Aiuto, Poirot! Aiuto, Poirot!

Aiuto, Poirot!

Letteratura straniera

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Invitato a recarsi in Francia per proteggere un uomo minacciato da un pericolo sconosciuto, il celebre Poirot al suo arrivo ha una sconsolante sorpresa: il suo cliente è già stato assassinato da una coppia di misteriosi stranieri. Incaricato di investigare sul delitto, il detective belga scopre, insieme al fedele capitano Hastings, che il crimine è stato compiuto seguendo lo stesso metodo di un assassinio commesso molti anni prima e che la vittima, pur amando teneramente la moglie, era legata a una donna affascinante ed enigmatica.



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Aiuto, Poirot! 2020-09-13 11:12:29 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    13 Settembre, 2020
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Omicidio in fotocopia

Merlinville-sur-Mer, non lontano da Calais: è da lì che parte l’epistolare grido d’aiuto del signor Renauld, intenzionato ad assumere Hercule Poirot in vista di un incombente pericolo. Troppo tardi. Quando l’investigatore belga arriva nella località francese, il facoltoso cliente è già morto, pugnalato alla schiena.
Inizia così la seconda avventura del personaggio più celebre di Agatha Christie, il quale, dopo il bell’esordio in “Poirot a Styles Court”, viene ancor meglio definito nelle sue manie ed abilità: ordine, metodo, utilizzo delle “cellule grigie” e attenzione alla psicologia (degli indiziati) e alla logica (degli elementi indiziari).
A Villa Genevieve, Hercule Poirot non trova soltanto un cadavere ma, in un breve raggio di chilometri, tutta una serie di persone che hanno avuto a che fare con la vittima, anche in tempi meno recenti.

Sono tre le componenti che ravvivano questo giallo della Christie:
- come è proprio dei primi romanzi dedicati a monsieur Poirot, la narrazione è fatta in prima persona dall’amico Hastings, il capitano britannico che – volitivo quanto si vuole – fa però dell’ordinarietà la sua caratteristica principale: un escamotage che consente all’autrice di sottolineare per contrasto tutte le doti e le piccole manie del suo investigatore;
- in “Aiuto, Poirot!”, quest’aspetto è ancor più accentuato dalla presenza di un “concorrente” francese, l’ispettore Giraud, che – con un modo di procedere del tutto opposto a quello del protagonista – si diletta nel seguire maniacalmente le tracce ed esaminare in lungo e in largo i luoghi dei fatti. Quella tra Poirot e Giraud diventa una vera e propria sfida di metodi investigativi;
- infine, come capita a volte nelle avventure di Hercule Poirot, “l’amour”: un elemento che serve spesso ad arricchire la psicologie di taluni personaggi e che, in questo caso, moltiplica gli intrecci secondari della storia.
Tuttavia, specie verso gli ultimi capitoli, quest’ultimo elemento straborda, portando con sé una serie di colpi di scena fin troppo pirotecnici: il risultato è sì di ricavare più azione ma, forse, anche di rendere gli ultimi sviluppi della vicenda meno credibili.
Insomma, questa seconda avventura di Poirot è gialla come al solito ma anche un po’ rosa… Per gli appassionati della Christie, in ogni caso, un libro da non mancare.

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Aiuto, Poirot! 2013-10-25 14:48:21 MrsRiso13
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MrsRiso13 Opinione inserita da MrsRiso13    25 Ottobre, 2013
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La purezza del giallo

Neppure duecento pagine per narrare il lavoro svolto, oltre Manica, dalle “celluline grigie” dell'investigatore belga più noto al mondo e del suo fido amico Hastings. Un intricato caso di investigazione, in cui, Poirot, viene chiamato ad indagare da una lettera inviata dal morto stesso e si ritrova a duellare con investigatori francesi che “usano metodi differenti”. Una battaglia tra francofoni a colpi di prove e deduzioni, dove la logica la fa da padrone e, ovviamente, il suo massimo sostenitore, diviene, fin da subito, il dominatore delle scene, adocchiando minimi particolari e trionfando sugli altri.
La Christie sorprende e affascina con questo giallo dalla sceneggiatura classica, dove si ritrovano i suoi elementi basilari: l'ambiente chiuso e apparente inviolabile, l'eredità contesa, l'intreccio amoroso celato in apparenza e disparati qui pro quo. Su queste basi, dà prova della sua maestria, tirando fuori colpi di scena pagina dopo pagina con la stessa abilità con cui i maghi fanno comparire i conigli dai cappelli e addolcendo le vicende con scene di amor cortese.
Il ritmo del romanzo è serrato, in alcuni punti è talmente eccessivo da lasciare interdetti, ma rimane immutato il piacere della lettura visto che, come nel romanzo stesso si afferma, “l’ordine sorge dalla confusione“. Offusca gli altri personaggi il nostro Poirot, il suo carisma prorompe e colui che, dell'egocentrismo smodato ne ha fatto virtù, è caratterizzato ancora dalle sue peculiarità, come l'eccessiva precisione, ed esaltato, in questo romanzo, dalla presenza di Hastings, cruciale spalla e narratore delle vicende.
In poche parole: l'essenza del giallo in un classico d'annata.

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