La settima onda
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Daniel Glattauer è nato nel 1960 a Vienna. Dal 1985 lavora come giornalista e autore e dal 1989 scrive per il quotidiano austriaco “Der Standard”. Le ho mai raccontato del vento del Nord, pubblicato nel 2006, è diventato un bestseller con più di 700.000 copie vendute in Germania, venduto in diciassette paesi. Il romanzo ha riscosso molto successo anche come radiodramma, opera teatrale e audiolibro. Nel 2009 è uscito Alle sieben Wellen, il seguito del romanzo, riscuotendo altrettanto consenso.
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La settima onda
Emma e Leo continuano il loro scambio epistolare, con alti e bassi, con intervalli, tra una mail e l'altra, da brevi, da chat, a molto lunghi, nei momenti di crisi. Il loro rapporto conosce momenti molto brutti, a volte la parola “fine” sembra essere definitiva, a volte la vita “vera”, il marito di lei e la nuova fidanzata di lui, prende il sopravvento, ma alla base c'è la tenacia di entrambi di non mollare, la voglia, il desiderio di condividere con l'altro non solo parole su carta, anzi su schermo, e di trasformare il loro rapporto da virtuale a reale. Continuiamo a vivere tutto attraverso mail, la ricerca dell'incontro reale, i motivi che e se lo faranno saltare, quindi c'è la preparazione e l'attesa del “prima” e i commenti al “dopo”, quando attraverso le loro mail si capisce come è andata. Indubbiamente molto originale.
A Daniel Glattauer posso ascrivere diversi meriti; l'originalità della forma, l'essere riuscito a scrivere due libri con la stessa coppia, con lo stesso rapporto di mail, concernenti un lasso di tempo di due anni e mezzo (!), risultando comunque credibile e quasi mai noioso, essere stato romatico ma anche ironico, aver dato risalto ed importanza alla parola scritta e a quanto sia difficile ma bello far nascere, crescere e coltivare un rapporto solo con la forza delle parole, senza mediazione del linguaggio del corpo e di aver dimostrato che tecnologia, e-mail o chat o sms non devono significare per forza “k” al posto dei “ch”, o “x” al posto di “per”.
P. s.: Un mio amico, vedendo questo libro, mi ha detto: “Ma cosa leggi?! Questa è roba da donne.” Potevo rispondergli che visto che la buona maggioranza dei lettori sono donne, allora dovremmo dedurne che il libro in genere è “roba da donne”. Un libro che tratta i sentimenti fra uomo e donna, l'amore, o comunque un libro celebrale diventa automaticamente “da donna” come se gli uomini non fossero parte di tutto questo. Come se facessimo numero mettendo ragione e lasciando all'altra metà quello che è sentimento. Non userò più, come ho fatto anche io in passato, quella definizione.
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Dolce droga a base di endorfine via web.
E' davvero finita la storia travagliata tra Emmi e Leo? Con questa domanda abbiamo terminato "Le ho mai raccontato del vento del nord". Glattauer, attraverso questo romanzo, ha finalmente dato a Emmi e a Leo una seconda possibilità.
Emmi, un'entità inflessibile molto astuta e determinata, decide di non arrendersi e di riprovare a cercare il suo amante-amico virtuale per dare una conclusione degna al loro fatiscente rapporto.
Il desiderio ha un ruolo predominante in questa avvincente storia. Il desiderio ha sempre trionfato sulla ragione, lo testimonia anche questo romanzo.
Questa volta il vento soffia attraverso l'acqua. Onde molto lunghe come tsunami.
"Prima di lei ce ne sono altre sei, prevedibili e armoniose che si condizionano a vicenda, sorgono una dopo l'altra, non fanno sorprese. Preservano la continuità. Occhio però alla settima onda! È imprevedibile. Passa a lungo inosservata, partecipa
all'assalto monotono talvolta però fugge via, sempre e solo lei, perché è spensierata, ingenua, ribelle.
Favorevole o svantaggioso?
Possono dirlo solo quanti, afferrati da lei, hanno avuto il coraggio di raccoglierne la sfida."
Senza rivelare troppo, il rapporto elettronico continua mantenendo lo stesso stile del primo. Il formato della corrispondenza è diretto e allo stesso tempo lascia molto
all'immaginazione, regalando ai lettori un'ondata di romanticismo e ironia, ricordando che il cyberspazio può diventare il luogo ideale per la seduzione romantica.
Cari amici,
la realtà è spesso complicata, ma ringrazio Glautter per aver raccontato attraverso questi libri la vecchia storia "dell'amore proibito".
La settima onda vi terrà agganciati fino alla fine, mostrandovi la vita virtuale e l' impatto delle e-mail che possono avere sulla nostra vita reale. A chi non l’avesse ancora letto auguro una buona lettura!
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...La settima onda
"Perchè se le prime sei onde sono sempre prevedibili, la settima può sconvolgere tutto."
"L'armadio" di sentimenti tra Leo ed Emmi è ormai al collasso è il momento di aprire le ante e far cambio di stagione. Ora Glattauer fin qui può bastare.
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L'estenuante mania per il verbo scritto
Non paga del primo capitolo delle avventure epistolari di Emmi & Leo, mi sono buttata allegramente anche sul secondo. Che, come tutti i sequel, raramente raggiunge le aspettative dell’inizio della “saga”.
Ma tant’è, ce l’avevo a portata di mano e mi son detta che provare poteva non essere sbagliato.
Il libro, così come il suo precedente, si legge agevolmente in una sera d’insonnia (proprio com’è successo a me). E già questo, si deve esser chiari, non so se sia un vantaggio o uno svantaggio. Cosa può lasciare un libro così easy? Niente, direte voi, se non piacevole intrattenimento letterario. Eh no, invece, no.
Perché i dialoghi di Emmi & Leo alla lunga (ma anche alla breve) diventano estenuanti. Così ansiosi e allo stesso tempo capaci di trasferire dentro di me un fastidio tale da farmi tornare alla memoria inutili fiumi di mail scambiate con i miei ex. Che se sono ex, giust’appunto, un perché c’è.
Detto ciò, il libro si trascina per oltre 140 pagine fino all’inevitabile happy end.
Che noia, che barba, che noia
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... per sognare...
è un libro da gustare per la sua ironia ed allegria,per la simpatia dei personaggi, per la scorrevolezza con cui è stato scritto!
lo consiglio vivamente ed auguro che giunga per ognuno di noi ... la settima onda.
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letto tutto d'un fiato!
Iniziato stamattina, e già finito ora che è metà pomeriggio!!! Faccio mia la definizione della Gamberale nella seconda di copertina: "Non c'è ritrosia intellettuale che possa ostacolare l'impellenza emotiva di sapere come andrà a finire"
E' una storia surreale, ma con tanti dettagli che mi ricordano storie verissime e moderne, riesce ancora a parlare d'amore senza essere kitsch e retorico. Probabilmente non diventerà un classico della letteratura, ma ho passato alcune ore meravigliose in compagnia di questo libro, peccato averlo già finito!
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I sessanta nomi dell'amore di Tahar Lamri









