Trainspotting
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Irvine Welsh, nato in Scozia, vive a Dublino, dopo aver vissuto e lavorato a Edimburgo, Amsterdam e Londra. Letteralmente esploso nel 1993 con Trainspotting, romanzo – e film di culto di Danny Boyle, dopo essere stato «il capofila della chemical generation» e successivamente «il Céline degli anni Novanta», Welsh è diventato uno degli autori più amati dal pubblico europeo. Energia, intelligenza, inventiva linguistica, spregiudicatezza, humour nero, gusto per l’eccesso, oscenità, nichilismo spietato sono alcuni dei molti ingredienti che Welsh ha saputo mescolare e che hanno reso assolutamente unico l’estremismo narrativo dei suoi formidabili romanzi. Da un racconto di Acid House è stato tratto l'omonimo film di Paul McGuigan.
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Nel suo genere un cult
E' un libro potente.troppo duro,troppo crudo,troppo triste,troppo drammatico...troppo tutto.Ma purtroppo non menzognero.Dobbiamo avere il coraggio di sapere anche ciò che non ci piace e non vorremmo esistesse, e prendere coscienza di realtà degradate e violente che vorremmo fossero solo un'invenzione. La storia di una banda di amici uniti dalla droga,dall'alcool e dalla violenza che crescono e vivono nella periferia di Edimburgo.Senz'altro da leggere.
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Opinione inserita da barch76 26 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 29 Agosto, 2011
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Trainspotting
Il termine inglese che dà il titolo al romanzo indica,come specificato all’inizio dello stesso,il passatempo di osservare i treni che passano. La metafora,letto quest’opera strepitosa è facilmente intuibile,si riferisce ai protagonisti,incatenati e strafatti dalla droga e dall’alcol,di osservare la vita che li circonda come un treno che sfreccia via,veloce caotico per loro schiavi inconsapevoli e convinti della chimica,incomprensibile. Non è Welsh che racconta la storia,ma le sue creature,tanti io narranti pieni di vita,caratterizzati in maniera magistrale ed eterogenea,che si uniscono a comporre un quadro realistico e prepotente di un mondo di tossicodipendenza,emarginazione,malattie e morte,di un aspetto della civiltà moderna che si nasconde e facciamo finta di non vedere. Attenzione però non ci troviamo di fronte ad un libro nero,tutt’altro,volgare,molto volgare perché chi ci parla non è uno scrittore,ma la mente fuorviata e delirante dei protagonisti strafatti dall’eroina,pieni di alcol,acidi e anfetamine,in brevi attimi di lucidità ci danno una visione pertinente della vita,forse quella che tutti abbiamo dentro ma che la nostra mentalità “civile”non riesce a tirar fuori,senza veli e senza censura,nuda e cruda. Divertente,esilarante,crudo,sincero,commovente,rivoltante,violento,tenero,scioccante,in queste 360 pagine ci troviamo tutto,per me un’opera irripetibile ed unica,sicuramente ha segnato un’epoca,sicuramente ha segnato me. Unica pecca,un finale a mio parere un po’ affrettato. Lasciate perdere il film,grandioso anch’esso,ma il romanzo è un’altra cosa,un’esperienza da fare.









