Aspetta primavera, Bandini Aspetta primavera, Bandini

Aspetta primavera, Bandini

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice


Aspetta primavera, Bandini; di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.Arturo Bandini ha 14 anni, abita in America, in uno sperduto paesino sulle montagne e possiede una slitta. Per il resto avrebbe preferito chiamarsi John, e di cognome, al posto di Bandini, Jones. Sua madre e suo padre sono italiani immigrati, ma lui avrebbe preferito essere americano. Poi c'è nonna Toscana che considera il genero Svevo, padre di Arturo, un mezzo fallito e la figlia Maria una povera pazza perché lo ha sposato. I Bandini non se la passano bene, anzi: non c'è proprio nulla di quel che accade sotto gli occhi sognanti del piccolo Arturo che non porti il segno di un'atavica, metafisica, inguaribile fame italiana. Tanto che nel mazzetto di parole americane che circolano in famiglia, l'espressione «chiedi se ti fa credito» è di gran lunga la piú usata. Tragedia, o ancor meglio, commedia dell'immigrazione e dello spaesamento, delle radici e della smania di libertà, Aspetta primavera è il romanzo della riconciliazione col mondo delle proprie tradizioni e, al tempo stesso, l'eroico tentativo di congedarsene.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 4

Voto medio 
 
4.6
Stile 
 
4.8  (4)
Contenuto 
 
4.3  (4)
Piacevolezza 
 
4.8  (4)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
 
Aspetta primavera, Bandini 2012-05-10 14:00:53 Giovannino
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Giovannino Opinione inserita da Giovannino    10 Mag, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il giovane Arturo

Dopo "Chiedi alla polvere" e "La strada per Los Angeles" proseguo con la lettura della tetralogia del grande Arturo Bandini. È la volta di "Aspetta primavera, Bandini" secondo libro della serie ma primo ad andare in stampa, visto che come sappiamo "La strada per Los Angeles" verrà pubblicato solo negli anni 70 e quindi dopo gli altri tre di Bandini anche se cronologicamente scritto per primo. In questo libro Fante inverte la tradizione dei libri precedenti, non si sà se lo faccia per dimostrare la sua bravura nello scrivere o semplicemente per attirare maggiormente l'attenzione degli editori e realizzare il suo sogno (diventare uno scrittore di successo), ma sta di fatto che non scrive più in prima persona come nei primi due ma usa la terza. In sostanza, a parte lo shock iniziale, cambia poco visto che lo stile rimane sempre e comunque diretto e travolgente quindi il lettore resta comunque coinvolto nonostante il cambio. Questo romanzo mi ha ricordato molto "Panino al prosciutto" di Bukowski e non escludo che il vecchio Charles si sia inspirato a questo libro per scriverlo (essendo Buk un grande ammiratore di Fante). Il romanzo è in realtà la biografia d'infanzia del piccolo Fante, del duro e libertino padre Svevo (coprotagonista del libro), della dolce e mite mamma Maria e dei due fratellini August e Federico. Nel libro Fante racconta la povertà in cui è cresciuto, i problemi che avevano mamma Maria e papà Svevo nel riuscire tutti i giorni a mettere qualcosa in tavola. Povertà che il piccolo Arturo si porta addosso, andando a scuola sporco e mal vestito, e questo lo sa Arturo e prima di essere discriminato dagli altri si discrimina da solo. E’ proprio qui che secondo me nasce il personaggio Bandini, il presuntuoso e arrogante Bandini di “Chiedi alla polvere” nasce in questa povertà e solo qui può essere compreso a pieno. Una cosa che ho sempre pensato è che l’arroganza di Arturo Bandini è semplicemente un mezzo che lui usa per mascherare le sue debolezze, i suoi vuoti, le sue mancanze. Ne avevo avuto il sospetto già dai primi due libri ed ora ne ho la certezza. La stessa presunzione che fà si che il padre Svevo, povero emigrante che di professione fa il muratore, tradisca la dolce e mite Maria con la vedova Hildegarde. Lo fà non per la bellezza della vedova in sé, ma per i suoi soldi. E’ vero che sta tradendo la moglie ma in realtà lo fà solo perché così può ottenere dei soldi facili che li possano far uscire dalla povertà. E soprattutto, un po’ come il piccolo Arturo, così facendo pensa che finalmente può riscattarsi contro la società che da sempre lo umilia ( che, se poi vogliamo, è un po’ lo stesso discorso del Fante che le tenta tutte per diventare uno scrittore di successo). In piccolo, anche Arturo cerca di inseguire il suo amore, Rosa. Rosa è figlia di emigranti italiani anch’essa, ma a differenza sua è sempre ben vestita, educata e di buona famiglia. Anche Arturo, come il padre, fa gesti condannabili (ruba la collana della madre) per colmare quella distanza che c’è tra lui e l’amata e apparire così ai suoi occhi non inferiore agli altri. Ma lei lo capisce e lo rifiuta. Finirà poi tragicamente. Elemento sempre presente è la discriminazione, che vediamo prima nel piccolo Arturo a scuola ed infine nei confronti del padre Svevo da parte della vedova Hildegarde. Splendido il finale. Meravigliosa la frase che da il titolo al libro. Arturo chiede ai suoi compagni di andare a giocare a baseball, ma è inverno, e d’inverno non si gioca a baseball, ed ecco la risposta “Aspetta primavera, Bandini” che sta a significare “Aspetta momenti migliori”. Lui poi ci va lo stesso al campo da baseball…ma non c’è nessuno…Fante come al solito merita una letta, mai scontato e mai banale, ma sempre impetuoso e travolgente come un fiume in piena. Genio vero.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Fante va consigliato a tutti.
Trovi utile questa opinione? 
41
Segnala questa recensione ad un moderatore
Aspetta primavera, Bandini 2012-02-14 17:26:57 charicla
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
charicla Opinione inserita da charicla    14 Febbraio, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Miseria e povertà

Una storia che odora di miseria e di povertà ma che, come tutte le storie del mitico Fante, è condita da tanta voglia di riscatto e di rivalsa.
Libro asciutto, lineare e a tratti un po’ crudo ma molto molto reale.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Tutte le altre opere di John Fante e che ama Bukowski
Trovi utile questa opinione? 
02
Segnala questa recensione ad un moderatore
Aspetta primavera, Bandini 2012-02-01 18:03:26 macchiolina
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
macchiolina Opinione inserita da macchiolina    01 Febbraio, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Beh, se piaceva a Bukowski...

Primo di un ciclo, di un autore per me sconosciuto, racconta la storia di Arturo Bandini, americano di origine italiana, e in particolare di suo padre,Svevo Bandini.Scorrevole, ben scritto e crudo lo si legge tutto d'un fiato. Bellissimo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Bukowski
Trovi utile questa opinione? 
11
Segnala questa recensione ad un moderatore
Aspetta primavera, Bandini 2011-01-31 20:21:45 Frax90
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Frax90 Opinione inserita da Frax90    31 Gennaio, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

"il consorzio umano di Fante"

Ecco a voi la genesi di Arturo Bandini!!!In quest'opera troviamo il più sfacciato, irriverente, anticlericale(da notare i due "dio cane" solamente alla seconda pagina del romanzo) ed anticondormista John Fante di sempre!!!L'irresistibile amante di Camilla Lopez, qui è soltanto un bambino di 14 anni...ah quasi dimenticavo..un bambino italiano!!!Disprezza tuttò ciò che è miserabile e sciatto,ammira in modo imprescindibile ogni cosa possa essere contrassegnata dall'aggettivo "americano" e avrebbe preferito chiamarsi John Jones e non essere imparentato con una lurida vecchia baldracca di nome Donna Toscana....questi sono gli albori dai quali prende vita e si plasma l'Arturo Bandini che ci ha divertito e amareggiato in "Chiedi alla polvere". AH!!...non se la passa bene il nostro Arturo, che insieme ai suoi fratelli, condivide una giovinezza caraterizzata dall'espressione "chiedi se ti fa credito"....ovvero una gioventù di stenti e difficoltà, non tanto alimentari quanto sociali e familiri.La "fame italiana", tema ricorrente in ogni opera di Fante, qui raggiunge il suo apogeo,è una vera commedia dell'immigrazione quella che approda sotto gli occhi del lettore, il quale non deve guardarla da lontano con deferenza, ma vi si deve immergere a piene mani e capire cosa ha contraddistinto e smembrato parer mio fortificato la prima generazione di immigrati italoamericani. Di mirabile fattura è anche Svevo Bandini, padre del nostro amato Arturo,duro come una roccia ma al contempo smemrato e dilaniato dai problemi che attorniano la famiglia.La figura paterna è granitca la prima generazione di immigrati italoamericani. Di mirabile fattura è anche Svevo Bandini, padre del nostro amato Arturo,duro come una roccia ma al contempo smemrato e dilaniato dai problemi che attorniano la famiglia.La figura paterna è granitica ed imponente per buona parte dell'opera; si scoprirà solo alla fine l'anima spossata del padre....che però non riuscirà a sopraffare il suo "orgoglio italiano".Ogni personaggio frutto della geniale mente letteraria di Fante cerca, durante le vicissitudini narrative, la riconciliazione con le sue tradizioni, ma allo stesso tempo è dilaniato dalla smania di congedarsene.Opera epica,mirabilmente riuscita,"aspetta primavera, Bandini", è un inno all'orgoglio che dovrebbe caratterizzare ogni "alieno" in terra d'oltreoceano,un'ovazione a ritrovare quei sentimenti che ognuno di noi ha smarrito cammin facendo,un monito a non ficcarci l'orgolio dentro le tasche.Aspettiamo primavera...magari qualcosa , scavando a fondo dell'anima, emergerà!!!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore