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La principessa di ghiaccio

La principessa di ghiaccio

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura scandinava
Autore Camilla Lackberg
Sito autore Visita il sito di Camilla Lackberg

Editore

Casa editrice Marsilio


La trama e le recensioni di La principessa di ghiaccio, romanzo di Camilla Läckberg edito da Marsilio (in libreria dal 13/01/2010). Il nuovo fenomeno del thriller svedese: arriva anche in Italia l'autrice considerata l'erede di Stieg Larsson. Erica Falck, trentacinque anni, scrittrice, è tornata per qualche tempo nella casa dei genitori, a Fjällbacka, paradisiaca località turistica sulla costa occidentale svedese. La morte di Alexandra Wijkner, sua amica d'infanzia, riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato la piccola comunità dell'arcipelago molti anni prima. È Erica a trovare il corpo di Alexandra: i polsi tagliati, giace in una vasca di ghiaccio. Ma non è suicidio, qualcuno l'ha uccisa. Coinvolta in una rete di sospetti, menzogne e segreti, in coppia con il poliziotto Patrik Hedström, perdutamente innamorato di lei, Erica decide di indagare di persona, proprio quando si trova ad affrontare una fase delicata della sua vita, con una nuova, travolgente storia d'amore e la sensazione di non sapere bene cosa volere dalla vita.

Camilla Läckberg prima di diventare una delle più celebri e vendute autrici di polizieschi della Svezia, ha lavorato per diversi anni come marketing director e product manager. Oggi, madre di due figli, vive a Stoccolma dove continua a scrivere la sua fortunata serie, sei milioni di copie vendute nel mondo, ora anche serie televisiva di successo. I suoi libri sono stati tutti ai vertici delle classifiche dei maggiori paesi europei, dalla Francia alla Spagna alla Germania, di poco dietro alla trilogia di Stieg Larsson.

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Opinioni inserite: 30

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Un thriller di ghiaccio

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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Qualcuno l'ha definita l'erede di Stieg Larsson (vedi trilogia millennium).
Secondo Pupottina, non si è sbagliato di molto. Il modo di scrivere e di delineare i personaggi è molto simile.
A questo punto, Pupottina ha un interrogativo: gli svedesi scrivono tutti così?
Pur essendo un bel libro, manca qualcosa: forse Lisbeth Salander!
La love story fra Erica e Patrick, che si delinea in questo poliziesco, lo fa sembrare un po' un Harmony. Non è proprio un complimento, ma a volte noi donne esageriamo nel delineare gli uomini che vorremmo accanto. Almeno è quello che ha fatto la Lackberg, tracciando, tassello dopo tassello, la personalità di un uomo troppo perfetto per essere vero.
Sebbene all'inizio le indagini siano portate avanti da Erica, alla fine, la situazione si ribalta, ed è lui, Patrick, a risolvere il caso e lo fa con grande umiltà, lasciando che il merito vada al suo capo, un personaggio odioso e caricaturale.
La storia è intricata e ogni omicidio ha il suo colpevole.
La narrazione è molto avvincente. Anche questo libro ti intrappola e non riesci a smettere di leggerlo perché vuoi vedere come va a finire. Il lettore, come i personaggi, vuole giustizia. Le possibilità si insinuano come dubbi nella mente di chi legge, che vuole avere la conferma di quanto ipotizza e, nello stesso tempo, vuole trovare quel qualosa in più che lo faccia meravigliare.

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Ghiaccio, sangue e mistero

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7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Devo dire che l'atmosfera natural-gelida di contorno a questo racconto è stata l'ideale per questo momento dicembrino. Ci sono libri che devono andar letti secondo le varie stagioni, e devo dire che "La Principessa Di Ghiaccio" calza a pennello con il frescolino di questo periodo invernale.

Tornare a casa e leggere le vicissitudini di Erica e Patrick è stato via via sempre più avvincente. Camilla Lackberg ha studiato questo thriller davvero molto bene, l'omicidio sul quale ruota la vicenda è abbastanza particolare e fascinoso, la storia che si sviluppa magari è un poco lenta (non pochi i personaggi presentati) ma la curiosità sale in proporzione alle pagine lette. Iniziale mistero, conseguente suspense, e non pochi contentini quasi immediati si danno il cambio a nuove raffiche di punti interrogativi. Praticamente impossibile riuscire a capire come finirà l'indagine e quante e quali persone saranno implicate attivamente nella storia. Gli incastri sono studiati perfettamente e non è da trascurare l'ottima psicologia data ai personaggi (principali e non).

Mi è piaciuta molto la protagonista Erica e allo stesso livello ho apprezzato i racconti descrittivi della sorella Alex (per la serie come rendere la vittima parte attiva del racconto sino alla fine). Ma anche il più piccolo ed insignificante personaggio è dotato di un profilo accattivante e vero, in più di un occasione Camilla Lackberg scrive di assolute verità quotidiane dando perfettamente senso alla situazione di una piccola città che vive alimentata sui più disparati pettegolezzi.
A tratti la lettura si fa poetica e non si fa fatica ad entrare subito dentro i personaggi e soprattutto dentro la storia (che non è per niente sempliciotta).
Il finale è totalmente soddisfacente e si merita anche attenzione l'ultimo paragrafo dedicato ad uno dei personaggi minori della storia (ma non per questo meno denso di significato, anzi l'ho trovato un signor modo di chiudere degnamente il romanzo).
Consigliato su tutta la linea, storia e stile di scrittura ineccepibili.

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Mediocre lettura estiva

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Mi aspettavo molto di più dalla "nuova Agatha Christie", come recitava in pompa magna la recensione del libro! Invece molto marketing e poca sostanza: ho trovato un gialletto leggibile ma privo di suspence, niente a che vedere con larsson per intenderci. Personaggi vaghi, di scarso spessore; la cosa migliore è l'ambientazione nordica (paesino fra i ghiacci invernali). In sintesi niente di che, non lo consiglio se non come lettura "estiva" in mancanza di alternative più valide.

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La psicologia del grande Nord

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Gran bel libro, l'ho divorato letteralmente. Il giallo si apre con il ritrovamento del corpo di Alexandra, amica d’infanzia di Erica Falck, in una vasca di ghiaccio. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. Erica è una scrittrice affermata e l'animo umano è uno dei suoi campi di ricerca. Alla ricerca del filo conduttore, grazie soprattutto al suo intuito, Erica si ritroverà in mezzo a un groviglio di voci, illazioni e sospetti capaci di scalfire il buon nome di molte famiglie rispettabili. Un romanzo d’eccezione nella serie dei gialli scandinavi, in cui l’autrice dipinge personaggi ricchi di sfumature e intesse trame attente agli aspetti più oscuri della psicologia umana, facendo uso di un linguaggio immediato. In questo romanzo, a mio avviso davvero un ottimo poliziesco, risalta l’umanità di Erica, davvero speciale, e l’incalzare della trama, che non fa mai calare l’attenzione.

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Troppa carne al fuoco

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Gli ingredienti per un buon giallo (il paesino apparentemente tranquillo che, come la crosta di ghiaccio che riveste le acque nei mesi invernali, nasconde pericoli e morte; personaggi dal passato oscuro e una protagonista decisa a scoprire la verità) ci sono tutti; il problema è che a questi se ne aggiungono altri, troppi, che creano un insieme piuttosto scontato e poco appetibile.
I personaggi eccessivamente caratterizzati fanno intuire con rapidità quali scheletri nascondano negli armadi mentre quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti risultano abbozzati in modo superficiale, comparse che sembrano messe lì apposta a giustificazione di un mistero che, bene o male, va risolto.

L'inizio è molto promettente ma, a mano a mano che ci si addentra nella storia, cresce la sensazione che si sia voluto toccare ogni tema possibile ed immaginabile - critica sociale, burocrazia, abuso, rapporti familiari, 'true crime', amicizia, amore, tradimento, violenza sulle donne - senza centrarne in pieno nessuno ed a farne le spese è la tensione che dovrebbe caratterizzare un thriller.

Agatha Christie si rivolta nella tomba...

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La principessa di ghiaccio

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DanySanny Opinione inserita da DanySanny
09 Settembre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2011
6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Ho comprato "La principessa di ghiaccio" poiché sulla copertina vi era scritto:"La nuova Agatha Christie della Svezia". Sinceramente, dopo aver iniziato a leggerlo, l' ho trovato un commento esagerato. La scrittrice ambienta la storia in un piccolo paesino svedese, dove ciò che conta sono le apparenze e l'aspetto superficiale delle persone. Il classico pesino dove tutti sanno di tutti. Da apprezzare la descrizione della psicologia degli abitanti e la caratterizzazione del contesto che incide profondamente sul modo di fare dei personaggi. La presunta protagonista, Erika Falck, entra in scena ed indaga sulla sua amica d'infanzia. Qui il romanzo assume caratteristiche noir, distanti dal genere thriller, ma quando la narrazione iniziava a coinvolgermi, è entrato in scene Patrik, che a mio avviso ha soppiantato colei che doveva essere il fulcro del romanzo. A questo punto si assiste ad un incessante alternarsi di indagini, l'una portata avanti da Erika, l'altra dal suo futuro fidanzato. Subito il caso appare più intricato del previsto: i cittadini non collaborano pienamente per difendere la propria reputazione e sfuggire agli incessanti pregiudizi su cui si fonda la vita sociale. E così i poveri vengono oppressi e denigrati, se non quasi umiliati, dai ricchi che abusano del loro potere. Inizia per Erika un doppio percorso: uno la riporterà indietro nel tempo, per conoscere meglio se stesso e l'amica Alexandra, l'altro la condurrà nella mente umana, nel tentativo di individuare il motivo che spinga un essere umano a compiere l'atto più estremo e il più orribile dei peccati: macchiarsi con il sangue di un suo simile. Patrik ed Erika cercano di destreggiarsi in questo intricato puzzle da scomporre e ricomporre per raggiungere il colpevole e punirlo. In questo frangente iniziano per la (ormai) Co-protagonista, i problemi familiari che arricchiscono la trama, nonostante nel successivo capitolo delle indagini, il Predicatore, le vicende familiari diventano quasi un peso. Prevedibile il ruolo della sorella di Alexandra, mentre il colpo di scena finale, apparentemente eclatante, stupisce il lettore poiché nel corso del romanzo non vi è alcun indizio che lo possa aiutare (se non uno poche pagine prima dell'individuazione del colpevole). Insomma, un romanzo d'esordio che potrebbe promettere bene, ammirevole per la profonda indagine psicologica, ma biasimabile per il ruolo di Erika, ancora non ben delineato. "La principessa di ghiaccio" si basa su eventi agghiaccianti, occultamente celati, e pur nei suoi difetti è un romanzo leggibile, anche se non straordinario come i commenti volevano farci credere.

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buon libro

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Opinione inserita da marianna
07 Settembre, 2011
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la principessa di ghiaccio è davvero un bel romanzo, certo,ce ne sono di migliori ma è un libro piacevole, con un linguaggio fluido e ordinario. la lettura procede velocemente e il contenuto non è assolutamente pesante. la descrizione del procedimento delle indagini è piacevolmente interrotta in vari punti da racconti della vita privata della protagonista, che, per altro è descritta talmente bene sia dal punto d vista umano che dai ragionamenti che compie,che diventa presto un personaggio che incuriosisce, e uno di quelli che alla fine del libro......manca un po' =) BUONA LETTURA

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Consigliato a chi ha letto... i libri di kathy reichs
 

SEGRETTI AGGHIACCIANTI...

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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2
04 Luglio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 2011
16 persone su 16 hanno trovato questa recensione utile

"Erano gli esseri umani e la loro patologia a interessarla, ma era proprio questo che nella maggior parte dei gialli finiva per cedere il passo a omicidi cruenti e brividi gelidi lungo la schiena.
Detestava fortemente gli stereotipi e sentiva di scrivere, ciò che desiderava di cui scrivere era qualcosa di autentico.Qualcosa che cercasse di spiegare perchè una persona possa commettere il peggiore dei peccati: togliere la vita ad un essere umano."

...E cosi la vita di Erica Falck, giovane scrittrice scorre parallela e coinvolta nella vicende che girano intorno alla morte dell'amica d'infanzia Alexandra, da lei ritrovata nella vasca di ghiaccio.
Giunge subito chiaro che l'assassino voleva far credere che la vittima si fosse tolta la vita ma presto le analisi del labotatorio confermano l'opinione di Erica e dei familiari di Alexandra: si tratta di omicidio.
E cosi nella mente della scrittrice nasce l'ispirazione,la voglia di sondare e dar voce all'animo dell'amica, al mistero che spiega l'improvviso distacco nei suoi confronti,ai segreti che celava profondamente dentro di se,sepolti insieme al suo corpo ormai privo di vita e scavare a fondo nei meandri nella mente di chi arriva a compiere il gesto più folle,più spietatamente crudele e cosi naturalmente inumano,inafferrabile,lontano nella psiche di una persona normale...oppure...solo...."apparentemente normale"...

Una lettura interessante e quasi "velatamente spietata",molto più vicina al genere noir che al "classico thriller",oltre che un'accurata analisi psicologica dei personaggi principali,emerge la mentalità di una piccola località di provincia, Fjallbacka,intrisa di pregiudizi che contribuiscono a creare soltanto una forte VERGOGNA da parte dei poveri,una vergogna che finisce col trasfomarsi in meschinità e una forte sottomissione schiacciata,resa succube dallo spietatissimo abuso di potere da parte dei suoi ricchi abitanti.

Un puzzle ben intricato dove la vita di Erica, i suoi problemi esistenziali, le tragedie familiari della sorella Anna e la relazione sentimentale con il poliziotto Patrik Hodstrom, pur essendo quest'ultimo un elemento che al primo acchito può risultare oridinario o troppo scontato rende invece la lettura più animata, grazie all'abilità narrativa dell'autrice, che riesce a mantenere sempre ben teso il filo conduttore che unisce le tragiche vicende agli agghiaccianti segreti appartenenti ad Alexandra ed altre vittime che compongono un terribile mosaico di soffererenza,taciuta per troppi,lunghissimi anni.Questi orrori lentamente vengono a galla, affiorano nella mente del lettore portando egli stesso verso un'attenta "indagine psicologica" nella mente di ogni personaggio che anima una storia triste, un mondo di crudelissime ipocrisie.

Un finale inaspettato che illumina le ombre più inquietanti e tristemente vere dell'animo umano.


Complimenti all'autrice!

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La principessa di ghiaccio: una lettura da spiaggi

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Nonostante il clima nordico che si respira nel libro, trovo che questo romanzo sia la classica lettura da vacanza al mare. Un giallo coinvolgente ma allo stesso tempo non impegnativo, ideale per rilassarsi. Non vi aspettate di leggere la nuova Millennium perché la storia e i personaggi sono molto più semplici, a volte un po'banali, ma il finale è inaspettato!

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La principessa di ghiaccio

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Rispetto ad altri gialli svedesi questo è deludente. Mankell è molto più coinvolgente. La trama è poco impegnativa, ma segue un filo logico. Interessante la descrizione di alcuni aspetti della vita svedese.

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Piacevole lettura

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Dopo tanto clamore pubblicitario, non si poteva sfuggire alla lettura di questo giallo nordico. La Lackberg era stata acclamata come la nuova.. Larsson...dunque bisognava conoscerla!

Il romanzo si è rivelato infatti piacevole , e la vicenda scorre veloce, senza alcun momento di stanchezza..
I personaggi , oltre ai protagonisti principali, sono molti e tutti interessanti.
I loro caratteri sono ben delineati; le loro vicende personali si intersecano con la storia in giusta misura.

Man mano che la vicenda procede si ipotizzano colpevoli, che poi sfumano e si ricomincia da capo con le supposizioni..
Io non lo avrei mai indovinato, ma da questo punto di vista,non faccio testo: sono un pò...tarda a scoprire!!!

Lo stile, senza essere ricercato, è semplice e piacevole, ed invita alla lettura.

Detti tutti questi lati positivi, affermo però con sicurezza che non sono d'accordo sul fatto del "novello" Larsson! Storie di diverso spessore, in tutti i sensi...

A questa , assegnerei un Buono.

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la principessa di ghiaccio

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silviettapz Opinione inserita da silviettapz
19 Agosto, 2010
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Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2010
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Carino, va bene come lettura poco impegnativa da spiaggia.
Lo stile non è male, è piuttosto scorrevole, ma anche io l'ho trovato un po' troppo smieloso.
Da leggere, però senza eccessive pretese!

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Buon inizio per chi non ha mai letto nordici

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Per me è una di quelle classiche letture estive da ombrellone :avvincente e non troppo impegnativo.
Se uno ha letto anche altri autori di gialli/noir nordici potrebbe rimanere deluso perchè questo libro è decisamente un pò più commerciale ma comunque ben scritto.
L'unica cosa che secondo me si poteva evitare è la parte più"rosa" del romanzo :un pò troppo miele!

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una buona operazione di marketing

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Gradevole. Un buon prodotto di marketing ma niente di più. Si lascia leggere soprattutto se è disponibile nell'edizione tascabile. Cioè non troppo costosa.

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Consigliato a chi ha letto... di tutto un pò
 

Ottimo esordio tra i ghiacci

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Davvero un buon giallo! Mi ha appassionato dalla prima all'ultima pagina. Seppur prevedibile in alcuni punti, per il resto la suspence regna sovrana. Una serie di delitti, dei crimini nascosti nel ghiaccio del tempo di una cittadina svedese nella quale l'apparenza e il rigore sono più importanti di altri valori.
Un ottimo esordio, consiglio agli amanti del thriller.

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romanzetto rosa intinto di giallo

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Opinione inserita da ML
21 Mag, 2010
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love story con sfondo giallo, penoso l'esito sia come storia d'amore che come giallo. L'ho trovato noioso e scontato, in linea con questo filone svedese di donne trucidate, violentate, massacrate ecc.

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sopravvalutata

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2 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

decisamente esagerati i commenti su questa autrice, tipo la nuova Agatha Christie o addiruttura la nuova Stieg Larsson!! per carità!!!
una lettura gradevole, nel complesso abbastanza piacevole ma...nulla di più!! la trama è deboluccia e l'autrice tende a perdersi un pò via (tra l'altro credo di averla conosciuta anni fa e abbiamo lavorato per la stessa azienda ma..questa è un'altra storia!). Salta anche di palo in frasca e a volte non è molto coerente: ad esempio, dopo che la protagonista trova il cadavere della miglior amica d'infanzia ...nel rigo successivo si ritrova a fare shopping!!! ma che diamine!! vabbè la freddezza svedese ma da una "crime scene" al supermercato nemmeno il più scafato investigatore! Riassumendo, il libro ha degli spunti interessanti ma mi sembra di poter dire che le debolezze sono di gran lunga maggiori dei punti di forza e siccome i libri non li regalano consiglio di investire i propri euri su altri libri.

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Consigliato a chi ha letto... gialli alla scandinava
 

che rivelazione

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L'ho acquistato facendomi attrarre dalle 100000 copie vendute in due settimane e dalla descrizione dell'autrice come l'erede di Larsson. Una delusione! La trama è debole, la protagonista che ci si aspetterebbe avere un ruolo di detective in realtà non ha che una funzione marginale, i paesaggi nordici così vivi quando descritti ad esempio da Mankel qui sono abbozzati, i personaggi senza volto, troppe pagine sono dedicate a descrivere cose che non hanno niente a che fare con la storia. Sicuramente la soluzione non è semplice ma più per il fatto che è tutto abbozzato che per una reale capacità narrativa. Senza indizi è impossibile risolvere un rebus, al massimo si può indovinare. Il libro avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, e sarebbe stato comunque impossibile giungere alla soluzione.

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Dispersivo

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Opinione inserita da augusto
17 Aprile, 2010
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1 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Classico giallo scritto con mano ed animo femminile... ma non sempre e' un bene.
Avvincente la storia, piacevole lo stile, ma a chi importa della sorella che vuole vendere la casa di famiglia, ed altre amenita' che "occupano" 30-40 pagine assolutamente non essenziali al racconto.
Hai un bel impianto narrativo, sai scrivere bene ed allora fermati li' perche' chi compra questo genere di libri vuole che ogni pagina sia un colpo di scena, aggiunga elementi al fine di scoprire chi e' l'assassino.
Se si leva un 15% di noia totale e' un gran bel libro.

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Eccezionale

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Opinione inserita da Alessandra Molinari
13 Aprile, 2010
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La principessa di ghiaccio è un libro molto avvincente e scritto molto bene, che conquista il lettore dalla prima all'ultima pagina e dal mio punto di vista la soluzione non è affatto scontata.

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Ottimo

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Opinione inserita da Sara
11 Aprile, 2010
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bello e travolgente, mozzafiato...

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è brava ma che c'entra con stieg larsson ?

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Opinione inserita da marco 70
05 Aprile, 2010
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Sicuramente la scrittrice Lackberg è destinata a dare molte soddisfazioni ai responsabili della casa editrice Marsilio che da molti anni stanno. saccheggiando il mercato degli scrittori nordici ma per i motivi opposti rispetto a quelli comunemente esposti. La lackberg non c'entra nulla con Larsson ( la dimensione politica le è assolutamente estranea ) nè tantomeno con Mankell ( in cui la descrizione dei luoghi e delle psicologie dei personaggi prevale sul meccanismo del giallo ).Allora a chi assomiglia la nostra svedese ? Secondo me ha studiato molto bene i gialli di Agatha Cristie : il meccanismo del giallo appare impeccabile ( a 60 pagine dalla fine vi sono almeno 6-7 possibili colpevoli ), la scrittura non appare esaltante anche se vi sono alcune aprezzabili pennellate di ironia ( per esempio i preliminari amorosi fra la scrittrice e il poliziotto ) , i temi affrontati ovviamente sono più scabrosi rispetto al " modello inglese ". Da apprezzare rispetto agli scrittori americani la mancanza di toni truculenti su sesso e violenza.

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Consigliato a chi ha letto... A chi ama il meccanismo del giallo in sè senza complicazioni o divagazioni come Agatha Cristie.
 

leggero giallo

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Opinione inserita da serena
29 Marzo, 2010
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Ho appena terminato di leggere la principessa di ghiaccio, lettura piacevole, bella la descrizione dei personaggi, degli stati d'animo, dei luoghi, e degli ambienti. Libro consigliato per la sua scorrevolezza, anche io sono, però, dell'opinione che non sia paragonabile alla trilogia Millennium, per il diverso stile degli autori... entrambi meritevoli di essere letti.

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Buon giallo

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Piacevole lettura. Anche in questo caso devo sottolineare il fatto che chi ama il thriller americano alla Deaver non deve approcciare gli scrittori nordici. Il romanzo infatti è godibile, interessante, con una buona trama ma sicuramente a farla da padrone non è il ritmo. La Lackberg ha decisamene altri pregi quali la descrizione dei personaggi (bella la rappresentazione del commissario Mellberg) e la ricostruzione delle atmosfere e delle meccaniche della cittadina di periferia in cui gran parte della vicenda si svolge.
La lettura è semplice e diretta pertanto ne consiglio la lettura.

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Davvero una ricca analisi di quello che può essere l'animo umano, con i suoi pregi e difetti, con tutti i sogni ed aspettative e tutte le realtà e le delusioni. Il libro è davvero molto leggero e si legge con estrema facilità. Non posso dire che sia un gran giallo, ma di sicuro è stata una gradita lettura, consigliatissima. Syd

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Opinione inserita da Sydbar
14 Marzo, 2010
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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Davvero una ricca analisi di quello che può essere l'animo umano, con i suoi pregi e difetti, con tutti i sogni ed aspettative e tutte le realtà e le delusioni.
Il libro è davvero molto leggero e si legge con estrema facilità.
Non posso dire che sia un gran giallo, ma di sicuro è stata una gradita lettura, consigliatissima.
Syd

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Questa è Camilla non è Stieg

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7 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Bell'esordio, un giallo convincente, ma per favore basta paragonare tutti gli scrittori del genere a Stieg Larsson.

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Consigliato a chi ha letto... Gialli e thriller
 

Buon libro per gli amanti del Thriller

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Libro piacevole, scorrevole e che ti prende con il passare delle pagine. Trama avvincente, ottime le descrizioni dei paesaggi anche se lo stile probabilmente non arriva a quello di Larsson. Libro decisamente consigliato per gli amanti del giallo.

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Consigliato a chi ha letto... Uomini che odiano le donne
 

lettura che prende dalla prima all'ultima pagina

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Opinione inserita da agata
04 Marzo, 2010
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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Thriller bello e interessante dalla prima all'ultima pagina, si legge quasi tutto d'un fiato faticando a sospendere la lettura. Io l'ho letto in 4 giorni nonostante mi fossi ripromessa di leggerlo molto lentamente a causa della mia voracità a divorare i libri in questo periodo (da Natale ne ho letti ben 6), ma non sono proprio riuscita a staccarmene e cosa più strana lo sto rileggendo (non mi capita mai di farlo neanche con "Mille splendidi soli" e "L'ombra del vento" che reputo fantastici) per poter apprezzare ancora di più i personaggi descritti nelle minime sfaccettature. Insomma consiglio veramente a tutti gli appassionati del genere di leggere il libro e anch'io rimango in attesa del prossimo libro di questa brava scrittrice.

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Consigliato a chi ha letto... gli uomini che odiano le donne
 

Un giallo di elevate qualità letterarie

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14 persone su 14 hanno trovato questa recensione utile

Occorre premettere che ho sempre diffidato dei best sellers, libri in genere di piacevole svago, ma di modeste qualità letterarie, tranne rari casi. Così, quando ho preso in mano La principessa di ghiaccio, oggetto di una notevole campagna pubblicitaria, ero un po’ scettico, immaginando il solito romanzo giallo, dal meccanismo ben oliato, magari di gradevole lettura, ma privo di spunti che potessero andare oltre il genere. Tuttavia, già dalle prime pagine, ho dovuto ricredermi , riscontrando che l’aspetto investigativo volto alla ricerca del colpevole o dei colpevoli di un delitto è quasi marginale, costituendo l’ossatura intorno alla quale costruire uno spaccato della società svedese. La morte violenta di una giovane e bella donna, Alexandra Carlgren, avvenuta a Fjällbacka, un tempo piccolo paese di pescatori, trasformatosi successivamente in ridente località turistica, innesca una serie di reazioni e mette a nudo le pecche di una società che, per abitudine, consideriamo assai più progredita della nostra.
Mano a mano che procedono le indagini, a cui partecipa attivamente anche Erica Falck, scrittrice di biografie e alla ricerca di dare una svolta alla sua vita ormai avviata a un destino da nubile, si scopre la tipica mentalità gretta di un piccolo borgo, in cui la maldicenza sembra imperare, nonostante i tempi moderni in cui svolge la storia.
Non è tuttavia solo una questione di mentalità ristretta, ove ciò che conta è l’apparenza oltre ogni logica, ma anche di una chiara invalicabile separazione fra le classi sociali, in cui una borghesia ricca cristallizza il suo mondo, rendendolo inaccessibile agli altri.
E’ una visione della società svedese che stupisce, pur se indubbiamente veritiera, e che lascia molto a pensare sulle nostre convinzioni di un popolo molto più evoluto e libero del nostro. Anche per quanto concerne l’aspetto sessuale appare in netto contrasto con quanto abbiamo sempre pensato degli svedesi, al punto che perfino una violenza subita diventa motivo di vergogna per i familiari della vittima, quando addirittura non viene usata per tornaconti meramente economici.
Scopriamo così cosa c’è dietro la facciata, un mondo fatto di silenzi, di urla mute di chi subisce senza poter reagire, di come con il denaro si compri tutto, anche la dignità e la vita delle persone.
Camilla Läckberg non si dimostra per nulla tenera nei confronti dei suoi connazionali, additando invece come elementi positivi uomini e donne che cercano di condurre la loro esistenza nel pieno rispetto di sé e degli altri, fieri di essere quello che sono e che della loro umiltà fanno una ragione d’orgoglio, mai disponibili a scendere a compromessi, alla ricerca continua della verità, anche la più scomoda.
Pagina dopo pagina incontreremo personaggi che non possono che destare simpatia, oppure altri che finiremo con il detestare, nonostante le apparenze, in un intreccio che si fa sempre più fitto, una matassa di nodi intricati che si scioglierà solo alla fine, con l’inevitabile scoperta del colpevole nei confronti del quale non potremo che provare un autentico senso di pietà, in quanto anche lui vittima della sua condizione sociale.
Scritto benissimo, mai greve, con un’attenta e precisa caratterizzazione dei ruoli, La principessa di ghiaccio è uno dei pochi best seller di elevata qualità letteraria.

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