Narrativa straniera Romanzi Il segreto della libraia di Parigi
 

Il segreto della libraia di Parigi Il segreto della libraia di Parigi

Il segreto della libraia di Parigi

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

L'ultima volta che Valerie è stata a Parigi aveva tre anni. Da allora ha vissuto a Londra, e non ha mai conosciuto nonno Vincent, che adesso è l'unico parente che le rimane ancora in vita. E soprattutto è l'unica persona che conosce la verità sul perché venne mandata via da Parigi e su cosa successe ai suoi genitori. Ma Vincent Dupont non è un tipo facile e Valerie ha paura che se gli dicesse subito chi è otterrebbe ben poco da lui. Ha la fama di uomo antipatico, esigente e inflessibile: l'unica cosa che gli interessa è la sua libreria, ma i suoi gusti in fatto di libri non sono in vendita. Si dice che arrivi persino a insultare clienti dai gusti poco raffinati e a cacciarli dal negozio. E così, tremante ma decisa, Valerie si fa assumere come commessa sotto mentite spoglie dal nonno materno, per entrare nelle sue grazie, e ottenere così preziose informazioni sul suo passato... Una storia indimenticabile di amore, paura e coraggio in tempo di guerra.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
3.0  (1)
Contenuto 
 
2.0  (1)
Piacevolezza 
 
3.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il segreto della libraia di Parigi 2024-02-18 10:17:52 FrancoAntonio
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    18 Febbraio, 2024
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Libri e nazismo

Un lungo viaggio in treno, tra Mosca e Parigi, dà l’opportunità ad Annie, giovane inglese in cerca di nuova occupazione, di fare la conoscenza con Valerie, anziana signora franco-britannica, che dice di viaggiare sempre con i propri ricordi, incorniciati, dentro alla valigia.
La curiosità stuzzica Annie che, abbandonata la relazione che sta scrivendo al computer, comincia ad ascoltare la storia di Valerie. Questa inizia a narrare di come nel 1962, appena compiuti vent’anni, aveva deciso di lasciare Londra, dov’era vissuta sino ad allora con la zia Amélie, per recarsi a Parigi; di accettare il posto di lavoro in una piccola libreria (“Gribouiller” cioè scarabocchio) gestita dal burbero vecchio Vincent Dupont – il nonno che lei non ricordava di aver mai conosciuto e che credeva morto durante la guerra come i genitori; di cercare di indagare sul proprio passato e sul perché, diciassette anni prima, era stata spedita in Inghilterra con una parente che nemmeno conosceva.
In incognito, per paura di essere rifiutata dal nonno, comincerà a lavorare come commessa per quest’uomo bisbetico, sempre pronto a rimbrottarla, a criticare come veste, come mangia (all’inglese) e come pretenderebbe di sistemare sugli scaffali i libri, che, per lui, dovrebbero essere classificati solo a seconda del fatto che l’autore si fosse bevuto il cervello o meno, ovviamente a suo insindacabile giudizio.
In ogni momento libero Valerie cercherà di scoprire qualcosa di più su Mireille, quella mamma di cui aveva solo una foto ingiallita e spiegazzata. In questa sua indagine segreta le sarà d’aiuto Clotilde Joubert, la fioraia vicina di negozio, che era stata l’amica più cara di sua madre.
In tal modo Valerie, rivivrà i duri anni dell’occupazione, gli stenti di quegli anni, la cappa di oppressione che schiacciava tutti, la difficoltà stessa di vivere a contatto con un esercito brutale indottrinato dalla folle ideologia nazista. Alla fine scoprirà com’era stata sua madre e cosa aveva fatto; chi era suo padre; come e perché erano morti e, infine, la ragione per la quale il nonno, alla fine, s’era risolto ad affidarla alla cugina Amélie, affinché l’allevasse lontano da una Francia rancorosa e carica d’odio e rivalsa contro tutto ciò che le ricordava gli anni dell’occupazione.

“Il Segreto della Libraia di Parigi” è un romanzo che oscilla tra un tentativo (balbettante) di ricostruzione storica dei tristi anni dell’occupazione di Parigi e la voglia di scrivere la vicenda sentimentale di due povere anime travolte nella bufera della guerra. Purtroppo il risultato non è dei migliori né sotto il primo, né sotto il secondo aspetto.
Il libro alterna i toni da romanzetto rosa in stile collana Harmony a quelli di un lamentoso “way we were”, stucchevole e non particolarmente coinvolgente. Tra l’altro si percepisce molto la difficoltà dell’A. (sudafricana di nascita e inglese di cultura) di immedesimarsi in una Francia che non c’è più e di cui fatica a comprendere mentalità e sentimenti. Si ha la sensazione che le atmosfere siano descritte più sulla base di un 'sentito dire' che di una reale, efficace documentazione storica.
Sono abbastanza simpatici alcuni personaggi di contorno, a cominciare dal vecchio, scorbutico Vincent e dalla fioraia Madame Joubert. Ma per lo più, sullo sfondo di una Parigi opaca e non più concreta e tangibile di una scolorita cartolina d’epoca, si muovono figure abbastanza convenzionali, scontate. Ho percepito la rievocazione storica come stereotipata e basata molto su luoghi comuni e frasi fatte che non riescono a calare davvero il lettore negli anni della guerra.
A mio avviso, poi, è piuttosto fastidioso il fatto che ci si riferisca sempre ai soldati occupanti (si badi: soldati della Wermacht, non SS) come a “nazisti”, quasi si volesse fare un prudenziale distinguo tra gli occupanti del 1940-44 e gli abitanti della Germania. È pur vero che il principale antagonista di Mireille e Vincent, il crudele Valter Kroeling, è chiaramente un ufficiale indottrinato e partecipe dell’ideologia e dei crimini hitleriani, ma la semplificazione di per sé è una banalizzazione fuorviante che, tra l’altro, rende difficile spiegare i comportamenti, a quel punto “devianti”, del capitano medico Mattaus Fredericks, un uomo “normale”, soldato solo perché il suo Paese è in guerra e non perché animato da chissà quali istinti predatori.
Le due storie d’amore (quella di Mireille con Mattaus e quella di Valerie con Freddie) riprendono con pedissequa diligenza tutti i topoi del genere rosa, senza troppa originalità.
In definitiva si tratta di un librino, non disprezzabile negli intenti e nella struttura della trama, moderatamente piacevole, ma, del quale, tutto sommato, si può pure fare tranquillamente a meno.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

L'orizzonte della notte
Valutazione Utenti
 
4.3 (2)
Five survive
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Compleanno di sangue
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
La prigione
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Day
Day
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Morte nel chiostro
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Pesci piccoli
Valutazione Utenti
 
4.1 (4)
Cause innaturali
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Tutti i particolari in cronaca
Valutazione Utenti
 
3.9 (3)
Dare la vita
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
L'età fragile
Valutazione Utenti
 
3.2 (3)
Il rumore delle cose nuove
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Day
Ci vediamo in agosto
Il segreto della libraia di Parigi
Il club del pranzo della domenica
Il club delle fate dei libri
Il filo della tua storia
Un oceano senza sponde
L'ora di greco
Gli altri
Baumgartner
I lupi nel bosco dell'eterno
L'isola nello spazio
La stagione della migrazione a nord
Fino alla fine
L'ultima cosa bella sulla faccia della terra
Lezioni di chimica