L'esecutore
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Lars Kepler è lo pseudonimo dietro il quale è celato l’autore del thriller d’esordio che ha scosso il mercato editoriale svedese ed entusiasmato i principali editori internazionali.
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Opinioni inserite: 9
Sottofondo di violino
L'incipit è intrigante. In una stanza vuotoa un uomo è sospeso, a pochi centimetri dal pavimento e sembra ondeggiare nell'aria, seguendo il placido suono di un violino, suonato da un esecutore impareggiabile. Questa è la scena del "crimine" che Joona Linna deve capire per risolverlo, perchè c'è qualcosa, molto, di inspiegabile. Non può essere suicidio. Non può essere mocidio. Il libro strada facendo accelera e, quando arrivi verso la fine degli eventi, aspettandoti il colpo di scena, ti lascia un pò di senso di incompletezza, non ti dà tutto quello che ti aspetti. Rispetto a "L'ipnotista" forse questo libro perde un pò sotto il piano psicologico e l'epilogo risulta un pò misterioso. Le apparenze sono soltanto il velo ingannatore dietro cui si nascondono i crimini. E i crimini nascono da una cosa sola: i desideri.
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Se te lo regalano, corri a fartelo cambiare !!!
Dopo aver letto l'ipnotista, e averlo ritenuto "senza pretese" mi sono lasicato convincere e ho deciso di dare una seconda opportunita ai due svedesi:mi sono detto peggio non possono fare...
invece si ! sono riusciti entrare nella mia lista nera...
Trama confusa, stile scadente (e qui forse complice la traduzione)
Spendete i soldi altrove.
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L'esecutore
La coppia di coniugi che si cela sotto il nome di Lars Kepler,torna dopo il best-seller de "L'ipnotista" a mietere copie,ma non anime e cuori."L'esecutore" è un lento thriller-noir scandinavo,profondamente politico e confuso,che vorrebbe imitare lontanamente i prototipi,anche cinematografici anni cinquanta.Parte da un'azione importante,il romanzo:La sorella di una nota pacifista viene uccisa,ma la vittima era lei.Intanto il commissario Joona Linna(lo stesso del capolavoro "L'ipnotista"),indaga sulla morte di Carl Palmcrona,un importante industriale coinvolto in un complotto internazionale che potrebbe cambiare per sempre il mondo.Probabilmente risente di una urbanità troppo stilizzata e si affida a una non-curanza stilistica notevole,patendo come thriller metafisico e sfociando negli oscuri terreni del political-thriller.Un noir scandinavo che prova a strizzare l'occhio al compianto Larsson,ma che non riesce nella sua impresa.All'inizio,per le prime 100-120 pagine il romanzo riesce quasi ad appassionare,ma alla fine si raggiunge uno stato per nulla discreto e che si allontana notevolmente dai risultati precedentemente raggiunti dai coniugi.Poca l'introspezione,poco lo sviluppo dei personaggi.E poca la piacevolezza arrivata dalla lettura. Voto: 4
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Bellino
Un deciso passo avanti rispetto a l ipnotista (precedente romanzo dei coniugi kepler con protagonista joona).
La storia stenta a decollare all inizio ma poi parte in quarta di colpo e si rivela divertente e dal ritmo molto veloce.
Concordo con chi dice che il commissario Liina è un pò troppo saputello anche se come personaggio non è male (solito piacevole stereotipo). Il cosidetto esecutore appare un pò troppo come il robot cattivo di Terminator (giuro che ci avevo pensato anch io prima di leggere il commento precedente) non solo nel nome ma anche nel suo modo di agire, insomma esagerato.
Ma a parte questo la miscelanza della trama con la musica di Paganini e anche di Ravel è svolta in maniera impeccabile e conferisce alla trama un che di misterioso e esoterico, elementi che non guastano mai.
I personaggi attorno al commissario sono tutti simpatici e piacevoli: a me piace il giovanotto che da una mano in centrale, quello che va a vedere i megadeth, gli entombed e porta le magliette degli Europe.
insomma un acquisto consigliato, ma non scoraggiatevi se le prime impressioni non saranno delle migliori
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Non mi ha entusiasmato tanto!
Ho letto questo libro in giugno e premetto non ho letto l'altro libro dei coniugi "Kepler".
Sono stato affascinato dalla copertina e dalla sinossi, e quindi mi aspettavo un thriller con alta suspance e mistero , dello stile de "Il suggeritore" di Carrisi.
Invece mi sono strovato di fronte ad una storia di fantapolitica,che seppur interessante non corrispondeva alla mia aspettativa iniziale.
L'inizio mi sembra scontato. Nei primi capitoli gli autori basano la storia sul suicidio / omicidio, ma per me era omicidio, visto il titolo del libro. Indirettamente ne ha fatto le spese il commissario Linna, un po' troppo "saputello" per i miei gusti.
E ciò non è giustificato da nulla che riveli il suo passato di poliziotto.
La musica di Paganini, a detta degli autori misteriosa, non mi è sembrata esserla poi così tanto, anche se si rivela la chiave di volta per risolvere il giallo fantapolitico, ma nulla di più.
L'esecutore, mi è sembrato un po' troppo "esecutore" stile "Terminator" (o peggio di quei cow-boy che con una colt da cinque colpi riescono ad uccidere decine di indiani). Interessante invece è l'accostamento delle esecuzioni di Paganini, con quelle dell'esecutore degli omicidi.
Tutto sommato la trama regge bene così come la figura della protagonista, che si trova in pericolo di vita senza sapere il perchè.
In definitiva sconsiglio il libro a chi vuole provare emozioni forti, mentre potrebbe essere piacevole per chi è appassionato di fantapolitica, se non ha altro di meglio da leggere.
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- sì
- no
Sconsigliato invece a chi ama i thriller adrenalinici con suspance e mistero.
Ultimo aggiornamento: 07 Aprile, 2011
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Un buon romanzo d'avventura
Nonostante personalmente abbia preferito lo stile più tendente al thriller psicologico de "L'ipnotista" devo dire di essere rimasto soddisfatto dopo la lettura di questa seconda fatica letteraria della coppia svedese: un libro che si lascia leggere facilmente, scorrevole e dai ritmi serrati.
Nel complesso, un libro sicuramente più "leggero" rispetto al precedente.
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Una nuova avventura del commissario Joona Linna
“L’esecutore”, seconda prova dei coniugi Ahndoril ( Lars Kepler è il loro pseudonimo) , è uno swedish-thrilling senz’altro migliore del primo romanzo, “L’ipnotista”. La trama è meglio congegnata, ed il protagonista (ancora il commissario della polizia criminale Joona Linna) si muove questa volta nel mondo dei trafficanti d’armi d’altissimo livello. Il romanzo non ha momenti di pausa e, tra sparatorie, inseguimenti spericolati, agguati e colpi di scena conduce il lettore ad un finale incalzante e ricco di suspence. Il finale, come si conviene, premia i buoni ed i pacifisti, mentre condanna (muoiono quasi tutti) coloro che si arricchiscono illecitamente con forniture d’armi ai paesi del cosiddetto terzo mondo. Un finale indubbiamente edificante, anche se gli Autori non si dimenticano di ricordarci l’elenco dei nove maggiori paesi esportatori di armi convenzionali nel mondo ( USA, Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Cina). Interessanti e assai ben delineati i personaggi che appaiono nello svolgersi degli avvenimenti : dalla pacifista Penelope Fernandez inseguita per quasi tutto il romanzo dall’Esecutore, che vuole eliminarla, al commissario del nucleo antiterrorismo Saga Bauer, dal trafficante d’armi Raphael Guidi, vero genio del male, allo spaurito Axel Riessen, vittima inconsapevole di una ingegnosa e diabolica macchinazione, dalla giovanissima psicolabile Beverly alla madre di Penelope.. Tutti ruotano attorno alla ormai mitica figura (dopo solo due romanzi) del commissario Jonna Linna, poliziotto dall’intuito infallibile e dal coraggio indomito, sempre sulla breccia con la consapevolezza, maturata dopo anni di esperienza, che “le apparenze sono soltanto il velo ingannatore dietro cui si nascondono i crimini”. Un buon thriller, insomma, che si lascia leggere piacevolmente e che lascia presagire nuove avventure dell’inossidabile commissario.
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Scandinavo... e basta!
Dopo la delusione de l'ipnotista, da amante della letteratura scandinava ho voluto dare una seconda possibilità alla coppia Kepler, ma anche questa volta sono rimasto poco convinto. La storia ha degli spunti interessanti ma come già nel precedente si perde lungo il percorso e a mio avviso tradisce le aspettative, già partendo dalla recensione, che descrive una scena del crimine ove un uomo inspiegabilmente fluttua al centro di una stanza. Mistero o magia? No, molto più semplicemente nessuno ha visto la corda, che peraltro non era assolutamente nascosta. Si ha l’impressione che sia tutto costruito partendo dall’analisi dei bisogni del lettore, di ciò che può apprezzare. Ci si mette un super poliziotto Joona Linna, strambo e affascinante, lo si affianca con una bellissima agente della Sapo Saga Bauer, et voilà, il connubio perfetto di intelligenza, capacità intuitiva, forza fisica e bellezza. Se non ricordo male lo stereotipo che aveva reso celebre Wilbur Smith. Peccato che quest'ultimo incantasse con descrizioni fotografiche e storie a ritmo incalzante. Sarà forse che scrivere un romanzo a periodi corti spezza il ritmo, ma è anche vero che se si salta di palla in frasca si rischia di perdere il filo conduttore. Nel complesso la storia che parte da personaggi e situazioni che sembrano non poter avere nulla in comune, prende lentamente forma, purtroppo ci sono troppi soggetti abbozzati di cui si fa fatica anche solo a ricordare i nomi e troppe cose non credibili. Prendiamo un personaggio come Axel il manager che in gioventù era un talento del violino. Pagine e pagine a descriverne la breve ma folgorante esperienza musicale, bene, quest’uomo, dopo appena 20 anni di mancato esercizio lo suona come un novello Paganini. Peccato che proprio Paganini dicesse "Se non studio un giorno, me ne accorgo solo io; se non studio due giorni, se ne accorgono gli altri", e Uto Ughi intervistato abbia detto che “il violino è uno strumento che non perdona, bisogna studiare tutto il giorno se non si vuole scadere, lasciando un piccolo margine per le altre cose”. Ma chi sono costoro per poter esprimere un parere? Oppure il trafficante multi milionario Guidi che proprietario di un impero nonché dello Yacht più costose del mondo (ampiamente descritto in luoghi e situazioni ove bianco come la neve solca i mari), viva su quest’ultimo inspiegabilmente trasformato in una pattumiera galleggiante. Che senso ha? Ritorno a quanto già detto, tanta pubblicità ma poca sostanza.
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L'ESECUTORE
Ero veramente curioso di leggere il secondo libro firmato Lars Kepler, e devo dire che non mi è dispiaciuto. Questo titolo è sicuramente meno “thriller” del precedente, gli autori hanno voluto dargli un taglio più strettamente avventuristico. Se vogliamo la seconda parte del libro potrebbe averla scritta Clive Cussler, dove il super eroe Dirk Pitt e sostituito dal commissario Joona Linna. Chiaramente il paragone con un mostro sacro come Cussler è veramente difficile da sostenere. Un' altra caratteristica di questi autori è il fatto che viene sempre raccontata la storia all'indicativo presente, con periodi molti corti che a volte, secondo il mio parere necessitano di maggiore completezza. Dopo qualche decina di pagine però ci si abitua a questo stile e si può apprezzare il libro.









