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22/11/'63
22/11/'63 Hot
 
22/11/'63 2021-09-10 10:17:04 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    10 Settembre, 2021
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Salva Kennedy, salva il mondo

Questo romanzo ha atteso con pazienza sui miei scaffali per un intero lustro; tanto mi ci è voluto per decidermi finalmente ad affrontare "22.11.63", e non soltanto per la mole imponente ma soprattutto perché ero certa al novantotto percento che sarebbe diventato il mio nuovo romanzo preferito di King, scalzando "Il miglio verde" dal gradino più alto del podio. Come ci insegna questa lettura, una percentuale alta non è però garanzia di successo, e temevo di affrontare la lettura con delle aspettative troppo alte per rimanere poi delusa: fortunatamente non è successo, ed anzi questo titolo ha confermato King tra i miei scrittori preferiti... una bella rassicurazione dopo il mezzo disastro de "Gli occhi del drago".
Al centro di questa vicenda c'è il professore di letteratura Jacob "Jake" Epping, un uomo molto capace nel suo lavoro ma dalla vita privata un po' vuota, in particolare dopo il divorzio dalla moglie Christy; quando l'amico e ristoratore di fiducia Al Templeton gli svela di aver scoperto un portale che conduce nel passato, Jake si lascia coinvolgere nel suo piano per cambiare la Storia, impedendo a Lee Harvey Oswald di uccidere JFK. Da questa premessa la trama potrebbe trarre un parte in inganno, così come il titolo e la copertina; tutto sembra infatti ruotare attorno all'omicidio Kennedy, mentre ritengo importante segnalare come la narrazione includa e si soffermi su molte altre storie, che riguardano gli anni trascorsi dal protagonista nel passato ed i suoi tentativi di migliorare il presente.
A fare da antagonista alle buone intenzioni di Jake c'è però il Tempo stesso, che si oppone con ogni mezzo al cambiamento, e per un valido motivo! Il libro vuole infatti farci capire, attraverso le parole e l'esperienza del protagonista, come anche gli eventi più tragici possano avere delle conseguenze positive, allo stesso modo in cui un cambiamento scaturito da un intento altruista vada a volte ad innescare delle risonanze catastrofiche su scala planetaria. Questi concetti spingono a riflessioni forse puramente teoriche ma non per questo di minor valore: avendo la possibilità di alterare il passato, in quanti saprebbero resistere alla tentazione di diventare degli eroi? in quanti rinuncerebbero ad una felicità idilliaca per il bene della collettività?
Come si può intuire, il romanzo punta molto sull'aspetto emotivo, risultando davvero coinvolgente specialmente per come vengono ben caratterizzati i personaggi, sui quali si basa buona parte della narrazione. King è insuperabile nel tratteggiare con poche righe delle figure memorabili, come Miss Mimi o Charles "Chaz" Frati, e anche nel caso di personaggi che non mi hanno colpita da subito -ad esempio, Sadie Dunhill- riesce a renderli accattivanti con il proseguire della storia: nel caso di Sadie, ho apprezzato molto il suo ruolo una volta introdotta la parte più romance del libro, forse un pochino troppo presente ma davvero ben scritta.
Altri punti a favore di questo titolo sono la logica alla base dei viaggi nel tempo, che ho trovato spiegata in maniera convincente pur lasciando alcune parti all'interpretazione del lettore, e l'ambientazione a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. A differenza di altri autori, che descrivono il passato con una nostalgia cieca ai suoi difetti (e sì, Cline, sto pensando a te e al tuo "Ready Player One"), King è capace di creare un'atmosfera intrigante e talmente ricca di dettagli da far pensare ad un vero romanzo storico anziché di fantascienza, eppure non tralascia neppure uno degli aspetti negativi dell'epoca, come un razzismo normalizzato o la tendenza al victim blaming, in un'ottica critica e consapevole.
Trovare difetti in questo testo non è facile, quindi vi cito giusto qualche piccolezza degna di nota (a margine). Il testo comprende molti passaggi di foreshadowing che potrebbero risultare fastidiosi con il proseguire della lettura, perché anticipano un po' troppo della trama; inoltre sono presenti diversi riferimenti ad altre opere dell'autore, per la maggior parte trascurabili, ma se non avete letto "It" tutta la parentesi sul ballo tra Richie e Bev vi risulterà un po' fine a se stessa. Altrettanto complicato è cogliere alcune dinamiche per chi non vive negli Stati Uniti, la cui storia gioca un ruolo centrale nella trama; per quanto la morte di JFK sia un evento noto a chiunque, l'impatto che ha avuto è difficile da percepire per un lettore italiano dei giorni nostri.
Ma alla fine, "22.11.63" si è conquistato il trono a discapito de "Il miglio verde"? Penso sia ancora presto per stabilirlo: voglio vedere se supererà una nuova prova del tempo.

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