Poi abbandonò l'idea, troppo complicata per un povero insegnante che faticava a mettere insieme il pranzo con la cena... adesso invece, che può comprare una catena di ristoranti, ha deciso che quella storia andava raccontata. Quindi ha preso il tipico stratagemma kinghiano (la porta spazio-temporale che si apre dal nulla, e caro Fedele Lettore accettala senza fare domande) e ha catapultato il suo alter ego Jake Epping (un insegnante che si chiama come uno dei protagonisti de La torre nera, anche se non ci sono apparentemente legami con la saga) in un mattino di sole del 1958. La sua missione, prima ancora di arrivare a JFK, per il quale ha cinque anni davanti (fine 1963, come dice il titolo del romanzo) è salvare una famiglia dalla furia distruttiva del padre alcolizzato. Poi torna nel 2011 a vedere quello che ha combinato, per capire se davvero è possibile giocare al gioco più incredibile del mondo: scopre che non sempre ciò che si fa a fin di bene cambia il futuro in meglio, quindi torna di nuovo al 1958, dove incontra Sadie. E qui nasce una storia d'amore che vi accompagnerà piangendo e ridendo fino a pagina 769... che succederà a Kennedy? Non sarò certo io a dirvelo...









