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Trainspotting
 
Trainspotting 2014-01-09 20:56:47 Giovannino
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Giovannino Opinione inserita da Giovannino    09 Gennaio, 2014
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Scozia, droga e punk.

Ed eccomi qua, al mio primo libro di Irvine Welsh, e quale poteva essere un inizio migliore di Trainspotting? Nessuno, ed infatti è da lui che ho voluto iniziare. Premetto che il film l'ho visto due volte e lo ritengo un gran film, quello che mi incuriosiva era proprio vedere quanto il film corrispondeva al libro, e devo dire che la corrispondenza c'è, e in conclusione forse il libro è ancora più azzeccato alla trama e ai personaggi. Perché dico questo? Ve lo spiego subito. Come molti sapranno Trainspotting (il termine è un termine dialettale che indica una vecchia usanza dei ragazzi delle periferie inglesi che, armati di penna e taccuino, si appostavano nei pressi delle stazioni e annotavano orario e direzione di tutti i treni di passaggio per quella stazione) è la storia di un gruppo di tossicodipendenti scozzesi che tra una dose di eroina e una sbronza cercano di sbarcare il lunario, ma soprattutto di sopravvivere. La cosa che più ho apprezzato è come vengono narrate le varie storie, inizialmente infatti la storia non sembra avere un filone principale (e forse effettivamente non lo ha) ma il libro è composto da brevi racconti, dove ogni volta il protagonista cambia (e con lui anche il tipo di scrittura così da caratterizzare ogni singolo personaggio) e quando i personaggi principali sono più di uno il narratore è esterno. I vari racconti sono tutti abbastanza brevi e a volte sembrano quasi privi di collegamento tra loro, e se inizialmente questa cosa non la capivo, verso metà libro ho cominciato ad apprezzarla perché effettivamente rende a pieno l'evanescenza delle vite dei vari protagonisti, il cui unico obiettivo è quello di drogarsi e non hanno nessun interesse per il futuro perché non sanno se avranno un futuro. Diciamo quindi che questo tipo di scrittura (sempre molto diretto, con uso frequente di termini gergali e parolacce) rende in pieno la precarietà dei ragazzi. Il libro comincia a prendere una piega verso la metà, e poi ancora di più verso la fine, quando il gruppo decide finalmente di dare una svolta alle loro vite, svolta che poi non avverrà, o meglio, avverrà solo per uno di loro. Un libro molto piacevole, che grazie alla scrittura rapida e semplice si legge in pochissimo tempo pur essendo comunque 360 pagine. Da leggere e rileggere il monologo su ciò che ci impone la società moderna (il discorso che apre il film, per chi l'ha visto) che offre diversi spunti di riflessione. Insomma, Welsh mi ha convinto.

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