Christine Christine

Christine

Letteratura straniera

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Tre adolescenti vivono la loro adolescenza in una tranquilla cittadina di provincia. Le novità sono poche, finché non compare Christine, un'auto - una Plymonth del 1958 - che Arnie, uno dei ragazzi, vuole ad ogni costo rimettere a nuovo. Un'impresa disperata, che per lui si trasforma in un'ossessione, mentre la macchina inizia a manifestare un'inquietante vita propria. E nelle buie strade del paese la gente comincia a morire.

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Christine 2018-01-12 11:10:49 alessio
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alessio Opinione inserita da alessio    12 Gennaio, 2018
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AMORE A PRIMA VISTA

L'amore è cieco, si sa, ed è stato proprio un colpo di fulmine quello che è successo tra Arnie Cunnigham e Christine, una Plymont del 1958. Già! un'auto.
Un auto che fece perdere la testa ad Arnie quel pomeriggio al rientro dal lavoro insieme al suo miglior amico d'infanzia Dennis,la vide li rotta e arrugginita, abbandonata davanti al garage del proprietario un certo Roland D. Lebay, un veterano di guerra dal carattere intrattabile, antipatico,scorbutico, e con un passato da far accapponare la pelle.
Ma nonostante il divieto di acquistare Christine da parte dei genitori ed anche dal suo amico Dennis, Arnie è sempre più ostinato a realizzare il suo sogno di diventare il nuovo proprietario, e rimettendola in funzione restaurandola come si deve, per farla ritornare come agli albori. Peccato che Christine non è una macchina come le altre è un' auto con un'anima sua, è viva sente e vede come gli essere umani ed è molto gelosa di Arnie, specialmente quando lui si innamora di Leight Cabot. I problemi non tardano a venire quando una serie di omicidi mette in preoccupazione la piccola cittadina di periferia dove Christine è tornata in "vita".

Perchè tutti gli indizi di questa lunga scia di sangue portano a Christine secondo l'ispettore di polizia Junkis?

Che cosa aveva scoperto?

E Dennis che cosa sapeva realmente di tutta questa storia?

La storia è narrata con grande maestria dal Re, ottimi i dialoghi, e la descrizione delle scene ricreando nei dettagli l'atmosfera che si "respira " in quel momento, gli "ingredienti" per un buon thriller ci sono tutti non mancano colpi di scena, suspense, e azione, bello anche il finale e molto interessante l'epilogo. La lettura risulta essere molto scorrevole anche se qualche pagina l'ho trovata forse un po' troppo descrittiva, ma nel complesso è riuscito a tenere sempre alta la mia attenzione.
Il libro mi è piaciuto molto non ho trovato pagine "riempitive", ed è riuscito ad incuriosirmi fino alla fine, mi sento di consigliarlo agli amanti del genere che difficilmente deluderà le aspettative, e anche per chi vuole leggere una bella storia.
Buona lettura.

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Christine 2018-01-02 11:26:39 Elisabetta.N
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    02 Gennaio, 2018
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Christine

"Questa è la storia di un triangolo d'amore. Protagonisti: Arnie Cunningham, Leigh Cabot e, naturalmente, Christine. Vorrei tuttavia che teneste presente il fatto che Christine entrò in scena per prima. È stata il primo amore di Arnie e anche se non lo giurerei, penso tuttavia che sia stata il suo unico e vero amore. Per questo sostengo che ciò che avvenne fu una tragedia."

Il prologo di Stephen King racchiude tutto il senso di questo romanzo, però si è dimenticato una cosa: Christine è un auto.
Christine è anche molto gelosa, pertanto non è tanto difficile capire perché non ha gradito essere messa da parte per una nuova arrivata.
E cosa fa una donna tradita o che sente di essere minacciata? Fa dispetti e, se non riesce nel suo intento, si vendica.

In un escalation continua di tensione e terrore, King racconta la tragedia di un "amore" dannato.
È tremendamente facile dimenticarsi della vera natura di Christine, e King riesce a dare una mano alla fantasia facendoci accantonare la razionalità ed aprire la mente all'inspiegabile.

Un bellissimo romanzo firmato King.

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Christine 2014-03-14 07:57:57 viviana84
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viviana84 Opinione inserita da viviana84    14 Marzo, 2014
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Il fascino del male...

Arnie Cunningham è un perdente, un escluso. Un liceale della piccola cittadina di Libertyville che non ha successo con le ragazze, non è palestrato e tantomeno bello. Non possiede alcuna qualità se non un talento innato per i motori e le automobili. Il narratore è l’unico amico che ha. Un amico che ci racconta la storia di un triangolo d’amore. Quello tra Arnie, una ragazza in carne e ossa chiamata Leigh e l’altra “protagonista femminile”. Christine. La Plymouth dei sogni che si trasforma nella Plymouth degli incubi. Una carretta scolorita degli anni ’50, di proprietà dell’inquietante LeBay, un vecchio militare in pensione che solo a vederlo farebbe rabbrividire anche il diavolo. Ma per Arnie non conta più nulla.
Il suo è un amore a prima vista. Una passione che esplode senza una ragione precisa, che lo porta quasi all’isolamento, allontanandolo da tutto e da tutti. Quell’insana follia che potrebbe cogliere ognuno di noi davanti all’oggetto dei nostri desideri. Forse, il fascino magnetico del male. Un male che Christine porta impresso su ogni centimetro della sua carrozzeria. Un male che si sprigiona dalla luce accecante dei suoi fari. Due occhi sgranati nel buio alla ricerca della prossima vittima. E quando la morte si aggirerà con furia indomabile nella piccola comunità di provincia e strani incidenti cominceranno a coinvolgere anche le persone più vicine ad Arnie, sarà inevitabile per il suo amico pensare ad un’oscura e terribile vendetta di quella fedele automobile, che nasconde in sé il segreto di un antica vicenda. Una storia che affonda le sue radici nel passato del vecchio LeBay e che darà vita ad una scia inarrestabile di sangue.
Ho letto questo libro tanti anni fa, quando avevo solo quattordici anni, ma ho deciso di riprenderlo in mano qualche mese fa. In fondo, è una storia di adolescenti, le sensazioni della lettura sono cambiate, ma è stato ugualmente piacevole.
Perché i libri di King vanno al di là della pura definizione di horror. Sono un inno ai sentimenti che si agitano nell’animo umano, nel bene e nel male. Questo romanzo parla di amicizia, solitudine, sogni infranti, emarginazione e persino amore. L’amore reale e quello irrazionale, l’amore per una giovane ragazza da cui potrebbe nascere la felicità e l’amore insano verso Christine. Un amore che, come spiega il vecchio Lebay al narratore della storia, è il più antico degli assassini.
Così, posso dire che la sensazione d’ansia e leggera adrenalina sono tornate ad impossessarsi di me, spingendomi ad non interrompere la lettura. Come ogni altro libro di King, non ci si annoia mai. In tutte le 600 pagine e più, la tensione continua ad accelerare.
Il maestro accende il motore della sua narrazione e non si ferma fino all’imprevedibile finale.
I suoi romanzi sono indimenticabili. Del resto, se io stessa l’ho custodito nella memoria per ben quindici anni, ci sarà un motivo, no?

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Christine 2012-05-16 12:33:09 aeglos
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aeglos Opinione inserita da aeglos    16 Mag, 2012
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UL LIBRO CHE SI RICORDA VOLENTIERI!

Ricordo ancora volentieri questo libro, mentre lo leggevo mi figuravo i personaggi e il luogo dove si svolgeva la storia. Scritto in maniera semplice, ma nello stesso tempo mi ha coinvolta, parola per parola, pagina per pagina. Viene evidenziata l'amicizia, l'amore, ma anche l'odio che nel susseguirsi della storia, s'insinua nel personaggio di Arnie, che trova la propria dimensione nel sentimento sconvolgente verso la diabolica autovettura.
Gli anni ’50, il male (capace d' incarnarsi persino in una macchina), l’incompiuta giustizia conclusiva, la brillantezza dei dialoghi: questo libro è tutto questo e anche molto di più!
Ancora un bellissimo libro scritto dal mago dell'horror statunitense!

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