L'eleganza del riccio
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INSOLITO MA MI ASPETTAVO DI PIU'
Viste le gran recensioni di questo libro, spinta dalla curiosità l'ho letto anch'io: ebbene, all'inizio ho fatto una vera fatica a non lasciarlo in un angolino e dimenticarmene, poi ho insistito e finalmente da metà volume in poi ha preso una svolta interessante e sono riuscita a finirlo. Le due protagoniste direi "insolite" ma Paloma forse un po' inverosimile, sfido tutte le ragazzine di 12 anni a fare certi pensieri filosofici e così profondi da lasciare a bocca aperta.... Un elogio all'autrice per il finale che mi ha lasciato di stucco, davvero non pensavo che la storia potesse stravolgere così. Comunque tutto sommato è un libro piacevole, nella media, a mio parere senz'altro non un capolavoro.
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L'eleganza del Libro
Mi trovo spiazzato nel commentare questo libro; poichè sono forti in me sensazioni e impulsi contrastanti. Lo stile è innovativo, non lascia spazio alla noia o al decadimento cerebrale; ma allo stesso tempo vi è soprattutto nella prima parte un' ossessione al limite del nauseabondo sul considerarsi superiori o migliori rispetto ai propri simili; come se ci volesse un libro per ribadire quello che tutte le persone di buonsenso sanno; che anche se appartenenti a ceti bassi o facenti parte dell'età della giovinezza una persona può brillare per acume ed intelligenza;sempre considerando che quest'ultima non significa solo sapere di carattere teorico ed intelletuale ma può anche voler dire capcita pratica ed adattamento alle situazioni di vita. Se devo dirla tutta, l'autrice mi sembra un pò intrisa di odio di classe; come tenesse una rabbia ed una voglia di rivalsa contro tutto ciò che è benessere. Un libro che sicuramente poteva calzare a pennello nel '68 per i toni da "primi della classe", come se ci potessero essere per definizioni i "buoni" da una parte ed i "cattivi" dall'altra. Ma non sarebbe onesto parlare male di quest'opera, poichè nonostante questa ideologia che mi sembra venire fuori; ha tratti filosofici e psicologici importanti;che lasciano nel lettore spunti di riflessione per capire meglio le sfumature dei nostri attegiamenti ed i vincoli morali e comportamentali che a volte siamo noi stessi ad imporci per primi nella società.Ecco vorrei dare questa chiave di lettura, perchè la prima non renderebbe merito ad una scrittrice che mi sembra molto arguta e brillante. Come potete ben notare, sentimenti contrastanti; proprio perchè non è una lettura convenzionale; e il suo carattere filosofeggiante lascia adito a diverse interpretazioni. Io cercando di ordinare le idee; voglio dar meno credito alle apparenze, e credere che questo libro ci porti a rompere le nostre barriere personali, e non incitare ad una rivalsa su chi per merito o per fortuna o per altro ha piu di noi;spero me in primis che possa seminare nelle nostre menti la voglia di non partire battuti in partenza, ma di credere nelle nostre capacità; al di là dell'appartenenza a qualsivoglia classe sociale. Leggetelo e cogliete le vostre personali interpretazioni....
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Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 2013
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Due esempi.
Il libro si presenta presuntuoso, prolisso, intriso di apparente "Haute Culture"
All'inizio non ce la facevo davvero a proseguire, l'autrice mi ha portata ad odiare le due protagoniste, ritenendole altezzose e prive di un reale spessore. Poi però mi sono detta, questo testo è insolito e avrà pur qualcosa da dirmi oltre le estenuanti citazioni e considerazioni filosofiche (che uno può benissimo leggersi altrove).
Proseguendo mi sono ritrovata a pensare che l'autrice ha volutamente "fatto la snob", proprio per porci davanti all'eterno problema del nostro tempo: non andare oltre le apparenze. Questa è per l'appunto la chiave dell'intera storia. Smascherare i personaggi, osservarli nelle loro sfaccettature, capire quali sono i loro interessi e soprattutto cosa celano di fronte alla trascuratezza (vedi la portinaia) e il cinismo (vedi la ragazzina). La prima è quindi imbevuta di cultura, giudica tutti dall'alto della sua infelicità, per poi scoprire di avere le paure più comuni (che cosa metterò all'incontro con un ricco signore? che cosa pensa di me, la gente?). La seconda invece è una bambina geniale, incatenata in una casa di gente ricca che offre saggezza e consigli, che si presenta come esempio morale ma che ahimè è del tutto vuota. La dodicenne soffre, perché è incompresa. Non solo per il fatto che ha un notevole quoziente intellettivo ma poiché ha una sensibilità esemplare. E il suo cinismo spietato non è altro che la volontà di essere guardata meglio, prima di tutto dai suoi parenti. L'ho trovato un romanzo gradevole, malinconico, con un retrogusto amaro. Perché in modo a tratti artificioso e a tratti semplice ha portato alla luce i veri mali che ci affliggono: superficialità e indifferenza. L'autrice quindi sottolinea l'importanza di vedere a fondo, di concedere alle persone una possibilità per essere conosciute davvero. Lo consiglio perché offre svariati punti di riflessione.
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Così così
E' un libro un po' snob (nonostante la protagonista sia una portinaia) e strizza l'occhio al lettore che ha fatto studi filosofici per cui può capire quanto l'umile portinaia sia superiore al resto dei borghesi del palazzo. La prima parte l'ho trovata irritante anche se il libro si riprende abbastanza nel finale.
Le storie su chi è superiore a chi non mi interessano molto.
Comunque è un testo dignitoso e ben scritto. Capisco che a qualcuno possa piacere anche molto.
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un capolavoro filosofico
Ho letto questo libro già qualche anno fa ma da allora mi accompagna.
La vita va vissuta, vanno vissute le proprie passioni, con umiltà e cercando di non apparire troppo, perchè non bisogna suscitare invidia nei poveri di spirito.
Solo i bambini e le anime delicate e sensibili possono capire e scoprire la verità.
Meglio stare nascosti e allontanarsi da un insulso mondo di apparenze, questo può rendere liberi, più del denaro del potere della gloria.
Brava Renée
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L'eleganza...
Letto poco tempo fa...mi sono identificata con Paloma: avendo quasi la sua stessa età, mi sono identificata con i suoi pensieri e considerazioni sullo stupido ed insulso mondo degli adulti, che non vedono ciò che non vogliono vedere e creano gli stereotipi che, oggi, sono il polistirolo che tiene protetta e ferma la loro fragile idea di vita.
Ho avuto un colpo di fulmine con questo libro.
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L'abito non fa il monaco
Wow un romanzo di quelli che ti restano nel cuore avete presente quando qualcuno vi chiede cosa mi consigli di leggere ? Ecco questo sicuramente e' uno dei primi titoli che da ora in poi mi verranno subito in mente perché lascia il segno!
I capitoli scorrono veloci e grazie alla doppia voce narrante delle due protagoniste, la portinaia di un palazzo della Parigi bene e Paolome inquilina 12enne della residenza con istinti suicidi,il racconto ha un bel ritmo che non ti annoia mai.
Mi ha colpito il fatto che la portinaia ha questa doppia personalità fa credere agli altri di essere una persona insignificante e ignorante ma nascosta dietro alla tv sempre accesa su programmi di serie b divora libri su libri gli stessi che nasconde nella borsina della spesa per non farsi scoprire ,fortunatamente qualcuno all'interno del palazzo va oltre alle apparenze e capisce che la signora Renee e' una donna molto colta da qui nasce la bella amicizia con Palome una ragazzina 12enne poco capita in famiglia che snocciola in ogni frase delle perle di saggezza degne di Siddharta. Due persone apparentemente così lontane che provengono da ceti sociali e generazioni differenti unite dagli stessi interessi.
Lo consiglio a chi ha voglia di un libro che sia un mix tra un romanzo e un saggio .
P.S. : Fazzoletti a portata di mano per gli animi più sensibili.
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IL MIO LIBRO PREFERITO
Il mio libro preferito. Lo consiglio a tutti perchè è una lettura molto piacevole nonostante abbia un senso profondo. Due protagoniste: Renee,un 'umile e sola portinaia che passa il tempo mangiando cioccolato e accarezzando i suoi gatti e Paloma,una" bambina" di 7 anni, che ha deciso di suicidarsi poichè non trova un senso alla sua esistenza. I suoi genitori e la sorella infatti pensano solo a se stessi e non la considerano in famiglia,così lei si chiude in se stessa e si crea un mondo tutto suo. Tutto ciò finchè loro non si incontrano,le loro vite cambiano,trovano felicità,amore e senso alla vita.
Il libro è molto triste ma allo stesso tempo bello; descrive il disagio di due persone un pò "diverse" che non vengono pienamente accettate: Renee si considera brutta e non vuole farsi vedere in giro; Paloma è troppo adulta per la sua età quindi non ha amici e nessuno la capisce.E' un libro particolare e,nonostante il brutto finale rimane la bella atmosfera della svolta che avviene circa a metà del libro.E' scritto molto bene,da due punti di vista diversi (bambina e portinaia) ma in fondo uguali.
Meraviglioso a dir poco... Lo rileggerei ogni sera prima di andare a letto. Forse perchè anch'io sono alla ricerca del "sempre nel mai".
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Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 2012
intenso
un libro diverso da altri che fa pensare davvero a tutto ciò che noi giudichiamo "normale". Reneè che si riscopre alla fine del libro con un passato triste che che ci fa capire molti perchè chiesti all'inizio del libro.
Paloma una donna più che una bimba che si illude del dolore ma poi lo scopre veramente quando avviene la svolta del romanzo. Questo testo mi ha fatto capire che la morte e la bellezza della vita sono in poche parole dei sempre nel mai.
Meraviglioso e indimenticabile che fa riflettere.
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Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2012
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Il nascondiglio perfetto
Siamo a Parigi.
Al numero 7 di rue de Grenelle , in un bel palazzo signorile, vive Renée. Lei ama definirsi bassa, grassa e con l'alito mattutino di un mammut. Renée, vive una doppia vita: una é fatta di apparenza. Per tutti, infatti, é l'anonima portiera che sbriga faccende di vario genere e vive la sua vita solitaria in compagnia di un gatto. L'altra vita, invece, é all'interno di una stanza segreta della sua casa.
Qui nasconde un piccolo grande tesoro: centinaia di libri di varia argomentazione.
Renée adora leggere e imparare. Da autodidatta é riuscita a plasmarsi una cultura sopraffina che continua ogni giorno ad alimentare con testi filosofici e non, mentre divora tavolette di cioccolato fondente. Questo é il suo nascondiglio dal mondo; un mondo che non la capirebbe se venisse allo scoperto perché troppo fuori dai canoni ordinari dell'immaginazione collettiva.
Renée però é in equilibrio così; non ama la gente e la gente non la ama.
Nello stesso palazzo, qualche piano sopra la portineria, risiede Paloma, ragazzina di 12 anni, acuta ed intelligente con una chiara visione della vita: "...la gente che mi circonda é mediamente mediocre ed io, che ho un quoziente intellettivo di parecchio sopra la media, non posso conviverci bene; mi sento come fossi chiusa in una boccia per i pesci...devo fare qualcosa...."..." Ho deciso: mi uccideró il giorno del mio tredicesimo compleanno utilizzando gli antidepressivi che rubo alla mia nevrotica madre, ma prima filmo una sorta di documentario per i posteri". Da qui parte il romanzo...le due protagoniste entreranno in contatto con i loro due mondi apparentemente diversi ma in realtà vicini e simili. A fare da collante ci penserà un giapponese di mezza età che al primo sguardo riconosce in ambedue delle persone speciali, ognuna con piccoli drammi esistenziali da superare.
Il romanzo é gradevolissimo; la Barbery ci fornisce un quadro autentico della Parigi borghese con le sue facciate ipocrite e i nuovi valori precostituiti. Tutti i personaggi sono ben delineati e l'intreccio narrativo cattura l'attenzione del lettore. L'unica pecca sta nell'aver calcato troppo la mano con le dissertazioni filosofiche perché, a mio avviso, per cercare di comprendere appieno alcuni concetti un po' contorti, si rallenta la piacevolezza della lettura e si soffocano le emozioni.
Comunque, l'insegnamento, un po' retorico del "niente é come appare..." non poteva essere divulgato meglio.Una fresca lettura estiva.
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Profondo ma contraddittorio
Nonostante i "pensieri profondi" di Paloma siano molto intriganti e offrano spunto per serie analisi interiori sulla vita e sul mondo che ci circonda e ricerche di risposte i più vari e impegnativi dilemmi dell'umanità, l'improbabilità che una bambina dodicenne abbia quel genere di maturità -indipendentemente dal tipo di istruzione ricevuta- e che si spieghi con termini chiaramente colloquiali intervallati da sublimi perle di saggezza orientale, è alta.
Mi sono innamorata della sua ingenuità, della leggerezza con cui affronta la morte, e della sua sagacia, del suo animo combattuto come dell'intellettuale saggezza di Renée, della raffinata gentilezza del signor Ozu e della superficialità sprezzante di Colombe, ma il gozzoviglio di personaggi e situazioni, anche se abilmente e ordinatamente intrecciato, cozza con le conoscenze ampie e complesse dell'autrice in materia di filosofia e psicologia.
E' come se la scrittrice si sforzasse di far apparire naturale che due persone così ordinarie e semplici possano essere in grado di fare riflessioni e istinti così profondamente autoconservatori, ma se si tralascia il dettaglio dell'incongruenza fra la comune inettitudine di una bambina o di una portinaia ad approcciarsi a riflessioni sull'Arte, sul Bello, sul Moto terrestre e sulla Vita, allora il libro, brillantemente scritto, diventa una lettura piacevole e intelligente su tematiche anche molto forti.
P.S.: sinceramente, però, non ho capito che cosa volesse dire il signor Ozu con "non è tua sorella". Qualcuno l'ha capito?
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Una lettura "particolare"
mi è difficile dire ire se mi sia piaciuto al 100% o no...
Forse è stato "sbagliato" il momento in cui l'ho letto (in ospedale ;D) e mi ha fatto venire un pò di tristezza..., però non posso dire che non sia un libro scritto discretamente bene: i personaggi non sono banali o patetici, ma ben definiti e mi hanno trasmesso delle emozioni, come la tenerezza nei confronti di Renèè.
Vabbè lo ammetto... è il finale che non mi è andato giù... ma magari ero io ad avere "esigenze narrative" di un certo tipo, in quel periodo ;)
Comunque una buona lettura.
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Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 2012
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lungo
mi sa che l'autrice era talmente intenta ad esorcizzare lo snobbismo generale,che non si è accorta che la forma del suo romanzo è snobbismo allo stato puro!!!!! ha vomitato km e km di parole per scrivere un libro che può riassumersi in max 100 pag. la trama è alquanto inverosimile e a tratti pure noiosa a causa del suo continuo dilungarsi su ogni argomento!!!nel finale poi la Barbery,comprensibilmente a corto di parole, ha voluto tagliare corto riccorrendo all'aiuto di un DEUS EX MACHINA (e scusate il gioco di parole)
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Due vite nascoste
Renée e Paloma: il romanzo si incentra su queste due figure che presentano due diversi strati di lettura: da una parte la prima è tanto sciatata esternamente quanto interiormente colta e profonda mentre l'altra recita la parte dell'adolescente ed è invece una piccola adulta tremendamente lucida.
La scrittrice porta avanti le due storie parallele di questi due personaggi seguendo i punti di vista di entrambe e dando voce a ognuna.
Libro colto, scritto con linguaggio forbito e uso di citazioni che "tradiscono" l'estrazione filosofica dell'autrice. Può stupire inoltre che una ragazzina dodicenne quale Paloma possa aver letto tanto e possa fare delle filessioni così accurate e precise sul mondo circostante così come stupisce che Renée non sia riuscita ad affermarsi al mondo e continui a recitare il ruolo che fa comodo agli altri.
Romanzo intrigante che si legge fino all'ultima pagina con un finale non del tutto lieto.Sicuramente destinato a entrare nei classici della letteratura mondiale.
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Non me l' aspettavo, e invece...
Inizio col dire che il libro mi è piaciuto tantissimo. La trama ruota intorno a due protagoniste:Paloma, una ragazzina di dodici anni appartenente ad una famiglia i cui componenti ricchissimi appaiono tanto snob e snervanti quanto scontenti della propria vita, e Renè, umile ed intelligente portinaia del condominio all' interno del quale si svolgono tutte le faccende narrate dall' autrice. Entrambe costituiscono l' eccezione alla regola. Paloma, cresciuta in una famiglia come la sua, dovrebbe aspirare ad una laurea brillante, un lavoro che le garantisca una posizione sociale tanto elevata quanto quella dei genitori e un marito alla propria altezza. Renè invece, portinaia proveniente da una famiglia molto umile, secondo gli stereotipi comuni, dovrebbe essere ignorante e totalmente insensibile ai libri, ai grandi film autoriali e, più in generale, a tutto ciò che sfugge ai canoni di un' esistenza da portinaia. Le due donne decidono quindi di fingere di essere ciò che la società si aspetta che siano nutrendo in realtà sogni ed aspirazioni completamente diversi. Così Paloma, cercando di sfuggire alla sua futura esistenza, che dovrebbe essere uguale a quella dei propri genitori, stabilisce una data entro la quale sucidarsi impegnandosi, nel frattempo, a godere di tutto ciò che c' è di bello nella vita osservando con occhio acuto e vigile ciò che accade intorno a lei. Renè invece, rifuggiata all' interno della propria guardiola, si nutre dei grandi classici della letteratura e del cinema, alimentando una grande passione per i libri, i grandi film d' autore e la pittura pur stando sempre molto attenta a non essere scoperta. Le esistenze delle due donne vengono sconvolte dall' arrivo di un nuovo inquilino: Kakuro, un gentile giapponese che ben presto scopre i lati nascosti delle due donne apprezzandoli profondamente. Il romanzo, costituito dai pensieri delle due donne costituisce, a mio parere, uno di quei libri che, quando si legge l' ultima pagina, ci fanno sentire felici perchè più arricchiti. All' interno di esso si alternano pensieri e descrizioni estremamente semplici, cinici, ironici e divertenti ma anche riflessioni profonde e complesse, a volte anche difficili da comprendere ed interpretare. In ogni caso, l' alternanza di tali parti, rende il libro molto piacevole e, colpo di maestria, riesce a rubare al lettore sorrisi e lacrime, risate e riflessioni. Unica pecca, ma è un parere personale, il finale: mi ha messo molta tristezza. Ma questa è solo una questione di carattere. Lo riteng comunque un' ottimo libro, con un grande valore. Da leggere assolutamente!
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Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 2012
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insisti nella lettura
Lettura non proprio scorrevolissima nè fortemente avvincente; ma ciò non è per forza un demerito; uno di quei romanzi "classici" che ti arricchiscono e incredibile... divertono! io leggo tantissimo in strada, piuttosto che in bus, metro... e mi sono sorpresa a ridere immaginando perfettamente alcune scene molto ben descritte. E se un libro riesce a trasportarmi con la mente lì dove l'autrice racconta... beh allora per me è riuscita spero nel suo intento. Sicuramente ha soddisfatto la mia aspettativa quando mi accingo ad una nuova lettura: vivere un po' con loro, nel bene e nel male, le loro emozioni. Finale assolutamnete non deludente..insomma, un bel libro.
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Alla scoperta di un variopinto condominio parigino
Una trama accattivante, che si svela un po’ alla volta, un amabile crescendo, personaggi originali in un'atmosfera autenticamente parigina sono gli elementi che mi avevano catturato all'inizio della lettura. Poi però le ridondanti disquisizioni pseudo-filosofiche, nonché uno sviluppo scontato della trama, mi hanno fatto cadere le braccia. Mi spiace dissentire da tanti altri lettori, ma forse con questo libro c’è stato un pessimo affiatamento, per cui non mi è piaciuto affatto (parere personale chiaramente). Eppure me ne avevano parlato così bene!
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Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 2012
Elegante e raffinato
Era tanto che non mi commuovevo leggendo un libro. Semplice ma allo stesso tampo profondo, raffinato, elegante. Personaggi meravigliosi, in particolar modo, il nuovo coinquilino giapponese. Ti fa venire voglia di Giappone, di bere un tè bianco giocando a Go. Un libro che, a parer mio, non può non piacere... a meno che non venga letto da coloro che nel libro sono descritti come "i condomini snob"...
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L'eleganza del Riccio
Ho acquistato questo libro e credevo fosse un'opera unica ed ero piena di aspettative, ma inizialmente sono stata delusa forse per la forma, forse perché la storia vera e propria non ti colpisce da subito, sarà stato anche il fatto che era piena estate e con quel caldo un libro del genere si fa fatica a leggerlo .. ma poi l'ho ripreso dopo qualche mese e mi ha rapito, non è facile da spiegare ma mi sono anche commossa alla fine, era come se avessi di fronte un altro libro. Amo il Giappone e la sua cultura, la bambina sarà anche inverosimile, ma è interessante leggere i suoi ragionamenti, davvero raffinati.
E' pieno di spunti di riflessione, e sicuramente da conoscere!
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Amore o odio? Indifferenza...
Capisco chi dice che il libro ha diviso la critica. A me semplicemente non è piaciuto. L'ho letto in quattro giorni non perchè vedevo l'ora di conoscere il finale ma solo per finirlo più in fretta possibile ed uscire da quella storia per me inverosimile.
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Credevo meglio
Mi è stato regalato nel 2011, l'ho letto molto incuriosita perchè sapevo che alcuni anni prima era stato un best seller.
Invece mi ha delusa; carina solo l'idea della portinaia autodidatta.
Non mi è piaciuta tutta la parte sulla filosofia di Hegel, la bambina che studia il giapponese e medita il suicidio secondo me è troppo inverosimile. E poi mi ha deluso il finale.
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Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 2012
L'eleganza del riccio
Un libro che mi ha deluso. Una ragazzina di dodici anni non fa ragionamenti di di quel calibro (anche se geniale e superdotata). L'autrice decisamente non conosce i ragazzi. Una portinaia che nasconde le sue conoscenze culturali e sembra uscita da una storia ottocentesca. Tutto inverosimile, non realistico. Un finale deludente, che non lascia speranze. Il peggior libro che abbia mai letto.
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Essere e apparire
Letta l'ultima riga di questo romanzo mi sono detta “ cara signora Barbery, spero di avere al più presto un suo nuovo lavoro tra le mani..”
Dalla sua uscita questo libro ha diviso l'opinione pubblica tra apprezzamenti e critiche.
Io l'ho amato e vi racconterò il perchè.
L'impatto è forte fin da subito; sulla soglia di questo palazzo mi accolgono due personaggi incredibili che mi catapultano nel loro mondo, a tratti colorato a tratti in bianco e nero, un mondo che inizialmente mi appare strano e fantasioso, di cui mi interrogo sul grado di veridicità.
Le pagine volano ed io mi sento incatenata a loro, a Renée e a Paloma, donna una e adolescente l'altra del tutto sui generis, capaci di stupirmi con la loro profondità, la loro emotività, il loro candore, la loro intelligenza, il loro disincanto, la loro ironia.
Sono due persone straordinarie che hanno il dono di vedere il mondo con occhi diversi, evadendo dalla massa, dal conformismo e dai preconcetti che incontriamo ogni giorno disseminati sul nostro cammino come paletti.
Il primo errore in cui non bisogna cadere durante la lettura, è quello di giudicare le creature nate dalla penna della Barbery come prettamente reali; reputo inverosimile che all'autrice interessasse proporre al lettore uno spaccato verace della vita parigina nei quartieri altolocati.
Il significato è altrove.
Il contenuto con cui viene strutturata la trama, trasuda di elementi filosofici, modellando pensieri e monologhi di raffinata intensità e pregevolezza.
Ed è così che Renée e Paloma si spogliano delle loro vesti, l'una di portinaia scorbutica e intellettualmente brillante, l'altra di adolescente solitaria e sagace, per assurgere a simboli di carattere generale che l'autrice utilizza per regalarci una sua visione e interpretazione della vita e del mondo.
Questo è un romanzo che parla della vita e degli uomini, delle aspettative, dei desideri, dei bisogni, dei sogni, delle speranze, delle delusioni, ma anche di solitudini e incomunicabilità.
Quanto è complesso l'essere umano e quanto sono controversi i rapporti sociali! Siamo sicuri di conoscere appieno chi ci sta vicino o di lui conosciamo soltanto la maschera?
A volte è più semplice fermarsi alla superficie piuttosto che impegnarsi a rompere il guscio per giungere al cuore intimo e segreto di una persona e questo testo ce ne dà una dimostrazione splendida.
Con queste donne ho sofferto e ho pianto,ma ho pure sorriso; impossibile non sentirsi parte dei loro affanni e non immedesimarsi in taluna delle situazioni e delle emozioni descritte.
Trovo che questo romanzo sia uno strumento colto e raffinato per riflettere sul binomio essere e apparire, capace di portare sulla scena anime dilaniate da un conflitto interiore in primis con se stesse, poi di relazione col mondo circostante.
Una lettura che nasce da un felice matrimonio tra narrativa e filosofia, supportata da uno stile di scrittura fluido, pulito e fresco.
Una lettura per riflettere, emozionarsi e commuoversi.
Tutto ciò è “L'eleganza del riccio”
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o lo ami o lo odi.
i commenti di chi ha letto questo libro si suddividono esattamente come il condominio: da un lato i condomini snob e pieni di pregiudizi, non accettano che qualcosa/qualcuno si comporti diversamente dalle loro aspettative, dall'altro la figura della portinaia, una donna colta e profonda, "costretta" a nascondersi dall'ignoranza della gente. Si chiude dietro l'immagine della classica portinaia in pantofole che tutti si aspettano per essere contenti. Avrebbero accettato che una portinaia fosse più intelligente di loro?
Questo libro può piacere solo a chi si è trovato nei panni della piccola e solitaria Paloma. Il suo problema? non viene compresa. Tende ad isolarsi perchè ha interessi diversi da quelli di altri ragazzini della sua età. Anche nel suo caso: certa gente non accetta che una ragazzina possa avere una cultura più vasta della loro.
Peccato il finale.
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Troppi luoghi comuni in una bella confezione
Le aspettative su un libro vivamente consigliato e pubblicizzato sono sempre molto alte, ma dovrebbe sempre scattare il campanello d'allarme, quella vocina che ci mette in guardia sull'effettiva bontà dell'opera che andiamo a leggere.
Non è mia intenzione decostruire in toto un prodotto ben rifinito e congeniato, mi limiterò a sottolinearne i punti dolenti. L'eleganza del riccio è un buon libro che narra una storia gracile e tragica al tempo stesso, la storia delle anime buone vestite di stracci e offuscate da miriadi di luoghi comuni che la società per bene non riesce proprio a superare. Ma risulta difficile pensare che una portinaia celi il segreto di una cultura sconfinata che solo una viziata bambina riesce a scoprire, condividendo con la sua nuova amica l'ineffabile dolore per una diversità sostanziale con il resto dell'umanità. Il tutto viene condito con massime filosofiche e repertorio letterario classico, con un occhio politically correct verso l'Oriente e la sua consueta capacità di vedere oltre le apparenze.
Il libro si legge scorrevolmente, ma il problema è che al termine della lettura resta la sensazione amara di essere incappati nell'ennesimo prodotto commerciale.
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Davvero bello... solo il titolo, però!
Un altro caso di marketing spacciato per caso letterario.
I nostri "cugini d'oltrealpe" e il relativo editore italiano vogliono farci credere che la storia di una portinaia insopportabile e distimica e di una ragazzina altrettanto insopportabile e distimica (che guarda caso pensa e si esprime tale e quale alla prima) sia la base per un romanzo originalissimo e rivelatore.
Peccato soltanto che si tratti di un libro dai pregi più strombazzati che esistenti.
Ma in questo dò ragione alla portinaia: viviamo nel più strambo dei mondi possibili e a volte l'auto-elogio è quanto basta per convicere i più.
Meraviglia!...udite, udite!...Tale portinaia è in realtà la persona più colta e brillante del palazzo supersnob in cui lavora. Ma lei non vuole che nessuno lo sappia. Critica tutto e tutti (compresi i nostri pittori rinascimentali) e le vanno a genio solo la ragazzina cattiva citata prima e un bizzarro giapponese con cui può finalmente parlare di registi e filosofi.
Purtroppo un brutto giorno la nostra beniamina scivola su una buccia di banana e il finale è presto fatto!
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Particolare e coinvolgente
Leggendo questo libro sembra di vivere in un'altra dimensione.. Si è coinvolti nelle vicende dei protagonisti tanto che sembra di seguirli da vicino nelle loro avventure, nascosti dal "mantello dell'invisibilità".
Un libro molto particolare ed interessante degno di lettura...
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Semplice e forse anche per questo bellissimo
Un libro semplice e anche per questo molto bello e consigliato a tutti. Una trama semplice e una personalità vera! Da leggere!
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L'eleganza del riccio
Questo libro è geniale: è geniale l'idea di fondo, di quelle che fanno pensare ad ogni aspirante scrittore: "Ma perché io non ho idee del genere?", è geniale il modo di distinguere le pagine riservate ad ognuno dei due personaggi ed è geniale il modo in cui unisce cultura e aspetti più leggeri del vivere quotidiano. Il tutto condito con una buona dose di ironia che rende più facile assimilare le riflessioni sui difetti degli uomini che i due personaggi ci propongono. Un libro perfetto, assolutamente da leggere.
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Il vero significato del “carpe diem”
Anni fa regalai questo romanzo a mia mamma, ripromettendomi di leggerlo anch’io, poiché mi ispirava parecchio (nonostante la mia solida diffidenza verso i best seller).
Ho rimandato fino alla settimana scorsa, solleticata dalla visione del film (“Il Riccio”) tratto dal romanzo (che gli è nettamente superiore).
In un pomeriggio me lo sono gustato, parola per parola, sensazione per sensazione.
Non sarà l’opera letterario del secolo, ha limiti e difetti, ma pure tanti pregi e mi è piaciuto davvero tanto (… e commosso in ugual misura).
Ho apprezzato i richiami letterari e filosofici, mai pacchianamente ostentati, ma dosati e riconsiderati in chiave personale e calati nella vita vissuta di ogni giorno.
C’è una buona dose di ironia, così come un gusto (molto nipponico-zen per certi versi, oserei affermare) per l’indugio sull’istante, sull’attimo di riflessione, sulla bellezza, sull’eternità pur nel caotico fluire della quotidianità, sulla scoperta dell’essenza delle minuzie solo apparentemente insignificanti, sul gusto e la rivelazione dei particolari.
Un concetto mi ha toccato particolarmente, il fatto di quanto spesso siamo ciechi. Vediamo superficialmente, non ci soffermiamo ad osservare, a capire e cogliere ciò che ci sta intorno. Ciò capita persino (o soprattutto?) con le persone: le “inquadriamo” sbadatamente, senza soffermarci su sfumature che svelerebbero un universo interiore ricchissimo.
Perché?
Forse il mondo odierno non permette facilmente di soffermarsi a carpire l’essenza fugace di quello che ci circonda o anche di uno sguardo. Nella fretta, nel turbine, nell’alienazione che l’attuale modus vivendi ci impone, ci si dimentica della bellezza e di quanto può donare... E di quanto possiamo, con poco, donare noi agli altri.
Probabilmente è una questione pure di autodifesa: la necessità di proteggere lo scrigno più prezioso del nostro io, così vulnerabile e purtroppo incompreso, fa erigere mura così alte che persino noi stessi non riusciamo più a sbirciare oltre attraverso qualche breccia.
Questo romanzo schiude il vero significato del “carpe diem”: non la ricerca affannosa di sterili emozioni, di un vissuto che alla fin fine risulta vuoto, bensì “forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono […]alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo” (citazione dal romanzo).
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da leggere con leggerezza
La lettura de "L'eleganza del riccio" mi ha accompagnato in un'estate di qualche anno fa, ed è esattamente l'estate la stagione ideale per questo libro: lettura molto leggera, scorrevole, senza troppo impegno richiesto ma non per questo banale. anzi. l'espediente di non utilizzare un unico punto di vista nel racconto è senza dubbio ben riuscito, nella misura in cui una storia che è "semplice" (le dinamiche di un condominio e dei suoi strani personaggi) diventa in questo modo intrigante.
forse i personaggi sono stranamente poco probabili e un po' troppo caratterizzati all'estremo, per certi punti di vista, ma senza dubbio riescono a colpire il lettore e a lasciare qualcosa nei loro ricordi. consigliato a chi conosce bene parigi, che fa da delicato ma preciso sfondo alle vicende del civico 7 di rue de grenelle.
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Un Romanzo Piacevole e e dalle forti Pretese
Un Romanzo Piacevole e e dalle forti Pretese. "L'eleganza del Riccio" è l'incontro di due personaggi così diversi e allo stesso tempo molto simili. Una bizzarra portinaia che cela dietro l'imborglio della sua bigotta apparenza un vasto patrimonio culturale, segno del riscatto sociale. Una bambina dalla mente geniale che trova nel suicidio tutte le risposte al perchè della propria esistenza, destinata ad essere divorata dalla futilità di un mondo(la borghesia)dove le apparenze costituiscono il suo principale stemma di vita. L'eleganza del Riccio è un libro brillante: affronta una tematica tutt'oggi importante per la società e insegna a osservare le persone sotto l'occhio culturale e personale. Una trama originale e non scontata funge da contorno a tutto questo, senza alcun impronta di banalità e ripetitività. A tratti forse prolisso e tediosamente filosofico. Il finale purtroppo sembra essere buttato lì per caso e le speranze dei lettori di vedere finalmente felice il proprio riccio cadono per terra con sorriso smorzato. FINE
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Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 2011
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Forse il peggior libro mai scritto
ATTENZIONE NEL COMMENTO SVELO IL FINALE (quindi non proseguite se volete leggerlo)
Ma stiamo scherzando? si tratta dei diari di due persone una bambina e una portinaia.
1) perchè la portinaia e la bambina scrivono nella stessa maniera. Una ragazzina che fa quei discorsi la .... ma dove se ne trovano? Con una famiglia assente, un padre politico e una mamma schizzata e una sorella che non la bada minimamente.
2) portinaia gretta e sporca. Che legge libri di filosofia e che inganna tutti perchè vuole mantenersi un'aurea di zoticona!
3) un giapponese che vuole sedurre la portinaia perchè scopre che questa è intelligentissima ma che non sa tirare lo sciaquone del bagno!
4) il finale tragico ... fa ridere più che tragico... perchè non poteva finire altrimenti! cosa faceva la portinaia si sposava con il super ricco e smetteva di lavare i pavimenti? no non poteva doveva morire
Personaggi non realistici e campati in aria.
Purtroppo anch'io l'ho regalato due natali fa :(
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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L'élégance du hérisson
Non è orribile, non è bellissimo, ma è affascinante, se tralasciamo il fatto che l'autrice è agrégée de philo e quindi non ha fatto alcuna fatica a scriverlo. Ciò che conta, è il genere. Dopo tante sperimentazioni letterarie, movimenti d'avanguardia, Claudel (che è un genere a sé) e Nothomb, in Francia spunta fuori un romanzetto di notevole portata filosofica, scritto con leggerezza, lontano dai moralisti, con trama impercettibile e evanescente. L'ideale per purgare la mente dalla consistenza delle classiche (ottime) letture francesi.
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una volta tolte le spine al riccio diventa belliss
Un libro desueto,
un salto in una realtà strana, due protagonisti, due mondi diversi che si fondono in un racconto particolare ed introspettivo.
Sarò sincero, ci ho messo un po' a leggerlo, soprattutto l'inizio, le prime pagine le ho trovate lente e scarsamente avvincenti ma, ero stato avvisato da chi l'aveva già letto e quindi non ho desistito e una volta superato lo scoglio iniziale e tolti gli "aculei al riccio" ho letto piacevolmente questo romanzo che nel complesso ho trovato veramente bello!
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mi sorprendo
Mi sorprendo...i francesi han regalato questo libro a Natale (2 anni fa oramai) a tutti. Un libro assurdo..un libro che non significa niente.
La ragazzina vuole suicidarsi...e poi trova un amico, un uomo e la sua famiglia si disinteressa completamente a lei..che la dissuade..ma non si capisce bene come.
E poi...cosa significa la portinaia?
Qs portinaia lasciava il televisore acceso per far capire agli altri che lei era stupida e che stava tutto il dì davanti allo schermo, ma non è così, Renée è intelligente, ha una stanza segreta ove nasconde tutti i libri che legge.
Ma perchè dovrebbe nascondersi una portinaia?
Perchè dovrebbe lasciare questa impressione di ignoranza?
Mia zia (portinaia in un palazzo a Roma) si è quasi offesa.
e ha ragione!
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Un elegante e raffinata commedia francese.
L’ELEGANZA DEL RICCIO
Città di Parigi, interno di un condominio dell’alta borghesia, questo è lo scenario in cui si muovono i protagonisti del romanzo; l’inizio del libro scorre decisamente un po’ lento e tutti i riferimenti filosofici fatti nel corso del romanzo possono creare qualche difficoltà al lettore ma poi, pian piano, i personaggi di questo condominio “alto borghese” catturano l’attenzione e la simpatia del lettore.
Romanzo ben scritto, dove le personalità dei protagonisti (renèe – Paloma – monsieur Ozu) sono tutte ben raccontate e disegnate; l’autrice nel descrivere le anime dei suoi personaggi gioca sul contrasto esterno / interno ovvero esteriorità / interiorità spalancando la porta su mondo tutto da scoprire.
La goffa e brutta portinaia Renée schiva nel raccontarsi e nel mostrare il suo animo di donna colta e raffinata; Paloma: adolescente dei nostri giorni che si finge mediocre ed ottusa per sfuggire alla sua famiglia; monsieur Ozu riservato e bizzarro; ma sono tutti animi sensibili ed estremamente colti che si celano al mondo, che vivono in incognito ma che ad un tratto si identificano e si riconoscono fra loro per aprirsi, confrontarsi e scambiarsi pensieri filosofici.
Chissà se……….ma anzi sicuramente anche nei nostri condomini si nascondono animi simili!!!! Peccato che nelle riunioni di condominio esce solo il peggio.
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Magia della parola
Magia della parola, del ragionamento, della sintassi, della divagazione mentale, degli argomenti, della profondità d'animo...tutto di questo libro è denso, ricco, intenso. Ogni personaggio è ben delineato. Ogni dialogo è ben articolato. I ragionamenti filosofici, seppur a volte difficili da seguire, portano a delle conclusioni intense e talmente vere che si rilegge la frase continuamente.
Un libro che mi ha commosso, profondamente.
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l'eleganza del riccio
Questo libro è un piccolo gioiello, molto carino, da leggere e anche rileggere!
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Io lo amo
Commovente...In una sola parola...Spettacolare...
Una trama che è un tocco di acquerello...delicata, leggera ma piena di sfumature...con un finale inaspettato...
Le protagoniste si fanno amare e le descrizioni accurate ci trasferiscono veramente per qualche ora nello stabile di Rue De Grenelle...
L'unico capitolo che non ho apprezzato molto è quello che parla della fenomenologia...probabilmente chi conosce l'argomento è in grado di capirlo e di conseguenza apprezzarlo...
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COME SEMPRE L'OPINIONE PUBBLICA PUO FREGARE
Ciao ragazzi! Ho letto il libro quest'estate. Come sempre l'opinione pubblica spesso gioca brutti scherzi. Tutti mi avevano detto della staordinarieta di questo libro. Sinceramente ho apprezzato alcuni passaggi, ma niente di più. L'idea poteva essere carina. Trovo che l'autrice non abbia portato a termine l'opera come doveva. Finale deludente. Si rimane vuoti.Troppa pubblicità per niente
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Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 2010
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TANTA PUBBLICITA' MA...NULLA DI CHE....
Ciao ragazzi!!!
Ho da poco finito di leggere questo libro...Parto dicendo che mi sono dovuta impegnare tanto perper ultimarlo, non amo lasciare i libri a metà....
Detto questo...Ho trovato "L'eleganza del riccio" un po' noioso, specialmente all'inizio del romanzo, troppo descrittivo con collegamenti filosofici non sempre semplici da capire; dopo l'arrivo di Monsieur Ozu effettivamente le vicende cominciano a colorarsi (Finalmente!!). A mio avviso il finale é un po' deludente ...Sinceramente da un libro cosi' pubblicizzato mi aspettavo di piu'...
Il film non guardatelo...é noiosissimo!!!!!
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Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 2010
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Très chic!
Questo libro è un bon bon: dolce, a tratti gustoso, a tratti stucchevole.
Le vicende della portinaia Renée, della ragazzina aspirante suicida Paloma e di monsieur Ozu, pagina dopo pagina, calano delicate nella mente e nel cuore.
Sicuramente i capitoli iniziali possono rivelarsi ostici ed artificiosi, soprattutto per chi è a digiuno totale da filosofia contemporanea, ermeneutica e quant'altro di affine. Naturalmente io li ho adorati! come ho adorato il personaggio di Renée: a volte mi sono sentita anch'io un po' una Renée nella mia vita e conosco persone del tutto simili a lei, quindi non lo trovo un personaggio così distante dalla realtà come è stato detto in molte recensioni che precedono questa mia. Il contrasto tra il suo aspetto, l'immagine che dà di sé e la sua interiorità è offerto dall'autrice in modo magistrale e a tratti davvero divertente! Soprattutto, il cambiamento che avviene in Renée all'incontro con Ozu, la rende sempre più umana e dolcemente fragile.
Quello di Paloma invece è sicuramente un personaggio sopra le righe, ma credo che nell'economia del romanzo calzi piuttosto bene: è una ragazzina "avanti", non solo perché è un genietto, ma anche nel modo di pensare e nell'età.. Le due amiche, quando sono insieme, sono insuperabili, e grande è lo stile della Barbery nel rendere così bene e così fortemente carico d'emozioni un rapporto che si sviluppa in poche pagine. Monsieur Ozu, naturalmente è un uomo delizioso e non lo si può non apprezzare, con la sua finezza, la sua saggezza e la sua elegante spontaneità.
Questo romanzo mi ha lasciato una quantità di belle emozioni che, se ci penso, mi rendono ancor più felice di averlo letto. Un ringraziamento particolare alla persona, carissima, che me lo ha donato. :*
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l'eleganza del riccio
Sono d'accordo con chi dice che tanta pubblicità questo libro non la meritava. Personalmente l'ho trovato un po' noioso. Sembra di leggere un trattato di filosofia, in cui si deve dedicare la massima attenzione ad ogni frase, per non perdere il significato profondo di ogni riflessione delle protagoniste. Resta il fatto che alcuni passaggi colpiscono molto e fanno riflettere su ciò che ci circonda.
Le vicende vissute da Reneè e Paloma al di fuori delle riflessioni personali, secondo me, state molto, molto trascurate.
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Anche troppo elegante per i miei gusti
Il libro non è all'altezza del rumors che gli è stato creato intorno. E' moscio, e in inizia lentamente, tanto che rischi di adormentarti. Poi piano piano assume personalità e comincia ad apparire discretto. Renèe e Paloma sono descritte bene, ma non mi sembrano personaggi reali- troppo scofisticate per essere vere - l'epilogo è interessante e credo che da i punti che mancano al libro.
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iniziamo dal finale
(Da leggere solo dopo lettura del romanzo)
(RIPETO: da leggere solo dopo lettura del romanzo, perchè svelo il finale, subito, all'inizio!)
(Ohhh... io ti ho avvisato, poi fai quello che ti pare)
“Possiamo essere amici, e tutto quello che vogliamo” … E così, persa in questa frase, il goffo riccio attraversa con la testa per aria, e muore spiaccicato sulla strada, senza alcuna eleganza.
Chissà se l’autore ha trovato il finale pensando alla triste fine di quei poveri ricci che escono dal letargo invernale solo per trovare la morte, e che ogni tanto incontriamo sulla strada in primavera, o se voleva solo riportare la favola -già di per sé atipica- a una risoluzione più realistica: perché un lieto fine sarebbe stato esagerato.
I protagonisti mi sono sembrati poco convincenti, così come la trama. I pensieri profondi che fanno da incipit al diario di Paloma mi hanno fatto sprofondare nell’incomprensione, stessa sorte per gli accenni filosofici e super-dotti , che mi hanno anche fatto sentire una cretina.
Ma l’ossimoro del titolo -l’eleganza del riccio- ha coinciso con l’ossimoro del mio gusto: forse il libro mi è piaciuto proprio per questo difetto di realismo.
Avevo appena terminato la lettura di “ rivolutionary road”, dove non ho amato nessun personaggio perché erano tutti perfettamente, realisticamente cinici, e avevo bisogno di un libro che mi facesse provare affetto per qualcuno, e nell’eleganza del riccio ne ho trovati quattro.
E chissefrega se mi pare poco credibile che una persona intelligente e colta come la protagonista possa tollerare di vivere sotto le proprie possibilità, e se mi pare poco credibile che un principe azzurro forse più giallo che azzurro si innamori del topino di cenerentola , e se mi paiono poco credibili i pensieri della ragazzina iper intelligente.
Le favole hanno un loro perché, e questa, che non è nemmeno una favola classica, di perché ne ha tanti. Ognuno si trovi quello che preferisce.
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quanti pareri discordanti!
io all'inizio del libro ricordo che ho arrancato.
decine di pagine volutamente e pomposamente colte, autoreferenziali per lo piu'.. sembrava uno spot dell'autrice, per la serie "guardate quante ne so della cultura nipponica" (e non solo).
confesso che stavo per mollare.
ma la scelta di non demordere è stata felicissima, perché poi la lettura m'ha preso, mi ha conquistata, e la seconda parte l'ho amata molto, fino all'epilogo commovente.
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Promosso
Al'inzio è indubbiamente noioso,ma nel corso della storia incominci a immedesimarti nelle due protagoniste,nel loro pensiero e nel loro mondo.Capisci la loro vita e la loro storia.
E' un libro ricco,pacevole,con un finale triste.
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Bellissimo.
E' andato a finire tra i miei libri preferiti.
A differenza di altri che hanno commentato precedentemente, non l'ho trovato affatto noioso, ma piacevole da leggere.
E' un buon libro davvero.
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L'eleganza del riccio
Amo i libri che profumano di vita reale, i libri che chiudi e quasi potresti continuare tu la storia, i libri che hanno un'identità nascosta che non dipende da chi li ha scritti ma molto più da chi li sta leggendo. L'eleganza del Riccio è un libro così.
Poi si potrebbe aggiungere che in certi passaggi è un pò lento, che le tristi 'maschere' dell' alta borghesia francese sono davvero troppo cariche e poi...cento altri piccoli difetti.
Di certo non è un capolavoro, forse è solo un libro scritto decentemente e molto pubblicizzato. Non lo so. Ma viverlo è stato davvero un piacere.










Opinione inserita da kudra276 01 Dicembre, 2012