In un vicolo cieco In un vicolo cieco

In un vicolo cieco

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Gli Slabaugh sono una famiglia prospera e laboriosa della comunità amish. Ma un orribile incidente porta alla morte i genitori e lo zio, lasciando orfani i quattro ragazzi. Il capo della polizia Kate Burkholder, nata e cresciuta Amish, sa che per loro sarà ancora più duro perdere l’innocenza e affrontare il dolore. E quando scopre che una delle vittime ha subito una ferita alla testa prima del decesso, si immerge con determinazione in un’indagine di omicidio, forse legato ai recenti casi di persecuzione della minoranza amish. I superiori le affiancano John Tomasetti, collega, amante e amico, e davanti a una nuova missione insieme, Kate sarà costretta a rendersi conto di quanta profondità ci sia nel loro rapporto e dove potrebbe portarli.



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In un vicolo cieco 2013-10-22 07:43:16 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    22 Ottobre, 2013
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Crimini d’odio e famiglie Amish

Il fascino malinconico dei vari aspetti della, troppo tranquilla, vita Amish è il punto di partenza del successo dei romanzi di Linda Castillo.
Apprezzo i suoi libri, forse proprio perché ambientati in una comunità che predilige le regole della vita semplice. Ne ho letti i primi 3 della serie che hanno come protagonista il capo della polizia di Painters Hill, Kate Burkholder. Dopo Costretta al silenzio e La lunga notte, il nuovo thriller, In un vicolo cieco, torna a scalfire la tranquilla routine del lavoro di Kate Burkholder e della comunità Amish da cui lei stessa, da adolescente, si è allontanata. La sua esistenza attuale, durante le indagini, torna puntualmente a scontrarsi con i ricordi e la violenza, messa a tacere, del suo passato.
IN UN VICOLO CIECO quattro ragazzini amish restano orfani dopo un orribile incidente, avvenuto in un capanno, mentre in città piccoli reati, aggressioni e molestie, mettono in luce la presenza di crimini d’odio nella tranquilla cittadina di Painters Hill, dove convivono, non sempre pacificamente, Englischer e Amish.
Alcune elementari preghiere della vita semplice recitano: “Nessuno dovrebbe abbandonare i suoi” perché “Dio non abbandona i suoi”, ma IN UN VICOLO CIECO non è affatto così. Dio sembra non volersi prendere cura dei pacifici Amish che subiscono vessazioni di ogni tipo e, a causa del loro stile di vita e della diffidenza verso le forze dell’ordine, rifiutano di collaborare. Niente denuncia corrisponde a nessun reato, ma la questione è diversa quando ci sono quattro orfanelli da proteggere. Per Kate Burkholder diventa una faccenda personale, vitale, e, ad aiutarla, c’è il solito collega, amante e amico, John Tomasetti, che la affianca per i casi con indagini particolarmente complicate.
IN UN VICOLO CIECO è un caso complesso, coinvolgente, che si sviluppa su due fronti di indagine per individuarne i nessi. È una storia che riesce ad interessare il lettore, grazie ai meccanismi della suspense e alla sintonia che si è ormai instaurata verso chi svolge le indagini. Nonostante siano svariati i “ vicoli ciechi” in cui si ritrovano le indagini, la narrazione non ha punti morti e procede tenendo viva l’attenzione del lettore, con colpi di scena ad effetto. Lo stile narrativo è perfettamente scorrevole. La soluzione del caso è, ancora una volta, più sconvolgente e movimentata di quanto ci si aspetti.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Costretta al silenzio e/o La lunga notte
consigliato a tutti quelli che adorano i thriller con questioni familiari o a chi è affascinato dal modo di vivere degli Amish
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