Alex
Editore
Pierre Lemaitre, nato a Parigi nel 1951, ha insegnato per molti anni letteratura ed è approdato tardi alla carriera di scrittore e sceneggiatore. In Francia ha già pubblicato tre romanzi, tutti premiati da critica e pubblico. Questo è il suo libro d'esordio in Italia.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 2012
Top 500 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Un thriller al vetriolo!
Periferia Parigina, una bella ragazza, nuda, in una cassa dalle dimensioni ridottissime che ricorda molto una "fillette" dell'epoca di Luigi XI (sul web trovate informazioni a riguardo di questa cassa)...il tutto appeso a due metri d'altezza con delle pantegane affamate che nulla hanno da spartire con il più famoso ratto Parigino di colore blu.
Dimenticavo che, prima di essere infilata nella cassa, la ragazza si è beccata una sonora dose di percosse!
Questo è l'inizio del libro, un bel thriller francese di uno scrittore che non conoscevo al suo esordio in Italia.
Posso anticiparvi solamente che la tanto decantata "fillette" ve la dimenticherete presto, pagina dopo pagina, per il susseguirsi degli eventi...eventi che rovesciano la storia più volte!
Qualunque anticipazione della storia dopo la "fillette" non ve la posso dare, sarebbe un delitto (restando in tema!) posso dire che alla base di questa c'è la "morale".
Quando un comportamento è "moralmente" giusto? Fare giustizia usando sistemi poco leciti è "moralmente" giusto?...Mah!?!
La domanda finale che si pongono il comandante Camille e il giudice è: "La giustizia è più importante della verità?"
La loro risposta non ve la dico, ma potete immaginarvela.
La domanda pone molti interrogativi dal punto di vista etico e morale, mi verrebbe voglia di dire: "Sì, è più importante la giustizia della verità"...ma la nostra coscienza come reagirà?
P.S. il cenno al vetriolo nel titolo non è puramente casuale...
Indicazioni utili
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Che cos'è una fillette?
(...)di colpo Alex capisce.Non sono più solo i croccantini.Lo capisce quando vede la testa di un enorme ratto emergere dal bordo del cestino.Nel suo campo visivo,sul coperchio della gabbia,altre due sagome scure sfilano velocemente,accompagnate da quei fruscii che ha già sentito.Le sagome si fermano e infilano la testa fra le assi,proprio sopra di lei.Due ratti, ancora più grossi del primo,con occhietti neri e brillanti.Alex non riesce a trattenersi, urla da farsi scoppiare i polmoni.E' questo il motivo per cui l'uomo lascia i croccantini.
Non per nutrirla. Per attiraarli. Non sarà lui ad ucciderla...
Alex, la protagonista di questo thriller sconvolgente, è in una fillette (vergine) così Luigi XI chiamava questo terribile strumento di tortura formato da una gabbia che costringeva il condannato a rimanere accovacciato in un piccolo spazio fino a quando le giunture non collassavano saldandosi,i muscoli si atrofizzavano,si finiva per morire schiacciati dal proprio peso in mezzo alle proprie deiezioni,pazzi per il dolore. Chi ha imprigionato questa bella ragazza dalla vita apparentemente normale, ma soprattutto: finirà divorata dai topi?
A questa fine orribile la potrà sottrarre solo il commissario Camille Verhoeven ,un poliziotto fuori dal comune, per intelligenza e altezza,infatti capacità e intuito lo pongono al di sopra di tutti i suoi colleghi del commissariato parigino dove lavora, ma quanto ad altezza, non arriva al metro e quaranta.Comunque sia, si sà, anche a Parigi il vino buono stà nelle botti piccole.Il problema è che Camille dopo la terribile morte di Irène,sua moglie, rapita e uccisa da un pazzo, di indagini non vuol più sentir parlare.
Quando Le Guen , il suo capo, lo "costringe" a seguire questa intricatissima vicenda è per Irène che decide di accettare,ma bisogna fare presto, gli indizi per capire chi ha rapito e dove tiene la ragazza sono veramente pochi e i ratti hanno cominciato ad annusare il sangue che li accita maledettamente:fai presto Camille!









