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Letteratura straniera

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Da quando ha sposato Peter, enigmatico compagno di corso alla scuola d'arte, Misty è venuta ad abitare sull'idilliaca Waytansea Island. Ora Peter, dopo un oscuro tentativo di suicidio, giace in coma all'ospedale. E Misty tiene un diario per quando (semmai) tornerà alla coscienza. Un diario dal contenuto molto bizzarro: misteriosamente cominciano a sparire una dopo l'altra alcune stanze dalle case per le vacanze della zona che Peter aveva ristrutturato. Misty, con l'aiuto di un grafologo, Angel Delaporte, scopre che sulle pareti delle stanze (in realtà murate) sono stati scribacchiati dei messaggi terribili e minacciosi che a poco a poco svelano verità sempre più sconvolgenti su di lei e sul destino.



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Diary 2011-10-12 14:31:23 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    12 Ottobre, 2011
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Sapientemente inquietante...

Inquietante. Credo sia l'aggettivo perfetto per descrivere questo libro.
Non avevo mai letto Palahniuk, di cui tanto avevo sentito parlare, e così dopo vari consigli ho tentato (con buoni risultati oserei dire).

Misty, pittrice talentuosa e fallita, sposata con Peter, si ritrova sola con figlia e suocera a carico mentre suo marito è in stato vegetativo dopo un incidente; la sua vita scorre piatta, monotona, finché non accade che vari personaggi, per cui suo marito aveva lavorato, si ritrovano -stupiti e irritati- senza un bagno, una cucina, uno sgabuzzino. Ma le stanze vengono ritrovate, murate, con le pareti ricoperte da deliri e minacce, che Misty e il suo amico Angel non riescono a comprendere.
Ma in un luogo come Waytansea Island, dove niente è come sembra, ci si può aspettare di tutto. E Misty, a sue terribili spese, scoprirà che quei deliri in fondo non sono così fuori luogo.

Storia interessantissima, grottesca, improbabile e audace: non avevo mai letto nulla di simile e posso dire di essere rimasta davvero di sasso di fronte a una simile maestria. Palahniuck sa tenere col fiato sospeso, è capace di produrre un brivido gelido che si accompagna prontamente alle sue parole. Ogni evento da lui descritto, ogni nuova verità, ogni dramma è un colpo che il lettore si trova a ricevere, e che cercherà invano di capire. Un'alone di intenso mistery è l'ingrediente magico: non si viene a capo di nulla, se Palahniuk, o meglio, se i suoi personaggi decidono di non svelarti nulla.
E se questi personaggi decidono di non svelarti nulla, tu sei costretto a provare da solo a rimettere insieme i pezzi di un vasto puzzle -perchè è così che Palahniuk scrive: pezzo per pezzo, collegamenti che non riuscirai a rimettere in ordine se non grazie al suo aiuto - ingoiando nel frattempo tutti i rospi, sopportando tutti i brividi e sperando che il prossimo dardo non tiri un colpo mancino.
Perché si rimarrà ipnotizzati durante la lettura, ed è inquietante ricevere duri colpi mentre la propria coscienza è così presa.

Non ho dato il massimo dei voti solo perché il suo stile enigmatico, prontamente spezzettato e moderno, accompagnato alla storia, mi ha messo ko, ovvero un bel senso di smarrimento (a suo modo anche piacevole).
Non è horror, è ironicamente e deliziosamente thriller, abbastanza sintetico e molto dialogato, la nostra protagonista è un'immagine ai raggi X complicata ma chiaramente sondata... no, non vi dico più nulla. Se volete un bel brivido, leggetelo!

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