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Acidi accidentali

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Estela, che prima dell'operazione si chiamava Paul, torna a Manchester dopo anni di assenza, con l'incarico di uccidere il suo ex boss, John Burgess, che ora non si dedica più alla produzione di amfetamine e ha una facciata pulita come proprietario di discoteche e agenzie di viaggi. La sera stessa del suo arrivo, Estela fa un salto in uno dei club di Burgess, e rimorchia Yen, un ragazzo fuso con la tendenza a rubare tutto ciò che non è inchiodato al pavimento. La mattina dopo scopre che il ragazzo è sparito, e con lui la Beretta che intendeva usare per il lavoro. Quando Estela raggiunge il ragazzo, in un'altra discoteca di Burgess, lo trova morto: qualcuno gli ha sparato con la Beretta.



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Acidi accidentali 2017-02-24 12:32:18 SARY
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SARY Opinione inserita da SARY    24 Febbraio, 2017
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Trip

Viaggio nella Manchester amorale e immorale, una full immersion nel mondo della droga, del sesso, della malavita, con musica sparata ad alto volume. La storia è popolata da reduci degli anni settanta, alcuni messi male, altri peggio, ma coerenti e fedeli al proprio personaggio. Una città fredda, umida, grigia, nostalgica per ciò che è stato e non sarà più. L’intreccio è leggermente contorto ma regge, ci sono dei conti da saldare, degli imprevisti che scombinano le carte in tavola, piani alternativi da attuare.
L’autore è un giornalista, quindi sa il fatto suo, tutto sommato riesce a farsi seguire dal lettore. Lessico integrato con slang tipici di certi ambienti; temi, scenari e penna ricordano, personalmente, Irvine Welsh (Trainspotting) e Quentin Tarantino.
Superata la resistenza iniziale, scatta l’interesse. Il ritmo resta costantemente lento, coinvolgimento ed empatia scarseggiano, il finale è la parte più esplosiva.
Titolo e copertina strani, suscitano curiosità.
Chiuso il libro, resta un vago stordimento.
Concludendo, un noir originale, da provare con qualche riserva, male non fa, si può smettere quando si vuole e sicuramente non crea dipendenza.
Per capire il genere:

“ Non mi iniettavo speed nell’occhio per disperazione. Tutti hanno bisogno di qualcosa per rendersi interessante la vita. Come te con la pistola.”

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