La banda dei brocchi
Letteratura straniera
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Opinioni inserite: 4
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Noia britannica
La banda dei brocchi mi è stato caldamente consigliato, ma ho veramente faticato a terminarlo. L'ho trovato noioso, dispersivo, difficile da seguire, a tratti incomprensibile. Il finale cerca di salvare la storia con un effetto a sorpresa, ma in complesso non si capisce il libro dove va a parare. Ogni tanto qualche spunto carino nella descrizione della middle class britannica, e nelle dinamiche degli adolescenti/protagonisti; per il resto tempo perso. A mio personalissimo parere, trovo Coe molto sopravvalutato; ovviamente, ben venga chi lo apprezza, ci mancherebbe!!
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Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 2010
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Gli anni '70
Siamo a Birmingham , nella metà degli anni '70, quattro studenti affrontano le prime scelte importanti, lo studio,l'amicizia, l'amore .
Attorno a loro abbiamo l'Inghilterra di quegli anni : scioperi e rivendicazioni sindacali,il terrorismo dell'Ira, una vena di razzismo nemmeno tanto celata.
Coe racconta tutto con una certa leggerezza e a tratti con incursioni ironiche sottili ed affilate (la finta lettera di protesta di un padre di famiglia retrogrado al giornale scolastico è da sbellicarsi dalle risate...) , poi ti serve la tragedia all'improvviso, tra la gioia , le risate e il romanticismo, come un pugno nello stomaco .
Il finale è un pò pesante, il soliloquio di uno dei protagonisti , senza punti a significare l'entusiasmo rapito delle parole, difficile da seguire e la seconda parte del libro in generale è meno scorrevole.
Alcune storie restano interrotte, forse volutamente visto che alla fine l'autore annuncia che ci sarà un seguito ambientato negli anni '90, .
Non è una storia coinvolgente in modo straordinario, sono anzi protagonisti di vite ordinarie che ci raccontano, con i loro turbamenti e le loro emozioni, gli anni '70, senza cellulari, Internet, TV satellitare, Computers...
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Grande inizio, poi si perde un po'
Incuriosito dalla copertina (sì, è un motivo un po' debole ma tant'è...) mi sono messo a leggere questo lavoro di Coe in fin dei conti piacevole. La caratterizzazione dei personaggi e del periodo storico di riferimento sono molto ben articolati, in certi passi dell'opera sembra effettivamente di poter respirare l'aria dei tumultuosi anni '70 nell'Inghilterra del tempo dove il rock, il punk, le contestazioni sociali e gli attentati terroristici la rendono affascinante e, come suggerisce l'autore, "marrone"...
Purtroppo una pecca di Coe è che si perde nei cento personaggi del libro, roba che verso metà dell'opera devi quasi annotarti i protagonisti se no perdi il filo del discorso.
C'è anche da dire che la conclusione non è poi così degna come il resto della trama, e, personalmente, le ultime pagine sono davvero pesanti da terminare.
Consiglio comunque il libro ai giovani ragazzi che amano la cultura britannica.
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London calling
Particolare, a tratti bizzaro e ilare il modo di come è stato scritto tutto il romanzo, anche se a metà mi sono un pò persa. “The rotter’s club”sono gli adolescenti inglesi degli anni 70 che vivono i fervori delle mode, della politica, della rivoluzione musicale, del razzismo e degli scontri terroristici. Ognuno di loro ha la sua storia personale che vissuta in questo contesto li ha resi incerti e titubanti nelle loro scelte future.









